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  1. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Ligier Gauloises Blondes Anno di produzione: 1996 Motore: Mugen-Honda MF-301HA V10 2998cc Telaio: Monoscocca in fibra di carbonio con struttura composita a nido d'ape Carburante e lubrificanti: Elf Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Frank Dernie, André DeCortanze, Loic Bigois Impiegata nel: 1996 Piloti: Olivier Panis, Pedro Paulo Diniz STATISTICHE GP Disputati: 16 Vittorie: 1 Podi: 0 Pole Position: 0 Giri Più Veloci: 0 Miglior risultato: 6° posto nel Campionato Costruttori 1996 JS43 Un anno indimenticabile, l'ultimo da "vera" Ligier per la scuderia del vecchio Guy. Andiamo con ordine: Tom Walkinshaw e Flavio Briatore sono due galli in un pollaio troppo stretto per entrambi. Briatore, con l'appoggio di Guy Ligier ancora socio di minoranza, sta progettando la cessione del team ad Alain Prost, intenzionato a mettere in piedi una propria scuderia. Il patron della TWR non è d'accordo e, messo alle strette, decide di lasciare il team dopo il Gran Premio del Brasile e di acquistare dalla Footwork il controllo della Arrows. La vettura, in continuità con quella precedente, è ancora una volta una "sorella minore" della Benetton, questa volta la B196 e non presenta grosse novità rispetto allo scorso anno se non la scomparsa della scritta "Gitanes" sulle fiancate della vettura. Lo storico marchio di sigarette, che aveva accompagnato la Ligier fin dai suoi esordi in pista oltre vent'anni prima, era stato sostituito da quello delle Gauloises, peraltro prodotte al tempo dallo stesso monopolio pubblico Seita, oggi acquisito della britannica Imperial Tobacco. A Monaco, grazie ad una gara accorta ed intelligente ed a una buone dose di fortuna che però – va detto – aiuta gli audaci, Olivier Panis colse una straordinaria quanto impronosticabile vittoria, la prima dopo quindici anni della Ligier ed anche l'ultima nella sua storia. Fu un acuto straordinario in una stagione per il resto discreta e nulla più, segnata soprattutto dalla trattativa per la cessione della scuderia. ( Massimo Piciotti )
  2. leopnd

    Ligier JS39B

    Michael Schumacher durante i test a Estoril nel dicembre del 1994...
  3. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Ligier Gitanes Blondes Anno di produzione: 1995 Motore: Mugen-Honda MF-301H V10 2998cc Telaio: Monoscocca in fibra di carbonio e kevlar Carburante e lubrificanti: Elf Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Frank Dernie, Loic Bigois Impiegata nel: 1995 Piloti: Olivier Panis, Martin Brundle, Aguri Suzuki, Franck Lagorce STATISTICHE GP Disputati: 17 Vittorie: 0 Podi: 2 Pole Position: 0 Giri Più Veloci: 0 Miglior risultato: 5° posto nel Campionato Costruttori 1995 JS41 Grandi cambiamenti in vista per l'Equipe Ligier, ormai completamente gestita da Tom Walkinshaw ed entrata nell'orbita di Flavio Briatore: con i nuovi regolamenti che per stagione 1995 imponevano un motore da tre litri al posto dei 3,5 precedenti, Walkinshaw aveva ottenuto in esclusiva la fornitura dei nuovi Mugen Honda, la casa motoristica nipponica fondata dal figlio di Soichiro Honda, Hirotoshi. I motori Mugen sembravano destinati alla Minardi, ma con un abile "colpo di mano" ed il fattivo contributo della Benetton – di cui di fatto la Ligier era ora una sorta di team satellite – presero la via della Francia. L'accordo, preso in extremis, prevedeva anche un numero minimo di gare del pilota di fiducia della Honda Aguri Suzuki, a discapito di Martin Brundle, già ingaggiato come spalla di Olivier Panis, che dovette accettare il compromesso. Dalla Benetton arrivò anche il cambio e pure molte soluzioni sulla vettura: la JS41 era una sorta di "copia" della Benetton B195. Certo, il motore Mugen non era il Renault, ma comunque i risultati furono più che soddisfacenti: Panis bissò il secondo posto della stagione precedente ad Adelaide ed anche Brundle concluse sul podio la gara di Spa-Francorchamps. ( Massimo Piciotti )
  4. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Ligier Gitanes Anno di produzione: 1979 Motore: Ford Cosworth DFV V8 2993cc. Telaio: Monoscocca in lega metallica leggera Carburante e lubrificanti: Elf Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Gérard Ducarouge, Michel Beaujon, Robert Choulet Impiegata nel: 1980 Piloti: Didier Pironi, Jaques Laffite STATISTICHE GP Disputati: 14 Vittorie: 2 Podi: 8 Pole Position: 3 Giri Più Veloci: 3 Miglior risultato: Ligier, 3° posto nel Campionato Costruttori 1979 JS11/15 Per la stagione 1980 Guy Ligier capì che poteva ancora puntare sulla eccellente JS11. Gerard Ducarouge lavorò così sullo sviluppo della vettura esistente esasperandone soprattutto l'effetto suolo ed introducendo altri accorgimenti aerodinamici. L'esito del suo lavoro fu la "JS11/15", una vettura velocissima, dalle performance di punta eccezionali ma anche molto fragile a causa del suo punto debole che venne risolto solo a stagione inoltrata: la deportanza prodotta era talmente forte da causare continui cedimenti a sospensioni e pneumatici, sottoposti ad una stress dinamico molto importante che le portava sovente al punto di rottura. Fu forse questo aspetto che impedì alla Ligier, che aveva affiancato Didier Pironi a Jacque Laffite, di lottare per il titolo con Williams e Brabham, nonostante le due vittorie ottenute in stagione, una da ciascun pilota. ( Massimo Piciotti )
