Jump to content
Sign in to follow this  
P300

L'NBA si ferma per il Black Lives Matter. La Formula 1 ne avrebbe il coraggio?

Recommended Posts


Non so se la formula uno possa avere il coraggio di prendere posizioni sociali o politiche rilevanti, la logica e i fatti sembrano suggerire che non ne sia in grado. È sempre stato normale per la F1 organizzare eventi in paesi dove la democrazia è più un miraggio che una realtà anche solo malfunzionante: per esempio in passato si è corso anche nel Sud Africa dell'apartheid. Non direi, però, che sia un problema di connivenza, ma che piuttosto si è finto vigliaccamente di non vedere.
 Certo, oltre a questo, in concreto, bisogna evidenziare la totale assenza di battaglie sociali di qualsiasi tipo. C'era roba facile come "non bere quando guidi". Oppure ci sono timidi tentativi, forse più che altro mediatici, di bilanciare le emissioni dei gran premi. Non ci vedo altro, onestamente, il resto sono solo parole...
 Però, mi chiedo: la battaglia politica e sociale è qualcosa di insito nel DNA di questo sport? O dello sport in generale? È doveroso agire in tal senso per un'organizzazione che ha solo fini sportivi? Pur stimando enormemente gestualità come il pugno chiuso con guanto nero a Messico 1968, ritengo siano espressioni individuali, giuste, ma che esulano dallo sport in sé. Insomma, mi pare sacrosanto che ogni atleta esprima il suo pensiero prima o dopo una manifestazione sportiva, ma non credo che uno sport, nel suo svolgersi, o in quanto organizzazione, debba per forza prendere una posizione.
 La formula uno avrebbe il coraggio? Non serve saperlo. Non deve averlo. Non ritengo sia strettamente necessario per la F1 investire un ruolo attivo in una grave situazione e in una giusta protesta  come quella statunitense: sono fatti storici di grande importanza, ma riguardano le sorti sociali di un paese specifico. Da qui, a mio avviso, ci sta anche la scelta di certi piloti di non inginocchiarsi. È questione di sensibilità: alla fine, pur parteggiando per la spinta popolare che pretende uguaglianza, uno può non sentirsi in diritto di pontificare su questioni che riguardano un paese che non è il suo.
 Posso capire chi ritenga triste che in uno sport globale, dove forse il lato del business è dominante, le questioni etiche siano sempre state messe in secondo piano. Però sarebbe difficile organizzare qualsiasi evento mondiale se l'organizzatore si ergesse a moralizzatore. E sarebbe pericoloso anche perché, a guardar bene, ogni paese ha le sue magagne. I cinesi censurano? Allora basta GP in Cina. La Russia? Gli emirati? Molti paesi arabi non sono un fulgido esempio di democrazia e le donne non sono tenute nella giusta considerazione. Come la mettiamo?
 Poi, riflettiamoci bene, perché è la questione principale: l'eco mediatico dello sciopero NBA è stato grande, uno, soprattutto se si sente vicino alle motivazioni di questa protesta, può anche lasciarsi prendere dall'emotività e ritenere che anche la F1 dovrebbe fare qualcosa. Ok. Ma poi? Non ci sarebbero altre battaglie morali? Perché solo questa? Si cadrebbe nell'ipocrisia: si prenderebbe una posizione per una questione razziale che riguarda gli Stati Uniti, ignorando ogni altra singola ingiustizia sulla faccia del pianeta (e qui potrei elencarne fino a infinito).
 Ci terrei inoltre a evidenziare la natura super partes ed extranazionale dello sport. Dovrebbe essere una cosa che unisce l'umanità, in cui, pur nella differenza delle prestazioni, tutti sono uguali. Non esiste stato, razza o religione: esiste solo lo sport. Con questo non voglio dire che se tutti gli atleti NBA si mettono d'accordo e decidono di non giocare per protesta allora sbagliano, ma  che in quel caso si tratta di un gesto di un gruppo di persone che sperano di produrre un effetto nel paese in cui vivono, e lo sport cessa di essere parte del contesto. Si fossero fermati autotrasportatori o postini, il concetto sarebbe stato lo stesso. Essendo globale, poi, non penso che la F1 abbia qualche dovere verso gli Stati Uniti. E nemmeno credo debba avere qualche dovere morale: non ne ha a prescindere, come ho provato a spiegare, perché la morale, oltre ad essere soggettiva in base alla cultura di appartenenza, è anche qualcosa che non riguarda lo sport.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
Sign in to follow this  



×
×
  • Create New...