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Con i test di Valencia di domani e dopodomani, il Motomondiale entrerà subito in orbita 2018. Questo il calendario della prossima stagione, il Gran Premio di Gran Bretagna non ha ancora una location definita visto il progetto ormai naufragato del circuito del Galles e probabilmente tornerà a Silverstone ancora per un anno. Il 7 ottobre si correrà il primo Gran Premio di Thailandia a Buriram.

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Dopo i test di Valencia ci sarà la consueta pausa invernale. Si riprenderà il 28-30 gennaio con i test di Sepang, seguiti da quelli di Buriram il 16-18 febbraio e da quelli di Losail dell'1-3 marzo.

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Immagino l'emozione. 

A mio avviso la FIM ha fatto quello che andava fatto subito. 

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Honda-Márquez è ovviamente il binomio da battere in MotoGP. Ducati vivrà una stagione molto importante, con Dovizioso chiamato alla conferma dopo un 2017 incredibile e inaspettato ma anche con un Lorenzo che ora non ha più scuse. Yamaha dovrà invece risolvere i suoi problemi per tornare al vertice, per Rossi potrebbe essere davvero l'ultimo anno e Viñales deve tornare quello di inizio 2017 per dare a Iwata la sicurezza di avere in squadra un vero campione per il futuro. C'è poi una Suzuki che tornerà a godere delle concessioni riguardanti test e sviluppo del motore dopo una stagione terribile, mentre Aprilia e KTM proseguiranno nella loro esponenziale crescita nonostante non abbiano tra le loro fila dei top rider in senso stretto. Moto ufficiali verranno affidate anche a Petrucci e Crutchlow, mentre Yamaha non ha ancora comunicato l'intenzione di dare una M1 2018 a Zarco ma a mio avviso dovrebbe farlo. Quattro saranno i debuttanti: su tutti il nostro Morbidelli, iridato Moto2 in carica, che in Marc VDS sarà affiancato dal suo rivale Thomas Lüthi, poi Nakagami che correrà per Cecchinello con il supporto di Honda (che come "premio" ha dato la moto ufficiale a Crutchlow) e il bancomat di Avintia Xavier Siméon.

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Per quanto riguarda la Moto2, giunta all'ultima stagione con il motore della Honda CBR 600 prima del passaggio al 675cc Triumph, si preannuncia un duello molto interessante tra Kalex e KTM. Il telaista tedesco ha letteralmente monopolizzato le ultime annate ma il debutto della Casa austriaca è stato travolgente con la prima pole e il primo podio giunti già alla seconda gara e tre vittorie nelle ultime tre gare. Logico pensare, dunque, che Miguel Oliveira e Brad Binder siano i principali candidati al titolo, ma le KTM nel 2018 saranno guidate anche da piloti come Sam Lowes, Dominique Aegerter e Sandro Cortese, quindi non bisogna dare per scontato un dominio del team Ajo. Kalex avrà tra le sue punte di diamante i confermati Álex Márquez, Francesco Bagnaia e Mattia Pasini, ma attenzione anche ai rookies Joan Mir e Romano Fenati nonché a Héctor Barberá che potrebbero andare forte da subito (in particolare il primo). Saranno solo due, invece, le Suter in pista con Schrötter e Vierge in forza al team Intact; SpeedUp si affiderà a Quartararo e Kent, Tech 3 alla coppia Bendsneyder-Gardner e NTS a Odendaal-Roberts. Qualche cambiamento "intestino" riguarda lo scambio Marini-Manzi tra Sky e Forward, Baldassarri che passa in Pons, il debutto a tempo pieno di Fuligni e il ritorno di Eric Granado che si sta giocando il titolo europeo di categoria.

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Nel corso del 2017, Honda ha dato l'impressione di essere la nuova superpotenza della Moto3, lasciando solo il Mugello all'avversaria KTM e appena cinque piazzamenti sul podio. Considerando i nomi già impegnati quest'anno nella classe leggera, Jorge Martín e Arón Canet sembrerebbero essere i favoriti d'obbligo per il prossimo campionato, ma attenzione alla grande occasione di Enea Bastianini che passerà in Leopard e a Fabio di Giannantonio, giunto alla terza stagione con Gresini e chiamato a sua volta al risultato grosso. In sella alle NSF ci saranno pure l'iridato junior 2016 Lorenzo Dalla Porta (sempre in Leopard), Niccolò Antonelli con il team di Simoncelli e Tony Arbolino che sostituisce Fenati; da tenere d'occhio in Monlau il debuttante López, quest'anno tra i protagonisti del mondiale junior, nonché i giapponesi Suzuki e Sasaki. KTM risponderà con una line-up tutto sommato invariata per quanto riguarda i piloti: Ramírez con Caponera insieme al nuovo talento Masiá, Bulega e Foggia in Sky, Rodrigo-Guevara con RBA, Darryn Binder con Ajo, Oettl con Paddock, McPhee con CIP e Migno-Arenas con Aspar, il quale torna dopo la deludente esperienza in Mahindra, ritiratasi per concentrarsi sulla Formula E.

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39 minuti fa, Paolo93 ha scritto:

Cosa cambia tra queste cose e le alette dello scorso anno? Fare regolamenti ambigui non è prerogativa solo della FIA.

Cambia che queste sono parti integranti della carena, le alette usate fino al 2016 erano appendici rimovibili.

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8 minuti fa, TexasTerror ha scritto:

Staranno testando i gommini. :asd::asd: 

Comunque buonissimo Miller alla prima uscita con la Ducati. :zizi:

Io in Miller credo ancora tantissimo, anche perchè ai tempi della Moto3 in Ktm mi ha firmato lo zaino con l'Uniposca bianco.. e non è tanto l'autografo che mi ha colpito, ma il come ha firmato... L'Uniposca non andava e ha schiacciato la punta prima sul manubrio della bici, poi sulla sua mano per "riattivarlo".. peccato che si è mega sporcato. Mi ha ringraziato e via, con la mano che colava sbattendosene di tutto..

p.s. tra l'altro è da quando è rientrato dopo l'infortunio che lo vedo pimpante con la Honda...

Edited by damy mad fer it
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1 ora fa, The Rabbit ha scritto:

Cambia che queste sono parti integranti della carena, le alette usate fino al 2016 erano appendici rimovibili.

Dal punto di vista tecnico sono la stessa cosa e sono più brutte, mentre le alette a me piacevano 

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