Jump to content
Advertisement
GLI ULTIMI ARTICOLI
Advertisement

Mercato F1 2017


R18
 Share

Recommended Posts

Il 15/7/2016 at 17:07 , alessandrosecchi ha scritto:

E poi c'è gente che si ferma ai Kart perché non ha soldi

sempre detto che il motorsport a quattro ruote è lo sport dove i professionisti sono di livello più basso che negli altri sport perchè il fattore denaro è troppo importante cosa che non è in sport meno esosi dal punto di vista economico, già nelle moto per me il livello è molto più alto...

  • Like 1
Link to comment
Share on other sites

1 ora fa, Muresan80 ha scritto:

sempre detto che il motorsport a quattro ruote è lo sport dove i professionisti sono di livello più basso che negli altri sport perchè il fattore denaro è troppo importante cosa che non è in sport meno esosi dal punto di vista economico, già nelle moto per me il livello è molto più alto...

Vero, ma quello che mi sono sempre chiesto è: perchè uno sponsor dovrebbe scegliere un ricco ma scarso, rispetto ad un povero ma bravo, se tanto i soldi li mette lo sponsor?

Link to comment
Share on other sites

Vero, ma quello che mi sono sempre chiesto è: perchè uno sponsor dovrebbe scegliere un ricco ma scarso, rispetto ad un povero ma bravo, se tanto i soldi li mette lo sponsor?



Un mio amico fa gare amatoriali in kart e costano qualcosa come 400 euro a weekend , come farebbe uno normale a correre per emergere in competizioni di livello ? Dovrebbe essere davvero un fenomeno è trovare qualcuno che finanzi , poi per il resto ti ha già risposto kitt.


Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk e scritto dalle mie dita.
Link to comment
Share on other sites

Semmai bisognerebbe chiedersi come mai, spesso e volentieri, sponsor o ricconi vari (escludendo il discorso padre/figlio, naturalmente) si incaponiscano a finanziare delle emerite pippe al posto di piloti promettenti o evidenti campioncini in erba. Vedi ad esempio un Gutierrez che è sostenuto da tipo l'uomo più ricco del pianeta ed è arrivato addirittura alle porte di Maranello, pur essendo con ogni evidenza un fermone senza la minima speranza. :asd: Gli stessi sponsor dovrebbero avere interesse a finanziare gente di talento, non quelli scarsi.

Link to comment
Share on other sites

5 minuti fa, Schumy81 ha scritto:

Semmai bisognerebbe chiedersi come mai, spesso e volentieri, sponsor o ricconi vari (escludendo il discorso padre/figlio, naturalmente) si incaponiscano a finanziare delle emerite pippe al posto di piloti promettenti o evidenti campioncini in erba. Vedi ad esempio un Gutierrez che è sostenuto da tipo l'uomo più ricco del pianeta ed è arrivato addirittura alle porte di Maranello, pur essendo con ogni evidenza un fermone senza la minima speranza. :asd: Gli stessi sponsor dovrebbero avere interesse a finanziare gente di talento, non quelli scarsi.

Quelli che sponsorizzano Gutiérrez sono anche gli stessi di Pérez, quindi non è che abbiano solo degli "scarsi" sotto. 

Comunque in Messico non ci sarà tutto questo vivaio di fenomeni, ma se hanno deciso di creare un campionato di Formula 4 con regolamento FIA evidentemente anche loro credono nel motorsport...

  • Like 1
Link to comment
Share on other sites

6 ore fa, Kitt ha scritto:

E chi è che porta lo sponsor?

 

Effettivamente....eppure qualcosa continua a non tornarmi, per cui condivido il pensiero di Schumy81. Cioè come sia possibile che un pilota evidentemente non a livelli di altri, continui ad essere sponsorizzato. Davvero solo la nazionalità può pesare più dell'abilità per uno sponsor?

