Su AutoSprint n. 10 c'è un servizio di 4 pagine della rubrica "Bastian Contrario" di Mario Donnini che, anche fotograficamente, sovrappone varie monoposto 2017, fra le quale le differenze sono davvero minime e avvertibili solo da chi volontariamente è a caccia delle differenze.
Forse Mario sarà uno di quelli, come sono stato definito io, "che non sa distinguere una Toro Rosso da una Red Bull" (ma ne dubito fortemente), tuttavia ci va giù chiaro con "l'effetto smosciante dell'assenza di reali diversità al primo impatto visivo tra le F1 2017. Anzi, a vederle in pista nei primi giri veri a Barcellona, il disagio aumenta".
Fermo restando l'enorme aumento di appeal estetico rispetto alle vetture del recentissimo passato (più belle oggi, e l'alettone posteriore basso è decisivo), tutte le differenze che vediamo noi "matti dalle gare", a mio parere sono percentualmente davvero infime.
Il "bastian contrario" si intitola "Il concerto dei gemelli diversi".