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Chiedo scusa per la schiettezza, ma cosa ha dimostrato Bottas quest'anno per chiedere un rialzo dell'ingaggio?  Mi dispiace vedere che Renault non voglia tenere Magnussen, peccato ._.

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È che sto annusando un'opportunità per il Male e mi sta risalendo l'ormone come non capitava da tempo. Sigh.

 

Eh, si vede... :asd: visto che ancora, dopo 10 anni, si riconduce tutto esclusivamente alle parole di Dennis dopo la penultima gara o alla sua reazione in Ungheria senza valutare la situazione nella sua completezza (per quello che possiamo saperne o abbiamo visto, s' intende visto che ci sarebbe di mezzo anche la spina Spy story...ma lasciamo stare)...e gli approfondimenti quali sarebbero? :asd:

Estrapolare 2 situazioni favorevoli alla propria "causa" senza considerare il resto?

In effetti in Ungheria doveva essere contento dell' ostruzione e della platealità della cosa in mondo visione, da parte del campione in carica nei confronti del rookie debuttante...con quella mossa, Alonso, passò dalla parte della ragione a quella del torto (e non era nemmeno la prima volta che sclerava in maniera così evidente...vedi Indianapolis dove iniziarono i malumori appena il debuttante cominciò ad essere duro)

E la famosa frase che disse Dennis dopo la penultima gara è il classico appiglio che hanno i fan di Alonso per giustificare la sua non vittoria, chiamiamola così...in una situazione nella quale lo spagnolo era ormai un ex pilota Mclaren, partente sicuro a fine stagione, mentre l' altro era il futuro certo della scuderia...in una situazione di classifica dove il primo, ma purtroppo non unico avversario di Hamilton era proprio lo spagnolo distaccato di 12 punti, prima della gara, con 20 punti in totali ancora in palio...spagnolo che non fu affatto boicottato da parte del team (come a volte sottintende qualcuno), altrimenti, per approfondire, mi spieghi com'è possibile che dall' Ungheria in poi, lo spagnolo arrivò sempre davanti al suo compagno e senza il botto al Fuji avrebbe probabilmente vinto il titolo...

E meno male che sono i fan di Hamilton quelli che guardano ciò che gli fa comodo, facendo finta del resto...ah Nameless, eddai :asd:

 

Edited by Kitt
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Temo che bisogna prendere un top driver .. Hamilton non so se rinnoverà il contratto, qualcosa si è rotto. A meno di non cercare di recuperare le cose con in pilota tranquillo a fianco di Lewis, potrebbe essere Pascal. 

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Io ci sto sperando forte, in Alonso in Mercedes. Credo sia l'unica scelta che possa salvare la categoria da ulteriori stagioni di noia assoluta, forse anche peggio delle ultime, qualora la Merc dovesse mantenere (e secondo me è probabile) la superiorità attuale anche nel prossimo futuro. 

 

Sinceramente però la vedo dura, per svariati motivi. Però voglio sperarci lo stesso, almeno finchè non arriverà un annuncio ufficiale.

Edited by Schumy81
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Il 06/12/2016 at 11:45 , Kitt ha scritto:

Non credo...è troppo "odiato" per essere considerato un' ipotesi stuzzicante
 

 

23 ore fa, Schumy81 ha scritto:

Alè, ecco l'ultima: i ferraristi odiano Hamilton. :sisi:

Be' i soliti noti hanno fatto un casino pazzesco perchè non era all'evento di Autosport dove hanno premiato Rosberg, accusandolo di non si sa che... Hamilton intanto era in Finlandia al funerale di Aki Hintsa.

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13 ore fa, AmanteMercedes ha scritto:

Temo che bisogna prendere un top driver .. Hamilton non so se rinnoverà il contratto, qualcosa si è rotto. A meno di non cercare di recuperare le cose con in pilota tranquillo a fianco di Lewis, potrebbe essere Pascal. 

 

Le uniche cose che sin son rotte sono stati i motori di lewis :asd: 

 

Comunque è ovvio che stanno considerando l'ipotesi Alonso e non so cosa potrebbe trattenerlo alla mclaren dato che ha espresso più volte il suo desiderio di avere una mercedes, che magari il prossimo anno farà schifo vista la fortuna di fernando :asd:

Se dovessi scommettere punterei senz'altro su di lui...