Link to comment
Share on other sites

Scusate ma perché al posto di giocare a calcio basket Playstation non avere corso con il kart ? Io a 13 anni volevo ma poi mi sono informato sui costi e mi vergognavo a chiedere a mio padre quei soldi e mio nonno fu due volte campione italiano gli agganci c'erano pure , ma non me la sono sentita di chiedere a mio padre un esborso tale quando per giocare a basket c'era solo il costo delle Air Jordan...


Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk e scritto dalle mie dita.

  • Like 1
Link to comment
Share on other sites

La faccio breve , un figlio di due impiegati può diventare una stella del basket , della boxe, della pallavolo , atletica ,del calcio , mentre non potrebbe nemmeno iniziare a correre in kart a meno di sacrifici inimmaginabili dei genitori , non mi sembra un concetto difficile da capire .


Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk e scritto dalle mie dita.

  • Like 1
Link to comment
Share on other sites

15 minuti fa, Muresan80 ha scritto:

La faccio breve , un figlio di due impiegati può diventare una stella del basket , della boxe, della pallavolo , atletica ,del calcio , mentre non potrebbe nemmeno iniziare a correre in kart a meno di sacrifici inimmaginabili dei genitori , non mi sembra un concetto difficile da capire .
Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk e scritto dalle mie dita.

Una mia ex collega ha un figlio che corre, ha 9 anni. Dopo anni di sacrifici sono arrivati a spendere 400€ a gara per farlo correre e alla fine di quest'anno, a meno di miracoli, dovranno smettere. Lui ha vinto un bordello di gare ma non possono andare avanti così.

Io sto cercando di contattare un po' di gente per farlo almeno guardare e capire se c'è possibilità di trovare un piccolo sponsor, se non per salire di livello quanto meno per continuare così, ma è durissima.

E' uno sport per ricchi, e questo non premia certo la qualità ma la quantità (di sghei)

  • Like 2
Link to comment
Share on other sites

Il 22/7/2016 at 11:40 , Sikander ha scritto:

Vero, ma quello che mi sono sempre chiesto è: perchè uno sponsor dovrebbe scegliere un ricco ma scarso, rispetto ad un povero ma bravo, se tanto i soldi li mette lo sponsor?

 

Perché molto spesso sponsor e pilota sono collegati da legami familiari/amicizie/motivi politici/ecc....

 

Nel caso specifico di Stroll, il papi è semplicemente uno degli uomini più ricchi del pianeta. Questo è il grande grandissimo talento del futuro pilota della Williams...

  • Like 4
Link to comment
Share on other sites

A questo punto però mi piace ricordare che nessuno degli attuali campioni del mondo presenti nel circus aveva alle spalle una famiglia particolarmente agiata, in quei casi il talento ed i risultati in pista hanno prevalso ed oggi sono lì dove meritano di stare.

  • Like 2
Link to comment
Share on other sites

A questo punto però mi piace ricordare che nessuno degli attuali campioni del mondo presenti nel circus aveva alle spalle una famiglia particolarmente agiata, in quei casi il talento ed i risultati in pista hanno prevalso ed oggi sono lì dove meritano di stare.



Si sono mosche bianche e le eccezioni che confermano la regola , anche Trulli, Fisichella , Alesi, Schumacher, Prost ad esempio le famiglie hanno rischiato ed erano talmente forti che hanno trovato qualcuno che investisse su di loro ma il rapporto e di 1-100 diciamo . Max Biaggi, Marco Simoncelli anche loro non venivano da famiglie ricche ma le moto sono più abbordabili delle quattro ruote .


Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk e scritto dalle mie dita.
  • Like 2
Link to comment
Share on other sites

13 ore fa, Schumy81 ha scritto:

A questo punto però mi piace ricordare che nessuno degli attuali campioni del mondo presenti nel circus aveva alle spalle una famiglia particolarmente agiata, in quei casi il talento ed i risultati in pista hanno prevalso ed oggi sono lì dove meritano di stare.

Oltre a talento e risultati io ci aggiungerei anche fortuna...tanta...

