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Mercato F1 2017


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Mi hai tolto le parole di bocca. :asd:  Piuttosto ridicolo vederlo fare il prezioso sull'ingaggio, è già tanto rimanere nell'ambiente per uno come lui a) non più giovanissimo (e con tanti giovanissimi talentuosi che si affacciano alla porta) e b) che tutto sommato ha dimostrato di essere un pilota assolutamente nella norma, ben lontano dal fenomeno che si credeva. 

Edited by Schumy81
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Ufficiale Hülkenberg in Renault, due anni di contratto con opzione per il terzo.


Spero che la macchina non sia il rottame di quest'anno, altrimenti possiamo definitivamente mettere una croce su questo ragazzo...
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3 ore fa, Schumy81 ha scritto:

Mi hai tolto le parole di bocca. :asd:  Piuttosto ridicolo vederlo fare il prezioso sull'ingaggio, è già tanto rimanere nell'ambiente per uno come lui a) non più giovanissimo (e con tanti giovanissimi talentuosi che si affacciano alla porta) e b) che tutto sommato ha dimostrato di essere un pilota assolutamente nella norma, ben lontano dal fenomeno che si credeva. 

Su Bottas sono assolutamente d'accordo.

Su tutti questi talenti che si affacciano alla f1 meno. Ci sono buoni piloti ma fenomeni non ne vedo.

Hulkenberg secondo me ha fatto una scelta meno folle di quanto potrebbe sembrare.

PS Ma in FI chi ci va?

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Sono ovviamente da verificare però i Vandoorne, i Verstappen, i Werhlein, gli Ocon (si spera anche i Giovinazzi...) sono tutti alla porta (qualcuno è già entrato) e tutti promettentissimi, e soprattutto hanno dalla loro un'età media un tempo impensabile. Ecco perchè uno come Bottas è abbastanza ridicolo che si metta a contrattare, deve ritenersi fortunato se qualcuno di questi non gli soffierà il posto, altrochè.

Edited by Schumy81
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PS Ma in FI chi ci va?

Wehrlein oppure Ocon, Mercedes penso che vada ad imporre uno dei suoi young anche lì.
Comunque per i team non top il mercato è in fermento come non eravamo abituati da un po'.
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23 minutes ago, The Rabbit said:

Wehrlein oppure Ocon, Mercedes penso che vada ad imporre uno dei suoi young anche lì.
Comunque per i team non top il mercato è in fermento come non eravamo abituati da un po'.

Concordo. Forse è un mercato meno immobile di quanto si pensi.

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Dispiace un sacco che Hulk non sarà più un pilota della Force India. Uno come lui è difficile trovare in giro.
Però lui ha fatto un azzardo, che ci sta...perché si sa che la Force India,difficilmente lotta per le posizione alte(zona podio)...E con la Renault, team ufficiale, una possibilità c'è !
Quindi spero per lui, che l'azzardo gli possa dare grandi soddisfazioni perché se lo merita(da un bel pò)!

 

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Vabbè le prese anche nel 2015, ormai hulkenberg mi sembra un pilota bollito che ha avuto la fortuna di andare in renault che lo ha strapagato, la sfortuna vedo che vale solo pe alcuni e per altri no

Vedi tutto male, mi sa :asd:
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28 minuti fa, DiogoD ha scritto:

Vabbè le prese anche nel 2015, ormai hulkenberg mi sembra un pilota bollito che ha avuto la fortuna di andare in renault che lo ha strapagato, la sfortuna vedo che vale solo pe alcuni e per altri no

Bollito a 29 anni? mah...

Poi che Renault possa essere lo sliding door della sua carriera, in positivo o negativo vediamo, sono io il primo a dirlo ma uno che vince la 24 ore di Le Mans non può essere considerato un fermo solo perchè Perez, che per me è un manico vero, lo ha battuto 2 anni su 3. Sì perchè il primo anno fu il tedesco a prevalere...