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    • By R18
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      Comincerei, come sempre, con un veloce recap per ogni team.
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      Toro Rosso: ci si riaggancia al discorso Red Bull, da cui la squadra di Faenza dipende al 100%. Qualora Ricciardo dovesse fare le valigie, sarebbe lotta per la successione tra Sainz e Kvyat. E mi permetto di aggiungere che l'eventuale sconfitto avrebbe ben poche ragioni per continuare anche in Toro Rosso. Dunque darei per certo il debutto di Pierre Gasly, che sta seguendo il percorso giapponese di Vandoorne per mantenere l'abitudine alle gare, mentre gli altri giovani Red Bull sono probabilmente ancora... troppo giovani.
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      Sauber: il futuro degli svizzeri è incertissimo. Se, malauguratamente, il progetto Honda dovesse dilungarsi, i giapponesi avrebbero già cominciato a pensare a questa squadra come un possibile "junior team" dove dirottare almeno un loro pilota, oltre a darle una mano dal punto di vista economico. La scelta dei piloti dipenderà esclusivamente da questo.
    • By djbill
      Premessa: mi son divertito a riassumere una serie di articoli usciti in quest'ultimo periodo sulla nuova fase finanziaria della Ferrari. L'intento non è quello di produrre un'analisi economica dettagliata, ma far vedere quanto sia cambiata l'azienda Ferrari. Ringrazio Alessandro per aver "sistemato" il testo
      --
      La pressione della finanza sulla Scuderia Ferrari
       
      Siamo all'inizio del mese di ottobre, manca poco alla quotazione in borsa della Ferrari a Wall Street. Il campionato è saldamente nelle mani della Mercedes sia per quanto riguarda quello costruttori, sia per quello piloti con Lewis Hamilton. La Ferrari invece è avviata verso la conclusione di un anno positivo vista la riorganizzazione avvenuta sotto il profilo tecnico e manageriale della Scuderia. Dopo una stagione disastrosa in termini di risultati come quella del 2014 Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, sotto la guida di Maurizio Arrivabene, si confermano come la seconda forza del mondiale, in grado di agguantare il podio e di sfruttare le poche occasioni che sono concesse dagli avversari. Figure come l'ex-presidente Montezemolo, i direttori sportivi Domenicali e Mattiacci, il pilota Fernando Alonso sono già un lontano ricordo.
       
      L'attenzione per la Ferrari nei quotidiani, soprattutto quelli economici, è rivolta principalmente al prezzo della quotazione in borsa ed il conseguente valore totale che avrà sul mercato l'azienda. In particolare, alcuni quotidiani si concentrano sulla strategia ad ampio raggio messa in atto dall'amministratore delegato di FCA e presidente della Ferrari Sergio Marchionne.
      In sintesi, Marchionne è in trattativa per una fusione del gruppo FCA con General Motors: l'ex-FIAT però, pur cambiando nome, sede amministrativa e sede legale, ha sempre un debito residuo molto alto, stimato in circa 8 miliardi, il quale impedisce un buon fine per qualsiasi proposta fatta dall'amministratore delegato. Per ridurre il debito di FCA si pensa di trasferire parte del debito, per una cifra di 3 miliardi, alla Ferrari: poco meno di due miliardi costituiranno un passivo da recuperare nei prossimi anni principalmente grazie alla vendita delle automobili di lusso, il rimanente verrà recuperato grazie alla quotazione in borsa del 10% della Ferrari stessa. In questo modo FCA riuscirà a ridurre in modo consistente il proprio debito per tornare competitiva nelle contrattazioni.
      Il 21 ottobre 2015 Marchionne riesce nel suo intento nel migliore dei modi. Quota la Ferrari in borsa al NYSE col ticket RACE al massimo del prezzo indicato nell'intervallo nelle operazioni preliminari: 52 dollari per azione. La diretta conseguenza è che il mercato attribuisce a Ferrari un valore di circa 10 miliardi di dollari, la quale incassa dalla vendita delle azioni 982,4 milioni di euro. Tutto in linea con quanto preventivato, nonostante i dubbi sollevati per una operazione votata esclusivamente a favore del gruppo FCA.
       
