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Old Hairpin

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  1. Strano. Mario Acquati e signora sono tra le persone più educate e piacevoli, oltre che realmente appassionate e competenti dell'ambiente. Tra l'altro con alle spalle una bellissima storia di motorsport. Questo chiaramente per quello che riguarda la mia esperienza personale, il 70% della mia biblioteca l'ho acquistato da loro, il primo libro nel 1982. E ovviamente, sono contento che resti aperta. Ps. Comunque nel tuo post menzionavi la Libreria dell'Automobile, che è una cosa diversa. Da qui il mio riferimento alla confusione.
  2. Per me stai facendo confusione tra la libreria dell'automobile e quella dell'autodromo, che è quella che fortunatamente resta aperta. I signori Acquati ( purtroppo la moglie è mancata un anno fa) sono sempre stati gentili e competenti. Almeno questa è la mia esperienza personale.
  3. Non so quanto possa servire, ma provo, ancora una volta, ad esprimere il mio punto di vista. Per libera interpretazione si intende, per convenzione, un propiro giudizio personale su una altrui affermazione. Pertanto ti inviterei allora, visto che secondo te la mia interpretazione è libera ed errata, a spiegare cosa intendevi quando hai parlato di "proverbiale solidità delle macchine costruite da Osella". Il tuo amico pilota potrebbe inoltre spiegarti il perchè, visto che la solidità delle vetture di Osella è, e presumo anche fosse allora, "proverbiale" abbia accettato di correre con le medesime; non ne era consapevole? Oppure aveva qualche altra convenienza? Ammettere di essere andati oltre non è disonorevole, io non ritengo di averlo fatto,ma, personalmente ti ribadisco che il tuo giudizio è andato, SECONDO ME, oltre. Ti ricordo inoltre che non ti ho irriso e ho anzi esposto il perchè del mio fastidio, che a te prendo atto possa non interessare di meno. Ma credo che una volta di più lanche la tua ultima risposta avrebbe potuto (e dovuto) essere meno saccente, se si cerca una discussione costruttiva. Ma forse, e qui l'interpretazione è si personale, anche questo ti interessa poco. Dopodichè, anche per evitare di annoiare il resto degli utenti, eviterò di tornare sull'argomento.
  4. Letto il libro, e ritengo che Gabbiani abbia avuto la sua parte nelle sospensioni staccate dall'Osella. In quegli anni tutte le F1 erano pericolose, senz'altro non solo l'Osella. Per la parte in neretto, non è una mia"libera interpretazione", non interpreto niente, so leggere e leggo quello che, ribadisco, hai scritto, secondo me, con superficiale ed inutile ironia. Se ti rileggi, vedrai che non c'è molto spazio alla "libera interpretazione". Mi da fastidio chi giudica da fuori senza avere coscienza delle difficoltà che persone come Osella hanno trovato per sopravvivere degnamente nell'automobilismo, e che si faccia seduti comodamente in poltrona.
  5. Avercene oggi, in Italia, di Enzo Osella. Trovo molto superficiale ridurre a qualche scatto di una stagione sfortunata la carriera di un uomo che ha passato la sua vita nel mondo delle corse, ottenendo successi ovunque ( le bellissime e plurivittoriose PA come vogliamo definirle?) tranne che in F1, dove però ha sempre corso con budget lontani anni luce da quelli dei suoi avversari, che ricostruì la carriera ad Eddy Cheever oltre che ad aiutare molti altri piloti, mettendoci soldi suoi, e che diede la possibilità a molti tecnici e meccanici di fare strada nell'automobilismo.
  6. Interlagos esisteva già ', le F2 che partecipavano alla Temporada 1971 ci corsero la settimana prima della fatale gara di Taruma-Porto Alegre.
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