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sundance76

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  1. Gran Premio dell'A.C. di Francia 1913, circuito di Amiens (31,62 km). In programma 29 giri per un totale di 916,98 km. Il vincitore (in 7 ore, 53 minuti e 56,4 secondi) Georges Boillot su Peugeot EX3, motore 5.6 litri. Il regolamento prevedeva un limite al consumo di benzina. Il vincitore fece registrare 17 litri/100 km.
  2. 11 settembre, Gran Premio di Monza 1932 (da non confondere col GP d'Italia che si corse a giugno sempre a Monza sullo stesso tracciato di 10 km). 3 batterie di 10 giri (100 km), un ripescaggio di 5 giri (50 km), e una finale da 20 giri (200 km) Achille Varzi su Bugatti T54 al via della prima batteria, nella quale sarà 3° qualificandosi per la finale, dove arriverà 5° (vincitore della gara sarà Rudi Caracciola su Alfa P3).
  3. O su Rosemeyer? Bernd è morto il 28 gennaio 1938, Caracciola è nato il 30 gennaio 1901.
  4. Auriol ci ha vinto un Campionato Francese.
  5. Magari nella sezione rally prima del Mondiale...
  6. Tre scatti di Luigi Fagioli su Mercedes W 25-B al Gran Premio di Germania 1935 al Nurburgring (22,8 km), 22 giri per 501 km totali. Nel giorno dell'inaspettato eccezionale trionfo di Nuvolari con l'Alfa, Fagioli arriva solo 6°.
  7. GP dell'AVUS 1935, circuito di 19,5 km. Viste le tremende velocità permesse dagli infiniti rettilinei e i conseguenti pericoli per la tenuta delle gomme, la gara viene divisa in due batterie (da 5 giri l'una, cioè 97,865 km) e una finale (da 10 giri, cioè 195,730 km). La Scuderia Ferrari presenta, oltre alla normale Alfa P3 per Dreyfus, anche due esemplari della mostruosa Alfa "Bimotore", così chiamata proprio per i due motori montati, uno dietro e l'altro davanti al pilota. Chiron guida quella coi due motori più piccoli per un totale di 5800 cc, Nuvolari invece (nelle due foto) guida
  8. Giusto, grazie della segnalazione!
  9. A me basta e avanza per immedesimarmi, entusiasmarmi e appassionarmi spingendomi a scavare per rendere degna ammirazione a questi piloti. Eppure il 99,9999 % degli "appassionati" resta freddissimo come il marmo di fronte a queste foto in bianco e nero, come se fossero poveri idioti su carriole ridicole mentre la vera F1 è quella del grande Seb Vettel & co., tutti laccati, puliti, sponsorizzati, colorati, profumati, depilati, che corrono addirittura un'ora e mezzo ogni due settimane, a rischio di uscire di pista e smarrirsi su un'altra pista (detta via di fuga) in un deserto piatto....
  10. 1° Gran Premio d'Inghilterra (altro che Silvestone '50..) 1926 a Brooklands, sul tracciato da 4,21 km da ripetersi per 110 giri, con un totale di 463,10 km. Sir Henry Segrave su Talbot 700 precede Benoist su Delage. Segrave si ritirerà per rottura del compressore. Solo 3 macchine completano la corsa. In basso Segrave ai boxes. Vincendo il Grand Prix di Francia 1923 su una Sunbeam, Segrave fu il primo pilota britannico su auto britannica a vincere un Gran Premio nell'Europa Continentale, ed unico fino alla vittoria di Tony Brooks con la Connaught al GP di Siracusa 1955.
  11. Gran Premio d'Italia 1923, quello che come abbiamo già visto fu vinto dalla FIAT di Carlo Salamano. La Voisin di Henri Rougier, ritiratasi al 28° degli 80 giri. Henri Rougier, come tutti voi ricorderete, è più noto per essere stato il primo vincitore del Rally di Montecarlo, nel 1911....
