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Vettel, tramonto su un pesce fuor d'acqua | Parte 3. La gogna mediatica

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Letto anche questo, ma mi permetto di dissentire su un punto: che Leclerc fosse la prima guida nascosta fin dalla prima gara. Ricordate le strategie alla membro di segugio che appioppavano al Monegasco nella prima parte di stagione con in aggiunta l'ordine in Bahrain (poi disatteso) di non attaccare il Tedesco quando Charles era palesemente  più veloce?

 

A mio parere un prima inversione di rotta è stata in Austria, poi Belgio e Monza hanno fatto il resto.

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1 ora fa, Carlomm73 ha scritto:

Letto anche questo, ma mi permetto di dissentire su un punto: che Leclerc fosse la prima guida nascosta fin dalla prima gara. Ricordate le strategie alla membro di segugio che appioppavano al Monegasco nella prima parte di stagione con in aggiunta l'ordine in Bahrain (poi disatteso) di non attaccare il Tedesco quando Charles era palesemente  più veloce?

 

A mio parere un prima inversione di rotta è stata in Austria, poi Belgio e Monza hanno fatto il resto.

Sono d'accordo con te.

Ho letto tutti e tre gli articoli e onestamente non li condivido. Si sorvola troppo sulle cagate fatte da Vettel negli ultimi anni, sminuendole, e si mettono troppo in luce cose che secondo me c'entrano poco. Ma soprattutto si manca il punto fondamentale della questione che, secondo me, è psicologico: Vettel non regge la pressione, e questo si era già visto negli anni Red Bull sebbene i segnali fossero scarsi. Non vorrei sbagliarmi, ma Vettel è l'unico pilota insieme a Rosberg a non aver mai vinto un GP partendo fuori dai primi tre posti. Potrei sbagliarmi sugli altri ma su Vettel e Rosberg sono sicuro. Il che mi porta a pensare che Vettel per rendere al meglio, anche in pista, abbia bisogno di stare in una condizione di assoluta tranquillità mentale, cioè se magari succede un imprevisto all'improvviso può anche essere che vada tutto a monte.

Ci sono piloti che partono avanti, prendono la testa della gara e non la mollano più fino alla fine, sono autentici martelli che quando sono in giornata sono praticamente imbattibili, ma se succede un imprevisto o vanno nel pallone o non sono capaci di quel guizzo che consente di raddrizzare una situazione storta.

Anni fa io dissi che Vettel mi ricordava  in alcune cose Pedrosa: se parte davanti, la macchina è veloce e come la vuole lui in ogni dettaglio e nessuno gli rompe il cazzo non ce n'è per nessuno, altrimenti inizia a fare cagate, commette errori banali e gli si chiude spesso e volentieri la vena. Mi rendo conto che è un paragone un po' esagerato anche perchè Vettel nella sua carriera ha dimostrato molto di più di quello che Pedrosa ha dimostrato nella sua pur godendo di un trattamento mai riservato a nessun altro ma qui apriamo un altro discorso. Ci sono piloti che io definisco "solitari", e Vettel è uno di questi, uno che preferisce correre davanti e imporre il suo ritmo piuttosto che lottare.

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1 ora fa, Osrevinu ha scritto:

Ci sono piloti che io definisco "solitari", e Vettel è uno di questi, uno che preferisce correre davanti e imporre il suo ritmo piuttosto che lottare.

Vero. Di sicuro non è un pilota "completo", anche se le sue gare di rimonta le ha fatte quando il mezzo glielo permetteva. Questi tre articoli di Alessandro, comunque, al di là del fatto che il protagonista di essi sia Vettel, vogliono insegnarci a guardare agli eventi da più prospettive. Di sicuro, i principali responsabili del fallimento del tedesco sono la Ferrari (la quale, solo in alcuni periodi, è riuscita a dargli una macchina alla pari con Mercedes, neanche superiore) e Vettel stesso, ma tutto ciò che gira intorno ha comunque la sua importanza in un discorso generale da cui non si dovrebbe mai prescindere.

