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  1. leopnd

    Thierry Boutsen

    Il mio idolo da quando ho cominciato a seguire la F1, da piccolo... Non chiedetemi perche', non lo so spiegare... In tutti gli sport ho sempre tiffato per qualcuno che non era proprio in cima, boh... In ogni caso, Forza Thierry! THIERRY BOUTSEN Thierry Boutsen nasce a Bruxelles, Capitale del Belgio, il 13 luglio 1957. La Carriera sportiva di Boutsen inizia nel 1975 presso la celebre Scuola di Pilotaggio “André Pilette†sul tracciato di Zolder. Nello stesso anno, compie il suo esordio in Formula VW dove ottiene le sue prime vittorie. Thierry prosegue un corso di studi presso la facoltà di ingegneria, ma ben presto il giovane pilota belga prende un’altra direzione concentrando i suoi sforzi nel Mondo dell’Automobilismo Sportivo. I suoi primi approcci alle corse ricordano da vicino quelli del pilota connazionale Jacky Ickx, un idolo da seguire per il giovane Thierry. L’anno seguente, Boutsen compie il suo ingresso nel Campionato di Formula Ford 1600 presso il Team Hawke. Thierry domina la Categoria Benelux ottenendo 15 vittorie su 18 gare disputate al volante di una Crossle durante la Stagione 1978. Il pilota belga passa in breve tempo al Campionato Tedesco di Formula 3, partecipando inoltre a livello europeo. Il primo anno nella nuova Categoria non risulta facile, ma Thierry riesce a mettersi in luce ben figurando tra le giovani promesse. Nel 1980 Boutsen si accorda con la Squadra Martini, una tra le migliori formazioni dello schieramento. Ottiene tre vittorie (Nà¼rburgring, Zolder e Magny-Cours) e si piazza al secondo posto in Classifica Piloti dietro al nuovo Campione italiano Michele Alboreto. Nel novembre 1980, Thierry Boutsen riceve la chiamata da parte del Team “Marlboro McLaren International†per svolgere una Sessione di Test al volante del modello McLaren-Ford M29-F destinata ai piloti ufficiali: l’irlandese John Watson e il francese Alain Prost. Nel 1981 Boutsen passa al Campionato continentale di Formula 2. Alla guida di una Marzo motorizzata BMW, il pilota belga vince due gare (Nà¼rburgring e Enna-Pergusa) sfiorando il successo al suo primo anno di milizia, ma è costretto ad accontentarsi della seconda piazza finale dietro al vincitore Geoff Lees. Nella prima partecipazione alla 24 Ore di Le Mans, Boutsen ha un brutto incidente al volante della Peugeot WM P81 causato dalla rottura di una sospensione. Ma Thierry impressiona sufficientemente l’ambiente dei Gran Premi. L’anno seguente, Boutsen guida una March privata e poi passa al Team Spirit-Honda affiancando il pilota svedese Stefan Johansson. Il pilota belga ottiene tre vittorie sui circuiti di Nà¼rburgring, Spa-Francorchamps ed Enna e si piazza al terzo posto in Classifica Piloti. Al termine dell’annata, Boutsen esegue i collaudi della prima monoposto prodotta dalla Squadra Spirit in vista dell’imminente ingresso in Formula 1. L’anno successivo, Boutsen gareggia nella Serie ETCC al volante di una BMW 635CS e nel Campionato del Mondo Sportscar presso il Team Joest Porsche. Il pilota belga ottiene un successo a Monza in coppia con Bob Wollek. Thierry Boutsen compie il suo debutto ufficiale nel Campionato del Mondo di Formula 1 nel Gran Premio del Belgio 1983, disputato sul tracciato di Spa-Francorchamps, al volante del modello Arrows A6 motorizzato con un propulsore Ford-Cosworth V8. Il pilota belga sostituisce il brasiliano Chico Serra a partire dalla sesta prova stagionale (pagando il sedile per ben 500.000 dollari!), affiancato dallo svizzero Marc Surer presso il Team Arrows. Dopo una discreta Sessione di Qualifica (18° posizione in Griglia di Partenza), in gara Boutsen è costretto al ritiro per problemi ad una sospensione posteriore sulla sua vettura. La doppia trasferta americana mette in risalto le grandi doti alla guida di Thierry, che coglie due settimi posti a ridosso della zona punti a Detroit (Stati Uniti) e Montréal (Canada). La Stagione 1983 prosegue senza particolari problemi, con sei arrivi al traguardo su sette prove a cui Thierry partecipa. Nel 1984 il pilota belga si appresta a disputare la sua prima annata completa in Formula 1. La Stagione si apre con un inatteso quanto insperato sesto posto nel Gran Premio inaugurale in Brasile che gli vale il primo punticino iridato. Sulla pista di Rio De Janeiro, al via Boutsen