 

Link to comment
Share on other sites

Il 22/7/2016 at 14:50 , Schumy81 ha scritto:

Semmai bisognerebbe chiedersi come mai, spesso e volentieri, sponsor o ricconi vari (escludendo il discorso padre/figlio, naturalmente) si incaponiscano a finanziare delle emerite pippe al posto di piloti promettenti o evidenti campioncini in erba. Vedi ad esempio un Gutierrez che è sostenuto da tipo l'uomo più ricco del pianeta ed è arrivato addirittura alle porte di Maranello, pur essendo con ogni evidenza un fermone senza la minima speranza. :asd: Gli stessi sponsor dovrebbero avere interesse a finanziare gente di talento, non quelli scarsi.

Molto probabilmente il mondo non pullula di Ayrton Senna ad ogni angolo che..."se avessero i soldi"...

Link to comment
Share on other sites

Vero albi...ma senna non è nato senna...ha sempre lavorato x diventare senna...e ora come ora se non hai soldi non puoi diventare non dico senna ma neanche maldonado

Inviato dal mio GT-I9195 utilizzando Tapatalk

Link to comment
Share on other sites

  • 2 months later...

Secondo Autosport, il rinnovo di Bottas con Williams sarebbe reso difficoltoso da una richiesta d'aumento d'ingaggio da parte del finlandese. Si sono quindi avviati contatti tra lo stesso Bottas e Renault, che potrebbe così affiancarlo a Hülkenberg. A Grove, assieme al quasi confermato Lance Stroll, potrebbe arrivare addirittura Wehrlein, oppure uno tra i due piloti in uscita da Renault. In Force India si parla invece di Ocon come futuro compagno di squadra di Pérez.

  • Like 4
Link to comment
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
 Share


