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  1. Oggi con la Penske vorrei iniziare a fare come per la F1, parlare delle varie scuderie di AAA, USAC, CART, IRL di tutti i tempi, iniziando da una delle più rappresentative di sempre su tutte le formule. La Penske tranne che nell'era Grand Prix e nello AAA ha corso in tutte le formule di massima serie. Debutta in USAC nel 1968 ad Indianapolis, da allora ha sempre corso in tutte le formule. Arriva in F1 nel '74, in CART nel '79 ed in INDY (ufficialmente) nel 2001. Seppur non ufficialmente anche in formula.e, col Dragon Racing di Jay Penske c'è dal 2014! A voi narrarci la storia della scuderia dal '68 ad oggi ininterrottamente su tutte le formule possibili! Da Mark Donohue (1968) a Simon Pagenaud (2015) sono passati alcuni tra i più grandi piloti di sempre sotto il 'Generale'. Gordon Johncock, John Watson, Bobby Unser, Rick Mears, Juan Pablo Montoya, Mario Andretti, Gil de Ferran, anche Senna ha fatto un test con la vettura CART del Generale. La prima Penske (Eagle) della storia nel 1968 (non so dove): ...da 1 vettura a 4 in 47 anni di corse è da paura...
  2. La Eagle BLAT di Al Unser Jr. a Laguna Seca nel 1983...
  3. La più vecchia scuderia di F.INDY, la Foyt Enterprises. Fondata da uno dei 2 piloti al mondo ad aver vinti 7 titoli nel 1965, la Foyt oggi compie 50 anni di corse! Fondata nel 1965, lascio a voi il compito di scoprire in quale gara. Correva con lo Sheraton-Thompson/Lotus RE/Ford. In 50 anni ha corso in USAC, CART ed IRL. Non ha mai corso in F1 per sue vedute completamente diverse. Già nella prima stagione aveva un certo Al Unser. Ma poi Snider, Leonard, McCluskey, Rutherford, un certo Chip Ganassi nell'85 fino ad Al Unser Jr., Paul Tracy ed infine l'arrivo del giovane e promettente Jack Hawksworth quest'anno. Il logo della Coyote/Foyt Racing negli anni '70: Foyt ad Indianapolis al debutto con la sua scuderia sul catino. Portava il n°1 per aver vinto il titolo nel '64 (uno dei 7):
  4. Apro questa discussione per parlare della CART, una delle più belle categorie della storia dell'automobilismo e certamente la mia preferita. La nascita del campionato CART nel 1979 è il risultato dell'evoluzione subita dalle corse a ruote scoperte americane negli 80 anni precedenti. Fino agli anni '50 la AAA, American Automobile Association, controllava buona parte delle attività motoristiche svolte negli USA dall'inizio del 20° secolo, fino a quando una serie di tragedie, culminate nel 1955 con la morte di 80 spettatori a Le Mans, non ha portato alla sua improvvisa uscita di scena con la conseguente formazione dell'USAC, lo United States Auto Club, voluto dal presidente dell'Indianapolis Motor Speedway, Tony Hulman. L'USAC riprese da dove l'AAA aveva lasciato, patrocinando le corse di Midget, Sprint Cars, stock cars e le "Championship cars", così erano chiamate le auto che animavano la corsa più ricca e importante del mondo, la Indy 500. Se la corsa dell'Indiana rappresentava l'apice del motorismo americano, il resto del campionato rimaneva una serie di eventi più o meno collegati tra loro, piuttosto che continuare il discorso iniziato nel mese di maggio. Dopo la morte di Tony Hulman nel 1977, le squadre cominciarono a manifestare apertamente il proprio malcontento per la dilettantesca gestione del campionato. La successiva scomparsa dell'intero gruppo direttivo USAC in un incidente aereo a inizio '78, allargò il vuoto di potere, con i numerosi incontri tra personaggi come Pat Patrick, Jim Hall, Roger Penske, Dan Gurney, Teddy Mayer e Tyler Alexander che sfociarono nel famoso "White Paper" di Gurney, in cui il costruttore americano metteva nero su bianco i problemi della serie e i possibili correttivi proposti dalle squadre. Il messaggio era chiaro: "C'è qualcosa di sbagliato nel nostro sport, non sta minimamente raggiungendo il suo pieno