parte in 20° posizione rimontando di posizione in posizione, favorito dall’alto numero di ritiri dei suoi diretti avversari. A Imola, quarta prova stagionale, Boutsen concede il bis artigliando un ottimo quinto posto dopo una grande rimonta dalle retrovie dello schieramento di partenza. Per il Direttore del Team Jack Oliver, questi risultati risultano preziosi per la sopravvivenza stessa della Squadra Arrows. Il momento più deludente della Stagione risulta la mancata qualificazione al Gran Premio di Monaco a Montecarlo, un circuito sul quale Thierry non aveva mai girato prima d’ora. La nuova Arrows-BMW turbo A7 arriva in occasione della trasferta francese a Digione, ma la vettura si rivela catastrofica dal punto di vista dell’affidabilità generale. A farne le spese Boutsen e Surer, troppe volte costretti al ritiro per problemi al motore o per guasti meccanici. A Detroit i giovani assi Thierry Boutsen e Ayrton Senna infiammano il pubblico con un bel duello nelle posizioni di centro classifica, con frenate al limite e sfide al volante. Da quella prima sfida nasce una profonda amicizia tra Thierry e Ayrton che proseguirà anche negli anni seguenti. Una consolazione parziale per il pilota belga arriva al Gran Premio d’Austria (à–sterreichring), dodicesima gara dell’anno, con un arrivo in zona punti al quinto posto finale. Al termine della Stagione, Boutsen si piazza al quattordicesimo posto in Classifica Piloti con cinque punti incamerati complessivamente. L’anno seguente, la Squadra Arrows schiera ufficialmente il pilota belga Thierry Boutsen e il pilota austriaco Gerhard Berger, al suo debutto ufficiale in Formula 1. La monoposto, il modello Arrows A8 motorizzato BMW, consiste in una semplice evoluzione della vettura precedente. La migliore prestazione dell’anno da parte di Boutsen è centrata in occasione del Gran Premio di San Marino. A Imola, il pilota belga si schiera in quinta posizione in Griglia di Partenza e in gara giunge al traguardo in terza posizione, che diventerà in seguito seconda dopo la squalifica del francese Alain Prost (McLaren-TAG Porsche Mp4/2B). Boutsen conquista così la piazza d’onore sul podio dietro al nuovo vincitore, il romano Elio De Angelis (Lotus-Renault 97T). Thierry ottiene quasi sempre buoni risultati nelle Prove di Qualificazione, a conferma dei progressi della monoposto e della Squadra. L’annata prosegue positivamente con un quarto posto (Nà¼rburgring) e due seste piazze (Brands Hatch e Kyalami). Risultati preziosi che valgono a Boutsen l’undicesima piazza nella Classifica Finale Piloti con 11 punti totali all’attivo. La Stagione 1986, la quarta consecutiva con la Squadra Arrows, si rivela sfortunata. A tradire Boutsen e i due compagni di Squadra Sures e Danner ci pensa molto spesso la fragilità della sua monoposto. I migliori risultati conseguiti in gara sono quattro settimi posti a Jerez De La Frontera, Imola, Monza e Città del Messico. Per Boutsen, una parziale soddisfazione arriva con la magistrale vittoria nella celebre 1000 chilometri di Spa-Francorchamps al volante di una Porsche. Al termine dell’annata, Thierry Boutsen firma un contratto biennale con la Scuderia “Benetton Formula 1†lasciando la Squadra che ha favorito il suo ingresso nella Categoria Regina dell’Automobilismo Sportivo. Nel 1987 Thierry Boutsen inizia una nuova fase della sua Carriera Sportiva approdando presso il Team Benetton (in sostituzione dell’austriaco Gerhard Berger) affiancando il milanese Teo Fabi. Al volante del modello Benetton B187 motorizzato Ford Cosworth (V6 turbo), Boutsen inizia la nuova avventura alla Benetton cogliendo un buon quinto posto nella corsa inaugurale in Brasile. Il pilota belga è velocissimo in Prova, centrando ottime prestazioni cronometriche appena dietro ai top-drivers della Formula 1. Durante la prima parte della Stagione, Thierry è costretto a numerosi ritiri n gara dovuti alla scarsa affidabilità della sua monoposto. Soltanto nel Gran Premio d’Ungheria a Budapest, nona prova stagionale, Boutsen riesce a tornare in zona punti artigliando il quarto posto sul traguardo. Seguono un quarto posto (Austria), e due quinti posti (Italia e Giappone), che riscattano parzialmente la Stagione. Nell’ultima gara dell’anno, il Gran Premio d’Australia ad Adelaide, Boutsen conquista un ottimo terzo posto sull’ultimo gradino disponibile del podio in seguito