Dal canto nostro abbiamo fatto il possibile per far capire a Sauro che i suoi disegni erano opere dell'intelletto che andavano tutelate e non rese visibili al mondo in modo totalmente free.
Come società che ora gestisce questo Network gli abbiamo proposto un accordo con il quale ci saremmo presi cura dei disegni tutelandone la paternità, difendendo il diritto d'autore che da secoli viene calpestato e utilizzandoli a nome di P300/Sauro per iniziative commerciali che avrebbero dato soddisfazione a tutti, soprattutto all'autore.
Evidentemente non ci siamo resi conto che ormai il danno era fatto, perché questi disegni sono stati e sono usati per qualsiasi tipo di iniziativa illegale da parte dei soliti fenomeni del web. Pagine sui social, poster, volantini, riproduzioni, tappeti, gadget vari e chi più ne ha più ne metta, togliendo loghi e crediti e facendoli passare come propri. Oppure, come inizio a pensare, i disegni erano anche utilizzati con permessi di cui noi non eravamo a conoscenza.
Fatto sta che noi ci siamo messi a disposizione e abbiamo curato per oltre sette anni questa piattaforma e la vecchia Wiki (per chi se la ricorda), in modo totalmente volontario, senza chiedere nulla e seguendo le sue indicazioni e i suoi cambi di idee sulla visibilità dei disegni, sulla possibilità o meno degli utenti di commentare e sulla necessità che questi si registrassero o meno sul forum per poter visionare le opere.
Negli ultimi due mesi abbiamo fatto diverse call per mettere a punto l'accordo, che ha avuto un fermo temporaneo a causa dei ben noti problemi che abbiamo avuto nel mese di marzo e con la priorità del Magazine (un prodotto che DEVE uscire ad una certa data) da portare avanti.
L'utente (tale TANO V12) che ieri è venuto qui a sentenziare che siamo degli idioti perché ci siamo permessi di ridurre le dimensioni delle immagini è un conoscente di Sauro, cosa che lui ha negato nonostante sia presente nella sua lista amici di Facebook, che non è nemmeno così lunga da poter pensare che non si ricordi.
Ora, io personalmente credo che tutto il casino di ieri sia stato un pretesto per andarsene, forse perché uno dei suoi progetti (dei fascicoli sulle annate di F1) era momentaneamente in stallo per i motivi di cui sopra. Siamo stati accusati di "incapacità di intraprendere", quando siamo ormai in venti persone di cui alcune che si fanno ore e ore al computer al giorno (io sono su una media di 14/15) per portare avanti questo network, dopo aver aperto una società nell'anno del Covid e registrato una testata.
Sono altamente indispettito per la mancanza di rispetto che Sauro, dopo tutti gli anni in cui è stato seguito, a tratti accudito, ha mostrato nei nostri confronti senza capire che tipo di lavoro a difesa anche dei suoi diritti avevamo intenzione di fare. Probabilmente le sirene arrivate dall'esterno (altri soggetti che si sono interessati ai disegni) sono state abbastanza convincenti da indurlo, con un pretesto capibile lontano un miglio, a lasciare tutto.
I suoi comportamenti più volte sono stati contraddittori nel tempo: chi è nello staff del sito conosce bene le dinamiche di questi anni. Però, personalmente, ho sempre pensato alla buona fede e all'intenzione comune di far crescere questo Network. Ci siamo sentiti dire che P300.it era praticamente vivo grazie ai suoi disegni, quando nella parte sito ci sono oltre 15.000 articoli in otto anni e mezzo e meno di due settimane fa abbiamo avviato una collaborazione con Radio 1 Sport grazie al Magazine appena uscito.
I suoi disegni erano una parte importante, ma non erano tutto e proprio per questo alla sua richiesta di lasciare in 20 minuti ho oscurato tutto. Non mi interessano i suoi disegni, i numeri che facevano e quello che perderemo (utenti con zero post che passano a fare razzia quotidiana) se ne va del rispetto del lavoro che si fa.
P300.it è partito senza i disegni di Sauro e continuerà senza. È una sua decisione e da qui non si torna indietro. Cambieremo le varie grafiche che includevano i suoi disegni e da ora in poi non ci sarà più traccia del suo lavoro come ha richiesto. E non c'è spazio per ripensamenti, sicuramente non per noi dopo quello che abbiamo letto ieri.
Fine della storia.