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E' morto Angelo Presotto, un campione della categoria "Produzione", le auto di serie che negli anni '70 rispondevano al regolamento del Gruppo 1.

Vinse il titolo italiano di categoria (non quello assoluto) per quattro volte,  con Opel e Ford.

Qui una intervista "parallela" con uno dei suoi tanti rivali, Salvatore Brai, rilasciata ad AS nell'estate '94:

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  • 2 weeks later...

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Per chi  la storia la vuol conoscere, propongo la piacevolissima lettura dell'incredibile e avvincente cronaca di corsa del rally della Costa d'Avorio 1982 (quasi cinquemila km di corsa), gara decisiv

Rally Svezia 1975 - Una GT a motore posteriore e trazione posteriore (Lancia Stratos) - Una Coupé a motore anteriore e trazione anteriore (Lancia Beta Coupé) - Una Spider a motore anter

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IL PESCE ABBOCCA

"Furbizie" contro "furbate": i racconti di Sergio Barbasio, "The Fox", la Volpe dei rallyes.

"Prova di Campionato Europeo in Francia. Mi trovo in testa alla classifica con una manciata di secondi su un pilota belga che correva per una Casa francese, e alcuni minuti sul terzo. La penultima prova speciale è la scalata al Ballon d'Alsace, una strada larga, tutta in salita.

Poiché la vettura del mio avversario è molto più leggera e veloce della mia nel tratto in salita, capisco che non ho chances.

Bisogna inventare qualcosa.

Ci troviamo all'assistenza; tra pochi minuti dobbiamo passare al C.O.; poi tra cinque chilometri bivio a destra e partenza della prova speciale; nessun problema per quanto concerne il C.O. successivo; la stessa vettura di assistenza dovrà spostarsi e riprenderci dopo la P.S.

Il belga parte un minuto dopo di noi; piove a dirotto.

Prendo da parte il capomeccanico e gli dico di aspettarmi al punto stabilito dopo la speciale a qualunque costo, qualsiasi cosa gli dovessero dire; poi parto.

Al C.O., sotto lo sguardo attento del mio avversario, "tiro" una bella grattata con il cambio e mi avvio. Giunto in prossimità del bivio, aspetto una quarantina di secondi fermo poi, nonostante la pioggia, scendo e mi sdraio sotto la macchina.

Quando dopo poco arriva, il belga si ferma e mi chiede cosa succede; gli rispondo che ho seri problemi al cambio e gli chiedo se, per favore, si può fermare alla mia assistenza dopo la P.S. per dire di venirmi a rimorchiare; naturalmente mi dice che gli dispiace molto e si allontana con il sorriso sotto i baffi!

Io risalgo in macchina, tranquillizzo il mio coequipier ignaro che ormai pensava di doversi ritirare, aspetto che passino un altro paio di concorrenti mentre mi riasciugo per bene, poi mi avvio alla partenza della prova.

L'amo era stato lanciato; il pesce avrebbe dovuto abboccare perché avendo un buon margine di vantaggio sul terzo in classifica, sarebbe stato stupido rischiare più di tanto alla penultima speciale.

Da parte mia, non mi restava che attaccare al massimo e poi andare a vedere cosa sarebbe successo. Risultato: primi nella speciale e primi al termine della gara. Il nostro amico? Ritirato. Non ho mai saputo se per guasto meccanico o per ricovero al neurodeliri!"

("Come guidare nei rally", di Sergio Barbasio, campione d'Italia 1971 e 1972).

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Tony Carello e Maurizio Perissinot sulla Lancia Stratos HF con la qualle hanno trionfato l'edizione 1978 del Rally Costa Brava...

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Eccoli in azione durante il rally:

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  • 3 weeks later...
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38 minuti fa, giovanesaggio ha scritto:

Pazzo :asd:

Juha Kankkunen - 1000 laghi 1990

 

Me la ricordo, prima vittoria di un pilota latino (Sainz) in Finlandia.

Però quello che fa KKK lo hanno fatto in tanti, primo fra tutti "Gianti" Simoni navigatore di Arnaldo Cavallari nel famosissimo episodio al Rally di San Martino di Castrozza 1971.

Simoni arrivò al punto da sanguinare al cuoio capelluto per via del cofano che gli sbatteva in testa. Il sangue si vedeva nell'interno del cofano.

Arrivarono pure 9°, mi pare, e comunque col piazzamento vinsero il Campionato Italiano di Gruppo 3  (non l'assoluto).

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Sì, si era rotto il filo del gas, e quindi si inventarono "l'acceleratore umano".

Se vi imbattete nel libro di Cavallari ("Una vita nel sole - i rally, il pane, le donne"), prendetelo, vi divertirete un mondo.

Anzi, ho proprio dedicato un thread a Cavallari.

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  • 1 month later...

Jean-Pierre Nicolas e Vincent Laverne con la Porsche 911 SC (privata!) aprono la stagione 1978. con la vittoria del Rally Montecarlo...

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Il podio e' stato completato dalle niente meno sorprendenti Renault R5 Alpine di Ragnotti-Andrié (primi nel Gruppo 2) e Frequelin-Delaval...

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  • 4 weeks later...
  • 2 weeks later...

Hannu Mikkola e Arne Hertz con l'Audi Quattro in Portogallo nel 1983... Vinceranno con 55 secondi di vantaggio su Michèle Mouton e quasi due minuti su Walter Röhrl...

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35 minuti fa, leopnd ha scritto:

Henri Toivonen e Sergio Cresto, vincitori con la Lancia Delta S4 del Rally Costa Smeralda del 1986...

 

La loro ultima vittoria assoluta,  prima della tragedia in Corsica.

