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  1. Luke36

    Ayrton Senna

    Spero di fare cosa gradita a molti se apro un 3d su Ayrton. Certo, ce ne sono tantissimi sparsi per il web ma non qui, su questo bellissimo forum. Pertanto sarà mia cura postare quante più foto e video possibili, aneddoti e testimonianze, con l'intento di far conoscere la personalità di Ayrton a tutti quelli che non hanno avuto la fortuna di vederlo in azione. Chiaramente i contributi di Gio, Claudio, Sun e di tanti altri ma soprattutto di Giacomo, saranno non solo benvenuti, ma doverosi. Parto da qui, una inquadratura poco nota di uno dei duelli che hanno fatto la storia della F1. Chi ben comincia è a metà dell'opera. Biografia: Il Brasile è un paese meraviglioso e terribile al tempo stesso. In nessun altro angolo del mondo è cosi palpabile la differenza tra il ricco e il povero, tra l'indigenza e il lusso, tra la vita e la morte. A volte nascere in una famiglia benestante può rappresentare qualcosa di più della semplice ricchezza materiale. Ayrton Senna da Silva nasce a San Paolo il 21 marzo 1960, da Milton Guirando Theodoro da Silva e Neide Senna. Prima di lui era nata Viviane (madre di Bruno Senna e quindi nipote di Ayrton), dopo di lui sarebbe arrivato Leonardo. il padre di Ayrton era un uomo molto in vista, si occupava di componenti per autovetture e possedeva alcune aziende agricole che, nonostante la perenne mancanza di tempo, seguiva personalmente. Fin da piccolo, Ayrton viene educato con grande attenzione: non gli viene fatto mancare nulla, anche se è lui stesso, prendendo buoni voti a scuola e aiutando il padre nell'azienda di famiglia, a meritarsi un trattamento speciale. "E' una regola di vita importante: per avere occorre meritare, e per meritare occorre lavorare", disse qualche anno più tardi Milton. Su queste basi Ayrton cementa con la famiglia un rapporto unico e irrinunciabile. Una condizione di vita che neppure i miliardi guadagnati nelle corse, gli appartamenti a Montecarlo e le ville nei posti più esclusivi gli hanno mai fatto dimenticare. "La mia famiglia è la cosa più importante che possiedo", disse all'indomani del suo primo trionfo mondiale. "Più dei soldi, più della fama, più di tutto. nonostante faccia questo lavoro da molti anni, non mi sono ancora abituato alla lontananza da casa. il mio cuore è sempre a San Paolo, dove ci sono i miei amici, la mia famiglia e le mie cose. I brasiliani sono un popolo molto legato alla propria terra e in questo senso, io sarei il più brasiliano dei brasiliani. E' una condizione dura, ma questa è la vita che ho scelto, con tutti i suoi lati positivi e tutti i sacrifici che richiede". Ayrton non era un bambino come tutti gli altri. Gli piacevano le macchine ed era affascinato da come il padre riusciva a domare quei mostri su quattro ruote che ogni tanto rompevano con il loro rumore la quiete domestica. Cosi, ad appena quattro anni, Milton gli costruì il suo primo kart. Ayrton non sapeva coniugare i verbi ma imparò presto quali emozioni poteva dare il piccolo motore della sua "macchina". Se fosse riuscito a mettere nello studio lo stesso impegno che dimostrava alla guida di qualsiasi mezzo, forse oggi Ayrton sarebbe stato un celebre studioso brasiliano, un personaggio importante della cultura del suo paese. Invece la scuola veniva sempre dopo i motori. Gli amici a San Paolo hanno ancora oggi impresso nella mente il giorno in cui Ayrton guidò per la prima volta la jeep del padre. Prima, seconda, terza, quarta. Il motore non girava alla perfezione, troppo vecchio e arrugginito, ma Ayrton "sentiva" il mezzo e lo guidava con perizia. Il tutto di fronte all'incredulità di Milton: la sorpresa di un padre che vede il proprio figlio di sette anni guidare come un provetto automobilista. Il legame tra Ayrton e la sua famiglia ha sempre rappresentato per i suoi biografi quell'elemento che non gli consentì di vivere fino in fondo il successo. Soldi, popolarità e vittorie non hanno mai sostituito il Brasile nel cuore di Senna che, nel pieno della sua avventura europea, cercò di vincere la sua nostalgia di casa portando con sè la bella Liliane Vasconcelos Souza. Si erano conosciuti da ragazzi e, per tutti e due, la loro era stata la prima storia d'amore importante. Nel 1981, alla vigilia del trasferimento in Inghilterra, si sposarono, ma l'unione tra la bionda e affascinante Liliane e il timido Ayrton fu tumultuosa e travagliata. Il matrimonio durò solamente otto mesi, anche perchè, come scrissero i giornali brasiliani, lei aveva troppa paura delle corse per potergli rimanere accanto. "Credo che la loro unione sia finita per via delle paure di Liliane", afferma il fotografo Keith Sutton, tra i primi amici europei di Ayrton. "Lui era troppo concentrato sulla sua carriera per poter sopportare il peso di una moglie angosciata dalle corse. La presenza di Liliane era una delle attrattive principali del campionato di Formula Ford. Era la classica brasiliana tutta curve che vestiva in maniera provocante.Era