Contenuti inviati da AleImpe
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F1 in Tv 2015
Ecco il piano editoriale... http://www.raisport.rai.it/dl/raiSport/media/Il-piano-editoriale-di-Rai-Sport-7cc3180f-5aa8-49da-b507-732d15adea07.html
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F1 in TV 2014
Ecco il piano editoriale... http://www.raisport.rai.it/dl/raiSport/media/Il-piano-editoriale-di-Rai-Sport-7cc3180f-5aa8-49da-b507-732d15adea07.html
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F1 in TV 2014
Che ne dite di Franzelli vice direttore al posto di Losa ?
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F1 in TV 2014
Via libera del cda Rai alla nomina dei cinque vicedirettori di RaiSport Via libera a maggioranza del cda Rai alla nomina dei cinque vicedirettori di Rai Sport proposti dal direttore della testata Carlo Paris. Confermati Jacopo Volpi, Ivana Vaccari e Raimondo Maurizi, i nomi nuovi sono Marco Franzelli e Marco Civoli. Secondo quanto si apprende, hanno votato a favore il presidente Anna Maria Tarantola e i consiglieri Benedetta Tobagi, Marco Pinto e Antonio Pilati. Contro Antonio Verro e Guglielmo Rositani, Rodolfo De Laurentiis si è astenuto. Non ha partecipato al voto Gherardo Colombo da http://www.digital-sat.it/ds-news.php?id=38942 E Losa non c'è più......
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F1 in TV 2014
Rai Sport: da viale Mazzini volevano 6 vicedirettori nuovi Lo leggo dopo Carlo Paris TAG spy calcio Il cda della Rai voleva che Carlo Paris cambiasse tutti e sei i vicedirettori dello sport. Per dare un segno di discontinuità con il passato, con il suo precedessore, Mauro Mazza, "rimosso" l'estate scorsa dal dg Gubitosi. Ecco il retroscena che ha bloccato tutto (per ora) a Rai Sport. Il neodirettore Paris aveva presentato un piano editoriale ("che è stato molto apprezzato dal cda", ci tiene a precisare) e aveva previsto un solo cambio fra i suoi vice: Marco Franzelli al posto di Bruno Gentili, che pare non l'abbia presa benissimo. Per questo non è arrivato il via libera da Viale Mazzini. Paris ha dovuto così rinviare la presentazione del piano industriale, prevista giovedì scorso, a dicembre. Il 10 infatti si riunirà di nuovo il cda: Paris non sarà presente e non manderà nessuna nota. Da parte sua, non ci sono novità : il nuovo vicedirettore scelto è Franzelli. Gli altri sono quelli che già c'erano: Jacopo Volpi (vicario), Raimondo Maurizi, Sandro Fioravanti, Ivana Vaccari, Maurizio Losa. Ma che dirà il cda? La decisione di stoppare questa nomina è abbastanza strana, di recente non era mai successo. Ma il consiglio d'amministrazione della Rai, si sa, ultimamente è spaccato dopo la decisione del premier Renzi di chiedere un "contributo" di 150 milioni alla Tv pubblica. Paris ha mandato una mail a tutti i giornalisti, 120 in tutta Italia, spiegando le ragioni dello slittamento dell'assemblea, "ho avuto notizia informale-ha spiegato il nuovo direttore in carica dal 20 settembre-che il mio piano industriale è stato approvato ma il cda non ha potuto provvedere alle nomine dei vicedirettori da me presentati". E c'è una novità , mai successa in Rai: Paris non solo svelerà ai suoi giornalisti cosa vuole fare durante il suo mandato ma "per la prima volta-ci spiega-tutto sarà pubblico, sul web e su Rai Sport 1, come è giusto che sia". "Noi siamo servizio pubblico, i cittadini devono sapere come sarà la sport in Rai", sostiene il nuovo direttore. Ottima iniziativa: la trasparenza non guasta mai. Come noto, quando si è insediato, Paris ha trovato molte decisioni per la stagione in corso già prese da Mauro Mazza: non ha potuto ancora incidere. Erano stati cambiati i conduttori di Novantesimo e Domenica Sportiva, nonostante i successi negli ascolti. Era cambiato lo staff azzurro (Rimedio nuovo telecronista al posto di Bizzotto). Ora Paris dovrà mettere mano non solo a Rai Sport 1, che Processo del lunedì a parte, fa ascolti bassi e con costi alti. Ma ci sono giornalisti come Paola Ferrari e Franco Lauro che erano stati emarginati da Mazza e non vedono l'ora (giustamente) di tornare in pista. Paris vuole ridare dignità al servizio pubblico, meno chiacchiere (i talk show d'altronde sono in crisi) e più prodotto. La Rai dovrà valorizzare gli sport e le esclusive che ancora possiede. Se il cda dà il via libera, inizierà un nuovo percorso. da http://www.repubblica.it/rubriche/spycalcio/2014/11/28/news/spy_calcio_rai_sport-101614544/