  • Upcoming Events

  • Similar Content

    • By Osrevinu
      https://www.news.com.au/sport/motorsport/formula-one/bombshell-report-claims-daniel-ricciardo-on-ferrari-wish-list/news-story/e5a19302d26c82d85cfd446d6b47ddb6
    • By Captain Blood
      Motorsport da per certo l'addio a Raikkonen sulla Rossa a fine anno e l'arrivo di Leclerc. Ricciardo sarebbe stato rifiutato per il costo elevato richiesto ed è in trattativa con Mercedes e McLaren. 
    • By R18
      Sono passate solo tre gare ma direi che si può già benissimo parlare di mercato, gli argomenti non mancano 
      Comincerei, come sempre, con un veloce recap per ogni team.
      Mercedes: il caso Bottas è già scoppiato. Traghettatore, futuro zerbino o, addirittura, futuro caposquadra? Sappiamo che Valtteri ha un solo anno di contratto, nelle prime tre gare è andato molto a targhe alterne passando in breve dal testacoda cinese in regime di Safety Car alla bella pole in Bahrain, dalla buona corsa in Australia alle difficoltà di ieri. Logica vuole che a fine anno possa già essere accantonato, ma Mercedes vorrà davvero due prime guide? O rimarrà per fare da secondo a Hamilton? O, magari, Wolff farà valere il suo peso all'interno del team promuovendo il suo pilota addirittura a futuro del team? Io, onestamente, ora come ora sono a metà via tra le prime due opzioni proposte all'inizio. Chi potrebbe dunque sostituire Bottas, nell'ipotesi che il team anglo-tedesco voglia qualcun altro? Un'altra prima guida come Alonso, un giovane come Ocon o Wehrlein o qualche altro secondo pilota? Improbabile, invece, che possa essere Hamilton ad andarsene, la sua posizione è ben differente rispetto all'anno scorso.
      Red Bull: il duo Verstappen-Ricciardo è con tutta probabilità il migliore dello schieramento e tutto sembrerebbe portare alla conferma. Ma per Ricciardo si sono già fatte vive le prime sirene Ferrari, che potrebbero portare alla riproposizione della sfida con Vettel. In tal caso sarebbe scontata la promozione di uno dei due piloti della Toro Rosso.
      Ferrari: posto lo status d'acciaio di Vettel, visto anche il decadimento dell'unico punto di domanda possibile ad inizio stagione (ossia la bontà della SF70-H), si è già riaperta la questione Räikkönen. Il finlandese ora sembra essere davvero agli sgoccioli della sua carriera in Rosso e, probabilmente, anche in Formula 1. Come detto sopra, Ricciardo potrebbe essere ben visto a Maranello, ma c'è anche quell'Antonio Giovinazzi entrato in squadra direttamente come terzo pilota e messo già alla prova in Sauber, con un buon Gran Premio d'Australia e una prova in Cina meno esaltante. Probabilmente Giovinazzi non è ancora pronto a correre da titolare per il Cavallino, ma potrebbero esserci ben poche alternative qualora non Ricciardo non dovesse accettare.
      Force India: presto per parlare del team indiano, che potrebbe verosimilmente rinnovare la fiducia ai due piloti attualmente all'interno del team. Pérez ormai è di casa e Ocon si sta comportando bene anche nello status di pilota Mercedes.
      Williams: la situazione è strana. La posizione di Stroll è incrollabile (con buona pace di chi lo vede già fuori, a maggior ragione se sostituito dal pensionato Rosberg) e l'ex ritirato Massa sembra comunque in buona forma. Ma davvero Massa vorrà proseguire ancora? Mercedes potrebbe imporre uno dei suoi piloti, magari proprio Wehrlein se non dovesse finire nel team ufficiale.
      McLaren: e qui si ride. Vandoorne, appena arrivato come titolare dopo tante fatiche, difficilmente si sposterà da dove è ora. Ben diverso il discorso riguardante Alonso, che pare praticamente certo di lasciare il team a fine stagione se non addirittura a campionato in corso. Improbabile, per chi scrive, un ritorno di Button in queste condizioni di competitività, più probabile che a Woking si peschi altrove: escludendo quella che sarebbe un'incredibile, quanto probabilmente affrettata, promozione di Nyck de Vries dalla Formula 2, potrebbe essere Honda a imporre un suo pilota, verosimilmente quel Nobuharu Matsushita che corre nella categoria cadetta da ormai tre anni come membro del programma giovani della Casa nipponica. Ma la stessa Honda è un punto di domanda, perché McLaren avrebbe tutte le ragioni per non rinnovare il contratto con i giapponesi, e a quel punto la questione piloti diventerebbe ancora più incerta.
      Toro Rosso: ci si riaggancia al discorso Red Bull, da cui la squadra di Faenza dipende al 100%. Qualora Ricciardo dovesse fare le valigie, sarebbe lotta per la successione tra Sainz e Kvyat. E mi permetto di aggiungere che l'eventuale sconfitto avrebbe ben poche ragioni per continuare anche in Toro Rosso. Dunque darei per certo il debutto di Pierre Gasly, che sta seguendo il percorso giapponese di Vandoorne per mantenere l'abitudine alle gare, mentre gli altri giovani Red Bull sono probabilmente ancora... troppo giovani.
      Haas: non so quale possa essere ancora il rapporto con Ferrari, visto come si è concluso il rapporto tra gli americani e Gutiérrez (che ad ogni modo non rientra più nemmeno nei programmi del Cavallino), ma verrebbe quasi spontaneo pensare ad un approdo di Giovinazzi qui dall'anno prossimo. Se il pugliese dovesse riuscire a fare il colpaccio arrivando subito in prima squadra, a spingere da dietro per la FDA c'è Charles Leclerc, giovane molto veloce che ha debuttato alla grande in Formula 2. Probabile la conferma di uno tra Grosjean e Magnussen: se il francese continua a svolgere bene il proprio lavoro, il 2017 è partito invece molto male per il danese, che dovrà darsi una bella svegliata nelle prossime gare.
      Renault: il progetto Hülkenberg sembrerebbe avere basi molto solide. Meno solido invece è Jolyon Palmer, troppo altalenante con tendenza al "basso". Il terzo pilota degli anglo-francesi è il veloce Sergey Sirotkin, che potrebbe potenzialmente formare una bella coppia con il tedesco se non dovesse pagare troppo questo anno praticamente sabbatico.
      Sauber: il futuro degli svizzeri è incertissimo. Se, malauguratamente, il progetto Honda dovesse dilungarsi, i giapponesi avrebbero già cominciato a pensare a questa squadra come un possibile "junior team" dove dirottare almeno un loro pilota, oltre a darle una mano dal punto di vista economico. La scelta dei piloti dipenderà esclusivamente da questo.
    • By djbill
      Premessa: mi son divertito a riassumere una serie di articoli usciti in quest'ultimo periodo sulla nuova fase finanziaria della Ferrari. L'intento non è quello di produrre un'analisi economica dettagliata, ma far vedere quanto sia cambiata l'azienda Ferrari. Ringrazio Alessandro per aver "sistemato" il testo
      --
      La pressione della finanza sulla Scuderia Ferrari
       