      Passa qualche settimana. Il campionato del mondo di Formula 1 è ancora in corso. Lewis Hamilton si conferma campione e la Ferrari cerca di portare a casa il maggior numero di punti possibili per provare a chiudere la stagione con il secondo posto nella classifica piloti: si ritrova, però, a dover lottare con un Nico Rosberg rinato.
      Nel frattempo a Wall Street gli entusiasmi dall'operazione di vendita calano, il titolo RACE al NYSE scende sotto il prezzo di vendita: nulla di preoccupante in quanto i pareri delle banche restano ottimisti per un veloce recupero, fissando un prezzo target che va dai 60 ai 64 dollari.
      Il campionato di F1 giunge alla sua conclusione. Si archivia un'annata che ha visto una Ferrari come la seconda forza del mondiale. Ora gli sforzi sono concentrati sulla vettura per la nuova stagione, circondata da un brusio di contorno su alcune particolari scelte tecniche più o meno rilevanti e più o meno scontate.
      Sergio Marchionne procede invece a tutta velocità verso il passo successivo del suo piano finanziario: la quotazione della Ferrari a Piazza Affari. Operazione che serve a separare di fatto il Cavallino Rampante dal gruppo FCA, lasciandolo controllato sempre da quest'ultima. FCA ottiene dopo qualche mese quei 3 miliardi tanto desiderati da Ferrari, con l'aggiunta di sgravi dal punto di vista fiscale in quanto anche Ferrari ha spostato la sede amministrativa in Olanda. Per l'azienda Ferrari ora c'è l'arduo compito di ridurre il debito ricevuto e di mantenere il proprio valore sul mercato. Per l'amministratore delegato di FCA invece è il momento di riaprire le trattative con General Motors.
       
      Un paio di mesi dopo la quotazione presso la Borsa di Milano arrivano i primi risultati relativi all'anno 2015: vengono definiti come "i migliori di sempre", con un utile netto in forte crescita. Gli entusiasmi sono ancora una volta frenati dalle previsioni per l'anno 2016, che rivedono al ribasso gli utili e la disponibilità economica dell'azienda. La diretta conseguenza è sul processo per ripianare il debito,  in quanto questo procederà più lentamente del previsto. Il mercato non ha accolto bene questa notizia, che per sua natura valuta le possibilità di crescita di un'azienda nel breve e medio periodo. Il titolo perde velocemente valore fino a toccare il minimo di 31.66 dollari alla borsa di New York, lontano dai 52 dollari dal prezzo di vendita e da quei 60 dollari del prezzo obbiettivo. A Milano il titolo viene sospeso per eccesso di ribasso a causa di una inchiesta oltre oceano, che vede il gruppo FCA coinvolta in un problema al cambio elettronico su diversi modelli delle vetture del gruppo, per un più di 850.000 consegne afflitte da questo problema. Il mercato azionario lancia un segnale che mostra come i legami tra il gruppo FCA e la controllata Ferrari sono ancora evidenti malgrado la separazione avvenuta.
       
      Per la Scuderia Ferrari il mese di febbraio non vuol dire solo risultati finanziari, è soprattutto il periodo presentare la nuova monoposto: la SF16-H. Un nome e una livrea diversi dai precedenti per rompere ancora di più col passato, con quel periodo negativo della vecchia amministrazione che va rimosso in fretta dalla mente dei tifosi del cavallino e non rievocato.
      La presentazione in grande stile è stata trasmessa sia online che sulla tv satellitare e ha dato ampio risalto a tutte le caratteristiche tecniche, ma soprattutto alle speranze di vittoria e di lotta serrata per il mondiale. Sotto il profilo tecnico si evince uno sforzo notevole per recuperare quel gap con Mercedes in ogni settore e i dati della galleria del vento e del simulatore lo confermano. Non mancano nemmeno le dichiarazioni ottimiste dei piloti che si aspettano "una grande stagione" e di "lottare per la vittoria sin da subito."
       