  5. Colgo l'occasione, triste, per aprire la discussione sul pilota parigino. Vincitore del Campionato europeo di Formula Due nel 1976, di due gran premi in Formula Uno, entrambi con la Renault (Francia 1979 e Austria 1980) legò il proprio nome alle più importanti Case francesi dell'epoca nelle varie competizioni.Tentò il proprio debutto in Formula Uno con i telai inglesi, prima fallendo per due volte (Williams e Surtees), infine, riuscendoci con la Tyrrell (Gran premio di Francia 1975). In Formula Due fece una stagione con la Tecno dei fratelli Pederzani. L'articolo è tratto dalla rivista Grand Prix international n.8/1979, il numero dedicato alla corsa di Digione:
  6. leopnd

    René Arnoux

    René Arnoux nasce il 4 luglio 1948 a Pontcharra (Francia). La passione per i motori lo porta in Italia, più precisamente a Moncalieri (Torino): nel nostro Paese inizia a correre con i kart e per guadagnare soldi lavora come meccanico presso il preparatore Conrero. René inizia a farsi notare tardi nel mondo del motorsport: a 25 anni conquista il campionato francese di Formula Renault e tre anni più tardi debutta in F2. Nel 1976 perde il titolo europeo contro Jean-Pierre Jabouille ma l’anno seguente trionfa in una delle edizioni più ricche di talento di sempre (Eddie Cheever, Didier Pironi, Riccardo Patrese, Bruno Giacomelli e Keke Rosberg finiscono alle sue spalle). René Arnoux esordisce in F1 nel GP del Sudafrica al volante della Martini ma non riesce a qualificarsi: nel corso della stagione, nonostante una monoposto tutt’altro che competitiva, porta a casa due noni posti in Belgio e in Austria. Il team transalpino - in crisi economica - si ritira prima del termine della stagione e René trova un posto alla Surtees: disputa le ultime due corse dell’anno risultando migliore del compagno Beppe Gabbiani e ottiene un altro nono posto (negli USA). Nel 1979 Arnoux viene chiamato dalla Renault per affiancare il pilota francese Jabouille: durante il GP di Francia a Digione ottiene i primi punti e il primo podio in carriera (3°) dopo un incredibile duello con Gilles Villeneuve entrato nella storia di questo sport. Conclude la stagione davanti al compagno di scuderia e ottiene due secondi posti in Gran Bretagna e negli USA. La prima vittoria in F1 per René Arnoux arriva nel 1980 in Brasile. La seconda stagione al volante della monoposto francese si rivela ancora più ricca di soddisfazioni: oltre a risultare nuovamente più rapido di Jabouille ottiene un’altra vittoria in Sudafrica e un secondo posto in Olanda. Nel 1981 inizia una rivalità con il nuovo coéquipier, un certo Alain Prost: René soffre la presenza di un connazionale più talentuoso e come miglior risultato ottiene un secondo posto in Austria. L’anno seguente, grazie ad una monoposto più competitiva, arrivano risultati migliori ma peggiora la convivenza con il compagno di squadra: vince in Francia contravvenendo agli ordini di scuderia e sale sul gradino più alto del podio in Italia. René Arnoux disputa la sua migliore stagione in F1 nel 1983 quando viene chiamato dalla Ferrari: sfiora il titolo Mondiale (3° in classifica generale), si rivela più rapido del compagno transalpino Patrick Tambay e porta a casa tre successi (Canada, Germania e Olanda), due secondi posti (Austria e Italia) e due terzi posti (USA Ovest e San Marino). L’anno successivo la situazione peggiora: il nuovo compagno Michele Alboreto è più veloce e il driver transalpino si deve accontentare di salire sul podio in quattro occasioni (secondo a San Marino e a Dallas, terzo in Belgio e a Monte Carlo). Nel 1985, dopo solo un GP - quello del Brasile - disputato al volante della Rossa (quarto, peggio di Alboreto che arriva secondo) René Arnoux viene licenziato dalla Ferrari. La carriera in F1 di Arnoux si conclude con la Ligier, scuderia nella quale il pilota transalpino corre per quattro anni senza brillare particolarmente. Nel 1986 (anno in cui è più lento di Jacques Laffite ma più rapido di Philippe Alliot, entrambi connazionali) ottiene tre quarti posti (Brasile, Gran Bretagna e Germania). L’anno successivo René Arnoux va a punti (6° in Belgio) in una sola occasione, a differenza del coéquipier Piercarlo Ghinzani, mentre nel 1988 (10° posto in Portogallo come miglior piazzamento) deve fare i conti con uno Stefan Johansson più in forma. Nell’ultima stagione nel Circus (1989) termina al quinto posto in Canada e surclassa il nuovo compagno di scuderia: il transalpino Olivier Grouillard. Nel 1997 Arnoux viene chiamato dalla Rai a commentare i GP di F1 e l’anno seguente fonda la Kart’in, società specializzata nella realizzazione di piste di kart indoor. Uomo immagine Renault, prende parte nel 2005 e nel 2006 al Grand Prix Masters, categoria rivolta ad ex piloti del Circus.