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Posted (edited)

"Immaginate se 40 giri alle spalle di Petrov li avesse fatti un qualsiasi altro pilota sulla griglia: saremmo coperti di meme ancora oggi" 

Finalmente, dopo 10 anni o quasi, si sente qualcosa di giusto su questi 40 giri osceni dietro a Petrov :asd:

IMG_20200527_211020.jpg

Edited by Forza
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Posted (edited)

Purtroppo quando si parla di Vettel viene tutto enfatizzato, specialmente gli aspetti negativi...

Ho letto anche io i 3 articoli di Alessandro e per me sono a dir poco perfetti perché è stato uno dei pochi (ma forse addirittura l'unico) che ha fatto un'analisi lucida del periodo ferrarista di Vettel distribuendo equamente le varie responsabilità per qualcosa che qualcuno sperava accadesse ma che, per svariati motivi (a cui aggiungo quello secondo me determinante: Vettel ha commesso diversi errori, probabilmente più della quantità accettabile per un pilota di quel calibro, ma è stato anche l'unico avversario credibile che, nell'ottica della stagione completa e non della singola o delle singole gare, ha dato un po' di filo da torcere a quella che, a tutti gli effetti, è la migliore organizzazione mai apparsa in F1. Quella che ha progettato e messo in pista, una dietro l'altra, quelle che attualmente sono le 6 monoposto migliori della storia della F1), non è accaduto e, onestamente, era assai improbabile che potesse accadere. Lo scrissi anche qualche tempo fa. Se Vettel e la Ferrari fossero riuscito a strappare anche solo un mondiale alla Mercedes, ci sarebbe stato da gridare al miracolo. La realtà dice, invece, che la Ferrari una macchina all'altezza della Mercedes ce l'ha avuta solo per sprazzi di stagione e, in ogni caso, per tenerla dietro fino a fine campionato non sarebbero state sufficienti nemmeno annate assolutamente perfette. 

Detto questo, è facile constatare che quando devi rincorrere sistematicamente l'avversario (e Vettel e la Ferrari hanno dovuto sempre rincorrere le Mercedes anche quando queste erano dietro, perché l'impressione che ho avuto io è che, anche solo per provare ad avvicinarle, figuriamoci restar loro davanti,  era necessario sempre avvicinarsi al limite - e talvolta superarlo - molto più di quanto dovessero fare le vetture in grigio) sbagliare diventa più facile. 

Tra l'altro, ai tempi Red Bull, succedeva praticamente la stessa cosa ma a parti invertite. Chi doveva rincorrere, sovente sbagliava... Compreso e soprattutto Hamilton,  perché pare che qui qualcuno abbia dimenticato la serie di stronzate che al tempo ha fatto anche lui (gli autoscontri con Massa una gara si e l'altra pure, o gli incidenti con Webber...) e almeno un paio di mondiali buttati anche a causa di suoi errori in momenti determinanti. Con la differenza che, al tempo, era anche lo stesso Vettel a dover rincorrere. Perché gli 80-90 punti, tipo nel 2010 e nel 2012, lasciati per strada a causa di rotture è un handicap che non venivano considerato allora e non viene considerato nemmeno oggi, mentre altri, pur disponendo di vetture complessivamente meno performanti, potevano concludere quasi 5 stagioni complete senza nessun ritiro in gara a causa di problemi tecnici. Quindi si rimarca sempre il fatto che Vettel ha vinto con astronavi sotto al culo (il fatto che i mattatori delle ultime 6 stagioni dispongano di astronavi altrettanto siderali - anzi, di più... perché oltre ad essere nettamente più veloci in rapporto alle prestazioni della concorrenza, queste nemmeno si rompono - pare sia un dettaglio ininfluente) ma ci si dimentica delle rimonte che ha dovuto fare (un esempio su tutti: Interlagos 2012... transita ultimo al primo giro e con la macchina danneggiata. Questo a proposito del "non regge la pressione") per recuperare situazioni causate da vetture che erano molto veloci ma tutt'altro che perfette  .