potenziale e c'è un gran bisogno di cambiamento!". La frustrazione dei proprietari si concentrava soprattutto sui premi gara troppo scarsi e la pessima esposizione mediatica, che oggi come all'ora rendeva molto arduo il reperimento di adeguati sponsor. Una condizione che stonava se confrontata al grande sviluppo che contemporaneamente altri sport come golf, football e baseball stavano incontrando, per non parlare della F1, che Bernie Ecclestone cominciava a trasformare in uno spettacolo globale. La gran parte dei team manager era d'accordo e quando USAC e IMS sdegnatamente rifiutarono di riconoscere le preoccupazioni delle squadre, non ci volle molto perché i proprietari formassero una propria associazione. La Championship Auto Racing Teams era quindi pronta a partire. "Pensavamo tutti che il potenziale fosse molto di più che una grande corsa all'anno" ricorda Gurney, "ma una cosa che posso dire per certo, essendo stato uno dei membri del primo gruppo direttivo della CART, è che tutti volevamo solo far crescere la Indy500. Era già l'evento sportivo di un giorno più grande del mondo, quindi non aveva bisogno di grossi cambiamenti, ma noi volevamo migliorare il resto della stagione, non la 500 miglia". Ci furono molti problemi all'inizio, con polemiche e cause legali, ma sotto la guida dell'avvocato John Frasco presto la CART ottenne il supporto, come sanctioning body ad interim, del SCCA, lo Sports Car Club of America, ed era pronta a organizzare la sua prima corsa a Phoenix, l'11 Marzo 1979, davanti a un grande pubblico e con la diretta nazionale su NBC. L'USAC non cedette, cercando di bloccare l'iscrizione delle squadre CART alla Indy500 e andando avanti con il suo campionato, ma entrambe le iniziative si rivelarono un buco nell'acqua. Il tribunale dette infatti ragione alla CART, riconoscendo il diritto delle squadre di partecipare alla corsa in cui i ribelli, guidati da Rick Mears, sbaragliarono la concorrenza. "Non ci feci molto caso all'ora, ma ripensandoci la situazione tolse molto alla mia prima vittoria, con tutte le cause e il casino che andava avanti" dice Mears. "La vittoria a Indy arrivò e passò molto in fretta. Non ebbe lo stesso peso che avrebbe avuto normalmente. Ma la cosa non mi infastidì, l'avevo vinta ed era tutto ciò che avevo bisogno di sapere; dovevo solo andare avanti e vincerla di nuovo!". Il trionfo della CART fu mitigato dal secondo posto di AJ Foyt, fedele all'IMS fino all'ultimo ma in definitiva costretto a "convertirsi", quando nel 1981 l'USAC, per riempire la griglia del suo campionato, arrivò in qualche occasione a far correre insieme Champ cars e Midgets. Il rapporto tra CART e Indianapolis continuò quindi come una sorta di convivenza forzata. Lo Speedway non poteva fare a meno delle squadre, che a loro volta avevano bisogno del palcoscenico principale. La Indy500 rimase un evento a sé stante fino al 1983, quando si raggiunse finalmente un accordo per includerla nel calendario CART, pur rimanendo interamente gestita da USAC e IMS, sia da un punto di vista commerciale che tecnico e sportivo. Nel frattempo la CART incassò il determinante supporto delle PPG Industries, che divennero il title sponsor della serie, ottenendo più tardi la concessione da parte dello Speedway di ribattezzare il campionato come PPG IndyCar World Series, associando quindi le Champ cars a Indianapolis. Il logo della neonata CART Rick Mears, primo campione CART e vincitore della Indy500 1979 alla guida della Penske PC6 Prima fila a Indianapolis ‘80, il futuro vincitore Rutherford affiancato dalle Penske di Andretti e Bobby Unser Partenza dell'ultima corsa del 1980. Mario Andretti su Penske PC9 precede il campione Rutherford su Chaparral. In seconda fila Pancho Carter su Penske PC7 e Al Unser su Longhorne LR-01. Terza fila per Rick Mears su Penske PC9 e Tom Sneva su Phoenix, che andrà poi a vincere. Tutti sono motorizzati Cosworth DFX. Il particolare "ovale" di Trenton