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F1 in TV 2014
Home > NEWS > Attualità > Rai Sport: i “consigli†di Gubitosi affondano Paris Rai Sport: i “consigli†di Gubitosi affondano Paris Emiliano Stella on27 novembre 2014 Più che una testata giornalistica, Rai Sport sembra il Vietnam. Il neo direttore Carlo Paris, asserragliato nella sua stanza, sta vivendo giornate drammatiche. Si è visto infatti bocciare dal Consiglio di Amministrazione la squadra dei vice direttori edovrà ripresentarsi il 10 dicembre al settimo piano di viale Mazzini con altri nomi. La sua colpa è di avere ascoltato i “consigli†del direttore generale Gubitosi, che caldeggiava il ritorno alla redazione sportiva di Marco Franzelli dalla corte di Monica Maggioni a Rai News 24. Quando Paris ha pronunciato quel nome, il consigliere Gherardo Colombo ha chiesto la parola (era in video collegamento da Milano) ed ha espresso le sue perplessità . “Chiedo scusa, ma il nome di questo Franzelli era nella lista dei giornalisti del Tg1 sotto inchiesta per gli straordinari notturni. Io non lo votoâ€. A quel punto Gubitosi, impallidito, ha sospeso la riunione del CdA, si è fatto un pò di conti e ha capito che il Consiglio era spaccato a metà : 4 consiglieri su 8 non avrebbero dato l’ok a Paris. Che fare? Tutto rinviato al 10 dicembre. Il malcapitato Paris è tornato a Saxa Rubra con le pive nel sacco. Aveva programmato la riunione della redazione per giovedì 26 ed aveva addirittura pensato (la vanità è un peccato che si paga) ditrasmettere il suo intervento in differita tv sul canale Rai Sport 1. Ha dovuito scrivere una e-mail alla redazione annunciando il rinvio della riunione. Il problema, adesso, è che nella testata sportiva è un “tutti contro tuttiâ€. Nel piano-Gubitosi,Franzelli avrebbe avuto la delega sulla Formula Uno e sui motori, finora appannaggio di Maurizio Losa. Quest’ultimo ha già detto che non può accettare il ridimensionamento e la sua “spoliazioneâ€. Ma più che una “spoliazione†quella contro Losa è la vendetta di Paola Ferrari in De Benedetti, determinata a punire il collega considerato – con l’ex direttore Mauro Mazza- responsabile della sua cacciata dalla conduzione delle “Domenica Sportivaâ€. Anche altri vice direttori confermati sono arrabbiati e contrari a far parte della squadra di Paris. Per non parlare della rabbia di Bruno Gentili, sacrificato di turno per fare spazio a Franzelli. Il neo-direttore, privo d’esperienza e considerato da tutti un esecutore passivo dei voleri di Gubitosi, non sa più che pesci prendere. Perfino l’Usigrai, sua casa di riferimento politico-sindacale, ha preso le distanze dall’operazione. Lunedì prossimo altra assemblea per nominare un nuovo comitato di redazione. Paola Ferrari, sempre furibonda per essere stata estromessa dalla Domenica Sportiva, chiede altri significativi spazi televisivi tutti per lei. Si dice addirittura che potrebbe presentare le partite della Nazionale al posto di Marco Mazzocchi, a sua volta sul piede di guerra. Fabrizio Failla, per qualche settimana “consigliere†di Paris, irrealizzata l’ambizione di diventare vice direttore, punta al ruolo di capo redattore del calcio: vittima designata Enrico Testa. La redazione di Milano (una ventina di giornalisti) solidarizza con Maurizio Losa. Conclusione? Il povero Paris rischia di non ottenere né la fiducia del Consiglio di amministrazione né quella della maggioranza dei redattori. Per questo, quando fa capolino fuori dalla sua stanza, appare più depresso e incupito del solito. da http://www.lultimaribattuta.it/12760_rai-sport-i-consigli-di-gubitosi-affondano-paris
