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  1. R18

    José María López

    La carriera di José María López non è stata semplice. Quando sembrava che tutto fosse pronto per il grande salto, il tutto è crollato. Ha ricominciato dal basso ed è tornato al successo, dimostrando un grande carattere ed un'immensa forza di volontà. Il WTCC lo ha rilanciato definitivamente e ora sembra proprio all'apice della carriera, dovrà approfittarne per trovare uno sbocco importante. "Pechito" nasce a Río Tercero il 26 aprile 1983. Dopo avere avuto un buon successo con i kart in Argentina, arriva in Europa già nel 2001, disputando la Formula Renault 2.0 Eurocup con il team Lucidi, nel quale ritrova due connazionali: Mariano Altuna ed Esteban Guerrieri. Centra un giro veloce all'esordio a Monza e la pole al Nürburgring, ma non va oltre un settimo posto a Jarama ed un sesto ad Estoril per il 17esimo posto finale. Nel 2002 passa al team Cram, che lo porta a disputare la Formula Renault Italia. López la vince battendo tale Robert Kubica. Partecipa saltuariamente anche all'Eurocup, vincendo a Jarama e conquistando il quarto posto nella generale. Gli ottimi risultati gli valgono un ingaggio da parte del team DAMS per la Formula Renault V6 Eurocup del 2003. Vince cinque gare e conquista il titolo con una gara d'anticipo. In questa stagione utilizza per la prima volta quel #37 che poi lo accompagnerà per il resto della sua carriera. Questo titolo è un importante lasciapassare per Renault, che nel 2004 lo arruola come test driver in Formula 1. Passa alla Formula 3000 internazionale con il team Coloni. Stagione tra alti e bassi, con due terzi posti a Montecarlo e Spa-Francorchamps come miglior risultato. Sesto in classifica generale. Torna con DAMS nel 2005 per la stagione inaugurale della GP2 Series. Protagonista dell'inizio di stagione, con il secondo posto di Imola e la vittoria a Barcellona, giunge a punti solo altre quattro volte da Montecarlo in avanti, per un deludente nono posto finale. Passa in Super Nova nel 2006, conquistando solo tre podi e terminando decimo in campionato. A fine stagione arriva la tegola: un problema di sponsor gli costa il posto in Renault. Ad inizio 2007 disputa due prove dell'ALMS su una Ferrari F430, ma è piuttosto sfortunato. Torna a correre in Argentina nel TC2000, chiudendo quinto nel 2007 e vincendo il titolo nei due anni successivi con una Honda Civic. Particolare è la stagione 2009, perché oltre al TC2000 vince la Top Race V6, altro campionato argentino, e sfiora il prestigiosissimo Turismo Carretera perdendolo per un incidente dovuto ad una perdita d'olio all'ultima gara. Ad inizio 2010 sembrano potersi riaprire le porte della Formula 1, perché viene ingaggiato dal team USF1. La squadra, iscritta al campionato, naufraga però dopo pochi mesi senza mai avere mostrato nemmeno uno squarcio della propria vettura. Si mette in contatto con il team Campos per salvare il proprio sedile, ma questo preferisce i soldi di Karun Chandhok. Disputa altre due stagioni altalenanti nel TC2000 prima di diventare il campione inaugurale del Súper TC2000 nel 2012. Inizia la stagione al volante di una Fiat Linea ma successivamente passa sulla Ford Focus del team PSG-16. Grazie a quattro vittorie consecutive (merce molto rara in questo campionato) ha ragione di Matías Rossi. Nel 2013 rimane nel team PSG-16, che ironia della sorte diventa proprio il team ufficiale Fiat. Stagione complicata, nella quale ottiene una vittoria e quattro podi ma non va oltre il quinto posto in campionato. Ad agosto 2013 arriva una nuova, grande occasione. Il WTCC debutta in Argentina e il team tedesco Wiechers gli mette a disposizione la BMW di Fredy Barth. Stavolta Pechito non spreca: centra il decimo posto in qualifica e la conseguente pole per gara-2. Nella suddetta gara nessuno riesce a tenere il suo passo e manda in visibilio il pubblico argentino con una grande vittoria. La strada è tracciata. Citroën lo ingaggia per il suo debutto nel WTCC previsto per la stagione 2014, affiancandolo niente meno che a Sébastien Loeb e al campione in carica Yvan Muller. Parte come outsider, ma ben presto si capisce quanto fosse sottovalutato: la macchina è imbattibile ma lui vince 10 gare con 17 podi in 24 corse, annichilendo la concorrenza dei due scomodi compagni di squadra e conquistando un meritatissimo titolo. Replica nel 2015 e anche nel 2016, quando la Casa francese decide di chiudere il proprio programma ufficiale per concentrarsi nuovamente sui rally. Il Double Chevron non lo lascia tuttavia a piedi, chiamandolo a sostituire Vergne sulla Virgin motorizzata Citroën di Formula E. La (mia) speranza, comunque, è che il suo futuro non si limiti solo a questo ma che si concretizzi anche in altre categorie, come il WEC. C'è una voce che lo vorrebbe in Toyota e un volante ha dimostrato di meritarlo alla stragrande. Speriamo bene.
  2. aleabr