bellissima e sempre allegra, ma dopo un pò di tempo Senna capì di aver sbagliato persona e il loro matrimonio fallì" . Quello che è certo è il filo indissolubile che ha sempre legato Senna alla propria famiglia e alla propria terra, un legame assoluto e inscindibile. Il grande campione aveva bisogno della propria gente e del proprio paese, ma anche il Brasile aveva bisogno di Senna, di un campione, per continuare a sperare nel domani. "La mancanza delle persone a cui sono legato e la distanza che mi separa da loro sono le due cose che più hanno caratterizzato la mia carriera. La solitudine è un fatto acquisito, una situazione con cui ho imparato a convivere. Quando si è sempre sotto pressione come lo sono io, si sente il bisogno di tornare ad essere Ayrton Senna e non essere più il campione del mondo. Per me la solitudine è diventata uno stile di vita, uno stato psicologico. E' una scelta che ho fatto, ma non un bene" Dalla madre, Ayrton imparò anche a credere in Dio, a coltivare la propria fede anche in un ambiente difficile come quello delle corse. Era molto legato a mamma Neide, tanto da assumere il suo cognome quando iniziò a correre. "C'erano molti Da Silva nel campionato kart brasiliano, mentre Senna non era un cognome molto diffuso", spiegò qualche anno fa Ayrton, ma forse dietro a quella scelta esisteva qualcosa di molto profondo, di intimo e inviolabile. A dieci anni Senna era già un abile meccanico e cercava qualsiasi stratagemma "ingegneristico" per fare andare più forte degli altri il suo kart. Il sabato, forse perchè preoccupato di cosa poteva accadere lasciando sfogare Ayrton sulle pericolose strade di San Paolo, Milton accompagnava il figlio al piccolo kartodromo di Parque Anhembi. Ayrton corse fino al compimento del tredicesimo anno, primo anno utile per iscriversi alle gare ufficiali.La prima fu a Interlagos, per molti anni sede ufficiale del Gran Premio di Formula 1 del Brasile, fino a quando la Federazione Internazionale non si spostò sul circuito di Rio de Janeiro. Ayrton trovò nel giovane connazionale Mauricio Sala un avversario tenace e di grande talento. Ma la voglia di vittoria del giovane Da Silva (suo vero cognome, mentre Senna era il cognome della madre che qualche tempo dopo decise di aggiungere al suo nome) era qualcosa che non conosceva ostacoli. Cosi, per tutta la stagione, il duello tra le due giovani promesse monopolizzò l'attenzione dei molti spettatori che ogni domenica si recavano nei kartodromi più famosi del Brasile. La supremazia di Ayrton non mancò di attirare su di lui le critiche di un ambiente appassionato ma povero, che quindi mal digeriva la presenza di un furgone-officina del Team Da Silva nei box dei circuiti. Li si poteva trovare tutto: il pezzo mancante, la chiave giusta, l'olio migliore, le gomme nuove. "Ayrton era straordinariamente bravo e determinato", ricorda Sala, "e i nostri duelli furono qualcosa di assolutamente indimenticabile. Ma il fatto che fosse cosi forte e che dipendesse di un'organizzazione efficiente e,per certi versi, addirittura professionistica, attirò su Ayrton l'antipatia di molta gente. "Io lo rispettavo, ma molti vedevano in lui il classico figlio di papà che aveva sempre il meglio." Al tempo, Ayrton aveva solo quindici anni, ma la sete di vittorie, il riuscire a primeggiare sugli altri piloti, erano diventati per lui un'esigenza fisica. Se perdeva stava male. Se vinceva era contento. Senna abbandonò i piccoli kart nel 1977, quando passò alla categoria 100cc, conquistando nello stesso anno il titolo brasiliano e sudamericano. A tutti gli addetti ai lavori sembrò normale la vittoria del debuttante Ayrton, semplicemente perchè tutti riconoscevano in lui il più forte, il migliore. Era sostenuto dai tifosi e ben visto dai giornalisti, sempre disponibile a rilasciare un'intervista e a concedere, con una punta di nascosto imbarazzo, un autografo ai suoi giovanissimi sostenitori. Forse perchè ormai considerato il migliore, forse perchè bisognoso di nuovi stimoli, Ayrton si imbarcò nel 1978 per l'Europa: una nuova tappa verso la gloria. Il suo primo obiettivo fu il campionato del mondo kart a Le Mans, un nome leggendario a cui sono legate alcune delle più belle pagine del mondo dell'automobilismo.In Francia, Ayrton non vinse, finendo addirittura sesto. Un buon piazzamento per un debuttante, una totale delusione per un vincente come lui. Alla sconfitta si aggiunse anche l'isolamento, l'assoluta mancanza di comunicazione con gli altri concorrenti, un pò per colpa dell'inglese zoppicante di Ayrton, un pò per il suo carattere chiuso. Comunque, ancora oggi, gli avversari di allora ricordano quello strano "oggetto misterioso" con grande rispetto, sottolineando come "la cosa che più colpiva di lui era la straordinaria padronanza del mezzo, la scioltezza con cui riusciva a guidare. Se fosse stato più estroverso, forse sarebbe diventato l'idolo anche di noi piloti, perchè la gente, i tifosi, già impazzivano per lui." Nel 1979 Ayrton Senna, ormai considerato dagli addetti ai