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Previously unseen photo of Franz Weis' 1971 F5000 car. Built from a 1966 experimental GM Indy car chassis, the car was constructed by Weis and Chaparral employees in the Chaparral shop. Aside from the basic chassis, the car was from the mind of Weis. It was raced twice and damaged in its last race. It still exists, bent and unrestored. A Michael Schmidt photo

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Nürburgring 1973 (4ª Prova Campionato Europeo Conduttori F2) Patrick Depailler alla guida della Elf 2 (l'aerodinamica Alpine A367- Ford del Team "Elf Coombs Racing").

Ci voleva un bel pelo a portare in salita un bolide, peraltro dalla maneggevolezza limitata, come il 512S. Moretti, sempre nel 1970, vinse anche la Saline-Volterra, sempre col 512S della Picchio Ros

E beh...

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Colorizzazione ad opera del nostro 330tr: Monza, G.P. d'Italia 1924, il futuro due volte campione del mondo Alberto Ascari al posto di guida del padre Antonio, che vincerà la gara sull'Alfa Romeo P2. Al centro, tra padre e figlio, si nota Enzo Ferrari, mentre a destra in maglia rossa il famoso meccanico e collaudatore Giulio Ramponi.

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"NIENTE SCONTI, FIGLIOLO"

Il campionato Cart Indycar 1985 si giocò in famiglia con una lotta davvero avvincente.

Il 46enne Al Unser Senior, pur con una sola vittoria stagionale, riuscì ad arrivare all'ultima gara praticamente appaiato al figlio Unser jr. (23 anni), che aveva vinto due gare.
A Tamiami Park, ultimo round, Al jr dopo oltre metà gara era terzo, e quindi virtualmente campione, col padre solo quinto. Ma negli ultimissimi giri, Al Senior riuscì a raggiungere e superare Moreno, artigliando il quarto posto che gli garantì il titolo, per un solo punto di vantaggio sul figlio, 151 a 150.

Per l'anziano Unser era il terzo titolo, dopo quelli del 1970 e del 1983. Per il figlio, l'appuntamento era rimandato di cinque anni.

Bobby Rahal e Mario Andretti, pur con tre vittorie a testa, finirono solo terzo e quinto nel Campionato.

 

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Mentre il padre Antonio (1888-1925) era stato un pilota-simbolo dell'Alfa Romeo, vettura al volante della quale morì in un incidente durante il G.P. di Francia '25, Alberto Ascari ha invece guidato una sola volta per la Casa milanese. Accadde al G.P. di Francia 1948 a Reims, dove al volante dell'Alfetta 158 il futuro due volte campione del mondo arrivò terzo. 

Non si hanno notizie certe sui motivi per i quali tale partecipazione fu un fatto isolato. Forse la presenza in squadra di Wimille e dell'abitudine Alfa di impartire ordini di scuderia già prima della corsa, vista la sostanziale imbattibilità delle 158.

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3 ore fa, sundance76 ha scritto:

1909,  Boulogne-sur-Mer.
Giosué Giuppone  su Peugeot alla curva Fourche à Desvres.

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M'ha incuriosito lo sfondo abbastanza "sinistro", e l'ho trovato...si tratta dell'Eglise St. Martin a Boulogne Sur Mer, Route de Desvres

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Edited by duvel
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GIGI VILLORESI CAMPIONE DEL MONDO ...PER UN GIORNO

"Il Campionato del Mondo Conduttori nasce verso la fine degli anni ’40, ha una storia curiosa ed è un’invenzione italiana.

Durante l’estate 1948, la Federazione Motociclistica Internazionale annunciò la decisione di istituire un Campionato del Mondo per le quattro cilindrate classiche più i sidecar.