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è vero che al momento Hulkenberg abbia diversi punti in meno di Perez (ventisei, tra l'altro, neanche la metà), ma ha anche tre ritiri in più. In più penso che Perez sia decisamente fortunato, vedi a Silverstone che si è ritrovato quarto grazie alla VSC e ha finito comunque con il compagno attaccato dietro. A prescindere da questo, penso che se le prestazioni di Hulkenberg si sono addormentate un po' dopo Le Mans l'anno scorso, ma penso sia dovuto all'essere da ormai tre anni (dopo averne fatto un altro prima, tra l'altro) in un team di seconda fascia senza possibilità di crescita seria (in quanto team clienti). La situazione secondo me non è troppo dissimile da quella di Massa prima del passaggio in Williams e penso che anche le prestazioni di Hulkenberg ne risentiranno positivamente, se la macchina è un po' meglio del cassone di quest'anno.

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2 ore fa, DiogoD ha scritto:

Infatti, difficile trovare uno che faccia poco più della metà dei punti di perez

Perez 

pere.jpg

 

Hulkenberg

hulk.jpg

 

 

 

Enough said!

p.s: ah, in qualifica stanno tipo 7-8, o qualcosa di simile.

Edited by Samurai
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Io penso che abbia visto qualcosa sull'auto del prossimo anno che lo abbia convinto, comunque sono d'accordo sul fatto che ha fatto bene a cambiare aria soprattutto visto il passaggio ad un team ufficiale. Intanto anche la Renault ha ufficializzato la firma del contratto.

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3 minuti fa, Paolo93 ha scritto:

Io penso che abbia visto qualcosa sull'auto del prossimo anno che lo abbia convinto, comunque sono d'accordo sul fatto che ha fatto bene a cambiare aria soprattutto visto il passaggio ad un team ufficiale. Intanto anche la Renault ha ufficializzato la firma del contratto.

è poco plausibile che anche in un contesto di test bloccati un team ufficiale resti così indietro, secondo me. poi probabilmente aveva davvero bisogno di cambiare aria

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4 ore fa, Ayrton4ever ha scritto:

Bollito a 29 anni? mah...

Poi che Renault possa essere lo sliding door della sua carriera, in positivo o negativo vediamo, sono io il primo a dirlo ma uno che vince la 24 ore di Le Mans non può essere considerato un fermo solo perchè Perez, che per me è un manico vero, lo ha battuto 2 anni su 3. Sì perchè il primo anno fu il tedesco a prevalere...

Anche vero che la 24 ore di Le Mans, come tutte le gare di endurance, è particolare anche perchè, tralasciando l' aspetto relativo alla competitività dei vari prototipi (e non), la maggior parte del risultato deriva dalla "solidità" delle vetture ed anche da cosa "combinano" in pista i vari piloti che si alternano alla guida

Tutto ciò senza sminuire la singola prestazione del pilota 

 

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vedo che nessuno evidenzia il vero motivo del suo passaggio in renault... ovvero i $$$$

ad oggi la renault non potrà mai tornare ai fasti della prima era alonso perchè i tecnici hanno perplessità sull'impegno dei francesi e ne stanno lontani, almeno quelli di valore

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Vorrei spezzare una lancia a favore di Bottas, pilota che di solito non ruba l'occhio e da cui forse ci si aspettava qualcosa di più, ma quest'anno sta tenendo in corsa praticamente da solo la Williams per il quarto posto nel Costruttori, secondo me una sua richiesta di aumento dell'ingaggio è assolutamente legittima, così come capisco perfettamente il suo fastidio nel vedersi insidiato da esordienti, magari sulla carta anche più talentuosi di lui ma con tutto da dimostrare o, peggio ancora, da paganti come Stroll.

