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Catone

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  1. Ho scoperto l'Opel Sander Rakete grazie a un libro sulla conquista dello spazio che aveva comprato mio padre nel 1967. Era semplicemente riportata questa foto con la seguente didascalia: "Questa automobile costruita dell'industraile Fritz von Opel nel 1928 funzionava con razzi propulsori. La macchina esplose e il conducente morì". Agghiacciante, no? All'epoca non c'era internet (era il 1989 quando aprii quel libro per la prima volta) e non riuscii ad avere nessun'altra informazione su quella macchina. Ma all'epoca era così, ci si accontentava anche di informazioni parzialissime
  2. Le splendide vetture "gruppo C". Da ragazzo sognavo di pilotare più queste di una F1.
  3. Ai tempi di Jacques alla Williams, quando Cavicchi doveva citare Gilles scriveva sempre "Viileneuve, quello vero"
  4. Sono canadesi Scherzi a parte: secondo te Damon Hill era un campione? Eppure secondo me era largamente più forte di Jacques. Villeneuve padre un campione lo era eccome: sopravvalutato ma lo era. E poi, anche a costo di ripetermi, Gilles era un fenomeno che forse va al di fuori delle corse. Sotto questo profilo batte anche Ayrton: forse il più grande dell'epoca moderna ma dentro gli schemi delle corse automobilistiche.
  5. Ovviamente è un "lento" relativo, riferito comunque alla rosa dei piloti di cui si parla. Bravo ma non un campione.
  6. Interessante la tua brevissima analisi tecnica. Si, Jacques Villeneuve era un pilota lento, decisamente incapace di grandi performance sul giro. Ma gestiva bene la macchina e quando vedeva l'avversario davanti lo superava subito, senza seguirlo per delle ore allo scopo di studiarlo. Alla staccata dell'Ascari, a Monza era però uno spettacolo da vedere. Non so se siete mai andati a vedere i test che facevano a Monza tra fine agosto e inizio settembre: nel pomeriggio c'era sempre qualcuno che tagliava la rete all'ingresso dell'Ascari, ci si infilava come degli incoscienti e si guardavano macchin
  7. Voglio entrare anch'io in polemica Allora, Mansell era un campione ma ormai troppo vecchio e sazio per quella Formula 1 molto faticosa sotto il profilo del dispendio di energie. Se sul giro secco Mansell poteva dire ancora la sua, lo stesso non può dirsi sulla tenuta di gara. Quanto agli altri piloti nominati, ovvero Damon Hill, Coulthard e Jacques Villeneuve: nessuno di loro era un campione! Forse il più bravo dei tre era Damon Hill anche se era un disastro nella gestione della gara e andava letteralmente in crisi epilettica quando sentiva la presenza di Schumacher. Jacques Villeneuve era
  8. Le auto del periodo 1989-1994 per me sono le più belle della storia della F1 (eccetto la Benetton e il suo muso alto e tutti quelli che la imitarono in quegli anni). Avevano delle linee molto semplici che, una ricerca areodinamica spinta all'estremo, aveva reso anche molto piccole e strette, decisamente invivibili per i piloti. Subito dopo la morte di Senna sono arrivate delle pesanti modifiche regolamentari che ebbero come conseguenza l'apparizione di alette e alettoncini per recuperare il carico perso nel corpo vettura. Già queste prime modifiche alterarono la bellezza estetica di vetture co
  9. Mi stavo chiedendo: ma Mansell dov'è? Ho cercato e in effetti si infortunò in prova: se non sbaglio si ruppe un braccio o qualcosa del genere.
  10. Ecco, mi era sfuggita questa risposta, grazie!
  11. La foto non è della sua partecipazione al "Circuito da Gavea". Tra l'altro mi correggo: "trampolim do diabo" era il soprannome dell'intero circuito e non solo di quella curva. Sono stato depistato dalla secca didascalia del libro "Piloti che gente". Comunque la bella ballerina corse anche con le Alfa Romeo, come testimoniano le immagine del tragico incidente di San Paolo del 1936 riportate da sundance.
  12. Sul "Circuito da Gàvea" corse anche la ballerina Helle Nice, una delle tante gentlewoman delle corse...
  13. La pista era pericolosetta..
  14. Qui Pintacuda e Stuck alla curva "Trampolim do diabo" (trampolino del diavolo), nome che è tutto un dire La foto è riportata anche sul libro "Piloti che gente" Oggi la curva si trova nella famosa favela della Rocinha. Nel 1999 partecipai ad un favela tour (l'incoscienza della gioventù) e l'organizzatore disse: "su queste curve si correva un tempo un gran premio". Al che io gridai ad alta voce "o trampolim do diabo", riconoscendo la curva dalla foto del libro di Enzo Ferrari. Mi guardarono senza capire...
  15. Renault RE40, con Alain Prost alla guida il 13 maggio 2014 Per me una delle vetture più belle, adoravo il giallo-oro dell'avantreno...
  16. Alfa Romeo GP Tipo 512: progettata nel 1940, non è mai scesa in pista. Sinceramente non immaginavo che l'Alfa Romeo avesse costruito una Gran Prix a motore posteriore (le caratteristiche tecniche sono le stesse dell'Alfetta 158). E' stata la scoperta più interessante nella mia visita al museo dell'Alfa Romeo di Arese (andateci, è imperdibile). La didascalia al museo affermava che non aveva potuto vincere perché fermata dalla guerra. Strano, pensavo che la guerra avesse fermato anche Mercedes e Auto Union
  17. Però, come staccava Jacques alla curva Ascari
  18. Altra foto di Christian Lautenschlager sulla Merceds GP, in azione al Gran premio di Francia del 1914 La Mercedes fu il paradigma della Germania: protagonista negli anni immediatamente precedenti le due guerre mondiali, rinascerà miracolosamente per due volte dalle proprie ceneri!
  19. Secondo Wikipedia morì in prova a Monza nel 1923 al volante dell'Alfa Romeo P1.
  20. Christian Lautenschlager alla guida della mastodontica Mercedes GP: è ritratto prima della partenza e dopo l'arrivo del Gran Premio di Francia del 1914 da lui vinto. Da adolescente ero rimasto impressionato da una stampa di Turner, riportata sul libro "piloti che gente" che lo ritrae in lotta con la Renault di Szisz proprio ad un Gran Premio di Francia ante-prima guerra mondiale.
  21. La FIAT corse il primo Gran Premio d'Italia (che si corse a Brescia nel 1921) con il modello 802. Qui c'è Ugo Sivocci al volante. Da adolescente sognavo di guidare queste vetture
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