lavori uno dei migliori piloti di kart del campionato, si presento a Jesolo per l'annuale manifestazione, seconda solo come importanza al Mondiale. Anche in questa occasione non mancò di ribadire la sua assoluta eccezionalità . Mentre la maggior parte degli altri piloti preferì trascorrere lunghe ore sulle assolate spiagge del lido, il brasiliano studiò nei minimi particolari la pista, curando in modo maniacale il proprio kart. Sentiva il "dovere" di essere il migliore in ogni occasione, in prova in gara. A Jesolo, Ayrton si trovò a competere con un avversario oggettivamente più esperto e impaziente di lui, l'inglese Terry Fullerton, vincitore delle ultime quattro Coppe dei Campioni kart. Andò cosi anche quell'anno, complice un incidente di Senna, schizzato sulle protezioni alla seconda curva del circuito e tradito si dalle gomme, ma ancor prima dalla sua irrefrenabile smania di essere primo. L'errore, in quella occasione, fu solo ed esclusivamente di Ayrton. Non cosi pochi mesi dopo ai campionati del mondo a Estoril in Portogallo. Durante le prove, Senna ebbe un grave incidente scontrandosi con un altro concorrente e ribaltandosi più volte. A tradirlo, stavolta, era stata la possibilità di accontentarsi: "L'incidente avvenne in semifinale, quando mi bastava arrivare secondo per aggiudicarmi la migliore posizione in griglia di partenza della finale. Il concorrente che mi precedeva grippò il motore , piantandosi improvvisamente. Non riusciì ad evitare di tamponarlo e cosi finiì la gara lontano dai primi. Ero molto arrabbiato, perchè mi sentivo che quell'incidente mi sarebbe costato il titolo, anche se ero convinto di essere il più forte." E fu cosi. Per la gioia di Fullerton. L'appuntamento con l'inglese volante venne fissato a Nivelles, in Belgio, sede del mondiale 1980. La voglia di dimostrare a tutto l'ambiente che il migliore era lui costò ad Ayrton la prima batteria, conclusa con una mesta uscita di pista. Andò meglio nelle due gare successive, dove il brasiliano raccolse un primo e un terzo posto, ma l'impegno non fu sufficiente a consacrarlo campione del mondo. Fu solo secondo, cosi come all'Estoril. Battuto, ma sempre convinto di essere il più veloce. Il mondiale in Belgio rappresentò una tappa molto importante per Senna, per la prima volta di fronte ad un bivio: continuare a correre nei kart, con un impegno finanziario alla sua portata e rischi ridotti, oppure tentare la scalata alla Formula 1, con tutti gli ostacoli e i dubbi che questa scelta avrebbe comportato. "Formula Ford 1600, poi la 2000, quindi la Formula 3 e infine la Formula 1. Quella era la mia strada, la vita che avevo scelto fin da bambino. I motori erano tutto per me, vivere senza poter provare il brivido del rischio e il sapore della competizione, non aveva senso. C'era solo un problema: chi poteva dare fiducia ad un brasiliano che parlava male l'inglese e amava poco la vita mondana?. "Ho lasciato il mio paese e la mia famiglia perchè voglio diventare un pilota di Formula 1. Sono in Europa per fare esperienza e per cominciare a far conoscere il mio nome nell'ambiente. Forse qualcuno mi darà la possibilità di realizzare il mio sogno".
  2. Pep92

    Jacarepagua

    La brutta fine del circuito di Rio, ormai solo una distesa di terra http://motorsportrants.com/formula-1/f1-la-fine-di-jacarepagua-facciamo-spazio-alle-olimpiadi/
  3. Pep92

    Interlagos

    iniziati i lavori a Interlagos http://www.autodromodeinterlagos.com.br/wp1/autodromo-de-interlagos-comeca-passar-por-melhorias-partir-deste-mes/
  4. until
  5. Oggi sono 69... Emerson Fittipaldi e' uno dei personaggi che hanno fatto la storia della Formula 1: pilota e costruttore che nel corso degli anni si è guadagnato importanti riconoscimenti, tra cui due Mondiali vinti nel 1972 e nel 1974. Emerson e' capostipite di una famiglia di piloti che si sono cimentati nel mondo della Formula 1 con alterne fortune. Fittipaldi non inizia a correre giovanissimo, perchè inizia a lavorare conme meccanico di moto. Successivamente, decide di cimentarsi anche lui nel pilotaggio, ma al posto delle moto decide di seguire le orme del fratello Wilson, che si era dedicato ai kart. Già nel 1966 passa alle automobili, correndo nella Formula Vee (nela prima edizione della serie), e l’anno dopo vincerà il titolo brasiliano. Nel 1969 arriva in Formula Ford e dopo poche gare fa già vedere tutto il suo valore in pista, fatto di velocità e intelligenza, che nel giro di pochi mesi lo portano a saltare in Formula 3 inglese a bordo di una Lotus, che gli permetterà subito di vincere il titolo. Sarà proprio il team Lotus a interessarsi alle qualità del “Rato” (così veniva soprannominato per i suoi denti) nella persona del grande capo, Colin Chapman, che lo farà sedere su una sua Formula 2, dove le sue qualità di tester saranno particolarmente apprezzate nell’ambiente della Formula 1, suo successivo e naturale approdo. Chapman lo farà esordire a Silverstone come terzo pilota, sulla monoposto della stagione precedente. Ala prima gara