  7. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Ligier Anno di produzione: 1985 Motore: Renault-Gordini EF4B V6 1492cc Turbo Telaio: Monoscocca in fibra di carbonio e kevlar Carburante e lubrificanti: Elf Pneumatici: Pirelli Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Michel Beaujon, Claude Galopin, Henri Durand Impiegata nel: 1985 Piloti: Andrea DeCesaris, Jaques Laffite, Philippe Streiff STATISTICHE GP Disputati: 15 Vittorie: 0 Podi: 4 Pole Position: 0 Giri Più Veloci: 1 Miglior risultato: Ligier, 6° posto nel Campionato Costruttori 1985 JS25 La conferma della fornitura del motore Renault Turbo, sebbene preparato dalla Mecachrome in veste semi-ufficiale, fu senza dubbio una boccata di ossigeno per la Ligier, reduce da due stagioni pessime. La "JS25" era una vettura solida e di buon livello che utilizzava per la costruzione del telaio il kevlar, materiale tecnologico all'avanguardia. La scuderia beneficiò anche di altri due elementi: il ritorno di Jacques Laffite dopo l'esperienza non eccezionale alla Williams e l'utilizzo delle coperture italiane Pirelli al posto delle Michelin. Laffite ebbe così una buona stagione, finendo tre volte sul podio e diverse a punti. Ma a rendere movimentata l'annata di Guy Ligier ci pensarono i suoi due compagni di squadra. Andrea De Cesaris si guadagnò presso i caustici tabloid inglesi il soprannome di "De Chrasheris" per i suoi frequenti incidenti. Dopo quello più spettacolare di tutti al Gran premio d'Austria, Ligier decise di appiedarlo, nonostante il suo ingaggio fosse pagato praticamente per intero dallo sponsor personale Marlboro. Guy disse semplicemente: "non posso più permettermi di aggiustare le macchine distrutte da quell'uomo…". Al suo posto prese l'emergente francese Philippe Streiff che però ne combinò una ancora più grossa. Nell'ultima gara della stagione in Australia, Laffite e Streiff erano secondo e terzo, di gran lunga il miglior risultato della stagione. Ma Streiff all'ultimo giro ebbe la malsana idea di tentare un sorpasso al suo compagno di squadra. Il risultato fu una collisione che fece imbestialire Guy Ligier. Laffite riuscì a continuare la corsa finendo comunque secondo, mentre Streiff con la sospensione anteriore staccata concluse il giro su tre ruote riuscendo a non farsi raggiungere dalla Tyrrell di Ivan Capelli solo perché era staccata di un giro. Il risultato fu salvo, ma Streiff si giocò il posto. Ligier lo licenziò alla fine della gara. ( Massimo Piciotti )
  8. leopnd

    Jacques Laffite

    Buon 72. compleanno... Se si parla di francesi in Formula 1 si pensa: al bello e impossibile Cèvert, al professore trionfatore in ogni dove Prost, al mitico Jean Pierre Jabouille o all’amante del contatto carbonio contro carbonio ma ora rinato Grosjean. Ci si dimentica spesso di un francese che ha unito la sua carriera a lungo ad un’uomo autocrate come Guy Ligier, scrivendo per lui pagine e pagine di storia ricambiando tale stima con risultati di rilievo netto: Jacques Laffite. Jacques Laffite, detto “Jacquot”, nasce il 21 Novembre del 1943 a Parigi. Figlio di un principe del foro parigino avrebbe di fronte una carriera fatta di difese e arringhe in uno degli studi forensi più importanti di tutta Parigi. L’abbiamo ripetuto migliaia di volte, chi nasce con l’anima racing deve correre in auto. End. Jacques Laffite non fa eccezione. Molla tutto e va a fare il meccanico preferendo le mani intrise di olio e grasso a mani pulite volteggianti nell’aria di qualche camera di tribunale in cerca di difese per questo o quel cliente pieno di franchi da rimpinzare le casse dello studio paterno. Qui conosce un’altra icona del periodo d’oro della Formula 1 francese: Jean Pierre Jabouille. Lo assiste come meccanico e inizia con lui un rapporto profondo, che gli porterà a diventare cognati più avanti (hanno sposato due sorelle). Magari in questo periodo Laffite manco ci pensa a fare il pilota, ma l’anima non si può comandare. E’ come avere una polveriera pronta ad esplodere che attende solo la scintilla giusta. Tale scintilla porta il nome di un’azienda petrolifera mentore della maggior parte dei piloti francesi dell’epoca: la Elf. Dopo 2 stagioni passate a dominare in un lungo e in largo in F2 ,F3 e una partecipazione alla 24 ore di Le Mans; Laffite debutta nel 1974 al volante di una Iso Marlboro dell’ancora non Sir (ma non per questo meno straordinaria personalità) Frank Williams. Dopo 2 anni con la Williams e uno strepitoso secondo posto nel terribile Nurburgring, Laffite viene ingaggiato da Guy Ligier che già lo aveva comandato