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  1. Questa è la storia della Brabham che è crollata dopo il Gran Premio d'Ungheria 1992 e che è stata quasi rilevata dalla Galmer Engineering. Il team Brabham Galmer era una realtà, per un paio di mesi. Era il 18. settembre 1992, un paio di settimane dopo il loro Grand Prix finale, quando Brabham confermò che si era ritirato ufficialmente dal campionato del mondo. Non ci volle molto perché emergessero voci secondo le quali la Galmer Engineering, guidata da Alan Mertens, stava per assumere il comando della squadra Brabham. Esattamente un mese dopo che il team Brabham ha annunciato il ritiro, alcune sezioni della stampa degli sport motoristici hanno pubblicato notizie su questi sviluppi. Brabham Galmer sarebbe il nome della squadra riformata, e il pilota messicano Indycar Carlos Guerrero fu inserito tra i piloti della squadra per il 1993. Ma a gennaio Alan Mertens rivelò ai media che i piani di acquisizione erano stati fermati a causa di problemi finanziari. Tuttavia questa non è la storia completa del team di Brabham Galmer. La storia sembra essere più interessante di quanto molti sanno. Negli ultimi giorni di Brabham due uomini d'affari presumibilmente facoltosi hanno acquistato i beni della squadra con un piano per rilanciare Brabham in Formula 1 e con una macchina nuova di zecca firmata da Alan Mertens. Avrebbero potuto anche comprare una squadra come Ligier, che era disponibile quando Guy Ligier sembrava uscito dallo sport, ma come sarebbe emerso, gli acquirenti di Brabham non erano affatto ricchi. Tuttavia, il nuovo team di Brabham Galmer è nato. Le Brabham BT60B sono state inviate alla Galmer Engineering per essere valutate e utilizzate per consentire alla nuova vettura BT61 di basarsi sul design BT60. Nel frattempo Galmer negoziava un contratto che richiedeva agli investitori della squadra di pagare $500.000 per iniziare il lavoro. Lo stesso Alan raccontava che "qualche tempo dopo l'Agenzia delle Entrate è arrivata accusandomi di frode. I due uomini avevano chiesto sgravi fiscali contro il pagamento e l'Agenzia delle Entrate voleva sapere perché non avevo dichiarato la somma come entrate nel corso dell'anno precedente ". Dopo aver dimostrato di non aver mai ricevuto il pagamento, le accuse di frode sono state ritirate. Il progetto Brabham Galmer era ancora vivo, ma era praticamente impossibile iniettare qualsiasi investimento nella macchina e avere le vecchie Brabham BT60B preparate per la stagione 1993. Se questo avesse avuto successo, le auto del 1993 sarebbero state designate come BT60C. Galmer ha tentato di mantenere le macchine perché non avevano ricevuto i soldi che dovevano. Ma poi è emerso che Bernie Ecclestone era coinvolto, perché non è mai stato pagato per l'ingresso della squadra nel 1993. Senza alcun mezzo per entrare nel campionato ha scritto la fine sia del team di Brabham Galmer, sia il sogno di avere la Brabham di nuovo sulla griglia. Il destino e la sorte dei due ricchi uomini d'affari rimangono sconosciuti fino ad oggi.
