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Tappa 5 decisamente accorciata per il maltempo, ma questo non ha impedito capovolgimenti di fronte in tutte le categorie.

Tra le moto è Sam Sunderland il più lesto, molto abile anche nella difficile navigazione. 7'07" rifilati a Gonçalves, 7'29" a van Beveren. 18'12" persi da Quintanilla, che deve cedere anche la leadership della generale proprio al britannico della KTM. Peggio è andata a Walkner e Barreda, che si sono a loro volta persi per strada accumulando oltre mezz'ora di ritardo. Sunderland ha 12 minuti esatti su Quintanilla e 16'07" su van Beveren, Walkner scivola quinto a 29'01". Gonçalves si è riportato in top ten, Barreda è dodicesimo.

L'olandese Koolen ha vinto tra i quad con 7'06" su Gallego e 12'57" su Vitse. Male gli altri protagonisti della generale: Karyakin a 24'11", Casale a 30'05", Nosiglia si è invece ritirato. Simon Vitse è il nuovo capoclassifica con 8'14" su Karyakin, 10'35" su Dutrie e 14'36" su Casale.

Tiratissima la corsa delle auto, con il nuovo successo di Loeb per appena 44" su Roma e 1'31" su Peterhansel, quest'ultimo nuovo leader della generale visto il quarto posto di Despres, arrivato però a 10'33" di ritardo. 1'09" il vantaggio di Monsieur Dakar su Loeb, segue Despres a 4'54". Male Hirvonen, che ha perso 43 minuti.

Gran tempo di de Rooy tra i camion, che ha rifilato 11'58" a Nikolaev e 14'04" a Mardeev. Quasi 21, invece, i minuti persi da Sotnikov, che deve pertanto cedere le armi nella generale a vantaggio proprio di de Rooy che in un paio di giorni ha recuperato tutto l'enorme distacco accumulato in precedenza. 2'23" il distacco di Nikolaev, mentre Sotnikov è scivolato a 6'36".

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La prima parte della Marathon va, per quanto riguarda le due ruote, a Ricky Brabec con la Honda ufficiale. 1'44" al compagno di squadra Gonçalves e 4'43" a Sam Sunderland, che guadagna ancora vantaggi

Conclusa la Marathon Stage con l'arrivo di Salta. Tra le moto è tornato al successo Barreda, che con la sua Honda ha preceduto le KTM di Walkner (a 3'51") e Sunderland (a 3'54"). Altra battuta d'

Dopo il giorno di riposo, domani si riparte alla volta di Uyuni con la prima parte della Marathon Stage, che consiste in due tappe senza assistenza nel mezzo. La parte cronometrata di domani è stata dimezzata a 161 chilometri per il persistere delle pessime condizioni meteorologiche.

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La prima parte della Marathon va, per quanto riguarda le due ruote, a Ricky Brabec con la Honda ufficiale. 1'44" al compagno di squadra Gonçalves e 4'43" a Sam Sunderland, che guadagna ancora vantaggio su Quintanilla, oggi solo nono a 10'28". Non esaltante nemmeno la tappa dei due principali pretendenti all'ultimo gradino del podio, con van Beveren 11esimo davanti a Farrés, che perdono un minutino da Walkner. Sunderland quindi ha 17'45" su Quintanilla, 22'16 su van Beveren e 28'36" su Farrés.

Tra i quad, pronta rivincita per Karyakin, che ha staccato di 2'59" Dutrie e di 9'36" Casale. Il russo è di nuovo leader della generale, vista la prova difficile per Vitse, quinto a 13'30". 5'16" è ora il distacco del francese, che ha appena 4" di vantaggio sul connazionale Dutrie.

Nelle auto, nuova vittoria in volata per Peterhansel, più veloce di Loeb di appena 48". Terzo de Villiers a 3'33" davanti a Hirvonen che ha chiuso a 5'03", quinto Roma a 5'32" mentre Despres è solo settimo perdendo 9'07". Il duello tra i due alfieri Peugeot, dunque, prosegue con Peterhansel ora in vantaggio di 1'57" su Loeb all'inizio della seconda settimana. Molto più distante Roma, a 11'07", mentre Despres scivola a 14'01".

In attesa dei risultati dei camion, domani si tornerà in Argentina con la seconda parte della Marathon: 892 chilometri, dei quali 492 cronometrati, porteranno a Salta.

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Tappa serrata anche tra i camion con Sotnikov vincitore per 2'51" su van Genugten, 3'37" su Villagra e 4'25" su un de Rooy abbastanza prudente. Sotnikov scavalca il compagno di squadra Nikolaev nella generale e si porta a 2'11" da de Rooy.

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Conclusa la Marathon Stage con l'arrivo di Salta.