a Le Mans. Inizia un binomio tutto francese destinato a scrivere tonnellate di pagine di storia. Il 1976 è un anno di transizione dove lo scanzonato e simpatico come pochi Laffite deve abituarsi al clima in Ligier. Nel 1977 il primo hurrà della carriera in Svezia dove compie una rimonta da cineteca e regala alla Formula 1 la prima vittoria tutta francese. Pilota, team e motore parlavano e rombavano con l’accento francese. Dopo un 1978 avaro di emozioni il 1979 sembra l’anno della consacrazione per Jacquot. L’avvio è devastante come una bomba a mano con due vittorie e due pole consecutive, sembra non ce ne sia per nessuno. Peccato, però, che Laffite si perda nei meandri di una non sempre competitiva Ligier JS11 e incamera nel corso della stagione 3 podi e 2 pole. Rimane in lizza fino alla fine per l’iride prima di trovare di fronte a se un gigantesco Gilles Villeneuve nella Monza ’79 che nessuno potrà mai dimenticare. Nelle stagioni successive la Ligier è una buona vettura e nulla di più e Laffite non riesce andare oltre due quarti posti a fine anno conditi però con tre vittorie e due pole. Nel 1982 il rapporto con Guy Ligier è ormai logoro e certe sirene distraggono “Jacquot”. Nel periodo in cui a Maranello si parlava più il francese che il dialetto modenese, più di una voce dava Laffite vicino a salire sulla 126\C3. Non se ne fece nulla. Così Laffite branca per la mentoniera il suo monocromatico, ma del quale era gelosissimo, casco verdone e torna sui suoi passi. I rapporti con la Williams non si sono mai logorati e tornerà a guidare per il team di Grove per 2 stagioni. In questo periodo va più ricordato per come si prendeva gioco degli ansiosi ingegneri giapponesi al lavoro sulla Williams FW09: “Ho chiesto a loro se mi hanno montato il motore di una F2. Sono andati a controllare davvero!!”. Laffite è Laffite. Non si smentisce. In un periodo dove tutti i piloti della Formula 1 cominciavano a prendersi sul serio, il suo essere smaliziato con tutti lo rendeva una mosca bianca. Può sembrare che il ritorno in Williams sia stato come “mettere il coperchio” alla sua carriera ovvero tornare dove aveva cominciato. Invece, all’età di 42 anni, Laffite firma di nuovo per Guy Ligier, spinto dalla voglia di saggiare i poderosi turbo Renault. Nel Gran Premio di Gran Bretagna 1986, dove avrebbe eguagliato in numero record di presenze di Graham Hill, Laffite è coinvolto in un crash al via dalla quale ne esce con le gambe massacrate e il bacino rotto. Il “coperchio” alla sua carriera sembra essere messo dall’infame destino. Macchè! Laffite non demorde e dopo essersi ripreso riprende a ravvivare la sua anima racing che brucia ancora. Già dall’anno dopo si butta nelle più tranquille, si fa per dire, vetture turismo correndo anche nel campionato del mondo. Non si risparmia neanche in: rally, raid, Parigi – Dakar, corse sul ghiaccio e per non farsi mancare nulla anche un test con la R27 da Formula 1 nel 2008. La rete ci regala i video dove Jacques Laffite mostra al mondo intero come bisogna maltrattare i dannatamente brutali e truci 720 Cv della Ferrari F40 LM. “Jacquot” dimostra di avere ben più che una vita; dal 1990 commenta la Formula 1 per il canale francese TF1, ma è di poche settimane fa il ritorno alle gare, in coppia con la figlia Margot, al Megane Trophy a Barcellona. In 70 anni, Jacque Laffite ha corso con qualunque cosa avesse 4 ruote e un motore. Anime racing come la sua le contiamo sulle dita di una mano e ci avanzano ancora. In una Formula 1 con personaggi fatti con il medesimo stampo e dipendenti del luogo comune, un fantino di 50 kg peso che di spalle sembra più il cugino trapiantato in Francia di Nino D’Angelo dal carattere disinvolto, spregiudicato e anticonformista come Laffite manca eccome. E’ bello, però, pensare che uno scricciolo di uomo dal casco monocromatico verde petrolio, buca generazioni ed ere tecnologiche nelle corse e continua bellamente a correre, dando sfogo a tutta la sua anima da racer.
  9. Apro un topic su questo leggendario ingegnere per un motivo molto banale: ho trovato una bellissima intervista del 2013 in cui ripercorre la sua intera carriera nelle corse e non sapevo in che topic postarla: http://classiccourses.hautetfort.com/archive/2013/03/07/gerard-ducarouge.html http://poeticsofspeed.files.wordpress.com/2014/01/ducarouge2mon85-sign.jpg?w=774
  10. Visto che nessuno ci ha pensato, creo questo topic per inserire le foto che non rientrano negli altri, come le presentazioni delle squadre a inizio stagione. Si potrebbe fare per tutte le altre stagioni....