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F1 in TV 2014
Rai: il cda boccia il piano di Carlo Paris. E i vicedirettori aspettano... Oggi il direttore di Rai Sport, Carlo Paris, avrebbe dovuto presentare il piano editoriale alla redazione. Tutto rimandato a data da destinarsi. Il motivo? Il piano di Paris, nominato direttore il 20 settembre scorso al posto di Mauro Mazza, è stato bocciato dal cda della Rai. Una decisione che ha stupito i circa 120 giornalisti di Rai Sport, sparsi per tutta Italia. Paris ha preso la direzione a Saxa Rubra in un momento delicato, dopo che Mauro Mazza, "rimosso" dal dg Gubitosi, aveva già stabilito tutto per la stagione in corso, dai conduttori allo staff azzurro. Ora, questa sorprendente bocciatura. Paris aveva anche annunciato al cda due nuovi vicedirettori: Fabrizio Failla, che è il suo braccio destro, e Marco Franzelli. Ma come vicedirettore vicario dovrebbe essere confermato Jacopo Volpi. Ora si vedrà cosa decideranno in Viale Mazzini. Contestata in cda soprattutto la nomina di Franzelli. Il piano dovrà essere rivisto. Secondo un sito il dg Gubitosi avrebbe voluto dare a Franzelli la delega per i motori, togliendola a Maurizio Losa (curatore anche della Domenica Sportiva) che è appoggiato da Antonio Marano oltre che dalla redazione milanese di Rai Sport. Il 10 dicembre Paris dovrebbe ripresentarsi a Viale Mazzini. da http://www.repubblica.it/rubriche/spycalcio/2014/11/27/news/spy_calcio_conte-101553035/
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F1 in TV 2014
F.1 e la crisi degli ascolti: Sky e Rai aspettano la Ferrari Lo leggo dopo (ap) TAG spycalcio Una pessima annata per la Ferrari e per la Formula 1: ne hanno risentito anche gli ascolti tv. Se Sky (vedi Spy Calcio del 12 novembre) grazie a Valentino Rossi aveva fatto grandi numeri con le Moto Gp, in Formula 1 la seconda stagione di F.1 sulla pay tv ha dovuto registrare un calo. Ecco i dati. Gli spettatori unici del canale nell'intera stagione sono stati 6 milioni. Gli spettatori medi per weekend di gara: 1,6 milioni I fruitori del mosaico interattivo in Alta Definizione nei weekend di gara, 1,1 milioni La media spettatori per GP, circa 670 mila. Infine, il Gran Premio di Monte Carlo, sesto appuntamento del Mondiale 2014, in diretta esclusiva su Sky Sport F1 HD e sui canali del mosaico interattivo in HD, è stata la gara più seguita della stagione: circa 1 milione di spettatori medi complessivi e 1.604.418 spettatori unici (share del 6,5%). Anche la Rai ha visto scendere gli ascolti: per le gare in diretta, infatti, sono stati mediamente 4 milioni e 100 (share 24,20%), un milione in meno rispetto all'annata precedente. Per le gare in differita, media di 2,4 milioni (share 12%), contro i 3,5 milioni (share 15%) della stagione precedente. Ma la Formula 1 va ripensata, e qui le tv non c'entrano nulla. La maggior parte degli appassionati ha dai 45 ai 65 anni: ai giovani interessa sempre meno. Poi, la Formula "noia" di inizio stagione (ricordate la polemica sul rumore?) ha scoraggiato tanti appassionati che hanno spento il televisore. Mettiamoci, il flop della Ferrari e il gioco è fatto: almeno nella stagione precedente la Casa di Maranello era stata un po' competitiva, stavolta niente. Zero. Ma la crisi è più generale: gli ascolti sono in calo anche in Inghilterra e Germania (dove c'è la Mercedes...). Ecclestone dovrebbe studiare qualcosa di nuovo, altrimenti la crisi aumenterà anche nei prossimi anni. Sky e Rai, intanto, aspettano la Ferrari... da http://www.repubblica.it/rubriche/spycalcio/2014/11/25/news/ascolti-101374003/
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Caterham e Marussia, non sono esistite ?