Tra le moto è tornato al successo Barreda, che con la sua Honda ha preceduto le KTM di Walkner (a 3'51") e Sunderland (a 3'54"). Altra battuta d'arresto per Quintanilla, settimo a 7'07" preceduto di un secondo da Gonçalves. Nella generale, Sunderland ha ben 20'58" di vantaggio sul cileno della Husqvarna, mentre Walkner ha scavalcato Farrés in quarta posizione. L'ex iridato MX3 dista ora poco meno di sei minuti da van Beveren nella lotta al terzo posto. 

Vittoria di Ignacio Casale nei quad, con Karyakin che ha guadagnato 1'37" su Dutrie, ora primo avversario del russo visto il ritardo accumulato da Vitse che ancora deve arrivare. 6'57" separano Karyakin e Dutrie nella generale, mentre Casale con 10'19" di ritardo ritorna sul podio.

Capovolgimento di fronte tra le auto, con la vittoria e la nuova leadership di Sébastien Loeb. Il nove volte iridato ha preceduto di 3'35" Peterhansel e di 5'13" Despres, per l'ennesimo dominio assoluto targato Peugeot. Quarto Hirvonen, a 8'14", davanti alla Toyota di de Villiers, mentre Roma è solo settimo a 14'26". Generale ancora incertissima, 1'38" a separare Loeb e Peterhansel con il grande deserto ancora da affrontare. Risale terzo Despres a 17'17", quarto Roma a 23'36".

Si rovescia la situazione anche tra i camion. Vittoria di tappa per van den Brink con 17" su Villagra e 42" su Nikolaev, ma il colpaccio lo fa Sotnikov che col quarto posto a 2'42" scavalca de Rooy, oggi solo nono a 7'13". Le tappe che, sulla carta, dovrebbero maggiormente esaltare l'olandese e l'Iveco devono ancora arrivare, ma ora al comando c'è il duo Kamaz con Sotnikov in vantaggio di 1'46" su Nikolaev, mentre de Rooy è a 2'20".

Quella di domani è forse la tappa più importante della Dakar 2017. Si arriva a Chilecito dopo 977 chilometri, 406 dei quali cronometrati. La navigazione sarà messa a durissima prova.

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Lunga, infinita la tappa di oggi.

Dopo poco meno di sei ore di gara, appena 25" hanno separato Barreda e Svitko tra le moto, a vantaggio dello spagnolo della Honda. Il successo aveva arriso ad un'altra Honda ufficiale, quella di Michael Metge, penalizzato però di un'ora. Terza posizione per il veloce privato argentino Franco Caimi a 3'48". Giornata difficilissima per tutti i piloti nelle prime posizioni della generale: decimo Walkner a 12'53", 12esimo Sunderland a 17'06", 13esimo Farrés a 21'25", 17esimo van Beveren a 30'14". Fine dei giochi per Quintanilla, che si è perso ad inizio tappa ritirandosi successivamente per problemi fisici dovuti ad un colpo di calore. Sunderland comanda ora con 30'01" su Walkner, mentre Farrés sale al terzo posto con un distacco di 38'43", poco più di tre minuti di vantaggio su van Beveren. Quinto Barreda, ma ormai ad un quarto d'ora dal podio. Ultima notizia di giornata riguarda la precedente penalità "in blocco" rifilata alle Honda ufficiali, con la Casa giapponese che ha presentato appello.

Appena due quad sono arrivati, per il momento, al traguardo, con Karyakin più veloce di Casale di 10'46".

Sub-judice anche la classifica delle auto, poiché per l'incidente di cui sopra Peterhansel dovrebbe vedersi restituito il tempo perso per i soccorsi di Simon Marčič. Per il momento, il successo della decima tappa è di Sébastien Loeb, che ha preceduto Despres di 2'33" e Peterhansel di 6'45". Primo dei non-Peugeot è Al Rajhi, quarto a 11'35", più attardati Roma (che ha perso mezz'ora) e Hirvonen che deve ancora arrivare a causa di un problema meccanico a cui è seguito anche un incidente che ha provocato la rottura del radiatore della sua Mini. In attesa di eventuali revisioni, Loeb ha 8'23" su Peterhansel e 19'50" su Despres, mentre Roma precipita a 55'05".

Attesa anche per l'arrivo dei camion, al momento Nikolaev precede Sotnikov di 7'01", con de Rooy che deve ancora tagliare il traguardo di San Juan.

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23'43" il distacco di de Rooy a fine tappa, per lui solo un settimo posto. Il podio di tappa è interamente marchiato Kamaz perché in terza posizione c'è Mardeev a 7'41" dal vincitore di oggi, che è proprio Nikolaev. Questa Dakar sarà quindi con tutta probabilità un affare privato tra Nikolaev e Sotnikov, con il primo ora leader e forte di un vantaggio di 5'15" sul compagno di squadra. De Rooy terzo a 24'17".