  11. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Ligier Anno di produzione: 1986 Motore: Renault-Gordini EF15 V6 1492cc Turbo Telaio: Monoscocca in fibra di carbonio e kevlar Carburante e lubrificanti: Elf Pneumatici: Pirelli Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Michel Tétu, Michel Beaujon, Claude Galopin, Henri Durand Impiegata nel: 1986 Piloti: Andrea DeCesaris, Jaques Laffite, Philippe Streiff STATISTICHE GP Disputati: 16 Vittorie: 0 Podi: 1 Pole Position: 0 Giri Più Veloci: 0 Miglior risultato: Ligier, 5° posto nel Campionato Costruttori 1986 JS27 La Ligier "JS27" era un diretto sviluppo della "JS25" dell'anno precedente modificata in modo particolare per ottemperare al nuovo limite di consumo del carburante che era stato ridotto da 220 a 195 litri. Rispetto a quest'ultima aveva una aerodinamica più curata e sofisticata, resa possibile dal nuovo posizionamento del serbatoio più in basso. Era anche più leggera e sfruttava in maniera migliore il motore Renault Turbo, anche se questo era una fornitura in configurazione cliente e con specifiche meno aggiornate rispetto a quelli ufficiali forniti a Renault e Lotus. Insomma, la JS27 era una ottima vettura, forse la migliore Ligier in assoluto se si eccettuano le vetture del "periodo d'oro" 1976-81. René Arnoux, tornato in una scuderia francese, e Jacques Laffite inanellarono una serie di ottimi risultati, ma nel Gran premio di Gran Bretagna un gravissimo incidente in partenza coinvolse Laffite che, seriamente ferito alle gambe, fu costretto a chiudere la sua carriera, gran parte della quale legata a doppio filo alla Equipe Ligier. A 42 anni era il più vecchio pilota del Mondiale. Per la scuderia fu un duro colpo ed anche i risultati ne risentirono, tanto che nella seconda parte della stagione il solo Alliot, sostituto di Laffite, riuscì a marcare un punto in classifica. ( Massimo Piciotti )
  12. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Ligier Gitanes Anno di produzione: 1977 Motore: Matra MS76 e MS78 V12 2993cc Telaio: Monoscocca in lega metallica leggera Carburante e lubrificanti: Shell Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Gérard Ducarouge, Michel Beaujon, Robert Choulet Impiegata nel: 1978 Piloti: Jaques Laffite STATISTICHE GP Disputati: 3 Vittorie: 0 Miglior risultato: J.Laffite, 5° posto nei GP di Sudafrica e Belgio 1978 JS7/9 Versione modificata dello chassis JS7/1 allestito nei primi mesi del 1978 in attesa che la nuova JS9 fosse definitivamente messa a punto. La JS7/9 è di fatto la vettura dell'anno precedente con l'utilizzo del nuovo motore Matra MS78 da 520 cavalli accoppiato con un cambio Hewland FGA al posto del precedente TL ( Massimo Piciotti )
  13. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Ligier Gitanes Anno di produzione: 1983 Motore: Ford Cosworth DFV 3.0 V8 2993cc Telaio: Monoscocca in lega metallica leggera Carburante e lubrificanti: Elf Pneumatici: Michelin Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Michel Beaujon, Claude Galopin, Henri Durand Impiegata nel: 1983 Piloti: Jean-Pierre Jarier, Raul Boesel STATISTICHE GP Disputati: 15 Miglior risultato: 7° posto nei GP USA Ovest e Austria 1983 JS21 La breve esperienza di Jabouille in qualità di progettista si chiuse nel breve volgere della stagione 1981 e per l'anno successivo Guy Ligier diede l'incarico di direttore tecnico a Claude Galopin, sempre con la collaborazione dello "storico" progettista Michel Beaujon. La scelta tecnica fu letteralmente opposta a quella dell'anno precedente, con una vettura "stile Brabham BT52" ed un ritorno al passato che sapeva però di ridimensionamento. L'abbandono della Matra riportò al centro del progetto il "vecchio" motore Ford Cosworth, così come per il cambio l'Hewland usato sulla "JS17" sostituì quello modificato in casa della "JS19". La scuderia subì anche la perdita del sostegno della Talbot ed il passaggio dopo sei stagioni di Jacques Laffite alla Williams. Considerando il segnale piuttosto eloquente dell'ingaggio – novità per la scuderia – di un pilota "pagante" come il brasiliano Boesel e del recupero dell'esperto Jean-Pierre Jarier ormai però in fase calante, si intuisce come la dimensione della Ligier era riposizionata verso il centro-fondo dello schieramento. Ed infatti i risultati furono disastrosi. ( Massimo Piciotti )
