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maxreeno

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  • Birthday 09/07/1954

Informazioni di Profilo

  • From
    Monza
  • Following F1 since
    1959
  • Driver
    L. Hamilton
  • Former Driver
    Dan Gurney
  • Team
    Ferrari
  • Track
    Mont Tremblant (CAN)
  • Best Race
    Monza 1971

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  1. Mi correggo; l'incidente di Von Trips era del 1961. Scusate, ma non ho più l'età (tanto meno quella per entrare in autodromo a Monza scavalcando muretti o dai buchi nelle reti, come ho fatto per decenni).
  2. Non vorrei essere frainteso. Non rimpiango certo gli incidenti di gara con morti e feriti. Voglio solo dire che le sensazioni che ti da assistere ad una gara dal vivo, non le avrai mai vedendola in TV. In quegli anni, inoltre, c'era molto meno tecnologia di oggi, emergevano di più i "manici" dei piloti e ti entusiasmavi anche in una lotta impari per il 10° posto. Sempre W le corse.
  3. E' vero, ma è altrettanto vero che le fette più grosse della torta sono sempre andate alle squadre più forti, Ferrari tra le prime. Inoltre, se non ricordo male e non prendo un abbaglio, la "Torta" era molto meno grossa di quella odierna. Salvo errori, in quegli anni i diritti televisivi NON erano proprietà del Circus F1 e gli organizzatori del GranPremio NON dovevano pagare Milioni di euro (leggasi anche Miliardi di lire) ai proprietari del Circus F1. In quest'ultimo decennio, senza un intervento di sostegno economico dello Stato, il GP d'Italia a Monza ce lo sognavamo. Le corse automobilistiche hanno da sempre attirato più di 100.000 spettatori ad ogni evento importante e i costi non erano alti. Oggi andare a vedere un GP al circuito ti costa un capitale; meglio seguirlo in TV. La passione rimane, ma l'insieme è abbastanza sconfortante per uno come me, che a 7 anni col papà andava al circuito a vedere il GP di Monza del '62, assistendo dal vivo a 200 metri di distanza al tragico incidente che causò la morte di Wolfgang Von Trips con la Ferrari (e di molti spettatori). Certo non è stato un bello spettacolo, ma contribuiva comunque ad alimentare il mito. Se non altro, almeno oggi si è fatto molto in termini di sicurezza attiva e passiva. W le corse.
  4. Buongiorno a tutti. Avvio questa discussione perché, da appassionato di corse da 60 anni, mi sembra giusto indicare elementi di discussione su un aspetto che sempre di più mi da fastidio. L'utilizzo dei cordoli nei circuiti. Fino alla metà degli anni 60 (correggetemi se sbaglio, ma non ho notizie certe) le piste non avevano cordoli nelle curve. Se volevi tagliare all'interno o uscire più largo finivi nella terra o nell'erba nel caso migliore, quindi ti prendevi qualche rischio. Poi sono stati introdotti i primi cordoli all'ingresso e uscita di curva, ma per scoraggiarne l'utilizzo, dato che erano larghi solo circa mezzo metro ed erano abbastanza alti, con una forma a cuneo e con uno scalino iniziale di 8-10 cm.. Se eri bravo, al massimo li usavi come "appoggio", ma senza mai andare oltre sennò facevi un bel salto nella terra o erba a lato pista e probabilmente compromettevi il giro o peggio uscivi di pista definitivamente. Certo, senza cordoli o coi cordoli prima maniera, erano molte le escursioni oltre i limiti che spesso comportavano il lancio in pista di detriti, sassi ecc... (ne sa qualcosa Helmut Marko che con una BRM P153 perse un occhio sulla pista di Charade-Clermont Ferrand ricevendo in faccia un sasso lanciato dalla F1 davanti alla sua, determinandone la fine della carriera di pilota). Inoltre le piste di allora avevano una sede stradale decisamente più stretta di quelle odierne (verificare coi circuiti moderni disegnati da Hermann Tilke). Poi, sulle piste che ospitavano sia gare di auto sia quelle di moto, si vide che i cordoli primo tipo, anche se allargati a oltre 1 metro, erano comunque troppo pericolosi per i motociclisti, specie in caso di errori di traiettoria che comportavano spesso cadute a varie velocità. Certamente la sicurezza è un elemento di primaria importanza, ma forse si è esagerato. I cordoli sono così stati "limati" abbassandoli in altezza, eliminando lo scalino iniziale ed ulteriormente allargati e anche molto allungati fino ad esserci oltre cento metri di cordoli prima e dopo le curve. Ma non era abbastanza. Si è voluto agevolare ancora i piloti in molti casi asfaltando anche la parte esterna delle curve nelle vie di fuga; in questo modo si poteva uscire molto larghi senza rischiare niente in termini di aderenza. Oggi abbiamo piste con cordoli praticamente larghi quanto una F1, seguiti da un tratto con buona aderenza di colore verde altrettanto largo, poi c'è la vera via di fuga. In pratica oggi le piste, dal punto di vista dell'utilizzo da parte dei piloti, solo larghe oltre 20 e in alcuni casi anche 25 metri, visto che i regolamenti consentono di andarci sopra con tutta la vettura anche sulla parte verde purché un pezzettino di ruota interna sia sul cordolo. Per me è una cosa da pazzi ed un "falso ideologico" applicato alle corse. F1, Prototipi Endurance e Moto sono sempre più performanti e le piste agevolano fino all'illogico le possibilità di sfruttamento per i piloti. Non sarebbe meglio e più onesto ritornare a circuiti più "seri" dove i cordoli sono "cordoli" e non propaggini di estensione della pista, dove il pilota più bravo riesce a "grattare" 1 centesimo nelle curve senza tagliarle in ingresso e senza uscire larghissimo? Io la penso così, ma forse sono un appassionato troppo anziano per i tempi di oggi. Marino
  5. Ho visto alcuni giorni fa una programma in TV in cui si rievocava il passato della F1. Qui c'era un giovanile Mario Poltronieri che intervistava Enzo Ferrari quando aveva confermato in squadra Carlos Reutemann e Gilles Villeneuve per il prossimo Campionato di F1 del 1978. Nel 1977 Lauda vinse il Campionato e Reutemann aveva corso bene con la Ferrari, ma Villeneuve era una scommessa. Tra le varie domande dell'intervista, mi è piaciuta la risposta del Commendatore a quella con cui Poltronieri chiedeva se in Ferrari si intendesse dare il ruolo di primo pilota a Reutemann e di scudiero a Villeneuve, visto il recente passato dei due piloti. Ferrari rispose: ".....ma che domande sono; non lo sapete che le gare le vince chi va più forte?" Poi, fino ai nostri giorni, le cose sono via via cambiate col predominio degli interessi economici, di immagine e politici, per fortuna però, senza riuscire a limitare o condizionare troppo l'ascesa dei piloti migliori.
  6. Ho preso da internet questa citazione che mi sembra molto calzante Frase di Albert Einstein Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi.
  7. Ovviamente mi associo a quanto scritto dai tantissimi entusiasti del lavoro di Sauro. La qualità dei disegni è tale che ogni volta l'entusiasmo raddoppia e questa volta ha fatto raddoppiare anche qualche lettera di troppo nel cognome del Maestro Disegnatore . Ciao Sauro, grazie e non fermarti. Marino
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