      Siamo all'inizio del mese di ottobre, manca poco alla quotazione in borsa della Ferrari a Wall Street. Il campionato è saldamente nelle mani della Mercedes sia per quanto riguarda quello costruttori, sia per quello piloti con Lewis Hamilton. La Ferrari invece è avviata verso la conclusione di un anno positivo vista la riorganizzazione avvenuta sotto il profilo tecnico e manageriale della Scuderia. Dopo una stagione disastrosa in termini di risultati come quella del 2014 Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, sotto la guida di Maurizio Arrivabene, si confermano come la seconda forza del mondiale, in grado di agguantare il podio e di sfruttare le poche occasioni che sono concesse dagli avversari. Figure come l'ex-presidente Montezemolo, i direttori sportivi Domenicali e Mattiacci, il pilota Fernando Alonso sono già un lontano ricordo.
       
      L'attenzione per la Ferrari nei quotidiani, soprattutto quelli economici, è rivolta principalmente al prezzo della quotazione in borsa ed il conseguente valore totale che avrà sul mercato l'azienda. In particolare, alcuni quotidiani si concentrano sulla strategia ad ampio raggio messa in atto dall'amministratore delegato di FCA e presidente della Ferrari Sergio Marchionne.
      In sintesi, Marchionne è in trattativa per una fusione del gruppo FCA con General Motors: l'ex-FIAT però, pur cambiando nome, sede amministrativa e sede legale, ha sempre un debito residuo molto alto, stimato in circa 8 miliardi, il quale impedisce un buon fine per qualsiasi proposta fatta dall'amministratore delegato. Per ridurre il debito di FCA si pensa di trasferire parte del debito, per una cifra di 3 miliardi, alla Ferrari: poco meno di due miliardi costituiranno un passivo da recuperare nei prossimi anni principalmente grazie alla vendita delle automobili di lusso, il rimanente verrà recuperato grazie alla quotazione in borsa del 10% della Ferrari stessa. In questo modo FCA riuscirà a ridurre in modo consistente il proprio debito per tornare competitiva nelle contrattazioni.
      Il 21 ottobre 2015 Marchionne riesce nel suo intento nel migliore dei modi. Quota la Ferrari in borsa al NYSE col ticket RACE al massimo del prezzo indicato nell'intervallo nelle operazioni preliminari: 52 dollari per azione. La diretta conseguenza è che il mercato attribuisce a Ferrari un valore di circa 10 miliardi di dollari, la quale incassa dalla vendita delle azioni 982,4 milioni di euro. Tutto in linea con quanto preventivato, nonostante i dubbi sollevati per una operazione votata esclusivamente a favore del gruppo FCA.
       
