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Partenza della gara BTCC a Silverstone nel 1994... Tim Sugden guida il gruppo davanti a  Jo Winkelhock, Rickard Rydell, Keith O’Dor, Jan Lammers ed Eric Van De Poele... Non proprio un branco di sconosciuti direi... La Volvo Station Wagon poi e' sempre porno da vedere...

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Suzuka, 1997... FIA GT Championship... La Porsche 911 GT1 del trio Emmanuel Collard, Alain Ferte e Mauro Baldi nel garage...

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senza commento.

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2 ore fa, v6dino ha scritto:

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senza commento.

Magnifica!:beer:

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IL RETROSCENA "TECNICO"

Silverstone '88: reduci dal GP a Le Castellet che si era disputato solo sette giorni prima, le vetture vennero portate direttamente a Silverstone senza ripassare da casa.
In Francia la Ferrari aveva provato in qualifica una nuova specifica di motore che presentava delle modifiche alla forma della testa e all'alzata valvole con conseguente rifacimento della testa dei pistoni. Non era andata male perchè in prova Gerhard, terzo, aveva girato poco sopra il tempo di Senna. Tale motore faceva guadagnare una manciatina di cavalli che permettevano sul Mistral di leggere un paio di centinaia di giri in più. Era stato studiato in funzione di Monza, ma, per un certo motivo, si era deciso di anticiparne il debutto in concomitanza di due GP dove la velocità contava eccome: Silverstone ed Hockenheim.

Dopo le qualifiche, il fatto che il GP sarebbe stato bagnato non rese affatto felici i ferraristi (erano certi di aver trovato un bilanciamento migliore delle McLaren) e, in quelle condizioni, sarebbe stato più sicuro montare la vecchia specifica di motore: peccato fossero rimaste tutte a Maranello.

Dopo circa un quarto di gara, Michele cominciò ad avere una progressiva perdita di potenza e, a metà gara lo stesso malfunzionamento si presentò anche a Gerhard. 
Oltre ad aver lasciato un centinaio abbondante di cavalli per la strada, il debimetro segnalava un consumo eccessivo di carburante: cosa impossibile in una gara bagnata. 
Gerard arrivò in fondo staccato di un giro (e in quel giro perse ben tre posizioni e la zona punti), Michele si fermò a tre giri dal termine, non perchè fosse finito il carburante (come appare in alcune statistiche, forse un po' imbeccate da Maranello) ma perchè ormai il motore "tirava indietro" ed era inutile fare un'insalata di bielle gratuita.

Subito nei box i meccanici tirarono giù un paio di candele per macchina per vedere se si capiva qualcosa. Il primo verdetto, su Berger, fu che le candele erano imbrattate. Peccato che quando ripeterono l'operazione su quella di Alboreto, le sue candele erano cotte. Gli ingegneri rimasti a Maranello non sapevano come interpretare quelle notizie che arrivavano per telefono. 

Ma le sorprese non finirono lì. Quando dopo due giorni le macchine arrivarono a casa, i tecnici si buttarono sui motori col cuore in gola. Esito: le candele delle bancate di destra erano imbrattate, quelle di sinistra erano cotte. Questo su ambedue le vetture. Certo, vista l'esiguità di spazio di lavoro nei box dell'epoca, al termine della gara erano state smontate le candele più facili da raggiungere e siccome le macchine erano affiancate, si erano prese quelle sul lato esterno.

La scoperta non aiutò più di tanto, ma perlomeno il sapere che avevano subito lo stesso inconveniente, rendeva (se possibile) più facile l'individuazione del guasto. 
La rese tanto "facile" che ci misero due mesi per capirlo (o almeno sperarono di averlo capito). Dunque: in quei maledetti 200 giri in più, che a Silverstone si mantenevano per molto tempo, complici anche i rapporti più corti montati per il bagnato, si creavano delle vibrazioni torsionali che mandavano fuori fase la pompa d'iniezione, smagrendo una bancata e ingrassando l'altra. Su quest'ultimo fatto fu difficile ottenere ulteriori spiegazioni. Il mistero rimase tale, anche perchè semplicemente cambiando (dopo altri innumerevoli tentativi) la battuta dello spinotto, allungato di un millimetro per lato, le vibrazioni miracolosamente sparirono.
Quella specifica riapparve per il GP di Monza, e lì la Ferrari fu competitiva. Anche se era ormai troppo tardi: quella specifica di motore era stata anticipata di due mesi senza troppi test anche perché si era capito che Enzo Ferrari era al capolinea, e si voleva dare un'ultima soddisfazione al Capo.

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Nurburgring, partenza dell'Eifelrennen 1937:

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Buona pasqua...

 

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Un bel dipinto di Walter Gotschke che raffigura Tazio Nuvolari sull'Alfa Romeo 12C davanti alla Mercedes-Benz W25K di Rudolf Caracciola nel GP di Barcellona 1936.
Una lotta incredibile che li vedrà finire in quest'ordine al traguardo, divisi da soli 3"4.