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Hulkenberg non ha fatto male, ci stava cambiare aria (a parte la parentesi in Sauber nel 2013 è in Force India dal 2011) e Renault è pur sempre un team ufficiale. Magari oggi non dà le garanzie migliori, ma Nico ha comunque ancora un'età che gli consente di aspettare un paio di stagioni un'eventuale risalita dei francesi. Nel caso peggiore perderebbe magari la possibilità di fare un occasionale podio.. che è il massimo a cui può aspirare in Force India

 

su Bottas, ammetto che dopo il 2014 mi aspettavo di più, invece ha confermato dei limiti (specie nella difesa della posizione) che lo mettono al di sotto dei migliori. Resta però un pilota estremamente solido, che per la Williams attuale è di fatto la mjgliore opzione a meno di non puntare su giovani promettenti (ma quali?) o su campioni al tramonto (Button). Liberato lo stipendio pesante di Massa, non mi sembra uno scandalo che il finlandese prenda quanto prende attualmente Felipe.. anche se in genere in Williams discorsi del genere sono accolti malino :asd:

Edited by Guglielmi
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Il 14/10/2016 at 11:34 , The Rabbit ha scritto:

Wehrlein oppure Ocon, Mercedes penso che vada ad imporre uno dei suoi young anche lì.

Pare che invece non sarà così, perché secondo Motorsport.com il primo candidato al volante libero della Force India è Kvyat.

Passaggio che ovviamente spianerebbe la strada a Pierre Gasly in Toro Rosso.

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      McLaren: e qui si ride. Vandoorne, appena arrivato come titolare dopo tante fatiche, difficilmente si sposterà da dove è ora. Ben diverso il discorso riguardante Alonso, che pare praticamente certo di lasciare il team a fine stagione se non addirittura a campionato in corso. Improbabile, per chi scrive, un ritorno di Button in queste condizioni di competitività, più probabile che a Woking si peschi altrove: escludendo quella che sarebbe un'incredibile, quanto probabilmente affrettata, promozione di Nyck de Vries dalla Formula 2, potrebbe essere Honda a imporre un suo pilota, verosimilmente quel Nobuharu Matsushita che corre nella categoria cadetta da ormai tre anni come membro del programma giovani della Casa nipponica. Ma la stessa Honda è un punto di domanda, perché McLaren avrebbe tutte le ragioni per non rinnovare il contratto con i giapponesi, e a quel punto la questione piloti diventerebbe ancora più incerta.
      Toro Rosso: ci si riaggancia al discorso Red Bull, da cui la squadra di Faenza dipende al 100%. Qualora Ricciardo dovesse fare le valigie, sarebbe lotta per la successione tra Sainz e Kvyat. E mi permetto di aggiungere che l'eventuale sconfitto avrebbe ben poche ragioni per continuare anche in Toro Rosso. Dunque darei per certo il debutto di Pierre Gasly, che sta seguendo il percorso giapponese di Vandoorne per mantenere l'abitudine alle gare, mentre gli altri giovani Red Bull sono probabilmente ancora... troppo giovani.
      Haas: non so quale possa essere ancora il rapporto con Ferrari, visto come si è concluso il rapporto tra gli americani e Gutiérrez (che ad ogni modo non rientra più nemmeno nei programmi del Cavallino), ma verrebbe quasi spontaneo pensare ad un approdo di Giovinazzi qui dall'anno prossimo. Se il pugliese dovesse riuscire a fare il colpaccio arrivando subito in prima squadra, a spingere da dietro per la FDA c'è Charles Leclerc, giovane molto veloce che ha debuttato alla grande in Formula 2. Probabile la conferma di uno tra Grosjean e Magnussen: se il francese continua a svolgere bene il proprio lavoro, il 2017 è partito invece molto male per il danese, che dovrà darsi una bella svegliata nelle prossime gare.
      Renault: il progetto Hülkenberg sembrerebbe avere basi molto solide. Meno solido invece è Jolyon Palmer, troppo altalenante con tendenza al "basso". Il terzo pilota degli anglo-francesi è il veloce Sergey Sirotkin, che potrebbe potenzialmente formare una bella coppia con il tedesco se non dovesse pagare troppo questo anno praticamente sabbatico.
      Sauber: il futuro degli svizzeri è incertissimo. Se, malauguratamente, il progetto Honda dovesse dilungarsi, i giapponesi avrebbero già cominciato a pensare a questa squadra come un possibile "junior team" dove dirottare almeno un loro pilota, oltre a darle una mano dal punto di vista economico. La scelta dei piloti dipenderà esclusivamente da questo.
    • By djbill
      Premessa: mi son divertito a riassumere una serie di articoli usciti in quest'ultimo periodo sulla nuova fase finanziaria della Ferrari. L'intento non è quello di produrre un'analisi economica dettagliata, ma far vedere quanto sia cambiata l'azienda Ferrari. Ringrazio Alessandro per aver "sistemato" il testo
      --
      La pressione della finanza sulla Scuderia Ferrari
       