      Passa qualche settimana. Il campionato del mondo di Formula 1 è ancora in corso. Lewis Hamilton si conferma campione e la Ferrari cerca di portare a casa il maggior numero di punti possibili per provare a chiudere la stagione con il secondo posto nella classifica piloti: si ritrova, però, a dover lottare con un Nico Rosberg rinato.
      Nel frattempo a Wall Street gli entusiasmi dall'operazione di vendita calano, il titolo RACE al NYSE scende sotto il prezzo di vendita: nulla di preoccupante in quanto i pareri delle banche restano ottimisti per un veloce recupero, fissando un prezzo target che va dai 60 ai 64 dollari.
      Il campionato di F1 giunge alla sua conclusione. Si archivia un'annata che ha visto una Ferrari come la seconda forza del mondiale. Ora gli sforzi sono concentrati sulla vettura per la nuova stagione, circondata da un brusio di contorno su alcune particolari scelte tecniche più o meno rilevanti e più o meno scontate.
      Sergio Marchionne procede invece a tutta velocità verso il passo successivo del suo piano finanziario: la quotazione della Ferrari a Piazza Affari. Operazione che serve a separare di fatto il Cavallino Rampante dal gruppo FCA, lasciandolo controllato sempre da quest'ultima. FCA ottiene dopo qualche mese quei 3 miliardi tanto desiderati da Ferrari, con l'aggiunta di sgravi dal punto di vista fiscale in quanto anche Ferrari ha spostato la sede amministrativa in Olanda. Per l'azienda Ferrari ora c'è l'arduo compito di ridurre il debito ricevuto e di mantenere il proprio valore sul mercato. Per l'amministratore delegato di FCA invece è il momento di riaprire le trattative con General Motors.
       
      Un paio di mesi dopo la quotazione presso la Borsa di Milano arrivano i primi risultati relativi all'anno 2015: vengono definiti come "i migliori di sempre", con un utile netto in forte crescita. Gli entusiasmi sono ancora una volta frenati dalle previsioni per l'anno 2016, che rivedono al ribasso gli utili e la disponibilità economica dell'azienda. La diretta conseguenza è sul processo per ripianare il debito,  in quanto questo procederà più lentamente del previsto. Il mercato non ha accolto bene questa notizia, che per sua natura valuta le possibilità di crescita di un'azienda nel breve e medio periodo. Il titolo perde velocemente valore fino a toccare il minimo di 31.66 dollari alla borsa di New York, lontano dai 52 dollari dal prezzo di vendita e da quei 60 dollari del prezzo obbiettivo. A Milano il titolo viene sospeso per eccesso di ribasso a causa di una inchiesta oltre oceano, che vede il gruppo FCA coinvolta in un problema al cambio elettronico su diversi modelli delle vetture del gruppo, per un più di 850.000 consegne afflitte da questo problema. Il mercato azionario lancia un segnale che mostra come i legami tra il gruppo FCA e la controllata Ferrari sono ancora evidenti malgrado la separazione avvenuta.
       
      Per la Scuderia Ferrari il mese di febbraio non vuol dire solo risultati finanziari, è soprattutto il periodo presentare la nuova monoposto: la SF16-H. Un nome e una livrea diversi dai precedenti per rompere ancora di più col passato, con quel periodo negativo della vecchia amministrazione che va rimosso in fretta dalla mente dei tifosi del cavallino e non rievocato.
      La presentazione in grande stile è stata trasmessa sia online che sulla tv satellitare e ha dato ampio risalto a tutte le caratteristiche tecniche, ma soprattutto alle speranze di vittoria e di lotta serrata per il mondiale. Sotto il profilo tecnico si evince uno sforzo notevole per recuperare quel gap con Mercedes in ogni settore e i dati della galleria del vento e del simulatore lo confermano. Non mancano nemmeno le dichiarazioni ottimiste dei piloti che si aspettano "una grande stagione" e di "lottare per la vittoria sin da subito."
       
      Pochi giorni dopo la presentazione la Ferrari è impegnata a Barcellona nei test pre-stagionali in una serie di giri veloci per testare le prestazioni della vettura, la nuova nata di casa Mercedes invece sceglie una strategia completamente diversa macinando più chilometri possibili per verificare l'affidabilità della vettura.
      Nel frattempo non si ferma il cammino del piano finanziario del presidente, che colloca il primo bond obbligazionario riservato ai grandi azionisti. Di nuovo un successo superiore alle attese in grado di portare nelle casse di Maranello 500 milioni di euro, che dovranno essere restituiti con gli interessi nel 2023. La richiesta di sei volte maggiore rispetto alla domanda ha fatto scendere l'interesse annuo che il Cavallino dovrà restituire alla scadenza del bond.
       