Da quel ho capito dall' articolo, la F1 anche con la Caterham e la Marussia e l' Hrt si è corsa con 18 vetture vere, vero ?
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Caterham e Marussia, non sono esistite ?
1 NOV 2014 Caterham e Marussia tutta la verità . Ovvero, non sta succedendo nulla (usate questo post per il totogrip) “Finché nel mondo ci sarà denaro sporco esisteranno sempre le catene di pizzerie e le piccole squadre di Formula 1″ (anonimo del paddock) “La domanda da porsi oggi non è perché siano uscite dalla F1 Caterham e Marussia, ma se Caterham e Marussia siano mai entrate in F1″. (altro anonimo) Premetto che posso scrivere questi miei pensieri texani senza timore di vedermi ritirato il pass per accedere al paddock solamente in considerazione di due circostanze: la prima è che Montezemolo non è più il presidente della Ferrari. La seconda è che scrivo in italiano, e quello che è scritto in italiano in F1 non conta nulla. Non viene letto. E, se viene letto da qualcuno, viene per lo più ignorato nella certezza che gli altri non lo hanno letto. Premesso questo, diciamolo chiaramente. La crisi attuale della F1 ha due responsabili: Bernie Ecclestone e Luca Montezemolo. Più il primo del secondo, ma, insomma, tutti e due. E del resto se ci pensate bene non può che essere così essendo i due stati per almeno vent’anni gli uomini più potenti del Circus. E però in queste ore di allarme ipocrita sulla crisi della F1 forse vale la pena approfondire un po’, sia pure brevemente, queste loro responsabilità . Non per infierire ma per provare a suggerire a chi fosse interessato una linea di azione sensata e non isterica (un giornalista francese ieri ha proposto di dividere la griglia in due leghe, ricchi e poveri, e invece di portarlo via con la camicia al contrario gli hanno detto che la cosa si può approfondire). Partiamo ovviamente da Bernie Ecclestone. Che tutti nel paddock amano chiamare Bernie o il vecchio Bernie e che quindi noi, qui, chiameremo Ecclestone, oppure, per brevità E. Ora: Ecclestone piange come un agnellino alla vigilia di Pasqua perché se ne sono andati i due team (C&M) e rischiano di andarsene anche la Lotus o la Sauber. E fin qui va bene, fa un po’ ridere pensando a tutti i milioni di euro che ha “prestato†ai suddetti piccoli team purché continuassero a tenere in vita lo spettacolo. Ma diciamo che va bene, del resto lui vende agli organizzatori in tutto il mondo gare con un numero minimo di partecipanti, e dunque rischia grosso. Però, insomma, diciamolo che se negli anni scorsi, mentre foraggiava sottobanco prima l’Hrt (il primo dei tre piccoli team ad aver “stirato le zampeâ€) poi la Caterham, sobillando i vari team principal da lui scelti all’uopo contro gli altri team, se allora E. si fosse anche preoccupato di capire perché queste squadre non riuscivano a sostenersi da sole, be’ forse non saremmo arrivati a questo punto. O, almeno, ci saremmo arrivati prima, nel 2010. E avremmo scoperto i veri motivi della crisi, che sono sempre gli stessi. L’aspetto inaccettabile del discorso che fa oggi Ecclestone è quando dà la colpa ai nuovi motori: â€La colpa è di questi motori che costano molto e sono inutili, non è Formula 1″, dice. Coprendosi di ridicolo. Perché un uomo della sua intelligenza non può arrendersi ad un’analisi politicamente superficiale e concettualmente sbagliata, che finisce per condannare la vittima e assolvere l’assassino. Piacciano o non piacciano (legittimamente) i motori, questi nuovi motori 1.6 turbo ibridi, cilindrata stradale e tecnologia ispirata all’efficienza, sono infatti l’unico fattore che può salvare sotto il profilo economico questo sport. Non lo dico io. Lo dicono i fatti. Da