      Siamo all'inizio del mese di ottobre, manca poco alla quotazione in borsa della Ferrari a Wall Street. Il campionato è saldamente nelle mani della Mercedes sia per quanto riguarda quello costruttori, sia per quello piloti con Lewis Hamilton. La Ferrari invece è avviata verso la conclusione di un anno positivo vista la riorganizzazione avvenuta sotto il profilo tecnico e manageriale della Scuderia. Dopo una stagione disastrosa in termini di risultati come quella del 2014 Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, sotto la guida di Maurizio Arrivabene, si confermano come la seconda forza del mondiale, in grado di agguantare il podio e di sfruttare le poche occasioni che sono concesse dagli avversari. Figure come l'ex-presidente Montezemolo, i direttori sportivi Domenicali e Mattiacci, il pilota Fernando Alonso sono già un lontano ricordo.
       
      L'attenzione per la Ferrari nei quotidiani, soprattutto quelli economici, è rivolta principalmente al prezzo della quotazione in borsa ed il conseguente valore totale che avrà sul mercato l'azienda. In particolare, alcuni quotidiani si concentrano sulla strategia ad ampio raggio messa in atto dall'amministratore delegato di FCA e presidente della Ferrari Sergio Marchionne.
      In sintesi, Marchionne è in trattativa per una fusione del gruppo FCA con General Motors: l'ex-FIAT però, pur cambiando nome, sede amministrativa e sede legale, ha sempre un debito residuo molto alto, stimato in circa 8 miliardi, il quale impedisce un buon fine per qualsiasi proposta fatta dall'amministratore delegato. Per ridurre il debito di FCA si pensa di trasferire parte del debito, per una cifra di 3 miliardi, alla Ferrari: poco meno di due miliardi costituiranno un passivo da recuperare nei prossimi anni principalmente grazie alla vendita delle automobili di lusso, il rimanente verrà recuperato grazie alla quotazione in borsa del 10% della Ferrari stessa. In questo modo FCA riuscirà a ridurre in modo consistente il proprio debito per tornare competitiva nelle contrattazioni.
      Il 21 ottobre 2015 Marchionne riesce nel suo intento nel migliore dei modi. Quota la Ferrari in borsa al NYSE col ticket RACE al massimo del prezzo indicato nell'intervallo nelle operazioni preliminari: 52 dollari per azione. La diretta conseguenza è che il mercato attribuisce a Ferrari un valore di circa 10 miliardi di dollari, la quale incassa dalla vendita delle azioni 982,4 milioni di euro. Tutto in linea con quanto preventivato, nonostante i dubbi sollevati per una operazione votata esclusivamente a favore del gruppo FCA.
       