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Sempre bestiale l'Auto Union Tipo C, 16 cilindri, 6000 cc per 520  cavalli

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GP del Belgio 2000 a Spa-Francorchamps.

Jean Alesi parte 17°, ma azzecca la scelta delle gomme in partenza, e  al nono giro è addirittura 4°. Mantiene la posizione fino al diciottesimo giro, poi scende al 10° posto, altra rimonta che lo porta al 5° posto al trentesimo giro.

Poi, come sempre accade in quel 2000, la Prost-Peugeot lo lascia a piedi.

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Le Mercedes-Benz W 25 K (Kurz, passo corto) vengono portate sulla griglia di partenza a Berna sul circuito del Bremgarten nel Gran Premio di Svizzera 1936.

Curioso il fatto che molti tratti fossero in pavè:

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1930 Trieste - Opicina. La primera carrera de Ferrari, detrás del volante de Alfa Romeo P2 #36 Tazio Nuvolari y otros conductores del equipo - Eugenio Siena, Alfredo Caniato, Carlo Sozzi, justo al lado del coche de Enzo Ferrari.

 

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Hans Stuck su Auto Union al pit stop nel  G.P. di Germania 1938:

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Parco Sempione, 28 giugno 1936

"... A Milano come avversario ci sarà Achille Varzi con la Auto Union e con una oscura sofferenza sul volto. Ma a corsa iniziata saprà ritrovarsi limpido sciolto ed elegante, in grado di fare della Auto Union n.54 un docile delfino.

Nuvolari (n.44) sfoggerà una tattica di gara perlomeno strana. Scatterà in testa all'abbassarsi della bandierina (una partenza alla Villeneuve), compirà così il primo giro, irrompendo sul traguardo davanti a tutti: una soddisfazione che vale il cinquanta per cento della corsa.

Poi, alla seconda tornata, si lascerà sorpassare dall'avversario. Sorpassare e staccare. In 21 giri tredici secondi di distacco, e sembrerà spacciato.

Poi il risveglio, la rimonta e il sorpasso tra il delirio della folla. Si concluderà così il giugno 1936, il mese eccezionale della sua magica carriera: quattro corse, tre vittorie (Barcellona, Ungheria, Milano) e un secondo posto (Eifel)".

(Cesare De Agostini, "Tazio vivo", a cura di Gianni Cancellieri)

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La Fiat 131 Abarth di Markku Alen sfreccia nell'incredibile paesaggio della Toscana al rally di Sanremo 1981.

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Le 10/08/2019 à 21:23, sundance76 a dit :

Gran Premio del Canada del 1995.

Mentre Alesi sta sorpassando la Ferrari gemella di Berger, davanti a loro Coulthard su Williams-Renault va in testacoda:  i due ferraristi inchiodano pesantemente, le auto ondeggiano, ma per fortuna riescono a rimanere in pista mentre lo scozzese rimane sul prato. Altre due posizioni guadagnate per Alesi.

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In fatti non e statto cosi.

D'all via G. Berger era sotto l'alla posteriore di Coulthard, (che era sotto pressione) Alesi era a 1 buon secondo di Berger.

al terzo giro credo, Coulthard parte in testa coda sotto il ponte, (che era ancora un po bagnato dal Warm-Up) Berger sorpreso, monta sui freni e va dirito sull'erba, e riprende la pista.

Alesi che era un po piu indietro a avuto il tempo di vedere tutto questo, e passato dal quinto al terzo posto.

 

 

 

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31 minuti fa, Bruno ha scritto:

In fatti non e statto cosi.

D'all via G. Berger era sotto l'alla posteriore di Coulthard, (che era sotto pressione) Alesi era a 1 buon secondo di Berger.

al terzo giro credo, Coulthard parte in testa coda sotto il ponte, (che era ancora un po bagnato dal Warm-Up) Berger sorpreso, monta sui freni e va dirito sull'erba, e riprende la pista.

Alesi che era un po piu indietro a avuto il tempo di vedere tutto questo, e passato dal quinto al terzo posto.

 

 

Ti sbagli. 

Guarda a 1:21 , si vede che Alesi aveva già affiancato Berger, mentre Coulthard era ancora in traiettoria normale. E poi non è vero che Berger va sul prato. Berger rimane sempre in pista.

 

 

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scusa, me la riccordavo cosi.

avevo visto tutto questo Gran Prmio sulla TSR Svizzera in intero.

grazie

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Gran Premio di Monaco 1934.

Alla curva del Massenet c'è moltissimo pubblico a osservare l'Alfa Romeo P3 di Achille Varzi, vincitore l'anno prima, ma stavolta soltanto 6°.

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e pazzo la gente che cera alle gare a quel epoca.

 

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