Così come si rimarca il fatto che sia stato battuto due volte dai compagni di squadra, ma poi vai a vedere le statistiche e ti accorgi che anche il fenomenale Hamilton è stato battuto due volte (e in entrambi i casi da piloti che, assolutamente a torto, molto spesso sono stati sottovalutati... Stiamo parlando di Button, considerato da alcuni un paracarro,  e soprattutto di Rosberg, considerato da molti - specialmente i tifosi dello stesso Hamilton - un miracolato scarso e sculato e non meritevole nemmeno di lucidare il casco al più talentuoso compagno/avversario). 

Insomma, tutto questo per rimarcare ancora una volta il fatto che a Vettel mai nulla è stato perdonato (d'altro canto, veniva criticato anche quando vinceva da dominatore 11 o 13 gare l'anno... figuriamoci quando le cose non vanno per il verso giusto) mentre altri hanno sempre avuto attorno quell'aura divina che, al tempo, portava a minimizzare gli errori che facevano, e ora addirittura arrivando al punto di cancellare totalmente le incertezze del passato. 

Vettel è quello che va dritto a Hockenheim, che si gira a Monza o altrove, che soffre il confronto con Ricciardo o con Leclerc (non proprio Mazzacane e Inoue, eh...). Ma è anche quello che ha portato al successo per la prima volta sia la Toro Rosso che la Red Bull. Che ha vinto da dominatore due mondiali e ne ha vinti altri due quando sembrava totalmente fuori dai giochi a poche gare dalla fine (2012) e addirittura prima della gara finale (2010). Che c'ha messo una gran cuore, nella sue esperienza in rosso (e forse questo non è stato proprio un aspetto positivo... Perché probabilmente l'ha portato a vivere il tutto non con la necessaria freddezza).

Così come Hamilton è sia il robot siderale e praticamente invincibile di adesso, ma è anche quello che ha perso un mondiale già vinto e ha rischiato di perderne un altro altrettanto vinto e che è stato salvato solo da quello scroscio finale di pioggia a Interlagos. E ne ha persi altri due che poteva benissimo vincere... E che ha perso un mondiale contro un pilota che i suoi stessi tifosi consideravano e considerano ancora oggi una pippa. 

Io sono abbastanza convinto che a fine anno si ritirerà. Ma se ritiro non sarà e dovesse andare veramente in Mercedes, allora vedremo...

Probabilmente hanno ragione i suoi detrattori, nel dire che dal confronto diretto con Hamilton ne uscirebbe triturato... Ma se per qualche recondita motivazione così non dovesse essere? Che, liberato dal "peso affettivo" Ferrari e non dovendo più rincorrere le più forti macchine della storia della F1 ma avendo la possibilità di poterne guidarne una, dovesse tornare il Vettel perfetto della Red Bull? Con la possibilità, recondita come già detto ma comunque non certo da escludere a priori, di riuscire a tener botta o addirittura battere il più acclamato e titolato compagno? 

Ipotesi certamente molto difficile (perché metto anticipatamente le mani avanti e perché anche io, onestamente, ritengo complessivamente più forte Hamilton), ma un Vettel che va in Mercedes e riesce a battere Hamilton vincendo il titolo?

A me, onestamente, questa possibilità, per quanto piccola, fa venire una gran acquolina in bocca. E, nel caso, dopo se ne vedrebbero davvero delle belle...

Edited by Davide Hill
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Il 26/5/2020 at 12:18 , Osrevinu ha scritto:

Ho letto tutti e tre gli articoli e onestamente non li condivido. Si sorvola troppo sulle cagate fatte da Vettel negli ultimi anni, sminuendole, e si mettono troppo in luce cose che secondo me c'entrano poco.

Beh oddio... Più di far vedere che il mondiale del 2018 poteva prendere tutt'altra piega con una Mercedes ad inseguire per tutta la stagione, non so cos'altro si poteva fare... 

