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Nonostante fosse lontanissimo dalla filosofia dei rally "all'europea", il Safari da moltissimi era considerato il più duro, il più imprevedibile, il più difficile dei rallyes.

Non so se riusciranno a farlo disputare nel 2021, e non so nemmeno in quale formato, ma l'epopea di questo rally è una delle cose più entusiasmanti della mia passione automobilistica:

 

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La prima affermazione di un equipaggio e di una macchina italiani al Safari, grazie alla Lancia Delta di Miki Biasion e Tiziano Siviero, che quell'anno, il 1988, si laureeranno anche campioni del mondo per la prima volta. Il servizio completo di AutoSprint dell'epoca:

 

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  • 1 month later...

Colin McRae adorava il Safari, che nel 2001, pur sensibilmente accorciato, si snodava su oltre 2000 km di cui poco più di 1000 cronometrate. 

Lo scozzese lanciò una proposta, che poi confermò anche l'anno dopo. Qui vi posto le sue dichiarazioni 2001, poi cercherò il 2002 che fu l'ultimo Safari mondiale, oltre a essere l'ultima vittoria iridata di McRae.

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La Peugeot negli anni '60 e '70 si era guadagnata il titolo di "regina d'Africa" perché le sue robuste berline, lente per i rally all'europea, riuscivano invece a vincere i durissimi e scassamacchine rally africani come il Marocco, il Costa d'Avorio e il Safari.

In questo articolo sono riportate le testimonianze, anche molto divertenti, dell'ultima vittoria Peugeot al Safari, nel '78, con Jean-Pierre Nicolas.

safari2002.JPG

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  • sundance76 changed the title to Safari rally

Mentre si disputava l'edizione 2002, arrivavano i primi fondati rumors sulla cancellazione del Safari dal calendario mondiale. E infatti fu quello l'ultimo Safari iridato. In attesa del ritorno nel 2021....

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Dal bellissimo documentario "The evolution of rallying: 50 years sideways", ho tratto questi 4 minuti dedicati al Safari rally: solo immagini e musica, paesaggi spettacolari, macchine diverse, piloti alle prese con tratti a 220 all'ora, passaggi sulla roccia viva, oppure bloccati in  pantani di fango insuperabili, assistenze sperdute nell'immensità della savana, facce stravolte dalla fatica, meccanici impegnati in interventi ai limiti della resistenza. Buona visione:

     

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  • 2 months later...

Giampiero Galeazzi in studio con Raimondo Vianello nel Tg1 delle 13.30 dell'11 aprile 1977 annuncia la vittoria di Bjorn Waldegard in un bagnatissimo e fangoso Safari rally su Ford Escort. Terza la Lancia Stratos di Munari.

 

  

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      89. Rallye Automobile de Monte-Carlo

       

      www.wrc.com
    • By Mauro Serafin
      Perché uno sport così spettacolare senza DRS e Kers vari non se lo fila nessuno?
      Il WRC perde pezzi ogni anno, le tappe diminuiscono, i piloti se ne vanno e gli sponsor pure. Eppure la gente che lo segue c'è, possono dire che è pericoloso, ma una gara di moto lo è molto di più a pensarci bene...
      Dite la vostra, sempre se ne avete voglia...
    • By leopnd
      ACI Rally Monza



      www.wrc.com
    • By sundance76
      La Mercedes era tornata gradatamente alle competizioni con le sue berline vincendo soprattutto gare in cui la resistenza sulla lunghissima distanza erano determinanti, come il raid Londra-Sidney 1977 e poi nei massacranti rallyes extraeuropei di campionato mondiale, come il Safari Kenya e il Costa d'Avorio, dove la robustezza dei suoi modelli aveva trovato terreno ideale. Dopo alcune gare di "collaudo", la Mercedes 450 SLC aveva vinto, occupando le prime quattro posizioni, il rally di Costa d'Avorio 1979, ultima gara del mondiale. Quell'anno i duellanti per il titolo piloti, Waldegard e Mikkola, avevano disputato tutte le gare con la Ford Escort (vincitrice del titolo costruttori), ma nelle due gare africane del Safari e Costa d'Avorio aveva utilizzato appunto le Mercedes.
      Nel 1980, il campione in carica Waldegard viene assunto dalla Mercedes a tempo (quasi) pieno, per una stagione d'apprendistato nei rallyes di tipo "europeo" cioé quelli considerati "sprint" (di 700 km di p.s. cosa che oggi , coi ridicolissimi rallyes di 250 km, sembra fantascienza). Lo svedese, dopo aver corso le prime due gare con la Fiat 131 (terzo a Montecarlo e in Svezia) passa sulla ingombrante 500 SLC, senza grossi risultati, se si eccettua un 2° posto di Mikkola (ingaggiato una tantum) al Nuova Zelanda, fino a che Waldegard vince l'ultimo rally in calendario, il Costa d'Avorio,  a dicembre, a giochi ormai fatti, con la "vecchia" Fiat 131 già campione per la terza volta e con Walter Rohrl al suo primo titolo (4 vittorie stagionali, uguagliato il record di Ove Andersson del '71, sì, quello che dirigeva il team Toyota in F1 negli anni 2000).
      Intanto, dopo il Tour de Corse, in cui si era matematicamente laureato  campione del mondo, la Mercedes aveva già annunciato di aver ingaggiato Walter Rohrl per il 1981.
      A questo punto, nel novembre 1980 su AS si leggeva:
      “…Rohrl piloterà una 500 SL , si tratta della versione Hard-Top più corta di 30 cm della SLC attualmente usata e disputerà cinque rallies mondiali e precisamente il Safari, Argentina, Brasile, Bandama e Acropolis, inoltre in più due rallies per la scuderia Kassel……..cioè il Montecarlo e il Portogallo
      Inoltre Rohrl avrà in programma quattro gare del campionato tedesco….e inoltre dovrà effettuare delle prove con la piccola nuova Mercedes che monterà un motore 2,3 litri, 4 valvole per cilindro, e doppio albero a camme in testa che dovrebbe sviluppare circa 300 CV per un peso ben inferiore a 1000 kg….”

      Eppure, come facevano notare alcuni addetti ai lavori, la 500 SLC le aveva già prese pesantemente nel 1980 dalla 131 e quindi in MB sapevano chiaramente che non era competitiva, e dalla 500 SL pur più corta e più leggera non si potevano certo aspettare miracoli.
      Successivamente, durante alcuni test promozionali, Rohrl ebbe un pericoloso incidente con la Mercedes, ma senza danni all’equipaggio.
      A dicembre, Waldegard come detto vince con la Mercedes in Costa d’Avorio, e tutto pareva pronto per il primo mondiale disputato a tempo pieno nell’81.
      Ma ecco che, il 18 dicembre 1980, scoppia la “bomba”: la Mercedes si ritira dalle competizioni e lascia liberi Rohrl e Waldegard, che di fatto restano a piedi.
      Ecco il servizio su AS n.52/1 del 30 dicembre ’80 / 6 gennaio ’81:
       



    • By leopnd
      2020 Rally Italia Sardegna



      www.rallyitaliasardegna.com
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