si qualificò 21esimo ma in gara riuscì a rimontare sino all’ottavo posto. In Germania, sulla Nordschleife, nel giorno dell’ultima vittoria di Jochen Rindt, Fittipaldi partì tredicesimo e riuscì ad arrivare addirittura al quarto posto. Ma la svolta della sua carriera arrivò, purtroppo, nella terribile gara di Monza, dove Jochen Rindt perderà la vita nel corso delle qualifiche del sabato, e Fittipaldi dovette affrontare anche l’improvviso ritiro di John Miles, che fu molto colpito dalla morte dello sfortunato Rindt ritrovandosi da terza a prima guida nel corso di pochi giorni. La Lotus si ritirò in Canada per lutto, ma la gara successiva, a Watkins Glen, Fittipaldi farà a Rindt un grandissimo regalo postumo, andando a vincere dopo essere partito dal terzo posto ed essersi reso protagonista di una grande rimonta, impedendo a Jacky Ickx di agguantare il titolo dell’austriaco e consegnarlo alla memoria del suo compagno. Terzo giungerà il suo giovane compagno di squadra Reine Wisell, al debutto in Formula 1. Fittipaldi sarà già consacrato nuovo leader in Lotus, ma l’anno successivo i progetti di Chapman impediranno alla Lotus 72D di ottenere risultati in quella stagione, che verrà dominata da Stewart. Nella stagione successiva però tutti gli sforzi verranno concentrati su quella vettura ed Emmo sarà protagonista già prima dell’inizio della stagione, vincendo la Race of Champions a Brands Hatch. E dopo le prime due gare arriverà la prima vittoria all’apertura della campagna europea, a Jarama sul bagnato. E’ l’anno del “favoloso Fittipaldi” (questo il titolo del film che gli venne dedicato a fine stagione), l’uomo che entra in perfetta simbiosi con il suo mezzo tanto da arrivare secondo su un circuito che nemmeno conosceva come Clermont-Ferrand e di aggiudicarsi il titolo proprio dove nessuno lo avrebbe mai immaginato, a Monza, dove le Ferrari che partivano da favorite saranno costrette a cedere il passo allla Lotus del brasiliano, che diventerà il più giovane pilota a laurearsi Campione del mondo a soli 25 anni, record che verrà battuto solo da Fernando Alonso nel 2005. Fittipaldi nel 1973 dovette fare i conti con un compagno di squadra molto diverso dai precedenti, e soprattutto più veloce: Ronnie Peterson. La situazione sarà particolarmente incandescente, il giovane rampollo (velocissimo) contro il campione consacrato, con Champan a gestire questa delicata situazione. Fittipaldi si farà valere subito, vincendo in Argentina e nella gara di casa in Brasile, sul circuito di Interlagos, ma le gare successive scalderanno oltremodo l’ambiente, con Peterson che nel corso della stagione approfitterà dei guai che capiteranno a Fittipaldi per recuperare punti preziosi su di lui e, così, lanciare Jackie Stewart verso il suo terzo alloro iridato. Chapman non intervenne e fu proprio questa sua inerzia a far infuriare Fittipaldi, che lo accusò di favorire Peterson e a Monza si consumò la rottura, con lo svedese che non fece passare il compagno di squadra e andò a vincere, tenendo dietro il brasiliano ancora in lotta per il titolo, e gli impedì di avvicinarsi a Stewart. Sarà l’ultima gara di Watkins Glen, che la Tyrrell non corse per lutto, a dare il Mondiale costruttori alla Lotus e di questo Chapman fu soddisfatto, ma Fittipaldi decise di andarsene. Il brasiliano approderà così alla corte di Bruce McLaren, dove insiemem a Dennis Hulme riprenderà la rincorsa al titolo. Le cose non inizieranno bene, con Fittipaldi decimo in Argentina, ma subito a Interlagos una vittoria lo riportò nella corsa al titolo. Corsa che vide grandi protagoniste le Ferrari di Regazzoni e Lauda, che si lanciarono in un’appassionante lotta con il brasiliano della McLaren, concontinui colpi di scena, come la doppietta rossa nel Gran Premio di Francia o l’incredibile finale di stagione a Watkins Glen. Il brasiliano si renderà infatti protagonista di un’incredibile rimonta in classifica, che lo vide addirittura al quinto posto a 3 gare dalla fine. Fittipaldi capitalizzò al massimo il secondo posto ottenuto a Monza dietro a Peterson e la vittoria del Canada, che gli consentirono di arrivare al Glen con gli stessi punti dello svizzero. Ma a Emmo basta correre di conserva l’ultima gara, arrivando quarto, anche perchè la Ferrari non prenderà alcun punto nè con Regazzoni nè con Lauda, e Fittipaldi porà così festeggiare il suo secondo titolo, con soli 3 punti di vantaggio su Regazzoni; inoltre, nonostante il grande apporto di Lauda alla causa ferrarista, la McLaren riuscirà a fare anche doppietta aggiudicandosi il Mondiale costruttori. Fittipaldi, così, a 27 anni si gode il suo doppio trionfo. Viene confermato dalla McLaren anche nella stagione successiva, ma non potrà fare niente contro le nuovissime e velocissime Ferrari 312T di Mauro Forghieri, che si imposetro fin dalle prime gare. La McLaren fu invece invischiata in una serie di problemi tecnici che non furono risolti e che portaronmo a Fittipaldi solo due secondi posti. Il brasiliano, forte dei suoi titoli mondiali, decide così