quando sono stati introdotti, numerosi costruttori hanno deciso di investire: la Renault che stava uscendo ha deciso di rientrare, l’Honda che deve regolare i conti con la Toyota rientra dal prossimo anno con un progetto ambizioso (legato al nome di Alonso), l’Audi che ha arruolato Domenicali l’ha incaricato di vedere se c’è spazio e persino la Porsche ci sta facendo un pensierino. Renault, Mercedes, Honda, Audi, Porsche. Non Caterham, Marussia, Hrt, Haas e Forza Rossa (sic). Questo forse può suggerire qualcosa. I motori che agogna il signor Ecclestone, per altro, non sono affatto meno costosi. La Formula 1 fa finta di pensare così, perché vive del ricordo – che per gli appassionati è più un incubo – dell’era glaciale 2007-2014 in cui i motori sono stati congelati per davvero (non come ora). Un periodo infame e vergognoso in cui chi sapeva fare macchine, ovvero un insieme perfetto di telaio e motore (vedi la Ferrari) ha perso terreno contro i fabbricanti di aeroplanini (alettoni, diffusori, doppi diffusori, buchi da tappare con la mano in staccata, e via dicendo). Costavano meno, quei motori, solo perché era vietato svilupparli. Se oggi si facesse un regolamento con motori enormi, quelli che piacciono a Ecclestone e si lasciasse libertà di sviluppo, siamo sicuri che costerebbero meno? E anche se costassero meno, una volta finito il mondiale, che cosa ci facciamo? Avrebbe invece dovuto, Ecclestone, indirizzare la sua analisi altrove. Sul business, sui suoi equilibri e sulla sua sostenibilità . Ma non poteva e non può. Perché avrebbe dovuto fare autocritica (se si usa questa parola due volte in un pezzo si viene banditi dal Circus). La Formula 1 è storicamente strutturata in un modo assurdo, semplice ma assurdo. E cioè: Bernie Ecclestone prende una torta, ne dà una fettina alla Ferrari e si mangia il resto, lasciando sul piatto le briciole. Per le quali si scannano di solito due o tre team, la McLaren, la Williams, e in epoca più recente la Red Bull e la Mercedes. Poi arrivano i team medio piccoli, a cui non resta che leccare il piatto. Infine ci sono i piccoli team, quelli minuscoli, a cui rimane relativamente poco: il piatto vuoto, la possibilità di fare molti viaggi all’estero con pochi controlli doganali, qualche controllata con sede nei paradisi fiscali, tre o quattro fornitori dalla fattura facile, e la generosità di Ecclestone che, a pancia piena, elargisce sovente qualche cosa in cambio di qualche doppio gioco nelle rare occasioni in cui la Formula 1 decide democraticamente. Ecco, forse invece di accusare i nuovi motori, il signor E avrebbe dovuto chiedersi se una struttura del genere possa essere definita sensata. O, invece, se non sia proprio questa la causa della perenne crisi (crisi che ovviamente lui non conosce di persona) della F1, della sua incapacità di rinnovarsi, di affrontare nuove sfide, di creare nuovo pubblico, di guardare in faccia il presente senza paura, figurarsi il futuro. Tutte le volte che ho scritto cose sgradite a Luca Cordero di Montezemolo la sua reazione è sempre stata la solita. “Mensurati io sono in Formula da quando lei ancora non era nato, non venga a spiegarla a meâ€. Ora a parte la drammatica autodenuncia anagrafica, la cosa è indubbia. Così come è indubbio che sia stato lui l’unico ad aver sempre ben chiaro in mente quali fossero i reali problemi della F1. Li conosceva perfettamente, uno per uno, a memoria. E aveva anche un sacco di buone idee per risolverli. L’idea della terza macchina era ottima, era ottima quella del team clienti, più recentemente aveva immaginato un grande tavolo con i grandi palyer della comunicazione mondiale per trovare la cura alla malattia degenerativa del Circus (e dio solo sa se di una cosa del genere ci sia bisogno). Aveva ragione quando voleva l’immediata reintroduzione dei test, il blocco dell’aerodinamica, lo scongelamento definitivo dei motori, lo sbarco massiccio sul mercato americano e la redistribuzione più equa degli introiti tra i team. Insomma, aveva ragione sempre. E siccome era in Formula 1 da prima che nascessi io aveva anche capito che il vero ostacolo a quella che sarebbe stata una rivoluzione, la Rivoluzione Rossa, chiamiamola così, era Bernie Ecclestone e quel sistema di potere di cui sopra, quello della torta. Nel 2009 di fronte ai primi accenni di questa crisi che ora sta travolgendo tutto aveva persino individuato lo strumento con cui salvare la baracca. La Fota, l’associazione dei team, una specie di confindustria della F1, un’organismo orientato al bene dello sport che facesse da contraltare allo strapotere di Ecclestone – che si estendeva e si estende ancora oggi fino alla Fia allora gestita da Max Mosley. Lo stesso Max Mosley che invece di sposare il progetto terza macchina insistette per l’ingresso dei tre nuovi team (Marussia Virgin, Caterham e Hrt) motorizzati dalla Cossworth. E che adesso, difronte al disastro, invece di nascondersi dentro un buco, da Londra rilascia interviste da vate. Il settimo giorno, il presidente della Ferrari creò dunque la Fota, a sua immagine e somiglianza. Ci investi uomini e risorse. Convinse tutti ad aderirvi (anche se poco dopo l’Hrt di Ecclestone si fece espellere e così infranse il muro dell’unanimità ) e cominciò a portare a casa persino qualche risultato. Venne cacciato Mosley, ed Ecclestone cominciava a sentirsi un po’ accerchiato. Poi, però, quando arrivò il momento della torta, di fronte al sapiente aumento della dimensione della fettina, da Ecclestone per l’occasione trasformata in fettona, Montezemolo buttò a mare tutto, la sua analisi, la sua visione, i suoi progetti, la Fota e – pur senza saperlo – la Ferrari, che si era tecnicamente venduta l’anima al diavolo. Oggi quando il povero Rivola va alle riunioni dei team con la missione di ripristinare i test, prima gli ridono dietro e poi glieli tagliano ulteriormente. Montezemolo colse l’opportunità fornita dalla Red Bull (che barò sulle spese “rubacchiando†il mondiale) e dalla McLaren (Martin Withmarsh, allora presidente dell’associazione decise che non era il caso di fare polemiche) e fece saltare il banco con un gesto anti politico che sanciva sì l’autonomia della Ferrari ma anche il trionfo finale di Ecclestone. Di Ecclestone, si badi. Non della Formula 1 che da allora ha sempre corso con diciotto macchine in pista e non 24 e nemmeno 22. Ché l’Hrt, la Caterham e la Marussia, erano solamente un sogno. Anzi, a giudicare dai loro risultati, un incubo. O meglio ancora, la proiezione in pista di un fallimento politico, e culturale. da http://mensurati.blogautore.repubblica.it/2014/11/01/catheram-e-marussia-tutta-la-verita-ovvero-non-sta-succedendo-nulla/
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Radio Paddock Novembre 2014 - Notizie dal circus
Torna la Brahbam (rileva la Catherham) ?
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Radio Paddock Ottobre 2014 - Notizie dal circus
Se Ecclestone farà disputare il GP di Baku l' 11 settembre 2016, che cosa succederà ?
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Radio Paddock Ottobre 2014 - Notizie dal circus
Il Gp di Baku del 2016 prenderà il posto di Monza ?
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Radio Paddock Ottobre 2014 - Notizie dal circus
Baku prenderà il posto di Monza ?
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Come (se) cambierà la F1 dopo Suzuka?
vetture stile Le Mans ?