      Passa qualche settimana. Il campionato del mondo di Formula 1 è ancora in corso. Lewis Hamilton si conferma campione e la Ferrari cerca di portare a casa il maggior numero di punti possibili per provare a chiudere la stagione con il secondo posto nella classifica piloti: si ritrova, però, a dover lottare con un Nico Rosberg rinato.
      Nel frattempo a Wall Street gli entusiasmi dall'operazione di vendita calano, il titolo RACE al NYSE scende sotto il prezzo di vendita: nulla di preoccupante in quanto i pareri delle banche restano ottimisti per un veloce recupero, fissando un prezzo target che va dai 60 ai 64 dollari.
      Il campionato di F1 giunge alla sua conclusione. Si archivia un'annata che ha visto una Ferrari come la seconda forza del mondiale. Ora gli sforzi sono concentrati sulla vettura per la nuova stagione, circondata da un brusio di contorno su alcune particolari scelte tecniche più o meno rilevanti e più o meno scontate.
      Sergio Marchionne procede invece a tutta velocità verso il passo successivo del suo piano finanziario: la quotazione della Ferrari a Piazza Affari. Operazione che serve a separare di fatto il Cavallino Rampante dal gruppo FCA, lasciandolo controllato sempre da quest'ultima. FCA ottiene dopo qualche mese quei 3 miliardi tanto desiderati da Ferrari, con l'aggiunta di sgravi dal punto di vista fiscale in quanto anche Ferrari ha spostato la sede amministrativa in Olanda. Per l'azienda Ferrari ora c'è l'arduo compito di ridurre il debito ricevuto e di mantenere il proprio valore sul mercato. Per l'amministratore delegato di FCA invece è il momento di riaprire le trattative con General Motors.
       
      Un paio di mesi dopo la quotazione presso la Borsa di Milano arrivano i primi risultati relativi all'anno 2015: vengono definiti come "i migliori di sempre", con un utile netto in forte crescita. Gli entusiasmi sono ancora una volta frenati dalle previsioni per l'anno 2016, che rivedono al ribasso gli utili e la disponibilità economica dell'azienda. La diretta conseguenza è sul processo per ripianare il debito,  in quanto questo procederà più lentamente del previsto. Il mercato non ha accolto bene questa notizia, che per sua natura valuta le possibilità di crescita di un'azienda nel breve e medio periodo. Il titolo perde velocemente valore fino a toccare il minimo di 31.66 dollari alla borsa di New York, lontano dai 52 dollari dal prezzo di vendita e da quei 60 dollari del prezzo obbiettivo. A Milano il titolo viene sospeso per eccesso di ribasso a causa di una inchiesta oltre oceano, che vede il gruppo FCA coinvolta in un problema al cambio elettronico su diversi modelli delle vetture del gruppo, per un più di 850.000 consegne afflitte da questo problema. Il mercato azionario lancia un segnale che mostra come i legami tra il gruppo FCA e la controllata Ferrari sono ancora evidenti malgrado la separazione avvenuta.
       
      Per la Scuderia Ferrari il mese di febbraio non vuol dire solo risultati finanziari, è soprattutto il periodo presentare la nuova monoposto: la SF16-H. Un nome e una livrea diversi dai precedenti per rompere ancora di più col passato, con quel periodo negativo della vecchia amministrazione che va rimosso in fretta dalla mente dei tifosi del cavallino e non rievocato.
      La presentazione in grande stile è stata trasmessa sia online che sulla tv satellitare e ha dato ampio risalto a tutte le caratteristiche tecniche, ma soprattutto alle speranze di vittoria e di lotta serrata per il mondiale. Sotto il profilo tecnico si evince uno sforzo notevole per recuperare quel gap con Mercedes in ogni settore e i dati della galleria del vento e del simulatore lo confermano. Non mancano nemmeno le dichiarazioni ottimiste dei piloti che si aspettano "una grande stagione" e di "lottare per la vittoria sin da subito."
       
      Pochi giorni dopo la presentazione la Ferrari è impegnata a Barcellona nei test pre-stagionali in una serie di giri veloci per testare le prestazioni della vettura, la nuova nata di casa Mercedes invece sceglie una strategia completamente diversa macinando più chilometri possibili per verificare l'affidabilità della vettura.
      Nel frattempo non si ferma il cammino del piano finanziario del presidente, che colloca il primo bond obbligazionario riservato ai grandi azionisti. Di nuovo un successo superiore alle attese in grado di portare nelle casse di Maranello 500 milioni di euro, che dovranno essere restituiti con gli interessi nel 2023. La richiesta di sei volte maggiore rispetto alla domanda ha fatto scendere l'interesse annuo che il Cavallino dovrà restituire alla scadenza del bond.
       