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11 ore fa, Davide Hill ha scritto:

Purtroppo quando si parla di Vettel viene tutto enfatizzato, specialmente gli aspetti negativi...

Ho letto anche io i 3 articoli di Alessandro e per me sono a dir poco perfetti perché è stato uno dei pochi (ma forse addirittura l'unico) che ha fatto un'analisi lucida del periodo ferrarista di Vettel distribuendo equamente le varie responsabilità per qualcosa che qualcuno sperava accadesse ma che, per svariati motivi (a cui aggiungo quello secondo me determinante: Vettel ha commesso diversi errori, probabilmente più della quantità accettabile per un pilota di quel calibro, ma è stato anche l'unico avversario credibile che, nell'ottica della stagione completa e non della singola o delle singole gare, ha dato un po' di filo da torcere a quella che, a tutti gli effetti, è la migliore organizzazione mai apparsa in F1. Quella che ha progettato e messo in pista, una dietro l'altra, quelle che attualmente sono le 6 monoposto migliori della storia della F1), non è accaduto e, onestamente, era assai improbabile che potesse accadere. Lo scrissi anche qualche tempo fa. Se Vettel e la Ferrari fossero riuscito a strappare anche solo un mondiale alla Mercedes, ci sarebbe stato da gridare al miracolo. La realtà dice, invece, che la Ferrari una macchina all'altezza della Mercedes ce l'ha avuta solo per sprazzi di stagione e, in ogni caso, per tenerla dietro fino a fine campionato non sarebbero state sufficienti nemmeno annate assolutamente perfette. 

Detto questo, è facile constatare che quando devi rincorrere sistematicamente l'avversario (e Vettel e la Ferrari hanno dovuto sempre rincorrere le Mercedes anche quando queste erano dietro, perché l'impressione che ho avuto io è che, anche solo per provare ad avvicinarle, figuriamoci restar loro davanti,  era necessario sempre avvicinarsi al limite - e talvolta superarlo - molto più di quanto dovessero fare le vetture in grigio) sbagliare diventa più facile. 

Tra l'altro, ai tempi Red Bull, succedeva praticamente la stessa cosa ma a parti invertite. Chi doveva rincorrere, sovente sbagliava... Compreso e soprattutto Hamilton,  perché pare che qui qualcuno abbia dimenticato la serie di stronzate che al tempo ha fatto anche lui (gli autoscontri con Massa una gara si e l'altra pure, o gli incidenti con Webber...) e almeno un paio di mondiali buttati anche a causa di suoi errori in momenti determinanti. Con la differenza che, al tempo, era anche lo stesso Vettel a dover rincorrere. Perché gli 80-90 punti, tipo nel 2010 e nel 2012, lasciati per strada a causa di rotture è un handicap che non venivano considerato allora e non viene considerato nemmeno oggi, mentre altri, pur disponendo di vetture complessivamente meno performanti, potevano concludere quasi 5 stagioni complete senza nessun ritiro in gara a causa di problemi tecnici. Quindi si rimarca sempre il fatto che Vettel ha vinto con astronavi sotto al culo (il fatto che i mattatori delle ultime 6 stagioni dispongano di astronavi altrettanto siderali - anzi, di più... perché oltre ad essere nettamente più veloci in rapporto alle prestazioni della concorrenza, queste nemmeno si rompono - pare sia un dettaglio ininfluente) ma ci si dimentica delle rimonte che ha dovuto fare (un esempio su tutti: Interlagos 2012... transita ultimo al primo giro e con la macchina danneggiata. Questo a proposito del "non regge la pressione") per recuperare situazioni causate da vetture che erano molto veloci ma tutt'altro che perfette  .

Così come si rimarca il fatto che sia stato battuto due volte dai compagni di squadra, ma poi vai a vedere le statistiche e ti accorgi che anche il fenomenale Hamilton è stato battuto due volte (e in entrambi i casi da piloti che, assolutamente a torto, molto spesso sono stati sottovalutati... Stiamo parlando di Button, considerato da alcuni un paracarro,  e soprattutto di Rosberg, considerato da molti - specialmente i tifosi dello stesso Hamilton - un miracolato scarso e sculato e non meritevole nemmeno di lucidare il casco al più talentuoso compagno/avversario). 