      Si avvicina l'inizio della stagione 2016. Tutto sembra pronto per tornare alla vetta. La Scuderia è completamente rinnovata. Il presidente ha terminato quel processo di pulizia perché, a suo modo di vedere, la Ferrari "non era né competitiva, né presentabile" rimarcando la distanza dalla vecchia gestione anche con le scelte tecniche della vettura di Formula 1. 
      Nel frattempo l'azienda Ferrari traccia le proprie linee guida a medio termine: ha come obbiettivo per l'anno 2019 l'azzeramento del debito ricevuto da FCA. Si pensa inoltre di aumentare la produzione di auto della casa di Maranello, qualora la situazione generale di mercato sia resa favorevole da una Ferrari vincente in Formula 1. Sergio Marchionne chiede di più alla Ferrari nella sua globalità, assicurando che tutte le Ferrari saranno prodotte nell'area di Modena. Un modo per non intaccare l'esclusività e il valore del marchio, simbolo del made in Italy.
       
      La vittoria per la Scuderia Ferrari diventa quindi un obbiettivo da centrare assolutamente, al pari di quelli finanziari ottenuti da Sergio Marchionne. Diventa obbligatorio essere "vincenti sin da subito" perché il piano finanziario non ammette una Ferrari seconda in campionato. Di conseguenza, se nel 2015 un insperato secondo posto era visto come la rinascita del Cavallino rampante, nel 2016 un secondo posto è una delusione perché l'obbiettivo è star davanti alla Mercedes.
       
      Dopo le prime gare si ha la sensazione che le richieste di vittoria a tutti i costi volute dal nuovo management abbiano portato qualche problema sia a livello tecnico per una vettura con componenti al limite, come ad esempio la turbina della vettura di Kimi Raikkonen in Australia o l'errore software che ha portato alla rottura della valvola del motore di Sebastian Vettel in Bahrain; a livello psicologico i due piloti in Cina, pur di sopravanzare la Mercedes di Rosberg al via, si toccano a vicenda compromettendo le prestazioni della vettura e della propria gara.
       
      Sergio Marchionne alla conclusione del GP dichiara che la partenza "non è stata da Ferrari" rincarando la dose con un "sono più imbarazzati loro che io" riferito ai piloti malgrado il secondo posto ottenuto da Sebastian Vettel. 
      La presenza del presidente ai box durante una gara si conferma, ironicamente, più come una sfortuna per la gara che uno stimolo ad aumentare il rendimento da parte di tutti i tecnici in loco. La presenza di Marchionne in Cina non è comunque figlia del solo evento in quel di Shanghai, ma anche del memorandum d'intesa per la costruzione del nuovo Ferrari Land sottoscritto da Ferrari assieme a due partner cinesi. Si tratterà di un parco molto simile a quello di Abu Dhabi con una location però ancora da decidere.
       
      L'aver intrecciato in modo così stretto la finanza alle prestazioni della Scuderia Ferrari potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, soprattutto per quest'ultima che si ritrova con una responsabilità che va ben oltre alla pista. Il mondo delle corse per Ferrari torna ad essere l'immagine di tutta l'azienda, dove una vittoria o una sconfitta hanno conseguenze che vanno ben oltre alle classifiche del mondiale di Formula 1.
    • By R18
      Dato che già  qualche voce sul mercato piloti in vista del 2016 ha iniziato a circolare, direi di aprire questa discussione che ci porterà  circa fino alla fine di questa stagione.
       
      Faccio qualche ipotesi su come potrebbero muoversi le squadre...
       