      Pochi giorni dopo la presentazione la Ferrari è impegnata a Barcellona nei test pre-stagionali in una serie di giri veloci per testare le prestazioni della vettura, la nuova nata di casa Mercedes invece sceglie una strategia completamente diversa macinando più chilometri possibili per verificare l'affidabilità della vettura.
      Nel frattempo non si ferma il cammino del piano finanziario del presidente, che colloca il primo bond obbligazionario riservato ai grandi azionisti. Di nuovo un successo superiore alle attese in grado di portare nelle casse di Maranello 500 milioni di euro, che dovranno essere restituiti con gli interessi nel 2023. La richiesta di sei volte maggiore rispetto alla domanda ha fatto scendere l'interesse annuo che il Cavallino dovrà restituire alla scadenza del bond.
       
      Si avvicina l'inizio della stagione 2016. Tutto sembra pronto per tornare alla vetta. La Scuderia è completamente rinnovata. Il presidente ha terminato quel processo di pulizia perché, a suo modo di vedere, la Ferrari "non era né competitiva, né presentabile" rimarcando la distanza dalla vecchia gestione anche con le scelte tecniche della vettura di Formula 1. 
      Nel frattempo l'azienda Ferrari traccia le proprie linee guida a medio termine: ha come obbiettivo per l'anno 2019 l'azzeramento del debito ricevuto da FCA. Si pensa inoltre di aumentare la produzione di auto della casa di Maranello, qualora la situazione generale di mercato sia resa favorevole da una Ferrari vincente in Formula 1. Sergio Marchionne chiede di più alla Ferrari nella sua globalità, assicurando che tutte le Ferrari saranno prodotte nell'area di Modena. Un modo per non intaccare l'esclusività e il valore del marchio, simbolo del made in Italy.
       
      La vittoria per la Scuderia Ferrari diventa quindi un obbiettivo da centrare assolutamente, al pari di quelli finanziari ottenuti da Sergio Marchionne. Diventa obbligatorio essere "vincenti sin da subito" perché il piano finanziario non ammette una Ferrari seconda in campionato. Di conseguenza, se nel 2015 un insperato secondo posto era visto come la rinascita del Cavallino rampante, nel 2016 un secondo posto è una delusione perché l'obbiettivo è star davanti alla Mercedes.
       
      Dopo le prime gare si ha la sensazione che le richieste di vittoria a tutti i costi volute dal nuovo management abbiano portato qualche problema sia a livello tecnico per una vettura con componenti al limite, come ad esempio la turbina della vettura di Kimi Raikkonen in Australia o l'errore software che ha portato alla rottura della valvola del motore di Sebastian Vettel in Bahrain; a livello psicologico i due piloti in Cina, pur di sopravanzare la Mercedes di Rosberg al via, si toccano a vicenda compromettendo le prestazioni della vettura e della propria gara.
       
      Sergio Marchionne alla conclusione del GP dichiara che la partenza "non è stata da Ferrari" rincarando la dose con un "sono più imbarazzati loro che io" riferito ai piloti malgrado il secondo posto ottenuto da Sebastian Vettel. 
      La presenza del presidente ai box durante una gara si conferma, ironicamente, più come una sfortuna per la gara che uno stimolo ad aumentare il rendimento da parte di tutti i tecnici in loco. La presenza di Marchionne in Cina non è comunque figlia del solo evento in quel di Shanghai, ma anche del memorandum d'intesa per la costruzione del nuovo Ferrari Land sottoscritto da Ferrari assieme a due partner cinesi. Si tratterà di un parco molto simile a quello di Abu Dhabi con una location però ancora da decidere.
       
      L'aver intrecciato in modo così stretto la finanza alle prestazioni della Scuderia Ferrari potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, soprattutto per quest'ultima che si ritrova con una responsabilità che va ben oltre alla pista. Il mondo delle corse per Ferrari torna ad essere l'immagine di tutta l'azienda, dove una vittoria o una sconfitta hanno conseguenze che vanno ben oltre alle classifiche del mondiale di Formula 1.
    • By R18
      Dato che già  qualche voce sul mercato piloti in vista del 2016 ha iniziato a circolare, direi di aprire questa discussione che ci porterà  circa fino alla fine di questa stagione.
       
      Faccio qualche ipotesi su come potrebbero muoversi le squadre...
       