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  • 3 weeks later...

Gli Zimbabweiani (la butto li, ma mi sembra una minchiata) Smit Abe e Wild con l'Audi 90 Quattro durante l'Equator Rally del 1994... Quarti al traguardo ma saranno campioni d'Africa a fine stagione...

94NIdii.jpg

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    • By leopnd
      ACI Rally Monza



      www.wrc.com
    • By sundance76
      Il 1987, prima stagione dopo l'abolizione delle vetture di Gruppo B,  si era chiuso col dominio della Lancia Delta, e con i suoi tre alfieri a giocarsi il titolo piloti all'ultimo round tra le foreste del Rac. Con Biasion (3 vittorie: Monte, Argentina, Sanremo) leader provvisorio ma assente nell'ultima gara (gli accordi erano 7 gare a testa),  Markku Alen (3 vittorie: Portogallo, Acropolis, Mille Laghi) gettò al vento ogni chance con due capotamenti, regalando vittoria e  campionato a Kankkunen (2 vittorie totali, Olympus e appunto Rac), che bissava il titolo vinto l'anno prima con la Peugeot sempre ai danni del lancista Alen.
      Con la partenza di Kankkunen verso la Toyota, il favorito '88 era Biasion.
      Il Mondiale come (quasi) sempre iniziava a Montecarlo. Percorso totale 2023,80 km con 26 p.s. per 628,30 km cronometrati.
       
       
       






    • By sundance76
      Nonostante fosse lontanissimo dalla filosofia dei rally "all'europea", il Safari da moltissimi era considerato il più duro, il più imprevedibile, il più difficile dei rallyes.
      Non so se riusciranno a farlo disputare nel 2021, e non so nemmeno in quale formato, ma l'epopea di questo rally è una delle cose più entusiasmanti della mia passione automobilistica:
       
    • By sundance76
      La Mercedes era tornata gradatamente alle competizioni con le sue berline vincendo soprattutto gare in cui la resistenza sulla lunghissima distanza erano determinanti, come il raid Londra-Sidney 1977 e poi nei massacranti rallyes extraeuropei di campionato mondiale, come il Safari Kenya e il Costa d'Avorio, dove la robustezza dei suoi modelli aveva trovato terreno ideale. Dopo alcune gare di "collaudo", la Mercedes 450 SLC aveva vinto, occupando le prime quattro posizioni, il rally di Costa d'Avorio 1979, ultima gara del mondiale. Quell'anno i duellanti per il titolo piloti, Waldegard e Mikkola, avevano disputato tutte le gare con la Ford Escort (vincitrice del titolo costruttori), ma nelle due gare africane del Safari e Costa d'Avorio aveva utilizzato appunto le Mercedes.
      Nel 1980, il campione in carica Waldegard viene assunto dalla Mercedes a tempo (quasi) pieno, per una stagione d'apprendistato nei rallyes di tipo "europeo" cioé quelli considerati "sprint" (di 700 km di p.s. cosa che oggi , coi ridicolissimi rallyes di 250 km, sembra fantascienza). Lo svedese, dopo aver corso le prime due gare con la Fiat 131 (terzo a Montecarlo e in Svezia) passa sulla ingombrante 500 SLC, senza grossi risultati, se si eccettua un 2° posto di Mikkola (ingaggiato una tantum) al Nuova Zelanda, fino a che Waldegard vince l'ultimo rally in calendario, il Costa d'Avorio,  a dicembre, a giochi ormai fatti, con la "vecchia" Fiat 131 già campione per la terza volta e con Walter Rohrl al suo primo titolo (4 vittorie stagionali, uguagliato il record di Ove Andersson del '71, sì, quello che dirigeva il team Toyota in F1 negli anni 2000).
      Intanto, dopo il Tour de Corse, in cui si era matematicamente laureato  campione del mondo, la Mercedes aveva già annunciato di aver ingaggiato Walter Rohrl per il 1981.
      A questo punto, nel novembre 1980 su AS si leggeva:
      “…Rohrl piloterà una 500 SL , si tratta della versione Hard-Top più corta di 30 cm della SLC attualmente usata e disputerà cinque rallies mondiali e precisamente il Safari, Argentina, Brasile, Bandama e Acropolis, inoltre in più due rallies per la scuderia Kassel……..cioè il Montecarlo e il Portogallo
      Inoltre Rohrl avrà in programma quattro gare del campionato tedesco….e inoltre dovrà effettuare delle prove con la piccola nuova Mercedes che monterà un motore 2,3 litri, 4 valvole per cilindro, e doppio albero a camme in testa che dovrebbe sviluppare circa 300 CV per un peso ben inferiore a 1000 kg….”

      Eppure, come facevano notare alcuni addetti ai lavori, la 500 SLC le aveva già prese pesantemente nel 1980 dalla 131 e quindi in MB sapevano chiaramente che non era competitiva, e dalla 500 SL pur più corta e più leggera non si potevano certo aspettare miracoli.
      Successivamente, durante alcuni test promozionali, Rohrl ebbe un pericoloso incidente con la Mercedes, ma senza danni all’equipaggio.
      A dicembre, Waldegard come detto vince con la Mercedes in Costa d’Avorio, e tutto pareva pronto per il primo mondiale disputato a tempo pieno nell’81.
      Ma ecco che, il 18 dicembre 1980, scoppia la “bomba”: la Mercedes si ritira dalle competizioni e lascia liberi Rohrl e Waldegard, che di fatto restano a piedi.
      Ecco il servizio su AS n.52/1 del 30 dicembre ’80 / 6 gennaio ’81:
       



    • By leopnd
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