  2. Ron Dennis nasce a Woking il 1° giugno 1947. Fin da piccolo alimenta la sua passione per la meccanica e la sua creatività sperimentando con il Meccano. Il fratello maggiore Michael lo porta a Brands Hatch per una gara di Formula Libera e rimane affascinato da una monoposto. Divenuto adolescente comincia a frequentare nei weekend l'officina della Brabham, situata nella vicinissima Byfleet, in qualità di curioso. Qui entra nelle simaptie di due meccanici, Tim Wall e Roger Billington, che gli insegnano la precisione e la meticolosità come metodo di lavoro, indipendentemente da ciò che vorrà fare nella vita. Desideroso di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti, Ron lascia la scuola a 16 anni per andare a fare l’apprendista alla Thomson & Taylor di Byfleet, azienda famosa anche per la costruzione di prototipi da record di velocità su terra, edificata a pochi metri dall’anello di Brooklands. Contento del proprio lavoro il giovane Dennis frequenta la scuola serale presso il Guildford Technical College dove si diploma in meccanica automobilistica e quando la Thomson & Taylor viene rilevata dal Chipstead Group chiede ed ottiene di essere trasferito in una delle loro aziende, la Cooper Car Company, ceduta da John Cooper al gruppo stesso alla morte del padre Charles avvenuta nel 1964. Alla Cooper, Ron costruisce monoposto di F2 e F3, il suo entusiasmo viene notato dai colleghi più anziani e a soli 19 anni viene aggregato alla squadra di F1 e inviato a Monza per il GP d'Italia nel classico ruolo di garzone di bottega: porta il tè ai colleghi, tiene pulito il box e fa tutti i piccoli lavoretti necessari per imparare l’arte del meccanico da corsa. Dimostrando le sue capacità, Ron viene promosso a vice-responsabile della macchina di Jochen Rindt nel quale però non nutre molta fiducia perchè non lo ritiene sufficientemente preparato in tecncia meccanica. Dennis lo vedrebbe meglio su una F2 piuttosto che su una F1 oltretutto dotata di un motore scorbutico come il Maserati V12 e il rapporto tra i due non è sempre dei più sereni. 1967 Kyalami Zandvoort Silverstone Nel 1968 l’austriaco passa alla Brabham e si porta dietro Dennis (gli piaceva molto il modo in cui gli teneva la macchina sempre pulita e in ordine) che lo segue ma, nella speranza di diventare capo-meccanico, si mette al servizio dello stesso Jack Brabham insieme ad un altro giovane meccanico: Neil Trundle. 1968 Monza Mont-Tremblant Watkins Glen Ron si dedica anima e corpo al suo lavoro, tanto da non avere il tempo per spendere i soldi guadagnati nei normali divertimenti dei suoi coetanei e a soli 21 anni può permettersi di acquistare una Jaguar E-type con i propri risparmi. 1969 Montjuic Parc In alcune gare segue il giovane Jacky Ickx, pilota subentrato a Rindt che è passato alla Lotus. Zandvoort Brands Hatch Nella seconda parte del campionato Ickx vince due GP e conclude il mondiale al secondo posto mentre Jack sviluppa la BT26A e prepara il 1970 nel migliore dei modi. La BT33 è infatti un'ottima monoposto e solo una serie sfortunata di episodi, insieme alla costanza e all'opportunismo di Rindt, impediscono al vecchio Black Jack di combattere fino alla fine per quel quarto titolo mondiale che avrebbe potuto coronare la sua lunga carriera. Ormai Ron è diventato un valido punto di riferimento sia per Brabham che per Ron Tauranac e si occupa dell'organizzazione del team in pista, delegando ai colleghi le operazioni tecniche. Quello a destra nell'ultima foto qui sopra è Nick Goozée, protagonista di un episodio famoso avvenuto a Brands Hatch e che è costato a Brabham la vittoria in quel GP. Prima del via Tauranac calcola il quantitativo di benzina necessario a disputare il GP e fa eseguire il rifornimento poco prima della partenza. Goozée si dimentica di regolare adeguatamente la carburazione della vettura. Infatti nel warm-up del mattino, a causa della temperatura decisamente fresca, la carburazione è esageratamente ricca e lui si dimentica di riportarla in posizione normale, dato che per il GP la temperatura dell'aria si è alzata. La conseguenza è che il Cosworth consuma più del dovuto e proprio all’ultima curva Brabham rimane a secco, viene superato dalla Lotus di Rindt e perde un GP già vinto. Durante la corsa, Black Jack si accorge del problema “sentendo” il motore. Dennis realizza di aver fatto una discreta cappella e si avvia verso la vettura con gli attrezzi per cercare di modificare la carburazione di nascosto e cercare così di coprire il collega ma Jack lo vede con la coda dell’occhio e gli urla un “DON'T EVEN THINK ABOUT IT!” che lo spettina. Continua...
  3. Cinquantaquattresima edizione della 500 Miglia di Indianapolis disputata il 30 Maggio 1970. Nel messaggio seguente inserisco il video da Youtube di quarantasette minuti. Non anticipo nulla sull'andamento della gara, per chi non l'avesse vista. Tra i non qualificati figurarono Chris Amon e Denis Hulme. Da 'Motor Trend' Agosto 1970, pagg. 24-28, 99:
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