      Mercedes: Hamilton e Rosberg hanno già  il contratto firmato, la situazione mi sembra comunque simile a quella dell'anno scorso ossia che se nessuno dei due giunge ad una rottura improvvisa con la squadra, non si muove nessuno.
      Red Bull: la situazione qui mi sembra un po' nebulosa, perché Ricciardo non appare troppo intenzionato a continuare con una squadra che non trova la quadra sul motore Renault e dunque non può garantirgli una macchina competitiva. Kvyat a Montecarlo ha fatto bene e potrebbe avere concluso il suo apprendistato. Bisogna fare attenzione però, perché il vivaio Red Bull è sempre in fermento e i piloti Toro Rosso spingono forte.
      Williams: Massa si trova molto bene, mentre qualche voce vorrebbe Bottas al posto di Rà¤ikkà¶nen in Ferrari. Hanno un giovane come Lynn molto interessante e un'opzione potrebbe anche essere proprio Ricciardo in partenza dalla Red Bull. Molto meno probabile una promozione di Sutil da terzo pilota.
      Ferrari: oltre ovviamente a Vettel che non si tocca, si parla proprio di cosa farà  Rà¤ikkà¶nen l'anno prossimo, proseguirà  in rosso o smetterà ? Nel secondo caso, Bottas sembra il nome in pole position per la sostituzione, a meno di grosse sorprese.
      McLaren: dando per scontata la riconferma dei piloti Mercedes, Alonso dovrebbe restare a Woking a meno di "mal di pancia" dell'asturiano. Stessa cosa per Button. Non dobbiamo però dimenticare che parliamo di un 34enne e di un 35enne, che potrebbero decidere di uscire dalla Formula 1 da un momento all'altro, considerando la scarsissima competitività  del mezzo che guidano. Nel caso, Magnussen e Vandoorne sono prontissimi a scendere in campo.
      Force India: proprio in questi giorni, Mallya ha dichiarato l'intenzione di confermare entrambi i piloti. Sicuramente sul fronte Hà¼lkenberg dovrà  fronteggiare la Porsche che quest'anno lo ha portato in gara a Spa e lo rimetterà  in pista a Le Mans, mentre per Pérez l'affare dovrebbe essere un attimino più semplice. Anche gli indiani hanno uno junior team, ossia la Hilmer GP2, che al momento schiera Yelloly e Cecotto (), quindi non proprio delle certezze. Più probabile che si peschi altrove, eventualmente.
      Toro Rosso: Sainz e Verstappen hanno dimostrato di avere la stoffa e di meritare il posto in Formula 1. Certo la situazione in Red Bull non appare così stabile come sembra, e in caso di promozione di uno dei due piloti sarebbe quasi certo l'approdo di Gasly nel team di Faenza.
      Lotus: al di là  delle tante sfortune, Maldonado continua a convincere poco e solo una valigia bella corposa potrebbe tenerlo a galla. I test driver non sembrano essere all'altezza di un posto in Formula 1, quindi in caso di una sostituzione vale all'incirca il discorso fatto per la Force India. Da valutare anche Grosjean, in una squadra che ormai di francese non ha più nulla.
      Manor: portando a termine la stagione, la squadra inglese si porterebbe a casa un bel gruzzoletto che aiuterebbe ad affrontare il 2016 più serenamente. Inoltre si parla di un legame con McLaren per diventare lo junior team di Woking, e a quel punto un giovane come Vandoorne sarebbe pressoché assicurato alla corte di Booth e Lowdon.
      Sauber: la squadra svizzera si venderà con tutta probabilità  al miglior offerente, proprio come quest'anno. Nasr sembra portare una bella somma di denaro oltre ad una buona competitività , e anche Ericsson non sta correndo tutto sommato male oltre ad avere la Olsbergs alle spalle. Dipenderà  tutto dall'interesse di altri piloti e dalle loro rispettive valigie.
      Haas: dando per assodato che la nuova scuderia americana sarà  la "valvola di sfogo" della FDA, potrebbe essere un luogo sicuro dove portare al debutto vero e proprio Raffaele Marciello. Al suo fianco è possibile che ci sia uno statunitense, e a quel punto il nome più immediato sarebbe Alexander Rossi, ma non scordiamoci del giovane Stroll, canadese e anch'egli pilota Ferrari.
       
       
      Vediamo cosa succederà  da qui a novembre/dicembre...
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