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F1 in TV 2014
LA CENSURA DI ECCLESTONE NIENTE REPLAY DEL CRASH Marco Mensurati per “la Repubblica†Dopo le immagini termiche e le soggettive dai caschi dei piloti, l’ultimo effetto speciale della Formula Uno, lo sport più televisivo della storia, è la censura. Abbonati e appassionati di tutto il mondo non hanno infatti avuto alcun modo di vedere quello che è successo ieri sul circuito di Suzuka al giro 42, quando la Marussia di Bianchi ha urtato contro la gru che stava soccorrendo la Sauber di Sutil. A un certo punto della gara, senza alcun apparente motivo, la regia della Fom (la Formula One Management di Bernie Ecclestone che cura la confezione dei gp e poi li vende alle varie tv) ha staccato sui volti sgomenti del box Marussia per poi andare sull’auto medica che accorreva sul luogo dell’incidente. Fine. Né un replay è arrivato ad illuminare la notte giapponese, nelle ore successive. Dall’incidente di Senna in poi, la Fom ha deciso di non trasmettere le immagini più forti degli incidenti con gravi conseguenze. Motivi di privacy ma anche motivi legali, spiegano. E infatti la Fia ha deciso di “secretare†la camera car del pilota. E però dell’incidente non sono state trasmesse nemmeno le immagini “non fortiâ€. Questo però a quanto pare è dovuto più che a motivi di riservatezza, a un errore della regìa. Che non ha capito quanto stava succedendo in pista. Esattamente come gli spettatori. da http://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/formula-censura-niente-replay-crash-bianchi-ecclestone-vieta-85874.htm Se il GP sarebbe stato prodotto da Fuji Tv che è la tv che ha trasmesso il Gran Premio in Giappone, avevano visto le immagini dell' incidente di Bianchi.
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Radio Paddock Settembre 2014 - Notizie dal Circus
Per Wikipedia Marchionne è già presidente della Ferrari!!!
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#KeepFightingMichael
Se domenica Schumi si presentasse a Hockenheim prima del via del Gran Premio ?
- #KeepFightingMichael
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#KeepFightingMichael
Il 20 luglio quando ci sarà il GP di Germania, Schumi dove sarà (A Hockenheim per la felicità dei suoi tifosi o a Grenoble) ?
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#KeepFightingMichael
Adesso tutto è possibile per una sua presenza il 20 luglio a Hockenheim.
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#KeepFightingMichael
MOTORI Schumacher: Hartstein, prepararsi al peggio Hartstein, disattenzioni nei soccorsi hanno aggravato situazione Le condizioni di salute di Michael Schumacher, già critiche dopo l'incidente sulle nevi di Meribel, si sono drammaticamente aggravate a causa "di una serie di disattenzioni", nelle operazioni di soccorso. A lanciare la sorprendente accusa è Gary Hartstein, capo-medico F1 dal 2005 al 2012, che al tabloid britannico Sun ha riferito le confidenze che gli sono giunte da "fonti solitamente impeccabili". Secondo Hartstein "sarà meglio prepararsi al peggio". mercoledì, 26 marzo 2014, ore 13.45 da Rai Sport...
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F1 in TV 2014
per circa 20 anni Franzelli ha fatto servizi per il TG1, ora è passato a Rai Sport, e oggi ho visto un suo servizio nel Tg Sport di Rai 2.
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F1 in TV 2014
Lo sapete che Marco Franzelli è passato a Rai Sport ?
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#KeepFightingMichael
Schumacher: Twitter annuncia la morte, l'ospedale smentisce 6 febbraio 2014 Sul social network sono state diffuse nelle ultime ore notizie sul decesso dell'ex pilota. Ma è arrivata la smentita dello staff medico della struttura dove è ricoverato da oltre un mese dopo un incidente sciistico L'ospedale di Grenoble smentisce seccamente le voci sulla presunta morte di Michael Schumacher, circolate oggi su Twitter. Il pilota tedesco è ricoverato nella struttura ospedaliera francese da oltre un mese dopo un incidente sciistico sulle piste di Méribel. "L'ospedale di Grenoble smentisce il decesso", ha assicurato su Twitter Serge Pueyo, giornalista di Rtl, una delle più importanti radio di Francia. "Un medico dell'ospedale che segue Schumacher ha smentito a sua volta la morte. Le voci circolavano dalle 14:00", ha precisato il giornalista. Schumcher si troverebbe in stato vegetativo, riporta la versione online dello spagnolo El Mundo Deportivo. Il 29 gennaio era stato annunciato dalla sua portavoce, Sabine Kehm, la fase indotta di risveglio progressivo. da http://sport.sky.it/sport/formula1/2014/02/06/schumacher_grenoble_twitter_annuncio_morte_e_smentita_ospedale.html