  12. Seconda e ultima vittoria nel Mondiale... Ma in F1 ha vinto diverse altre gare.
  13. Gran Premio d'Italia 1924 a Monza (circuito completo da 10 km), 80 giri per 800 km totali. Giuseppe Campari su Alfa P2. In prova, parte 9° in conformità al proprio numero di gara. Al traguardo è 3° dietro alle altre due Alfa di Antonio Ascari, vincitore in 5 ore e 2 minuti, e di Louis Wagner. Quarto è Minoia: poker Alfa Romeo. E' la corsa in cui a Lesmo muore Zborowsky (Mercedes), il pilota-miliardario che costruì la Citty Citty Bang Bang, vettura il cui nome è poi rimasto nell'immaginario (anche grazie a un film). Tra i ritirati anche le altre due Mercedes, una è quell
  14. Ultima edizione della Coppa Gordon Bennett, nel 1905 sul circuito dell'Auvergne (137 km) vicino Clermont-Ferrand in Francia. Quattro giri per un totale di 548 km. Alle porte del circuito c'è la sede della Michelin, e della Michelin sono anche gli pneumatici dei primi quattro in classifica: Thery (Brasier) primo in 7ore2'42" (!!!), Nazzaro e Cagno (2° e 3° su FIAT) e Caillos (Brasier). Nella foto, George Heath su Panhard-Levassor, 6° in gara.
  15. Gran Premio di Tripoli 1935, circuito della Mellaha, 13,100 km da percorrere 40 volte per un totale di 524 km. Luigi Fagioli su Mercedes W25B, tra le palme dell'oasi di Tagiura. Partito in prima fila, si mantiene sempre in zona-podio nonostante gli enormi problemi di gomme che colpiscono lui come gli altri concorrenti. Arriva 3° dietro al compagno di colori Caracciola, al suo primo trionfo dopo l'incidente del Tabaccaio '33, e a Varzi (Auto Union) tradito dalle gomme proprio negli ultimi chilometri, ma davanti a Nuvolari, quarto con la mostruosa Alfa Bimotore, tanto potente quanto man
  16. Gran Premio di Francia 1924 sul circuito stradale di Lione lungo 23,15 km. In programma 35 giri per un totale di 810 km gagliardi. Prima vittoria internazionale di prestigio per il nostro Giuseppe Campari, con l'Alfa Romeo P2. Racconta Enzo Ferrari, all'epoca pilota Alfa che diede un forfait mai chiarito alla partecipazione a quella gara: "Quando, nel 1924, (Campari) vinse il GP di Francia, lo invitarono a dire due parole, dopo l'applauso che gli era stato tributato da una folla di stranieri, presente il sindaco di Lione, onorevole Herriot. Campari si irrigidì, rimase muto, come es
  17. Per ora ho trovato solo queste due immagini della partenza:
  18. E Meier, nonostante le bruciature a un braccio, tornerà in macchina arrivando 2°, al suo secondo Gran Premio.
  19. Gran Premio di Svizzera 1938 al Bremgarten. Manfred von Brauchitsch su Mercedes W 154. Partito in seconda fila, finirà 3° dietro ai compagni Caracciola (1°) e Seaman.
  20. Gran Premio di Barcellona 1935 al Montjuich. Luigi Fagioli su Mercedes W 25 B vince davanti al compagno-rivale Caracciola.
  21. Due particolarissime avventure vissute da Bernd Rosemeyer nel weekend della Coppa Acerbo, ferragosto 1937, sul circuito di Pescara, 25 km da ripetere per 16 giri (412,8 km totali). La prima in prova: il caldo quasi africano induce Bernd a girare a torso nudo, una "tenuta" con la quale sigla la pole position in 10'32" staccando nettamente il secondo, che è Caracciola su Mercedes (10'56"....). La seconda in gara: mentre è al comando, urta con una ruota posteriore una pietra miliare. La gomma poco dopo si stacca e rotola giù per una discesa sui terrapieni ai lati del circuito. Alcu
  22. Gran Premio di Francia 1951 a Reims. Gigi Villoresi su Ferrari 375. Partito in 4° posizione (seconda fila), sarà 3° al traguardo.
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