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Restituito il tempo perso a Peterhansel: ora è Monsieur Dakar il leader tra le auto, con 5'50" di vantaggio su Loeb. Il recupero nel finale di tappa è stato fondamentale.

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Tappa molto serrata per le due ruote, con il successo di Gonçalves su Barreda, staccato di 1'09". Il gran colpo per il risultato finale lo fa van Beveren, terzo a 2'38" davanti proprio all'avversario per il podio, Farrés. Il francese ora ha uno svantaggio di appena 12" rispetto allo spagnolo. Quinto posto e giornata tranquilla per Sam Sunderland, che mette la pietra definitiva sul successo finale: il suo vantaggio su Walkner è di 33'09". Sarà molto importante, però, il risultato dell'appello Honda, perché se venisse accolto consegnerebbe la vittoria a Barreda, quinto e distante 47'31" dal britannico.

Sigillo finale anche per Karyakin tra i quad, tappa vinta con ben 20'41" su Domaszewski e 23'49" su Sonik, che solo oggi è tornato a farsi vedere dopo due settimane che definire difficili è eufemistico. Ad accompagnare il russo sul podio finale saranno Casale e Copetti, distanti rispettivamente un'ora e un quarto e quattro ore e venti. 

Una tappa al 110% per Sébastien Loeb, nel tentativo di dare un ultimo assalto alla leadership di Peterhansel. Il nove volte iridato non ha tuttavia recuperato che 18" appena sul connazionale, che si avvia dunque a vincere il Raid per la 13esima volta. Podio di tappa per la Mini di Orlando Terranova davanti a de Villiers, Al Rajhi e Despres, che va verso il suo primo podio a quattro ruote. Peterhansel ha 5'32" su Loeb e 32'54" su Despres, il podio tutto marchiato Peugeot dovrebbe essere all'incirca così.

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Seria ipoteca sul secondo successo tra i camion per Eduard Nikolaev, che oggi ha preceduto di 52" Villagra, di 9'53" Mardeev, di 11'54" Sotnikov e di 14'41" de Rooy. Il vantaggio di Nikolaev in classifica ammonta a 17'09", terzo de Rooy che riesce ad acciuffare almeno un podio. Per Nikolaev è sicuramente una vittoria molto più convincente di quella del 2013, ottenuta senza successi di tappa.

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      Dopo la chiusura del programma in Formula E al termine dell’attuale stagione, l’impegno della casa dei quattro anelli nel mondo delle zero emissioni nel motorsport proseguirà debuttando nella Dakar nella prossima stagione, con un veicolo dotato di propulsione elettrica. «Con il progetto Dakar – ha spiegato Julius Seebach, amministratore delegato di Audi Sport GmbH nonché responsabile di tutte le attività motorsportive del marchio tedesco – noi di Audi restiamo fedeli alla nostra filosofia di utilizzare per la prima volta nuove tecnologie nel motorsport che sono rivoluzionarie per le future auto stradali. Nella nostra storia nei rally, ad esempio, è stato il caso delle quattro ruote motrici [con l’Audi Quattro nelle competizioni rallistiche negli anni Ottanta, ndr], e ora testeremo i componenti delle powertrain di domani in condizioni estreme alla Dakar. Allo stesso tempo, offriremo esperienze entusiasmanti a clienti e fan».


      Il progetto della vettura Audi per l’edizione 2022 del rally raid, gestito dal già capo del programma DTM di Audi Sport Andreas Roos, sta andando perciò avanti, con il concept quasi ultimato e i test già fissati per metà 2021. «Il progetto Dakar è una sfida enorme per l’intero team. Abbiamo un programma serrato per implementare il nostro concept innovativo. Siamo la prima casa automobilistica ad affrontare la Dakar con un gruppo motopropulsore elettrico. L’intero team sta lavorando a tutto campo in modo da poter essere pronti per partire in tempo per la Dakar 2022», ha spiegato Roos, esponendo poi i dettagli tecnici della vettura, che monterà tre powertrain che arrivano dall’esperienza in Formula E: «Avremo una MGU sull’asse anteriore e uno sull’asse posteriore. Una terza MGU funge da generatore per caricare la batteria ad alta tensione durante la guida. Certo – puntualizza -, dobbiamo apportare modifiche, perché il deserto ha sfide diverse rispetto alle città in cui stiamo correndo attualmente in Formula E: salti, sabbia, le tappe molto lunghe. Ma fondamentalmente possiamo sfruttare l’esperienza della Formula E e anche dei nostri prototipi di Le Mans con la e-tron Quattro».

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      89. Rallye Automobile de Monte-Carlo

       

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      Dakar 2021



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    • By sundance76
      Nonostante fosse lontanissimo dalla filosofia dei rally "all'europea", il Safari da moltissimi era considerato il più duro, il più imprevedibile, il più difficile dei rallyes.
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      Perché uno sport così spettacolare senza DRS e Kers vari non se lo fila nessuno?
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