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Showing content with the highest reputation on 09/27/14 in messaggi

  1. 2 points
    Povero illuso. Un paio di telefonate di Turrini e tutto si sistema.....
  2. 2 points
    Alonso alla Catheram è già stato detto?
  3. 1 point
    Io ne ho molta di fiducia in Raikkonen, ma mi pare innegabile che riesce a far fruttare di meno il materiale che ha rispetto ad Alonso
  4. 1 point
    Non ci credo manco se lo vedo. La Bild ha lo stesso valore di Novella 2000. Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  5. Per chi fosse interessato un breve riassunto di una storia... tutta all'italiana. Nella prima metà degli anni '80 l'Alfa Romeo è in una crisi spaventosa: altissimi costi di produzione, cronica mancanza di liquidità , impossibilità /incapacità di svecchiare la gamma con dei modelli di successo (chi si ricorda la Arna?). Data la vocazione "corsaiola" della Casa, si tenta, come ultima disperata carta, un rilancio di immagine con le corse. Che vuole dire Formula 1. Con un ultimo immane sforzo il reparto corse viene potenziato. Carlo Chiti, che se ne è andato per fondare la Motori Moderni, viene sostituito con Gianni Tonti. Si mette in cantiere il progetto di un nuovo motore Turbo 1.5 litri: la scelta cade su un 4 cilindri in linea. Un po' sulla suggestione del BMW, che è il motore più potente di allora. Un po' sull'onda del ventilato cambio di regolamento che avrebbe dovuto prevedere l'abbassamento della cilindrata massima da 1500cc a 1200cc, favorendo quindi motori a minore frazionamento: cambio che non avverà mai e che, da un'altra parte, porterà un terribile Vecchio a progettare una diabolica vendetta verso la FIA. Ma questa è un'altra storia... Il progetto procede a tappe forzate. A metà 1985 il motore è al banco di prova: verso la fine dell'anno gira sulla pista di Balocco su un telaio laboratorio. A questo punto serve un team con cui farlo correre, nella migliore delle ipotesi verso la fine del campionato 1986, più verosimilmente nella stagione 1987. I primi contatti sono con la Williams nel 1986. La squadra inglese ha perso i motori Honda per l'opposizione di Frank Williams e Patrick Head all'ingaggio del pilota giapponese Satoru Nakajima. Ma le trattative vanno troppo per le lunghe. Frank si sta ancora riprendendo dal terribile incidente che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, e Patrick si trova da solo a gestire sia la parte tecnica che quella organizzativa del team (che in più sta lottando per il titolo mondiale). L'Alfa Romeo ha però fretta: la morte di De Angelis ha portato ad una modifica dei regolamenti con la messa al bando dei turbo nel 1989. Alla fine si ripiega sulla Ligier: meno appetibile a livello di immagine, ma che è rimasta senza motori per il 1987 a causa del ritiro della Renault dalla F1. Viene siglato un contratto di fornitura tre anni, che prevede per i primi due il motore turbo (siglato 415T), e per il terzo un motore 3500cc aspirato (V10 o V12) ancora da progettarsi. A inizio 1987 va in pista la Ligier JS29 motorizzata Alfa Romeo. Beh, dire "in pista" è un eufemismo perché è più il tempo che i due piloti, il francese René Arnoux e il nostro Piercarlo Ghinzani, passano ai box o ai bordi del tracciato di quello trascorso nell'abitacolo. Infine a Monza l'epilogo degno di una tragedia greca. Mentre torna a piedi dai box dopo l'ennesimo stop per problemi tecnici, Arnoux si lascia andare con i giornalisti presenti ad un duro sfogo nei confronti della casa del biscione, colpevole, secondo lui, di non impegnarsi a sufficienza nel progetto e di compromettere così la stagione che sta per iniziare. Non è neanche passata un'ora dalle dichiarazioni del pilota (ricordiamoci che siamo nel 1987, Twitter non esiteva e le comunicazioni viaggiavano via telex e simili) che parte una telefonata da Torino. Di fronte agli allibiti tecnici francesi, i tecnici Alfa Romeo imballano tutto il materiale, lo caricano su camion e... se ne vanno!!! Fine della storia. Cosa era successo? A fronte degli immensi debiti, l'IRI aveva deciso alla fine di vendere l'Alfa Romeo. Nel 1986 si erano scontrati in una sanguinosa battaglia Fiat e Ford: fino a che l'intervento dello stesso presidente dell'IRI, Romano Prodi, non aveva fatto pendere l'ago della bilancia verso Torino (la storia ha già dato altrove i suoi giudizi su questo avvenimento, e siccome qui si parla di F1 non ci interessano). A questo punto la Fiat si trovava con due squadre di F1 e questo è - pensano a Torino - un inutile spreco di risorse: una delle due deve chiudere. Indovinate un po' quale? Serve solo il casus belli...
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