alla squalifica del brasiliano Ayrton Senna (Lotus-Honda 99T), a causa di un’irregolarità delle dimensioni dei freni. Boutsen si classifica all’ottavo posto nella graduatoria finale piloti potendo contare su 16 punti conquistati in corsa. L’anno seguente, Boutsen disputa una delle migliori Stagioni della sua decennale Carriera in Formula 1. Al secondo e ultimo anno con la Squadra della famiglia degli industriali veneti Benetton, il pilota belga dispone del modello Benetton B188 a motore aspirato Ford-Cosworth V8. Boutsen viene affiancato dal giovane pilota senese Alessandro Nannini, subentrato al posto di Fabi. Nella lotta tra le monoposto dotate di propulsore sovralimentato e le vetture con motore aspirato, Boutsen coglie i primi punti stagionali con il quarto posto nel Gran Premio di San Marino a Imola. La doppia trasferta americana porta a Boutsen due grandi piazzamenti sul terzo gradino del podio a Montréal (Canada) e Detroit (Stati Uniti) in un’annata caratterizzata dal dominio delle due McLaren-Honda Mp4/4 turbo di Ayrton Senna e Alain Prost. In Germania il belga torna in zona punti classificandosi al sesto posto ad Hockenheim, mentre in Ungheria arriva per Thierry il terzo podio stagionale sull’ultimo gradino disponibile del podio. La Stagione 1988 si conclude con altri due terzi posti in Portogallo (Estoril) e in Giappone (Suzuka). Questi importanti risultati permettono a Boutsen e alla Squadra Benetton di aggiudicarsi i due trofei istituiti dalla FIA intitolati a “Jim Clark†e “Colin Chapmanâ€, una sorta di premiazione valida per le monoposto dotate di motore aspirato. Boutsen si piazza al quarto posto nella Classifica Piloti grazie a 27 punti complessivi. Nel 1989 il belga Boutsen viene ingaggiato dal Team Williams Grand Prix in sostituzione dell’inglese Nigel Mansell, passato in forze alla Scuderia Ferrari. Al volante della nuova Williams-Renault FW12C, Boutsen centra i primi risultati della Stagione con un quarto posto a Imola e una sesta piazza a Phoenix. Il 18 giugno 1989, nel Gran Premio del Canada, Thierry Boutsen vince la prima gara della sua Carriera in Formula 1. A Montréal, sotto la pioggia battente, Squadre come la temuta McLaren e la Ferrari subiscono un doppio ko inaspettato. Sul traguardo, sfrecciano in parata le due monoposto di Grove. Si tratta di una clamorosa doppietta Williams che non accadeva dal Gran Premio del Messico 1987 con la formidabile coppia Mansell-Piquet. Dopo una fase centrale di Campionato segnata dalla sfortuna, Thierry torna a marcare la zona punti con tre terzi posti (Ungheria, Italia e Giappone) e un quarto posto in Belgio. La seconda vittoria stagionale per Boutsen arriva nell’ultima gara della Stagione, il Gran Premio d’Australia ad Adelaide. àˆ un giorno da lupi: la pista è totalmente allagata e le vetture schizzano come trottole impazzite da ogni parte del tracciato cittadino. Il belga domina con classe e maestria la sua vettura sfrecciando al primo posto sul traguardo davanti a Nannini e Patrese. La Stagione 1989 risulta la migliore annata di Boutsen nella sua lunga milizia in Formula 1. Il pilota belga si piazza al quinto posto finale in Classifica Piloti con 37 punti all’attivo. L’anno successivo prosegue l’ascesa al vertice di Thierry Boutsen. Nella Stagione di Formula 1 1990, l’annata si apre nel migliore dei modi per il belga, con un terzo posto a Phoenix Park nel Gran Premio degli Stati Uniti dietro agli sfidanti Senna e Alesi. Seguono un quarto posto a Monaco e due quinti posti in Brasile e Messico. In Gran Bretagna, sul veloce tracciato di Silverstone, Thierry si classifica al secondo posto sul traguardo approfittando di un grande duello tra i Team McLaren e Ferrari. La gara capolavoro nella lunga Carriera di Boutsen è certamente il Gran Premio d’Ungheria 1990. Durante le Prove Ufficiali, Boutsen e Patrese dominano in cima alla lista dei tempi su un tracciato congeniale al Team Williams. Il belga ottiene la sua prima Pole Position in Carriera. Alla partenza, le monoposto di Grove scattano al comando, mentre i diretti avversari inseguono. Patrese è costretto al ritiro a metà corsa per problemi tecnici, mentre Boutsen deve difendersi dall’assalto finale dell’amico Senna. Il belga non si scompone nel corso del duello a distanza tra i due rivali, contando sulle caratteristiche della pista di Budapest, lenta e poco favorevole