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La stagione 2001 fu una delle più rocambolesche.

Ben 7 squadre ufficiali, 8 diversi piloti vincitori.

Piloti e squadre che passavano continuamente dalla polvere all'altare, ritiri in serie seguiti da vittorie altrettanto consecutive.

Alla vigilia del rally del Galles, quattordicesima e ultima gara, col punteggio 10-6-4-3-2-1 la classifica dei pretendenti al titolo mondiale era questa, cortissima: 

McRae (Ford)............ 42 (3 vittorie: Argentina, Cipro, Acropolis)

Makinen (Mitsubishi) 41 (3 vittorie: Montecarlo, Portogallo, Safari)

Burns (Subaru).......... 40 (1 vittoria: Nuova Zelanda)

Sainz (Ford)...............33 (0 vittorie)

 

Poi c'erano gli altri:

Rovanpera (Peugeot).......30 (1 vittoria: Svezia)

Gronholm (Peugeot)........26 (2 vittorie: Mille Laghi, Australia)

Auriol (Peugeot)..............23 (1 vittoria: Spagna)

Panizzi (Peugeot)...........22 (1 vittoria: Sanremo)

L'ottavo vincitore dell'annata era Jesus Puras in Corsica con la Citroen, che si preparava al mondiale 2002.

Ed ecco un articolo di Guido Rancati alla vigilia dell'ultima decisiva gara stagionale, apparso su "Quattroruote" di dicembre 2001

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Ne parlammo tempo fa nel topic della storia. Un mondiale incredibile. Sbagliarono tutti e in maniera variegata.

McRae che fece praticamente tutti i suoi punti nei sei rally tra Argentina e Nuova Zelanda e perse il titolo con il clamoroso incidente del RAC, Burns che sembrava perduto dopo essersi infossato a Sanremo, Sainz che ruppe in Grecia a pochi chilometri da una vittoria certa, Rovanperä che si ritrovò in lotta per il mondiale con un impegno part-time costringendo Peugeot a dargli una macchina per gli ultimi rally su asfalto (nei quali era praticamente fermo), Mäkinen che fece 40 punti nei primi otto rally e uno solo nei successivi sei con il passaggio a quel cassone della Lancer WRC. Ci fu davvero di tutto.

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E i quattro punti di Marcus nei primi otto rally. Qualche errorino lo fece anche lui, ma la 206 #1 non finiva una gara tutta intera.

Poi c'erano le colorite presenze della Octavia e della Accent. Programmi raffazzonati da parte di una Casa che ha vinto gli ultimi due mondiali costruttori e di un'altra che se ora si impegnasse ufficialmente otterrebbe ben altri risultati rispetto a quelli del 2001 e dintorni.

In quell'anno poi andò in scena uno dei rally più meteorologicamente folli e disumani che il WRC abbia mai visto, in Portogallo.

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Sainz quasi sempre a podio nelle prime sei corse, poi quasi più niente. Ed era ancora matematicamente in corsa all'ultima gara.

Peccato per Auriol, colui per cui facevo il tifo: era l'ultima ghiotta occasione con un'auto di vertice, ma per la Peugeot si trattò di un'annata davvero strana e schizofrenica. Meno male che almeno un rally lo mise in tasca: la sua ventesima e ultima vittoria.

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A Carlos sfuggì una vittoria praticamente in cassa nell'ultima prova speciale dell'Acropoli. Stava recuperando su McRae e aveva vantaggio di terreno, poi il motore lo ha abbandonato. Stesso identico problema patito poi in Kenya, possibile podio sfumato. In Portogallo invece venne battuto da Mäkinen in volata. Sesto a 11 punti da un titolo che avrebbe potuto vincere, con un pizzico di fortuna in più.

La vittoria di Didier l'ho raccontata anche sul nostro sito. Fu probabilmente il vero protagonista mancato di quel mondiale ma penso che anche Peugeot non abbia creduto molto in lui, lasciandolo talvolta anche fuori dalle vetture eleggibili per il costruttori.

Ah, ovviamente fu anche l'anno del primo podio iridato di Loeb, secondo a Sanremo. Nel 2001 vinse il mondiale junior.

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    • By sundance76
      Il 1987, prima stagione dopo l'abolizione delle vetture di Gruppo B,  si era chiuso col dominio della Lancia Delta, e con i suoi tre alfieri a giocarsi il titolo piloti all'ultimo round tra le foreste del Rac. Con Biasion (3 vittorie: Monte, Argentina, Sanremo) leader provvisorio ma assente nell'ultima gara (gli accordi erano 7 gare a testa),  Markku Alen (3 vittorie: Portogallo, Acropolis, Mille Laghi) gettò al vento ogni chance con due capotamenti, regalando vittoria e  campionato a Kankkunen (2 vittorie totali, Olympus e appunto Rac), che bissava il titolo vinto l'anno prima con la Peugeot sempre ai danni del lancista Alen.
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