  5. Mi è venuto da dare i numeri... a parte gli scherzi vorrei farvi una lista dei GP più vecchi ancora in attività nei calendari di F.INDY e F1, i due campionati più vecchi dell'automobilismo a ruote scoperte di massima serie. Le due belle sorelle oramai hanno una storia secolare: la INDY inizia le sue attività nel 1902 con l'istituzione dello AAA mentre la F1 inizia 'ufficialmente' la sua storia nel 1906 con il 1° GP di Francia. In oltre un secolo si sono allargate alla F.CART dal 1979 e dalla formula.e (che dal 2020 diventerà Campionato del Mondo) con il 2014. Ma quali sono le gare o i GP più vecchi ancora disputati. Andiamo per ordine: Detroit GP (1905): è la gara più vecchia ancora in campionato e la si disputò su un ovale breve per poi passare su di un altro ovale a partire dal 1928-1957. Il ritorno oltre tren'anni dopo nel 1989 prima al Renaissance Center fino al 1991 e poi dal 1992 sulla Belle Isle. GP di Francia (1906): è la gara di F1 più vecchia che si disputa ancora e si è corsa su tantissimi tracciati diversi, Le Mans compresa. E' quella che ha il numero di edizioni più lungo. Lo vinse la Renault di Ferenc Sisz istituendo ufficiosamente il primo 'Campione del Mondo di F1' che andò all'Ungheria. La Renault vincerà il suo 2° titolo solo 100 anni più tardi nel 2005 con Alonso!!!! American GP (1908). L'ironia del caso vuole che il GP di F1 degli Stati Uniti è più vecchio della 500 miglia di ben 3 anni e di 1 per quanto concerne la costruzione del circuito. La prima edizione fu vinta dal francese Louis Wagner su di una... FIAT (la stessa che oggi ha comprato la Jeep americana!). Indianapolis 500 (1911) ...e giunse la grande eletta, la GARA con la G maiuscola. Quella che tutti vorrebbero correre. Si disputa sullo stesso tracciato ininterrottamente dall'esordio. Ha cambiato solo il mando della pista: ieri in mattoncini (gli stessi gelosamente custoditi in un hangar) ed oggi in asfalto. La corsa con il più alto numero di spettatori al mondo. GP di Russia (1913) potrà far sorridere la gara di Russia è più vecchia di molte altre più blasonate gare della vecchia Europa che sono nate negli anni '20. Due edizioni prima del blocco (1913-1914) poi la Grande Guerra prima e la Rivoluzione d'Ottobre a seguire spensero ogni velleità corsaiola. San Pietroburgo venne scelta come luogo dell'inizio delle corse. Entrambe le gare vinte dalla Mercedes.... 100 anni dopo la Stella di Stoccarda riparte dove aveva lasciato e a tutt'oggi con 7 prove la Germania sventola dove il Reich non era riuscito. Grosse Point Detroit nel 1901 GP di Francia 1906 GP of America 1908 Indy 500 del 1911 GP di Russia del 1913
  6. Vorrei aprire un topic sui nostri piloti che dall'inizio del '900 ci hanno lasciato in pista. Tutti quelli che hanno persa la vita su una Indy, F1 o CART fino ad oggi. Purtroppo con la morte di Bianchi dobbiamo aggiornare la 'classifica' che era ferma al 2011 con la morte di Wheldon e dal 1994 per quanto riguarda la F1. Inserisco quelli che mi ricordo a memoria. Jules Bianchi (2015) (Suzuka) Dan Wheldon (2011) (Las Vegas) Paul Dana (2006) (Homestead qualifiche) Tony Renna (2003) (Indianapolis prove autunnali) Greg Moore (1999) (Fontana) Gonzalo Rodriguez (1999) (Laguna Seca) Ayrton Senna (1994) (Imola) Roland Ratzenbergher (1994) (Imola qualifiche) Elio de Angelis (1986) (Silverstone prove private) Gilles Villeneuve (1982) (Zolder qualifiche) Riccardo Paletti (1982) (Montreal) Ronnie Peterson (1978) (Monza) Tom Pryce (1977) (Kyalami) Jochen Rindt (1970) (Monza) Lorenzo Bandini (1967) (Montecarlo) Wolfgang von Trips (1961) (Monza) Antonio Ascari (1925) (Montlhery) Jimmy Murphy (1924) (Syracuse) Gaston Chevrolet (1920) (Beverly Hills, Los Angeles) A voi il ricordo....
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