di inttraprendere la strada di un altro fuoriclasse appena scomparso, Graham Hill, che decise di fondare un proprio team e di correrci. La nuova avventura si chiama Copersucar-Fittipaldi, dall’idea dei due fratelli Emerson e Wilson, sponsorizzata da uno zuccherificio che decise di credere e investire nella nuova avventura in cui si cimenteranno i fratelli brasiliani. Wilson si cimenterà per primo in questa nuova avventura al volante e, come prevedibile, dovrà pagare lo scotto del debutto, non marcando punti e navigando sempre nelle retrovie. La svolta arriverà nel 1976, quando verrà ingaggiato proprio Emerson Fittipaldi, il quale dopo un avvio stentato nelle prime gare inizierà a incamerare i primi punti per la nuova scuderia. La monoposto, però, non riuscì a supportarlo a dovere, a causa anche dei problemi di gioventù. Sarà nel 1977 che, però, Emerson riuscirà a racimolare qualche risultato di rilievo, grazie anche alla vecchia monoposto che comunque sarà sviluppata. Arriveranno, infatti, 2 quarti posti consecutivi e un quinto posto. Invece, il nuovo telaio risentì anch’esso dei problemi di gioventù che hanno attanagliato la precedente e Fittipaldi fu costretto a tornare nelle retrovie. Solo a Zandvoort arrivò un altro quarto posto, ma i problemi furono enormi e la Copersucar saltò il Gran Premio del Giappone. Wilson ed Emerson misero così in pista una nuova vettura per il 1978 e, come tradizione, il Brasile sarà sempre foriero di buoni risultati, visto che qui otterrà un incredibile secondo posto. Ma come nel resto delle stagioni, la Copersucar subirà un mesto ritorno delle retrovie, con la Copersucar che ritirerà i finanziamenti. I due Fittipaldi, allora, acquisiranno la Wolf (che stava chiudendo i battenti), creando la Fittipaldi Automotive, che si avvarrà della direzione sportiva di Peter Warr e di quella tecnica di Harvey Postlethwaite, oltre all’arrivo di un secondo pilota, Keke Rosberg. La nuova vettura debutta, così, nel 1980, stagione in cui Fittipaldi alla fine deciderà di appendere il casco al chiodo e ritagliarsi il solo ruolo da manager. I due si mettono in evidenza nella prima parte della stagione, arrivando per 2 volte sul podio, ma come nelle stagioni precedenti la parabola discendente della Fittipaldi si presenta puntuale nella seconda parte della stagione. Emerson e Wilson si ripresentarono al via del 1981, ma la stagione fu fallimentare, visto che non corsero nemmeno il Gran Premio d’Austria a causa dell’assenza dei motori; a ciò si aggiunse l’abbandono di Peter Warr e Postlethwaite. Rosberg decise così di lasciare il team e dirigersi verso la Williams. Nonostante questo, i due Fittipaldi decisero di provarci ancora una volta con una sola vettura, affidata a Chico Serra; la F8 (progettata da Postlethwaite e da un giovanissimo Adrian Newey) riuscì quantomeno a qualificarsi ad alcune gare, ma i risultati furono particolarmente deludenti, al punto che a fine 1982 terminò anche l’avventura della scuderia. L’asso brasiliano deciderà di tornare al volante dal 1984 nella serie Indycar, con il team Patrick Racing, dove nel 1989 vincerà la sua prima 500 Miglia di Indianapolis e il Campionato, dopo alcuni anni di apprendistato. Dopo essere passato al team Penske, nel 1993 contenderà il titolo al neo-campione del Mondo di Formula 1 Nigel Mansell, aggiudicandosi la 500 Miglia di Indianapolis. Un curioso aneddoto ha riguardato la sua cerimonia di premiazione, quando venne fischiato dal pubblico quan do decise di sostituire al latte usato per la doccia del vincitore il suo succo d’arancia (Fittipaldi, infatti, gestiva una piantagione di arance e una ditta produttrice di succhi). Uno smacco inaccettabile dal pubblico americano che non gli verrà mai perdonato, nemmeno nel 2008 quando prenderà nuovamente parte alla corsa più veloce del mondo. Nel frattempo, Fittipaldi gestirà un team in A1GP, gareggerà nella Grand Prix Masters, dove si confronterà anche con Nigel Mansell, e correrà insieme a Wilson sempre nel 2008 nella Formula 3 inglese. Inoltre, Emerson sarà chiamato più volte a svolgere il ruolo di Commissario aggiunto nel corso dei Gran Premi di Formula 1, dove la sua grande esperienza ha contribuito ad aiutare gli altri membri del Collegio a decidere sulle condotte dei piloti in gara. Emerson rimane uno dei piloti più vincenti della storia e uno dei primi a fregiarsi del doppio titolo conquistato, dopo Mario Andretti e prima di Nigel Mansell, tutti piloti con cui incrocerà le lame nella straordinaria stagione 1993. E’ stato anche il capostipite di una famiglia tutta dedicata ai motori, oltre che il primo brasiliano a laurearsi Campione del Mondo di Formula 1 e tutti lo ricordano come pilota dal talento innato e dalla classe cristallina. Come disse Arturo Merzario, infatti, “Attualmente la mia stima è per Emerson Fittipaldi, perché è il classico pilota che, oltre ad essere veloce, sa cavarsela anche quando la sua vettura non è all’altezza di quella degli avversari, emergendo alla distanza”. Testo riportato da f1sport.it...