Il potente Segretario Generale dell’ACI, il giornalista Giovanni Canestrini, vide un grosso pericolo, nel caso che la CSI dovesse imitarlo per le automobili, nell’assenza di garanzie che fosse un pilota italiano a diventare campione. Colse l’occasione della visita a Milano della delegazione argentina in Europa per firmare un protocollo che istituiva un Campionato del Mondo Piloti comprendente otto corse nel 1949 (quattro in Argentina e quattro in Italia) da disputarsi tra piloti italiani ed argentini. 
Canestrini sottostimava la competenza dei piloti sudamericani, ma si era garantito che ogni vettura in questa serie sarebbe stata italiana. 
La firma dell’accordo fu annunciata dalla stampa specializzata europea. L’effetto fu che gli altri Paesi dovettero accelerare una decisione.
Il delegato italiano alla CSI era Canestrini stesso, ma spesso era il suo sostituto Tonino Brivio ad andare alle riunioni. 
Fu proprio Brivio a fare la proposta di istituzione di un campionato mondiale. 
Non sappiamo se Brivio presentò il progetto italo-argentino o un altro sulla falsariga di quello motociclistico, comunque mercoledì 13 ottobre 1948 L’Equipe pubblicò che: “La CSI è d’accordo in linea di principio per la creazione di un Campionato del Mondo Conduttori e ha deciso di sottoporre la questione allo studio in vista di un’istituzione per il 1950”.

Si prendeva quindi tempo, ma, in dicembre, Canestrini decise che il suo giornale, La Gazzetta dello Sport, avrebbe nominato Gigi Villoresi Campione del Mondo per il 1948, così creando un grande trambusto nella stampa francese. 
Charles Faroux, il decano dei giornalisti dell’automobile e tecnico sopraffino, chiese una spiegazione. 
Canestrini ritrattò e lo sfortunato Gigi perse un titolo che non aveva mai conseguito! 
Il 7 ottobre 1949, il Campionato fu approvato dalla CSI, sulla falsariga di quello motociclistico. La stampa europea specializzata non mostrò alcun interesse nella faccenda, non più di quanto si fossero occupati del Campionato Europeo prima della guerra, e per lo più non ritennero la decisione della CSI degna di essere pubblicata".


(Alessandro Silva)

(dipinto di Nicholas Watts)

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Siamo al G.P. d'Italia a Monza nel 1934, col circuito massacrato dalle chicane e limitato alla parte sud.

In questa celebre immagine vediamo la Mercedes di Caracciola (che, dolorante, cederà la vettura al compagno Fagioli, poi vincitore) davanti all'Alfa Romeo di Varzi e alla Maserati di Nuvolari.

Nella seconda immagine, il pittore Walter Gotschke interpreta la scena, aggiungendovi l'Auto Union di Leiningen, ma si intravede anche una vettura rossa a destra in primo piano. Chissà chi è, e soprattutto mi sembra strana la prospettiva: quella dovrebbe essere la ruota posteriore, con lo scarico proveniente dal motore anteriore, ma la parte rossa in basso dovrebbe essere quella a fianco al cofano che va verso la sospensione anteriore, ed è curioso che in primissimo piano non si veda la gomma anteriore...

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Il 16/12/2018 at 20:54 , sundance76 ha scritto:

1909,  Boulogne-sur-Mer.
Giosué Giuppone  su Peugeot alla curva Fourche à Desvres.

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Ho trovato la foto originale che ci dà una vista più panoramica della "Fourche" e dalla quale è stato ricavato il ritaglio sopra, poi colorizzato...

Comunque un tipo in gamba 'sto Sig. Giuppone!...Dapprima valido ciclista su pista, poi motociclista (fu il 2° pilota italiano a partecipare al Tourist Trophy), infine pilota automobilistico ufficiale Peugeot e vincitore di gare internazionali, fra le quali la "Coupe des Voiturette" 1909 (quella a cui si riferisce la foto).  Morì l'anno dopo, sempre su questo circuito, a seguito di uno sfortunato incidente in prova...

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19 minuti fa, sundance76 ha scritto:

Ottimo, così ricordiamo e tiriamo fuori dall'oblio almeno alcuni delle migliaia di protagonisti dimenticati.

 

Hai fatto bene!.... Mi ha incuriosito molto questo personaggio, a dir la verità non avevo mai sentito questo nome.....un campione che ebbe purtroppo una carriera assai breve...

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