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  1. Alla fine del 1992, la FIA decide di dare una riordinata anche al panorama dei campionati Turismo, proponendo la formula utilizzata dal campionato britannico già dal 1990. Nasce a tutti gli effetti la “FIA Class 2”, o Superturismo appunto. Le specifiche tecniche di queste auto sono: 4 metri e 20 di lunghezza minima, quattro porte, motori 2.0 V6 aspirati, 2500 modelli minimi per l’omologazione. La categoria avrebbe segnato il resto degli anni ’90: la Class 2 ha successo da subito in Italia, Francia, Portogallo, Sudafrica e Australia, oltre ovviamente alla Gran Bretagna, e la FIA crea persino la Coppa del Mondo in gara unica a fine anno per riunire tutti i piloti più forti del globo. Il nuovo regolamento attira una miriade di Case ufficiali, che gareggiano direttamente oppure si affidano a strutture esterne, comunque molto vicine al marchio. Nel 1993, il campionato britannico conta qualcosa come venti auto ufficiali in griglia spartite tra Renault, Toyota, Vauxhall, Ford, BMW, Peugeot, Nissan e Mazda. Dopo un estenuante duello, “Smokin’ Jo” Winkelhock su BMW 318i (gestita dal team Schnitzer) ha la meglio sul compagno di squadra Steve Soper. Joachim Winkelhock, BMW 318i, Schnitzer Motorsport Alain Menu (Renault 19, GB Motorsport), Jeff Allam (Vauxhall Cavalier, Dave Cook Racing) e Robb Gravett (Peugeot 405, Peugeot Talbot Sport) Ma anche in Italia la competizione è accesa. I marchi impegnati sono meno, ma la sostituzione delle Gruppo A con le Class 2 permette l’entrata di Peugeot e Volkswagen in forma ufficiale, oltre alla conferma di Alfa Romeo e BMW. Anche la serie tricolore si decide al fotofinish, con Roberto Ravaglia (BMW del team CiBiEmme) campione su Fabrizio Giovanardi che guida la Peugeot 405 ufficiale. Alfa Romeo, dominatrice dell’ultimo campionato Gruppo A con Nicola Larini, affina durante l’anno la sua 155 TS con Tarquini, Morbidelli e Tamara Vidali alla guida. Roberto Ravaglia, BMW 318i, CiBiEmme Engineering Fabrizio Giovanardi, Peugeot 405, Peugeot Talbot Sport In Francia invece debutta l’Audi, allorché in Germania vi è già l’imponente figura del DTM, con il titolo vinto da Frank Biela sul modello 80 a trazione integrale. Frank Biela, Audi 80 Quattro, ROC (foto del 1992) Il 17 ottobre, a Monza, si disputa la prima edizione della Coppa del Mondo. L’Italia schiera una folta pattuglia di piloti: Capelli, Giovanardi, Larini, Modena, Nannini, Pirro, Ravaglia e Tarquini. Entrambe le manche vanno però al neozelandese, terzo nel BTCC, Paul Radisich, sulla Ford Mondeo gestita dalla scuderia di Andy Rouse. Nicola Larini è secondo assoluto, nonostante avesse passato il 1993 nel DTM, vincendo il campionato. Paul Radisich, Ford Mondeo, Andy Rouse Racing
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