  6. leopnd

    Igor Fraga

    Igor Omura Fraga, nato il 26 settembre 1998, è un pilota brasiliano di origine giapponese ed ex-giocatore di eSports, che nel 2019. ha corso nella Formula Regional European Championship con il team DR Formula by RP Motorsport. Ha vinto l'inaugurale FIA Gran Turismo Nations Cup e la serie di corse McLaren Shadow nel 2018 e ha anche partecipato alla serie di eSports 2017 di Formula Uno...
  7. Pep92

    Tuka Rocha

    È morto ieri a soli 36 anni a causa delle ferite riportate dopo un incidente aereo in Brasile, alcune fonti locali scrivono che sia tornato sull'aereo in fiamme per salvare un bambino.
  8. until
    Formula 1 Heineken Grande Prêmio Do Brasil 2019 www.gpbrasil.com.br
  9. Ecco i video di quanto accaduto in Brasile: RISSA OCON-VERSTAPPEN
  10. leopnd

    Formula 1 - Brasile

    until
    Grande Prêmio Heineken Do Brasil 2018 Domenica, 11.11.2018. 18:10h www.autodromodeinterlagos.com.br
  11. Chico Landi, l'eroe locale, ha fatto la pole col'Alfa Romeo 8C-308, Varzi ha poi vinto la gara, anche lui su Alfa Romeo...
  12. 3D per il Gran Premio del Brasile 2006 http://www.passionea300allora.it/granpremi/gran-premio-del-brasile-2006
  13. I XXXI Giochi Olimpici Estivi si terranno dal 5 al 22 agosto mentre i XV Giochi Paralimpici Estivi si terranno dal 7 al 18 settembre. Gli sport olimpici saranno 28 con il ritorno del Rugby a 7 già presente nella formula a 15 alle prime edizioni delle olimpiadi moderne e il Golf presente solo nelle edizioni 1900 e 1904, gli sport olimpici saranno quindi: Atletica, Nuoto, Tuffi, Pallanuoto, Nuoto Sincronizzato,Tennis,Tennis Tavolo, Badminton, Basket, Calcio, Ciclismo, Boxe, Rugby a 7, Pallamano, Tiro con l'arco e a segno, Canoa/Kayak, Canottaggio, Equitazione, Scherma, Hockey prato, Golf, Ginnastica artistica e ritmica, Trampolino elastico, Judo, Pentathlon, Vela, Taekwondo, Triathlon, Volley, Beach Volley, Sollevamento Pesi e Lotta. Alcune novità riguardano la Boxe dove potranno partecipare dopo regolare qualificazione anche i pugili professionisti. Mappa dei luoghi di gara, come risaputo il centro olimpico di Barra sorge sulle ceneri dell'ex Autódromo Internacional Nelson Piquet di Jacarepaguà in più per il Calcio verranno utilizzati stadi fuori dallo stato di Rio che hanno ospitato gli ultimi mondiali e saranno questi: Itaipaiva Arena, Salvador de Bahia Estádio Nacional Mané Garrincha, Brasilia Estádio Governador Magalhães Pinto, Belo Horizonte Arena Corinthians, São Paulo Arena da Amazônia, Manaus
  14. Formula 1 Grande Premio Petrobras do Brasil 2015 - Sao Paolo 935° Gran Premio Round 18/19 13-14-15 Novembre 2015 INFO Lunghezza del circuito: 4,309 km km Giri da percorrere: 71 Distanza totale: 305,909 km Numero di curve: 15 Senso di marcia: antiorario Mescole Pirelli: soffice/media Primo Gran Premio: 1972 Apertura farfalla: 65% della percorrenza RECORD Giro gara: 1:11.473 - J Montoya - Williams - 2004 Distanza: 1h28:01.451 - J Montoya - Williams - 2004 Vittorie pilota: 6 - A Prost Vittorie team: 12 - McLaren Pole pilota: 6 - A Senna Pole team: 11 - McLaren Km in testa pilota: 1.140 - A Prost Km in testa team: 3.226 - McLaren Migliori giri pilota: 5 - M Schumacher Migliori giri team: 10 - McLaren, Williams Podi pilota: 10 - M Schumacher Podi team: 31 - McLaren Orari del Gran Premio del Brasile Venerdì 13 Novembre 10:00-11:30 (13:00-14:30) Prove Libere 1 - Sky Sport F1/Rai Sport 1 14:00-15:30 (17:00-18:30) Prove Libere 2 - Sky Sport F1/Rai Sport 1 Sabato 14 Novembre 11:00-12:00 (14:00-15:00) Prove Libere 3 - Sky Sport F1/Rai Sport 2 14:00-15:00 (17:00-18:00) Qualifiche - Sky Sport F1/Rai Due Domenica 15 Novembre 14:00 (17:00) Gara - Sky Sport F1/Rai Uno Tra parentesi gli orari per l'Italia. Presentazione Gran Premio del Brasile: http://www.passionea300allora.it/f1-gran-premio-del-brasile-2015-anteprima/ Storia del Gran Premio del Brasile: http://www.passionea300allora.it/wiki300/index.php?title=Storia_del_Gran_Premio_del_Brasile Descrizione del circuito di Interlagos: http://www.passionea300allora.it/wiki300/index.php?title=Autódromo_José_Carlos_Pace Passione a 300 all'ora