      Si avvicina l'inizio della stagione 2016. Tutto sembra pronto per tornare alla vetta. La Scuderia è completamente rinnovata. Il presidente ha terminato quel processo di pulizia perché, a suo modo di vedere, la Ferrari "non era né competitiva, né presentabile" rimarcando la distanza dalla vecchia gestione anche con le scelte tecniche della vettura di Formula 1. 
      Nel frattempo l'azienda Ferrari traccia le proprie linee guida a medio termine: ha come obbiettivo per l'anno 2019 l'azzeramento del debito ricevuto da FCA. Si pensa inoltre di aumentare la produzione di auto della casa di Maranello, qualora la situazione generale di mercato sia resa favorevole da una Ferrari vincente in Formula 1. Sergio Marchionne chiede di più alla Ferrari nella sua globalità, assicurando che tutte le Ferrari saranno prodotte nell'area di Modena. Un modo per non intaccare l'esclusività e il valore del marchio, simbolo del made in Italy.
       
      La vittoria per la Scuderia Ferrari diventa quindi un obbiettivo da centrare assolutamente, al pari di quelli finanziari ottenuti da Sergio Marchionne. Diventa obbligatorio essere "vincenti sin da subito" perché il piano finanziario non ammette una Ferrari seconda in campionato. Di conseguenza, se nel 2015 un insperato secondo posto era visto come la rinascita del Cavallino rampante, nel 2016 un secondo posto è una delusione perché l'obbiettivo è star davanti alla Mercedes.
       
      Dopo le prime gare si ha la sensazione che le richieste di vittoria a tutti i costi volute dal nuovo management abbiano portato qualche problema sia a livello tecnico per una vettura con componenti al limite, come ad esempio la turbina della vettura di Kimi Raikkonen in Australia o l'errore software che ha portato alla rottura della valvola del motore di Sebastian Vettel in Bahrain; a livello psicologico i due piloti in Cina, pur di sopravanzare la Mercedes di Rosberg al via, si toccano a vicenda compromettendo le prestazioni della vettura e della propria gara.
       
      Sergio Marchionne alla conclusione del GP dichiara che la partenza "non è stata da Ferrari" rincarando la dose con un "sono più imbarazzati loro che io" riferito ai piloti malgrado il secondo posto ottenuto da Sebastian Vettel. 
      La presenza del presidente ai box durante una gara si conferma, ironicamente, più come una sfortuna per la gara che uno stimolo ad aumentare il rendimento da parte di tutti i tecnici in loco. La presenza di Marchionne in Cina non è comunque figlia del solo evento in quel di Shanghai, ma anche del memorandum d'intesa per la costruzione del nuovo Ferrari Land sottoscritto da Ferrari assieme a due partner cinesi. Si tratterà di un parco molto simile a quello di Abu Dhabi con una location però ancora da decidere.
       
      L'aver intrecciato in modo così stretto la finanza alle prestazioni della Scuderia Ferrari potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, soprattutto per quest'ultima che si ritrova con una responsabilità che va ben oltre alla pista. Il mondo delle corse per Ferrari torna ad essere l'immagine di tutta l'azienda, dove una vittoria o una sconfitta hanno conseguenze che vanno ben oltre alle classifiche del mondiale di Formula 1.
    • By R18
      Dato che già  qualche voce sul mercato piloti in vista del 2016 ha iniziato a circolare, direi di aprire questa discussione che ci porterà  circa fino alla fine di questa stagione.
       
      Faccio qualche ipotesi su come potrebbero muoversi le squadre...
       