      Mercedes: Hamilton e Rosberg hanno già  il contratto firmato, la situazione mi sembra comunque simile a quella dell'anno scorso ossia che se nessuno dei due giunge ad una rottura improvvisa con la squadra, non si muove nessuno.
      Red Bull: la situazione qui mi sembra un po' nebulosa, perché Ricciardo non appare troppo intenzionato a continuare con una squadra che non trova la quadra sul motore Renault e dunque non può garantirgli una macchina competitiva. Kvyat a Montecarlo ha fatto bene e potrebbe avere concluso il suo apprendistato. Bisogna fare attenzione però, perché il vivaio Red Bull è sempre in fermento e i piloti Toro Rosso spingono forte.
      Williams: Massa si trova molto bene, mentre qualche voce vorrebbe Bottas al posto di Rà¤ikkà¶nen in Ferrari. Hanno un giovane come Lynn molto interessante e un'opzione potrebbe anche essere proprio Ricciardo in partenza dalla Red Bull. Molto meno probabile una promozione di Sutil da terzo pilota.
      Ferrari: oltre ovviamente a Vettel che non si tocca, si parla proprio di cosa farà  Rà¤ikkà¶nen l'anno prossimo, proseguirà  in rosso o smetterà ? Nel secondo caso, Bottas sembra il nome in pole position per la sostituzione, a meno di grosse sorprese.
      McLaren: dando per scontata la riconferma dei piloti Mercedes, Alonso dovrebbe restare a Woking a meno di "mal di pancia" dell'asturiano. Stessa cosa per Button. Non dobbiamo però dimenticare che parliamo di un 34enne e di un 35enne, che potrebbero decidere di uscire dalla Formula 1 da un momento all'altro, considerando la scarsissima competitività  del mezzo che guidano. Nel caso, Magnussen e Vandoorne sono prontissimi a scendere in campo.
      Force India: proprio in questi giorni, Mallya ha dichiarato l'intenzione di confermare entrambi i piloti. Sicuramente sul fronte Hà¼lkenberg dovrà  fronteggiare la Porsche che quest'anno lo ha portato in gara a Spa e lo rimetterà  in pista a Le Mans, mentre per Pérez l'affare dovrebbe essere un attimino più semplice. Anche gli indiani hanno uno junior team, ossia la Hilmer GP2, che al momento schiera Yelloly e Cecotto (), quindi non proprio delle certezze. Più probabile che si peschi altrove, eventualmente.
      Toro Rosso: Sainz e Verstappen hanno dimostrato di avere la stoffa e di meritare il posto in Formula 1. Certo la situazione in Red Bull non appare così stabile come sembra, e in caso di promozione di uno dei due piloti sarebbe quasi certo l'approdo di Gasly nel team di Faenza.
      Lotus: al di là  delle tante sfortune, Maldonado continua a convincere poco e solo una valigia bella corposa potrebbe tenerlo a galla. I test driver non sembrano essere all'altezza di un posto in Formula 1, quindi in caso di una sostituzione vale all'incirca il discorso fatto per la Force India. Da valutare anche Grosjean, in una squadra che ormai di francese non ha più nulla.
      Manor: portando a termine la stagione, la squadra inglese si porterebbe a casa un bel gruzzoletto che aiuterebbe ad affrontare il 2016 più serenamente. Inoltre si parla di un legame con McLaren per diventare lo junior team di Woking, e a quel punto un giovane come Vandoorne sarebbe pressoché assicurato alla corte di Booth e Lowdon.
      Sauber: la squadra svizzera si venderà con tutta probabilità  al miglior offerente, proprio come quest'anno. Nasr sembra portare una bella somma di denaro oltre ad una buona competitività , e anche Ericsson non sta correndo tutto sommato male oltre ad avere la Olsbergs alle spalle. Dipenderà  tutto dall'interesse di altri piloti e dalle loro rispettive valigie.
      Haas: dando per assodato che la nuova scuderia americana sarà  la "valvola di sfogo" della FDA, potrebbe essere un luogo sicuro dove portare al debutto vero e proprio Raffaele Marciello. Al suo fianco è possibile che ci sia uno statunitense, e a quel punto il nome più immediato sarebbe Alexander Rossi, ma non scordiamoci del giovane Stroll, canadese e anch'egli pilota Ferrari.
       
       
      Vediamo cosa succederà  da qui a novembre/dicembre...
  • Popular Contributors

×
×
  • Create New...