Pienamente d'accordo.
Negli anni 70 e 80 l'affidabilità era più o meno un mix di procedure empiriche adottate nell'assemblaggio e nella prgettazione e di fortuna nelle forniture. Oggi l'affidabilità e la diagnostica dai singoli pezzi fino a tutti i sistemi a bordo hanno raggiunto tranquillamente il rango di scienza, per cui diventa sempre meno probabile che una vettura di punta abbia problemi.
Ormai le tecniche affidabilistiche e di failure analisys and prevention vengono insegnate nei corsi univsrsitari, io stesso ho sostenuto alcuni esami di affidabilità e diagnostica di sistemi e dispositivi elettronici e non un posti tipo MIT, Cambridge o Caltech, ma in una normalissima università italiana. Figuriamoci a cosa hanno acceso Ferrari, RBR o MErcedes.
Se si vuole incrementare l'aleatorietà nell'affidabilità dei mezzi occorre effettivamente permettere ai team di ritornare a poter spingere tantissimo sia in termini di prestazione continuativa sulla singola gara e sia come tecnologie impiegate. Perchè solo spremendo fino al limite i mezzi per tutta una gara e solo introducendo qualcosa di tecnologicamente nuovo si entra in quell'area grigia in cui anche gli enormi dataset delle squadre non permettono più di prevdere tutto con elevata precisione.
Attenzione però... perchè non vorrei che si passasse anche qui a una sorta di volontà da parte dei "padroni del vapore" di "guasto a ogni gara... a turno", così come ora pretenderebbero "sorpassi a ogni gara" quasi per legge. Anche quì l'idea corretta non è tanto pretendere l'inaffidabilità delle vetture d'imperio, ma lasciare quella libertà di sviluppo e introduzione tecnologica che, permettendo di esplorare l'gnoto, questa aleatorietà la introduca da se.
Ovviamente il tutto è troppo intelligente per poter essere compreso da Liberty MEdia, FIA e lamloro corte dei miracoli.