  15. Scusate se apro con largo anticipo questa discussione, lo faccio, spero, per una buona causa. Volevo segnalare che su Sky si trovano delle puntate molto interessante sulle storie dei Mondiali, presentate dall'unico giornalista che ascolterei anche se leggesse il foglietto illustrativo dell'aspirina: Federico Buffa. Buffa, come qualcuno saprà , nasce col basket ma è un attento analitico anche del calcio. Ho visto solo uno spezzone sul Mondiale 1974, un bellissimo mix tra politica e sport. Per chi non ha Sky, informo che alcune puntate sono reperibili anche su Youtube
  16. [col][/col][col]Formula 1 Grande Premio Petrobras do Brasil 2014 - Sao Paulo 915° Gran Premio Round 18/19 7-8-9 Novembre 2014[/col] [col]INFO Lunghezza del circuito: 4,309 km Giri da percorrere: 71 Distanza totale: 305,909 km Numero di curve: 15 Senso di marcia: antiorario Mescole Pirelli: soffice/media Primo Gran Premio: 1972 Apertura farfalla: 65% della percorrenza RECORD Giro gara: 1:11.473 - J Montoya - Williams - 2004 Distanza: 1h28:01.451 - J Montoya - Williams - 2004 Vittorie pilota: 6 - A Prost Vittorie team: 12 - McLaren Pole pilota: 6 - A Senna Pole team: 11 - McLaren Km in testa pilota: 1.140 - A Prost Km in testa team: 3.226 - McLaren Migliori giri pilota: 5 - M Schumacher Migliori giri team: 10 - McLaren, Williams Podi pilota: 10 - M SChumacher Podi team: 31 - McLaren[/col][col]Orari del Gran Premio del Brasile Venerdì 7 Novembre 10:00-11:30 (13:00-14:30) Prove Libere 1 - Sky Sport F1 14:00-15:30 (17:00-18:30) Prove Libere 2 - Sky Sport F1 Sabato 8 Novembre 11:00-12:00 (14:00-15:00) Prove Libere 3 - Sky Sport F1 14:00-15:00 (17:00-18:00) Qualifiche - Sky Sport F1 Domenica 9 Novembre 14:00 (17:00) Gara - Sky Sport F1 Tra parentesi gli orari per l'Italia. Differita delle qualifiche alle 23:30 su Rai Due. Differita della gara alle 22:00 Su Rai Due.[/col] Anteprima del Gran Premio del Brasile: http://www.passionea300allora.it/2014/11/05/gran-premio-del-brasile-2014-anteprima/ Storia del Gran Premio del Brasile: http://www.passionea300allora.it/wiki300/index.php?title=Storia_del_Gran_Premio_del_Brasile Descrizione del circuio di Interlagos: http://www.passionea300allora.it/wiki300/index.php?title=Autà³dromo_José_Carlos_Pace Passione a 300 all'ora
  17. Bene, visto che sta per iniziare il mondiale, esattamente a partire da domani, vediamo chi azzecca il girone dell'italia. Ovviamente, se c'è gente che non è italiana, può pronosticare il girone della propria squadra. Vediamo chi indovina
  18. [col][/col][col]Formula 1 Grande Premio Petrobras do Brasil 2013 - Sao Paulo 897° Gran Premio Round 19/19 22-23-24 Novembre 2013[/col] [col]INFO Lunghezza del circuito: 4,309 km Giri da percorrere: 71 Distanza totale: 305,909 km Numero di curve: 15 Senso di marcia: antiorario Mescole Pirelli: media/dura Apertura farfalla: 65% della percorrenza RECORD Giro gara: 1:11.473 - J Montoya - Williams - 2004 Distanza: 1h28:01.451 - J Montoya - Williams - 2004 Vittorie pilota: 6 - A Prost Vittorie team: 12 - McLaren Pole pilota: 6 - A Senna Pole team: 11 - McLaren Km in testa pilota: 1.140 - A Prost Km in testa team: 3.226 - McLaren Migliori giri pilota: 5 - M Schumacher Migliori giri team: 10 - McLaren, Williams Podi pilota: 10 - M SChumacher Podi team: 31 - McLaren[/col] [col]Orari del Gran Premio del Brasile Venerdì 22 Novembre 10:00-11:30 (13:00-14:30) Prove Libere 1 - Sky Sport F1/Rai Sport 1 14:00-15:30 (17:00-18:30) Prove Libere 2 - Sky Sport F1/Rai Sport 1 Sabato 23 Novembre 11:00-12:00 (14:00-15:00) Prove Libere 3 - Sky Sport F1/Rai Sport 1 14:00-15:00 (17:00-18:00) Qualifiche - Sky Sport F1/Rai Due Domenica 24 Novembre 14:00 (17:00) Gara - Sky Sport F1/Rai Uno Tra parentesi gli orari per l'Italia.