ai sorpassi. Sul traguardo, Boutsen sfreccia al primo posto: si tratta della sua terza vittoria in Formula 1 grazie ad una delle migliori prestazioni alla guida nella sua Carriera. Gli ultimi piazzamenti dell’annata vengono conquistati in Spagna (quarto posto) e nella doppia trasferta Giappone-Australia, dove il belga conclude ambedue quinto a fine corsa. A fine Stagione, Thierry Boutsen è costretto a lasciare la Squadra Williams in seguito all’annuncio del ritorno di Mansell a Grove. Negli ultimi tempi, il rapporto con la Squadra si è distanziato, nonostante l’appoggio consistente da parte della Renault. L’ultima annata di Boutsen nelle posizioni di vertice si chiude con il sesto posto in Classifica Piloti (34 punti totali). Nel biennio 1991/92, Boutsen firma un contratto biennale con la Squadra francese Ligier, ma la mossa si rivela ben presto sbagliata. La formazione diretta da Guy Ligier naviga nelle posizioni di centro classifica senza possibilità di risalita. La monoposto, il modello Ligier-Lamborghini JS35-B, non permette alla coppia Boutsen-Comas di ottenere risultati di rilievo. Il belga cerca di racimolare qualche punticino alle prese con una vettura pesante, difficile e poco affidabile. La situazione migliora in maniera graduale l’anno seguente, con l’arrivo del brillante Direttore Tecnico francese Gérard Ducarouge e dei potenti motori Renault V10. Il miglior risultato è un quinto posto ottenuto nel Gran Premio d’Australia 1992 ad Adelaide. Al termine della Stagione 1992, Boutsen decide di dissociarsi dall’à‰quipe Ligier e di abbandonare la Formula 1 dopo inutili trattative con Squadre di medio livello. Colto, poliglotta, freddo, riservato, poco spettacolare alla guida, definito molto spesso un pilota ragioniere. Pur non avendo entusiasmato resta un professionista preciso, in grado di aiutare qualsiasi Squadra nello sviluppo della vettura e di non sprecare le occasioni per entrare in zona punti. Nel 1993 Thierry Boutsen disputa la sua ultima Stagione in Formula 1 presso il Team Jordan Grand Prix. Il belga rientra nel Circus dei Gran Premi occupando il secondo sedile della Squadra irlandese dopo l’annuncio del ritiro definitivo da parte del milanese Ivan Capelli. La Stagione si rivela una delusione. Al volante della poco competitiva Jordan-Hart 193, Boutsen non è in grado di tenere l’andatura imposta dal giovane compagno di Squadra, il brasiliano Rubens Barrichello. Irreversibile è la crisi del pilota belga. Svogliato, senza alcuna motivazione, Thierry ha più che altro vegetato al volante della Jordan, quasi volesse dimostrate a tutti il proprio declino. La sua ultima partecipazione in gara avviene nel Gran Premio del Belgio 1993 a Spa-Francorchamps, una corsa dove Boutsen è costretto al ritiro al primo passaggio per problemi al cambio. Una settimana più tardi, Thierry annuncia il suo ritiro definitivo dal Mondo della Formula 1. In totale, Boutsen ha disputato 163 Gran Premi in 11 Stagioni, ottenendo 132 punti, tre vittorie, una Pole Position, un Giro più Veloce in gara e quindici arrivi a podio. Lasciata la Formula 1, Boutsen termina al secondo posto nella celebre 24 Ore di Le Mans in coppia con il francese Yannick Dalmas e il milanese Teo Fabi al volante di una Porsche 905. Nel biennio 1994/95 Thierry Boutsen corre in Germania nel Campionato Turismo tedesco al volante di una Ford Mondeo, interrompendo la supremazia di Audi e BMW. Nel 1996 Boutsen termina nuovamente al secondo posto a Le Mans in coppia con Hans Stuck e Bob Wollek, classificandosi al primo posto nella Categoria GT1. Thierry continua a correre nelle Categorie Sport in Europa e America al volante di monoposto Gran Turismo come Porsche e Toyota fino alla Stagione 1999. Il belga è protagonista di un grave incidente sul tracciato Bugatti Le Mans (Francia), nel quale riporta serie lesioni alla colonna vertebrale. L’episodio costringe Boutsen ad abbandonare definitivamente le corse automobilistiche. Attualmente, Boutsne gestisce una Squadra fondata da lui stesso, la “Thierry Boutsen Racingâ€, che partecipa ai Campionati belgi e francesi di Formula Renault 1600 oltre che di altre categorie. Il belga si occupa inoltre della compravendita di aeroplani di minori dimensioni in una piccola società a Montecarlo, città nella quale è residente da ormai molti anni.
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