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Fondata nel novembre del 1977, la Arrows doveva inizialmente avere sede in Italia e chiamarsi Ambrosio Racing Team, dal nome del suo principale sponsor.Milton Keynes

Il nome Arrows era l'acronimo delle iniziale dei fondatori: a , il finanziere italiano Ambrosio e dagli ex-componenti della squadra Rees, Oliver, Wass e Southgate. Oltre ad essere l'acronimo dei nomi dei fondatori, il nome della squadra significa "frecce" in inglese (la r in più venne messa apposta...)

 Il personale proveniva in gran parte dalla Shadow, così come il pilota, Riccardo Patrese, a cui venne poi affiancato Rolf Stommelen. In soli 53 giorni venne realizzata la prima monoposto, la Arrows FA1, che fece il proprio debutto al Gran Premio del Brasile 1978. La vettura suscitò, però, diverse polemiche in quanto era una copia identica della Shadow DN9 e Don Nichols, proprietario della scuderia, intentò una causa legale contro la Arrows, rivendicando la proprietà  intellettuale dei progetti.

I risultati in pista vedevano comunque Patrese ottenere buoni risultati, tanto che al Gran Premio del Sudafrica riuscì a portarsi in testa alla corsa fino a quando non cedette il propulsore. La gara seguente, poi, conquistò i primi punti mondiali per la scuderia al Gran Premio degli Stati Uniti disputato a Long Beach, seguite da un secondo posto in Svezia alcune gare più tardi. La situazione all'interno del team, però, non era rosea: a causa di reati di tipo finanziario Ambrosio venne arrestato in Italia e ritirò il sostegno economico alla scuderia, mentre l'alta Corte condannò la Arrows ad una multa di cinquantamila dollari e alla distruzione degli esemplari delle sue vetture, poi donate come parziale risarcimento a Nichols. Nonostante le gravi difficoltà  Southgate e Warr riuscirono a progettare una nuova monoposto, la A1, in poco più di un mese.

Nel settembre 1978, poi, durante il Gran Premio d'Italia a Monza, Patrese fu coinvolto nell'incidente che costò la vita a Ronnie Peterson e, dopo essere stato accusato pesantemente da James Hunt, di avere provocato l'incidente gli fu vietata la partecipazione al Gran Premio seguente dai suoi stessi colleghi. In seguito un'inchiesta appurerà  in via definitiva che il pilota padovano non fu in realtà  responsabile dell'accaduto. L'italiano ottenne infine un quarto posto inCanada, permettendo alla scuderia di chiudere al decimo posto in classifica costruttori. Nonostante ciò la FOCA, vista la faccenda legale che aveva coinvolto il team inglese, impedì che alla Arrows venissero erogati i bonus previsti per i risultati ottenuti in gara.

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