Insomma, tutto questo per rimarcare ancora una volta il fatto che a Vettel mai nulla è stato perdonato (d'altro canto, veniva criticato anche quando vinceva da dominatore 11 o 13 gare l'anno... figuriamoci quando le cose non vanno per il verso giusto) mentre altri hanno sempre avuto attorno quell'aura divina che, al tempo, portava a minimizzare gli errori che facevano, e ora addirittura arrivando al punto di cancellare totalmente le incertezze del passato. 

Vettel è quello che va dritto a Hockenheim, che si gira a Monza o altrove, che soffre il confronto con Ricciardo o con Leclerc (non proprio Mazzacane e Inoue, eh...). Ma è anche quello che ha portato al successo per la prima volta sia la Toro Rosso che la Red Bull. Che ha vinto da dominatore due mondiali e ne ha vinti altri due quando sembrava totalmente fuori dai giochi a poche gare dalla fine (2012) e addirittura prima della gara finale (2010). Che c'ha messo una gran cuore, nella sue esperienza in rosso (e forse questo non è stato proprio un aspetto positivo... Perché probabilmente l'ha portato a vivere il tutto non con la necessaria freddezza).

Così come Hamilton è sia il robot siderale e praticamente invincibile di adesso, ma è anche quello che ha perso un mondiale già vinto e ha rischiato di perderne un altro altrettanto vinto e che è stato salvato solo da quello scroscio finale di pioggia a Interlagos. E ne ha persi altri due che poteva benissimo vincere... E che ha perso un mondiale contro un pilota che i suoi stessi tifosi consideravano e considerano ancora oggi una pippa. 

Io sono abbastanza convinto che a fine anno si ritirerà. Ma se ritiro non sarà e dovesse andare veramente in Mercedes, allora vedremo...

Probabilmente hanno ragione i suoi detrattori, nel dire che dal confronto diretto con Hamilton ne uscirebbe triturato... Ma se per qualche recondita motivazione così non dovesse essere? Che, liberato dal "peso affettivo" Ferrari e non dovendo più rincorrere le più forti macchine della storia della F1 ma avendo la possibilità di poterne guidarne una, dovesse tornare il Vettel perfetto della Red Bull? Con la possibilità, recondita come già detto ma comunque non certo da escludere a priori, di riuscire a tener botta o addirittura battere il più acclamato e titolato compagno? 

Ipotesi certamente molto difficile (perché metto anticipatamente le mani avanti e perché anche io, onestamente, ritengo complessivamente più forte Hamilton), ma un Vettel che va in Mercedes e riesce a battere Hamilton vincendo il titolo?

A me, onestamente, questa possibilità, per quanto piccola, fa venire una gran acquolina in bocca. E, nel caso, dopo se ne vedrebbero davvero delle belle...

 

Io resto convinto che nel 2010 sia stato Webber a buttare nel WC un mondiale già quasi vinto (poi è saltato fuori che aveva corso le ultime gare infortunato), ma è stata un'annata particolare.

Comunque, confermo quello che sostenevo all'epoca: l'Australiano era tutt'altro che un fermo e quando Vettel lo batteva sonoramente erano tutti meriti suoi, e lo difendevo apertamente quando si diceva (non qui dentro) che i suoi mondiali in realtà erano frutto di Newey.

Con la Ferrari sembra non aver trovato le condizioni ideali per potersi esprimere (vai a sapere cosa succede realmente all'interno di una scuderia con tutte le dinamiche che ci sono, come in qualsiasi altro posto di lavoro).

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1 ora fa, djbill ha scritto:

Beh oddio... Più di far vedere che il mondiale del 2018 poteva prendere tutt'altra piega con una Mercedes ad inseguire per tutta la stagione, non so cos'altro si poteva fare... 