    Nicolas Prost

    Un altro figlio d'arte di cui è folta la formula.e (Piquet, Senna, Andretti, Brabham). Prost doveva essere la gran promessa del 4 volte campione francese. Alla fine il gran debutto non c'è mai stato e Nicolas si è 'riciclato' con l'avvento della formula.e Di tutti i debuttanti, cioè dei piloti che non hanno mai debuttato in una massima serie, è quello che ha raccolto di più. A tal punto che durante il passaggio in nord-america con la vittoria a Miami era pure finito in testa al campionato. Dopo la gran figura a Pechino e l'incidente contestatissimo con Heidfeld sembrava la pecora nera del gruppone, invece poi si è saputo non solo far perdonare ma issandosi fra i papabili al titolo. Dalla metà stagione in avanti si è perso molto per strada ed oggi è staccatissimo dalla vetta e ormai fuori dai giochi di campionato. Adesso però potrebbe giocare un ruolo fondamentale nell'aiuto del team per il titolo costruttori e per dare una mano al compagno di squadra Buemi per la difficile impresa. La vittoria in Florida sulla sua DAMS-Renault.
  3. Jps76

    Jean Ragnotti

    Da giovane certe equazioni sono piuttosto spontanee. Ed io, che agli albori degli '80 avevo la Règie nel cuore (e la cosa è andata avanti fino ai primi 2000) non potevo non seguire con affetto le imprese di Jeannot. Direi che tutto ebbe inizio al Monte '81, anche se era da un po' che il nome di Ragnotti era sinonimo di gente che sapeva andare in macchina e, soprattutto, di Renault. Poi i modellini della 5 seconda al Monte '78, di quella bellissima vittoriosa 3 anni dopo e della Philips #3 Tour de Corse facevano il resto Le prime pagine della storia rallystica del tempo venivano costantemente occupati da altri nomi, Rohrl in primis, ma per me Jeannot era Jeannot. Il tutto per una serie di ragioni molto semplici: Ragnotti è senza alcuna ombra di dubbio e per notevole distacco il pilota che maggiormente mi ha entusiasmato ed impressionato per capacità di guida e di controllo fuori del mezzo, semplicemente molto al di fuori dalla norma: è stato l'unico in grado di guidare una 2RM come una 4WD, e a contemplare certi suoi numeri i dubbi su alcuni concetti fisici salgono..... A ciò va aggiunto che per tutta la sua carriera è stato legato, in una sorta di romantico ed anacronistico cordone ombelicale, alla mia allora adorata Casa della Losanga. E dire che avrebbe potuto firmare per chiunque e nessuno avrebbe potuto dire niente, visto che la Renault (sbagliando IMHO) non ha mai voluto prendere troppo sul serio i rally :pipa: Ed infine l'aspetto che secondo me è il piu' figo di tutti: lo si evince da alcuni onboard e Jean stesso a fine carriera lo ammise: correva perché gli piaceva guidare, d'accordo, ma lo faceva soprattutto per il piacere di donare emozioni al pubblico. E pazienza se il traverso di troppo portava via tempo prezioso: non c'era curva dove Ragnotti non lasciasse dietro una lunga scia fatta di polvere ed applausi, e quello era il suo modo piu' autentico di esprimersi e lasciare il segno. Mi perdonerete se posterò alcuni video già infilati altrove, ma soprattutto per chi non l'ha mai visto dal vivo (io si, con la 5 e con la 11, e il ricordo rimane tuttora assai nitido) sono la riprova che ne vale davvero la pena Un consiglio? Cuffie a palla Questo è un buon filmato di riprese esterne, con introduzione in italiano Ps. Grazie Rabbit
  4. Ricordiamo anche questa stagione che vide l'esrdio in Formula 1 di Gilles Villeneuve l'esordio del motore Turbo Renault e l'esordio delle Michelin Radiali. Il mondiale lo vinse Niki Lauda.
  5. 61066

    Jolyon Palmer

    Campione di GP2 talmente carismatico da non avere nemmeno un topic dedicato
  6. Da "Quattroruote" del febbraio 1986 (trentennale della rivista):
  7. Oggi sarà il turno della nuova vettura della scuderia di Faenza (orario stimato 17:30 CET). Crash test brillantemente superati, la presentazione avverrà nella pitlane di Jerez. I piloti sono Jean-Eric Vergne e il debuttante Daniil Kvyat. Per adesso twitter ci regala solo questo: E nel week end c'è stato lo shake down al circuito di Misano, con tanto di sound-teaser del nuovo Renault:
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