[/col] Premessa: per l’ultima gara dell’anno proponiamo la nuova veste delle Anteprime dei Gran Premi di Passione a 300 all’ora. I riassunti storici dei Gran Premi, a cura di Francesco Ferrandino, verranno inseriti nella nostra Wiki300 (in questo potete cliccare su “Storia del Gp del Brasile” per accedere). L’anteprima (a cura di Domenico Della Valle) e tutta la parte di statistiche, sono state riviste e rese più in linea con lo stile del sito. Speriamo che il restyle sia gradito. Storia del Gran Premio del Brasile: http://www.passionea300allora.it/wiki300/index.php?title=Storia_del_Gran_Premio_del_Brasile La Formula 1 giunge all’epilogo. Il prossimo weekend si disputerà il Gran Premio del Brasile, diciannovesima ed ultima prova del mondiale 2013. Chiuderà la stagione il circuito di Interlagos, intitolato a Carlos Pace alla periferia sud di San Paolo, la più grande metropoli dell’intero emisfero meridionale. Il circus arriva in Brasile direttamente da Austin, in Texas, dove si è svolto il Gran Premio degli Stati Uniti che ha visto trionfare ancora una volta Vettel. Il tedesco si è imposto davanti a Grosjean e Webber. Quarto è giunto Hamilton, quinto Alonso. La Mercedes ha quindi allungato ancora il distacco dalla Ferrari nella classifica costruttori. Con i giochi iridati ormai conclusi da tempo negli Stati Uniti si è parlato molto della prossima stagione, in particolare la Pirelli ha fatto sapere che le coperture per l’anno venturo saranno di tipo più conservativo rispetto a quelle viste nelle ultime stagioni. In molti hanno visto in questa mossa della Pirelli la volontà di evitare le magre figure che la casa italiana ha rimediato soprattutto nella prima parte del campionato. Prima che, sotto la pressione di alcuni team, si tornasse alla specifica dello scorso campionato. Nella giornata di venerdì saranno messe a disposizione delle squadre le prime specifiche delle gomme che verranno utilizzate il prossimo anno, per permettere ai team di prendere confidenza con le nuove coperture. In merito a ciò, e soprattutto in virtù delle nuove regole 2014, i team stanno insistendo per poter tenere una sessione di test supplementare alla fine di Gennaio. Il Gran Premio del Brasile si disputa sul circuito Carlos Pace di Interlagos, una località a sud di San Paolo così denominata perchè sorge su un lembo di terra situato in mezzo a due laghi artificiali, il Guarapiranga e il Billings, costruiti all’inizio del secolo scorso per dotare di energia elettrica la città . Il tracciato è tra i più corti del calendario, appena 4,309 km (solo il cittadino di Monte Carlo è più breve) e si caratterizza per una serie di dossi e avvallamenti dovuti in gran parte alla natura argillosa del terreno sul quale sorge. In genere le gare sono abbastanza combattute e spettacolari, anche perchè le condizioni meteo sono spesso variabili e può arrivare un improvvisto scroscio di pioggia che va a mescolare le carte in tavola. Sarà anche l’ultima gara di Felipe Massa con la Ferrari, al quale abbiamo dedicato una foto di copertina dal ricordo emozionante. Il GP del 2008 nel quale, per una manciata di secondi, il brasiliano è stato Campione del Mondo, prima del discusso sorpasso di Lewis Hamilton su Timo Glock che ha consegnato, all’inglese, il suo primo ed unico, al momento, titolo mondiale. Al termine della gara si avranno i verdetti finali della stagione: la Mercedes dovrebbe riuscire a concludere seconda nel mondiale costruttori ai danni della Ferrari, che al contempo dovrebbe riuscire a contenere l’assalto finale della Lotus. La stagione che sta per terminare non è stata particolarmente esaltante, il campionato si è subito indirizzato verso Vettel e la Red Bull. Le prime gare avevano forse illuso alcuni appassionati circa un possibile inserimento nella lotta al vertice di Ferrari e Mercedes e invece, da dopo la pausa estiva, non c’è stata più storia: a partire da Singapore la Red Bull ha spiccato il volo e il mondiale si è definitivamente chiuso. Speriamo in un 2014 più entusiasmante anche grazie al cambiamento delle regole che si preannuncia assolutamente radicale. Passione a 300 all’ora non andrà in vacanza, seguiremo la pausa invernale con notizie e approfondimenti, seguiremo le presentazioni delle nuove vetture e i test pronti per un 2014 che speriamo sia pieno di sorprese. Domenico Della Valle - Francesco Ferrandino Passione a 300 all'ora
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