Per me si mettono troppo in risalto cose che hanno un impatto marginale. Tutta la storia che è poco social, che i giornali gli hanno remato contro, ecc... è tutto contorno per come la vedo io, contorno che ha poco a che vedere con gli scarsi risultati ottenuti; e ci sarebbe da discutere anche su quello perchè non si devono contare solo i punti gettati da lui ma anche quelli che lui prendendo non avrebbe fatto prendere agli altri.

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9 minuti fa, Osrevinu ha scritto:

e ci sarebbe da discutere anche su quello perchè non si devono contare solo i punti gettati da lui ma anche quelli che lui prendendo non avrebbe fatto prendere agli altri.

Ed è esattamente il conto che abbiamo fatto nei grafici, ristretto ad VET e HAM per ovvi motivi.

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1 ora fa, Osrevinu ha scritto:

Per me si mettono troppo in risalto cose che hanno un impatto marginale. Tutta la storia che è poco social, che i giornali gli hanno remato contro, ecc... è tutto contorno per come la vedo io, contorno che ha poco a che vedere con gli scarsi risultati ottenuti; e ci sarebbe da discutere anche su quello perchè non si devono contare solo i punti gettati da lui ma anche quelli che lui prendendo non avrebbe fatto prendere agli altri.

Sono stati contati anche quelli infatti. Hockenheim sono 32 punti e non 25, per dire.

Con tutte le ipotesi del caso a favore di Vettel, incluso Raikkonen stile Barrichello, il divario sarebbe stato talmente risicato che sarebbe bastato un solo evento andato storto a riportare tutto a favore di Lewis.
E resta il fatto che, se nel 2017 le gare erano state vinte convincendo, nel 2018 le cose erano andate diversamente, con la Ferrari che aveva vinto bene solo in Canada e di fortuna o con margini ridotti le altre.

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Rendiamoci pure conto che si tratta di esercizi teorici che hanno poco senso visto e considerato che in gioco quando si è in una lotta entrano anche altri fattori. Non ricordo chi aveva scritto che magari una accoppiata Vettel-Ferrari perfetta avrebbe indotto anche la Mercedes ed Hamilton a dovere osare di più e magari quindi sbagliare. Perchè una cosa è lottare sapendo che il tuo avversario non molla mai l'osso e ti è col fiato sul collo, altra cosa è lottare con un avversario che sai che prima o poi farà qualche cagata e quindi corri molto più libero anche mentalmente.

Ma al di là di ciò, continuo a ritenere che tutto quello che Ale ha analizzato extrapista secondo me meritava molto meno spazio, mentre credo che lui gli dia un'importanza eccessiva. E' pieno di piloti nella storia della F1 che non hanno goduto di buona stampa o non erano idoli delle folle eppure hanno ottenuto grandi successi.

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59 minuti fa, Osrevinu ha scritto:

Rendiamoci pure conto che si tratta di esercizi teorici che hanno poco senso visto e considerato che in gioco quando si è in una lotta entrano anche altri fattori. Non ricordo chi aveva scritto che magari una accoppiata Vettel-Ferrari perfetta avrebbe indotto anche la Mercedes ed Hamilton a dovere osare di più e magari quindi sbagliare. Perchè una cosa è lottare sapendo che il tuo avversario non molla mai l'osso e ti è col fiato sul collo, altra cosa è lottare con un avversario che sai che prima o poi farà qualche cagata e quindi corri molto più libero anche mentalmente.

Ma al di là di ciò, continuo a ritenere che tutto quello che Ale ha analizzato extrapista secondo me meritava molto meno spazio, mentre credo che lui gli dia un'importanza eccessiva. E' pieno di piloti nella storia della F1 che non hanno goduto di buona stampa o non erano idoli delle folle eppure hanno ottenuto grandi successi.

A qualcuno, me compreso, le vicende extrapista e soprattutto l’opinione della stampa possono sembrare poco rilevanti, ma non sappiamo cosa frulla nella testa di Vettel. Magari lui ne ha risentito più del normale.

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