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WEC 2019-20 - Round 03: 4h di Shanghai


Paolo93
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Risultati libere 4 ore di Shanghai

Nella prima sessione il più veloce è stato Menezes sulla Rebellion #1 in 1:48,761 davanti alle Ginetta #5 e #6 staccate di 4 decimi. La prima delle Toyota, la # 7, è staccata si 1,3 secondi. In LMP2 il più veloce è stato Lapierre sull'Oreca #42 che ha fatto meglio anche della Toyota #8. In GTE Pro svetta la Porsche #91 di Bruni e Lietz.

Nella seconda sessione il più veloce è stato Robertson sulla Ginetta #6 in 1:48,127. Seconda la Toyota #7 ad appena 61 millessimi seguita dalla Rebellion #1 a 1 decimo. In LMP2 si è confermata più veloce l'Oreca #42 mentre in GTE Pro si è portata in testa alla classifica la Ferrari #71 di Rigon e Molina.

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A Shanghai l’ACO e la FIA sono riusciti nell’intento di mettere dietro le Toyota, almeno in qualifica. Infatti la pole è andata alla Rebellion #1 di Senna e Menezes che hanno ottenuto un tempo medio di 1,2 secondi più veloce di quello delle due Ginetta con la #6 davanti alla #5. LeToyota #7 e #8 si sono fermate a 1,3 e 2,2 secondi di distacco. Pole in LMP2 per l’Oreca #42 di Lapierre, Botha e Coigny.

In classe GTE Pro I più veloci sono stati Christensen e Estre sulla Porsche #92 per appena 18 e 28 millesimi sulle Aston #95 e #97. In classe GTE Am i più veloci sono stati  Cairoli e Perfetti sulla Porsche #56.

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3 ore fa, Paolo93 ha scritto:

A Shanghai l’ACO e la FIA sono riusciti nell’intento di mettere dietro le Toyota, almeno in qualifica.

Fermo restando che avere due macchine ibride in tutta la categoria è senza senso, la cosa non mi dispiace altrimenti per tutte le altre LMP1 era inutile gareggiare per la classifica assoluta.

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In GTE-Pro direi che l'Aston Martin #97 ha optato per un doppio stint in termini di gomme. Seconda la Ferrari #51, poi le Porsche.

Dominio dell'Aston Martin #90 in GTE-Am, con le Porsche del team Project 1 all'inseguimento.

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  • leopnd changed the title to WEC 2019-20 - Round 03: 4h di Shanghai

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      Dopo la chiusura del programma in Formula E al termine dell’attuale stagione, l’impegno della casa dei quattro anelli nel mondo delle zero emissioni nel motorsport proseguirà debuttando nella Dakar nella prossima stagione, con un veicolo dotato di propulsione elettrica. «Con il progetto Dakar – ha spiegato Julius Seebach, amministratore delegato di Audi Sport GmbH nonché responsabile di tutte le attività motorsportive del marchio tedesco – noi di Audi restiamo fedeli alla nostra filosofia di utilizzare per la prima volta nuove tecnologie nel motorsport che sono rivoluzionarie per le future auto stradali. Nella nostra storia nei rally, ad esempio, è stato il caso delle quattro ruote motrici [con l’Audi Quattro nelle competizioni rallistiche negli anni Ottanta, ndr], e ora testeremo i componenti delle powertrain di domani in condizioni estreme alla Dakar. Allo stesso tempo, offriremo esperienze entusiasmanti a clienti e fan».


      Il progetto della vettura Audi per l’edizione 2022 del rally raid, gestito dal già capo del programma DTM di Audi Sport Andreas Roos, sta andando perciò avanti, con il concept quasi ultimato e i test già fissati per metà 2021. «Il progetto Dakar è una sfida enorme per l’intero team. Abbiamo un programma serrato per implementare il nostro concept innovativo. Siamo la prima casa automobilistica ad affrontare la Dakar con un gruppo motopropulsore elettrico. L’intero team sta lavorando a tutto campo in modo da poter essere pronti per partire in tempo per la Dakar 2022», ha spiegato Roos, esponendo poi i dettagli tecnici della vettura, che monterà tre powertrain che arrivano dall’esperienza in Formula E: «Avremo una MGU sull’asse anteriore e uno sull’asse posteriore. Una terza MGU funge da generatore per caricare la batteria ad alta tensione durante la guida. Certo – puntualizza -, dobbiamo apportare modifiche, perché il deserto ha sfide diverse rispetto alle città in cui stiamo correndo attualmente in Formula E: salti, sabbia, le tappe molto lunghe. Ma fondamentalmente possiamo sfruttare l’esperienza della Formula E e anche dei nostri prototipi di Le Mans con la e-tron Quattro».

      La batteria del veicolo per la Dakar sarà sviluppata in proprio da Audi e verrà caricata grazie all’energia trasmessa dal motore termico turbo-benzina TFSI mutuato dal DTM, che Roos assicura essere «incredibilmente efficiente e all’avanguardia in termini di peso e consumi», ma «utilizzato solo per caricare le batterie nelle prove speciali», mentre nelle tappe di trasferimento la vettura dovrebbe correre in pieno regime elettrico, secondo i piani di Audi. «La batteria deve essere caricata durante la guida, poiché attualmente non ci sono altre opzioni per farlo nel deserto», ha concluso Roos. In pratica non si tratterà di una vettura 100% elettrica, anche perché per rally raid come la Dakar bisogna ancora trovare la quadra per garantire mezzi a zero emissioni con una autonomia tale da resistere per centinaia di chilometri, senza necessità di ricarica.
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