  14. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Talbot Gitanes Anno di produzione: 1982 Motore: Talbot 3.0 V12 2993cc (Matra MS81) Telaio: Monoscocca in lega metallica leggera Carburante e lubrificanti: Elf Pneumatici: Michelin Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Michel Beaujon, Jean-Pierre Jabouille Impiegata nel: 1982 Piloti: Jaques Laffite, Eddie Cheever STATISTICHE GP Disputati: 9 Vittorie: 0 Podi: 2 Pole Position: 0 Giri Più Veloci: 0 Miglior risultato: Ligier, 8° posto nel Campionato Costruttori 1982 JS19 La "JS19" segnò l'esordio nelle vesti di direttore tecnico di Jean-Pierre Jabouille, costretto ad appendere il casco al chiodo per le conseguenze mai del tutto superate del grave incidente che gli capitò in Canada nel 1980. La vettura, dotata ancora del "solito" motore Matra V12 etichettato Talbot, aveva una concezione dell'effetto suolo assai spinta ad una aerodinamica ricercata caratterizzata dal retrotreno avvolgente che copriva le sospensioni posteriori fin sotto l'elettone. Presentata a Monaco, la vettura fu tuttavia giudicata non a norma con i regolamenti per la lunghezza delle minigonne conseguente alla conformazione della carrozzeria. La rimozione di parte delle minigonne imposta dai commissari, pregiudicò le prestazioni della vettura e così Ligier dovette ritornare alla vecchia "JS17B" per alcune gare mentre la nuova vettura veniva nuovamente rielaborata ed aggiornata nella galleria del vento. Questo travagliato inizio segnò la storia agonistica della JS19 che probabilmente era una buona vettura e avrebbe potuto dare soddisfazioni diverse al team, come dimostrato dai tardivi podi ottenuti da Laffite e Cheever in Austria e a Las Vegas. ( Massimo Piciotti )
  15. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Ligier Gitanes Anno di produzione: 1977 Motore: Matra MS76 V12 2993cc Telaio: Monoscocca in lega metallica leggera Carburante e lubrificanti: Shell Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Gérard Ducarouge, Michel Beaujon, Robert Choulet Impiegata nel: 1977-1978 Piloti: Jaques Laffite, Jean-Pierre Jarier STATISTICHE GP Disputati: 20 Vittorie: 1 Podi: 1 Pole Position: 0 Giri Più Veloci: 1 Miglior risultato: Ligier, 8° posto nel Campionato Costruttori 1977 JS7 La storica vittoria di Jacques Laffite nel Gran Premio di Svezia sul circuito di Anderstorp nel giugno del 1977 segnò per Ligier e per la nuova "JS7" un momento storico. Si trattava infatti della prima vittoria tutta francese – motore, telaio, pilota – nella storia della Formula Uno. La JS7 era una evoluzione "logica" della precedente JS5 a la sua principale innovazione era l'utilizzo della lega leggera rivettata al posto dell'alluminio per la costruzione del telaio monoscocca. Montava una versione aggiornata del classico 12 cilindri Matra con una potenza che arrivava a 520 cavalli e rispetto alla precedente aveva un disegno completamente rinnovato del muso anteriore che ricordava quello della Ferrari 312 T. ( Massimo Piciotti )
  16. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Ligier Gitanes Anno di produzione: 1978 Motore: Matra MS78 V12 2993cc Telaio: Monoscocca in lega metallica leggera Carburante e lubrificanti: Shell Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Gérard Ducarouge, Michel Beaujon, Robert Choulet Impiegata nel: 1978 Piloti: Jaques Laffite STATISTICHE GP Disputati: 10 Vittorie: 0 Podi: 2 Pole Position: 0 Giri Più Veloci: 0 Miglior risultato: Ligier, 6° posto nel Campionato Costruttori 1978 JS9 La "JS9" ebbe una gestazione piuttosto lunga, spesa fondamentalmente nel tentativo di messa a punto d'una vettura che si rivelò più difficile del previsto. Il motore Matra, ultima evoluzione del glorioso V12 francese sulle scena da una decina di anni, era sicuramente potente ma figlio di un progetto vecchio di diverse stagioni ed ormai non più al passo con i tempi. Così, quando la nuova Ligier comparve sulla scena nel Gran premio di Monaco, era già una vettura obsoleta rispetto alle migliori del lotto, anche perché non sfruttava al massimo i dettami dell'effetto suolo introdotti dalla Lotus e diventati rapidamente riferimento per tutti. Guy Ligier, verso la fine della stagione, decise di abbandonare l'affascinante ma ormai al capolinea progettoall-France con la Matra, annunciando il passaggio per il 1979 al Ford Cosworth. Lo sviluppo della vettura fu abbandonato, per dedicare gli sforzi alla nuova "JS11". ( Massimo Piciotti )
  17. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Ligier Gitanes Anno di produzione: 1979 Motore: Ford Cosworth DFV V8 2993cc. Telaio: Monoscocca in lega metallica leggera Carburante e lubrificanti: Elf Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Gérard Ducarouge, Michel Beaujon, Robert Choulet Impiegata nel: 1979 Piloti: Patrick Dépailler, Jaques Laffite, Jacky Ickx STATISTICHE GP Disputati: 15 Vittorie: 3 Podi: 5 Pole Position: 4 Giri Più Veloci: 3 Miglior risultato: Ligier, 3° posto nel Campionato Costruttori 1979 JS11 La migliore Ligier di sempre, quella che più da vicino ha potuto lottare veramente per il titolo mondiale. La "JS11" era vettura riuscita, veloce ed affidabile, finalmente efficace anche per quanto riguarda l'effetto suolo. L'affidabile eclettismo dell'ormai iconico motore Ford Cosworth al posto del vetusto Matra, fece il resto. Purtroppo però la "magia" durò solo per la prima metà della stagione dove Jacques Laffite e Patrick Depailler – Guy Ligier aveva infatti deciso per la prima volta di schierare in pista due vetture – sembravano i più seri candidati per il Mondiale. Lo sciagurato incidente in deltaplano di Depailler che ne chiuse la stagione in anticipo ed un inatteso peggioramento delle prestazioni della vettura – o forse un mancato progresso a fronte della crescita costante sia della Ferrari 312 T4 che della Williams FW07 – nella seconda metà del Campionato hanno invece costretto la scuderia francese ad accontentarsi di un terzo posto nella Classifica Costruttori. Con tre successi la JS11 resta comunque la Ligier più vincente in assoluto. ( Massimo Piciotti )