      Mercedes: Hamilton e Rosberg hanno già  il contratto firmato, la situazione mi sembra comunque simile a quella dell'anno scorso ossia che se nessuno dei due giunge ad una rottura improvvisa con la squadra, non si muove nessuno.
      Red Bull: la situazione qui mi sembra un po' nebulosa, perché Ricciardo non appare troppo intenzionato a continuare con una squadra che non trova la quadra sul motore Renault e dunque non può garantirgli una macchina competitiva. Kvyat a Montecarlo ha fatto bene e potrebbe avere concluso il suo apprendistato. Bisogna fare attenzione però, perché il vivaio Red Bull è sempre in fermento e i piloti Toro Rosso spingono forte.
      Williams: Massa si trova molto bene, mentre qualche voce vorrebbe Bottas al posto di Rà¤ikkà¶nen in Ferrari. Hanno un giovane come Lynn molto interessante e un'opzione potrebbe anche essere proprio Ricciardo in partenza dalla Red Bull. Molto meno probabile una promozione di Sutil da terzo pilota.
      Ferrari: oltre ovviamente a Vettel che non si tocca, si parla proprio di cosa farà  Rà¤ikkà¶nen l'anno prossimo, proseguirà  in rosso o smetterà ? Nel secondo caso, Bottas sembra il nome in pole position per la sostituzione, a meno di grosse sorprese.
      McLaren: dando per scontata la riconferma dei piloti Mercedes, Alonso dovrebbe restare a Woking a meno di "mal di pancia" dell'asturiano. Stessa cosa per Button. Non dobbiamo però dimenticare che parliamo di un 34enne e di un 35enne, che potrebbero decidere di uscire dalla Formula 1 da un momento all'altro, considerando la scarsissima competitività  del mezzo che guidano. Nel caso, Magnussen e Vandoorne sono prontissimi a scendere in campo.
      Force India: proprio in questi giorni, Mallya ha dichiarato l'intenzione di confermare entrambi i piloti. Sicuramente sul fronte Hà¼lkenberg dovrà  fronteggiare la Porsche che quest'anno lo ha portato in gara a Spa e lo rimetterà  in pista a Le Mans, mentre per Pérez l'affare dovrebbe essere un attimino più semplice. Anche gli indiani hanno uno junior team, ossia la Hilmer GP2, che al momento schiera Yelloly e Cecotto (), quindi non proprio delle certezze. Più probabile che si peschi altrove, eventualmente.
      Toro Rosso: Sainz e Verstappen hanno dimostrato di avere la stoffa e di meritare il posto in Formula 1. Certo la situazione in Red Bull non appare così stabile come sembra, e in caso di promozione di uno dei due piloti sarebbe quasi certo l'approdo di Gasly nel team di Faenza.
      Lotus: al di là  delle tante sfortune, Maldonado continua a convincere poco e solo una valigia bella corposa potrebbe tenerlo a galla. I test driver non sembrano essere all'altezza di un posto in Formula 1, quindi in caso di una sostituzione vale all'incirca il discorso fatto per la Force India. Da valutare anche Grosjean, in una squadra che ormai di francese non ha più nulla.
      Manor: portando a termine la stagione, la squadra inglese si porterebbe a casa un bel gruzzoletto che aiuterebbe ad affrontare il 2016 più serenamente. Inoltre si parla di un legame con McLaren per diventare lo junior team di Woking, e a quel punto un giovane come Vandoorne sarebbe pressoché assicurato alla corte di Booth e Lowdon.
      Sauber: la squadra svizzera si venderà con tutta probabilità  al miglior offerente, proprio come quest'anno. Nasr sembra portare una bella somma di denaro oltre ad una buona competitività , e anche Ericsson non sta correndo tutto sommato male oltre ad avere la Olsbergs alle spalle. Dipenderà  tutto dall'interesse di altri piloti e dalle loro rispettive valigie.
      Haas: dando per assodato che la nuova scuderia americana sarà  la "valvola di sfogo" della FDA, potrebbe essere un luogo sicuro dove portare al debutto vero e proprio Raffaele Marciello. Al suo fianco è possibile che ci sia uno statunitense, e a quel punto il nome più immediato sarebbe Alexander Rossi, ma non scordiamoci del giovane Stroll, canadese e anch'egli pilota Ferrari.
       
       
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