  18. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Ligier Loto Anno di produzione: 1987 Motore: Megatron M12/13 L4 1499cc, turbo (derivato BMW) Telaio: Monoscocca in fibra di carbonio Carburante e lubrificanti: Wintershall, Castrol Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Michel Tétu, Claude Galopin, Henri Durand Impiegata nel: 1987 Piloti: René Arnoux, Piercarlo Ghinzani STATISTICHE GP Disputati: 4 Miglior risultato: R.Arnoux, 6° posto nel GP Belgio 1987 JS29B Preparata in fretta e furia dopo la rescissione del contratto con la Alfa Romeo, la "JS29B" non è altro che la "JS29" precedente adattata alla bene e meglio per ospitare il pesante motore Megatron derivato BMW. Fu utilizzata per sole quattro gare. ( Massimo Piciotti )
  19. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Talbot Gitanes Anno di produzione: 1981 Motore: Talbot 3.0 V12 2993cc (Matra MS81) Telaio: Monoscocca in lega metallica leggera Carburante e lubrificanti: Elf Pneumatici: Michelin Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Gérard Ducarouge, Michel Beaujon Impiegata nel: 1981-1982 Piloti: Jaques Laffite, Jean-Pierre Jarier, Jean-Pierre Jabouille, Patrick Tambay, Eddie Cheever STATISTICHE GP Disputati: 17 Vittorie: 2 Podi: 5 Pole Position: 1 Giri Più Veloci: 1 Miglior risultato: Ligier, 4° posto nel Campionato Costruttori 1981 JS17 Anche la "JS17", come le precedenti "JS11" e "JS15" fu una vettura competitiva, performante e vincente, tanto che il 1981 fu l'ultimo degli "anni d'oro" della Ligier in F.1 prima di imboccare una lunga ma inesorabile parabola discendente. La collaborazione con il prestigioso marchio Talbot, che tornava così in pista trent'anni dopo la sua ultima apparizione nel 1951, doveva segnare la definitiva consacrazione della scuderia, nuovamente tornata all-France con la fornitura di pneumatici Michelin e con il ritorno in grande stile della Matra, il cui nuovo motore MS81 progettato da Georges Martin fu utilizzato al posto del Ford Cosworth. Guy Ligier si affidò ancora a Gerard Ducarouge che disegnò una vettura innovativa dotata di un sistema idropneumatico per le sospensioni che era in grado di abbassare la vettura in pista. Purtroppo la messa a punto non fu semplice e la "JS17" si rivelò troppo incostante, con notevoli differenze di rendimento a seconda del tracciato. Nonostante questo, Jacque Laffite colse le ultime due vittorie della Ligier prima dell'exploit di Olivier Panis a Monaco del 1996. ( Massimo Piciotti )
  20. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Talbot Gitanes Anno di produzione: 1981 Motore: Talbot 3.0 V12 2993cc (Matra MS81) Telaio: Monoscocca in lega metallica leggera Carburante e lubrificanti: Elf Pneumatici: Michelin Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Gérard Ducarouge, Michel Beaujon Impiegata nel: 1982 Piloti: Jaques Laffite, Eddie Cheever STATISTICHE GP Disputati: 6 Vittorie: 0 Podi: 2 Pole Position: 0 Giri Più Veloci: 0 Miglior risultato: Ligier, 8° posto nel Campionato Costruttori 1982 JS17B La JS19 per la stagione 1982 ebbe una gestazione molto lunga, anche perché Guy Ligier sperava di utilizzare un nuovo motore turbo Matra V6 il cui progetto, però, non fu mai portato a termine. Per questo affrontò la prima parte della stagione con una versione "B" della JS17. I risultati furono negativi anche perché la vettura era ormai obsoleta ed era la più pesante del lotto. Nota di colore: con la JS17B scese in pista il primo pilota non francese nella storia della Ligier, l'americano Eddie Cheever. ( Massimo Piciotti )
  21. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Ligier Gitanes Blondes Anno di produzione: 1993 Motore: Renault RS5 V10 3493cc Telaio: Monoscocca in fibra di carbonio Carburante e lubrificanti: Elf Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Gerard Ducarouge, Paul Crooks, Loic Bigois Impiegata nel: 1993 Piloti: Martin Brundle, Mark Blundell STATISTICHE GP Disputati: 16 Vittorie: 0 Podi: 3 Pole Position: 0 Giri Più Veloci: 0 Miglior risultato: 5° posto nel Campionato Costruttori 1993 JS39 Se avessero detto a Guy Ligier all'inizio della sua avventura da costruttore in F.1 che un anno avrebbe schierato due piloti inglesi con le proprie macchine e che queste sarebbero state progettate con il notevole e decisivo contributo di due tecnici altrettanto inglesi, probabilmente non ci avrebbe creduto. Eppure tutto ciò accadde nel 1993, con la JS39. La componente anglosassone però non fu l'unica caratteristica peculiare di questa vetture: grazie anche al motore Renault, al cambio semiautomatico di derivazione Williams e all'ottimo livello dei due piloti, il 1993 fu decisamente la migliore stagione per la Ligier da quasi un decennio, ovvero dal fortunato biennio '85-'86. E questo nonostante la Ligier non disponesse delle sospensioni attive, al tempo elemento di avanguardia della tecnica costruttiva per i top team. La JS39 finì tre volte sul podio e numerose a punti, finendo il Mondiale Costruttori con un ottimo quinto posto a cinque punti di distacco dalla Ferrari. ( Massimo Piciotti )
  22. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Ligier Loto Anno di produzione: 1988 Motore: Judd CV V8 3500cc Telaio: Monoscocca in fibra di carbonio e kevlar Carburante e lubrificanti: Valvoline Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Michel Tétu, Claude Galopin, Henri Durand Impiegata nel: 1988 Piloti: René Arnoux, S.Johansson STATISTICHE GP Disputati: 16 Miglior risultato: S.Johansson, 9° posto nei GP Brasile e Australia 1988 JS31 Per la stagione 1988 Guy Ligier, finito l'accordo con la Arrows per avere i Megatron, fu costretto a ripiegare sul motore Judd, la cui potenza era modesta almeno quanto il budget della squadra. Fu così che Michel Tétu cercò di ovviare a questi limiti disegnando una vettura piuttosto originale il cui principio fondamentale era la presenza di due serbatoi di carburante collegati l'uno all'altro, uno posizionato proprio dietro il pilota e l'altro situato nella parte posteriore tra il motore e il cambio. Sfruttando il principio dei vasi comunicanti, il tecnico transalpino tentò di agire sulla distribuzione dei pesi in modo da abbassare il centro di gravità della vettura che in effetti era molto bassa e filante. Sfortunatamente i risultati non furono quelli attesi, e la nuova "JS31" si dimostrò difficile da mettere a punto e da guidare, e la stagione si rivelò un totale fiasco. René Arnoux e Stefan Johansson non solo non marcarono punti in classifica, ma conobbero anche diverse volte l'onta della mancata qualificazione. ( Massimo Piciotti )
  23. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Ligier Gitanes Anno di produzione: 1991 Motore: Lamborghini 3512 V12 3493cc Telaio: Monoscocca in fibra di carbonio Carburante e lubrificanti: Elf Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Michel Beaujon, Frank Dernie, Loic Bigois, Gerard Ducarouge Impiegata nel: 1991 Piloti: Thierry Boutsen, Erik Comas STATISTICHE GP Disputati: 10 Miglior risultato: T.Boutsen, 9° posto nei GP Germania e Giappone 1991 JS35B Versione aggiornata da Frank Dernie e Gerard Ducarouge della JS35 dopo la "rivoluzione tecnica" voluta a metà stagione da Guy Ligier, a dir poco insoddisfatto dei risultati ottenuti dalla vettura originale. I risultati rimasero però totalmente deludenti testimoniando soprattutto la scarsa competitività del motore Lamborghini ( Massimo Piciotti )
  24. DATI GENERALI Scuderia: Equipe Prost Gauloises Blondes Anno di produzione: 1997 Motore: Mugen-Honda MF-301HB V10 2998cc Telaio: Monoscocca in fibra di carbonio con struttura composita a nido d'ape Carburante e lubrificanti: Elf Pneumatici: Bridgestone Luogo di Produzione: Vichy (FRA) Progettista: Loic Bigois, George Ryton Impiegata nel: 1997 Piloti: Olivier Panis, Shinji Nakano, Jarno Trulli STATISTICHE GP Disputati: 17 Vittorie: 0 Podi: 2 Pole Position: 0 Giri Più Veloci: 0 Miglior risultato: 6° posto nel Campionato Costruttori 1997 JS45 La ventiduesima ed ultima stagione in pista della Ligier fu quella del passaggio di consegne definitivo. Nel febbraio del 1997 l'intero pacchetto azionario della scuderia passò nelle mani di Alain Prost. Il quattro volte Campione del Mondo si ritrovò con la nuova "JS45" praticamente ultimata e già iscritta la mondiale come Ligier, mantenendo per questo la sua denominazione originaria che solo nella stagione successiva sarà definitivamente modificata. La vettura era piuttosto diversa rispetto a quella dell'anno precedente, con nuovi disegni delle sospensioni, degli alettoni e della ripartizione dei pesi nella carrozzeria. Utilizzava le gomme giapponesi Bridgestone al posto delle tradizionali Goodyear. Fu un'ottima stagione, ancora una volta impreziosita dalle notevoli prestazioni di Olivier Panis, la cui crescita fu però interrotta da un gravissimo incidente occorsogli a Montreal che probabilmente ne frenò anche il successivo sviluppo della carriera. ( Massimo Piciotti )
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