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MotoGP

Honda Repsol: Marc Marquez-Dani Pedrosa Honda LCR: Cal Crutchlow Honda MarcVDS: Jack Miller-Tito Rabat Yamaha Movistar: Valentino Rossi-Maverick Vinales Yamaha Tech3: Johann Zarco-Jonas Folger Ducati: Jorge Lorenzo-Andrea Dovizioso Ducati Pramac: Danilo Petrucci-Scott Redding Ducati Avintia: Hector Barbera-Loris Baz Ducati Aspar: Alvaro Bautista-Karel Abraham Suzuki: Andrea Iannone-Alex Rins Aprilia: Aleix Espargarò-Sam Lowes KTM: Pol Espargarò-Bradley Smith

Moto2

KTM: Miguel Oliveira-Brad Binder Kalex Pons: Fabio Quartararo-Edgar Pons Kalex Interwetten: Tom Luthi-Jesko Raffin-Iker Lecuona Kalex MarcVDS: Franco Morbidelli-Alex Marquez Kalex Gresini: Jorge Navarro Kalex Forward: Lorenzo Baldassarri-Luca Marini Kalex Team Asia: Takaaki Nakagami-Khairul Idham Pawi Kalex Italtrans: Mattia Pasini-Andrea Locatelli Kalex AGR: Yonny Hernandez Kalex Petronas: Hafizh Syahrin Kalex Tasca Racing: Xavier Simeon Kalex VR46: Francesco Bagnaia-Stefano Manzi Kalex RW Racing: Axel Pons SpeedUp: Simone Corsi-Axel Bassani Tech3: Xavi Vierge-Remy Gardner Suter Leopard: Dominique Aegerter-Danny Kent Suter Dynavolt: Sandro Cortese-Marcel Schrotter

Moto3

KTM: Niccolò Antonelli-Bo Bendsneyder KTM VR46: Nicolò Bulega-Andrea Migno KTM RBA: Gabriel Rodrigo-Juanfran Guevara KTM Schiedl: Philipp Oettl KTM Platinum Bay: Darryn Binder-Marcos Ramirez KTM AGR: Maria Herrera Honda Monlau: Enea Bastianini-Aron Canet Honda Gresini: Fabio Di Giannantonio-Jorge Martìn Honda Ongetta: Romano Fenati-Jules Danilo Honda Leopard: Joan Mir-Livio Loi Honda Team Asia: Kaito Toba-Nakarin Atiratphuvapat Honda Sepang: Adam Norrodin-Ayumu Sasaki Honda Sic58: Tatsuki Suzuki-Tony Arbolino Honda GB Team: John McPhee Mahindra Aspar: Lorenzo Dalla Porta-Albert Arenas Mahindra CIP: Marco Bezzecchi-Enzo Boulom Peugeot: Jakub Kornfeil-Patrik Pulkkinen

 

 

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Errore. I guai cominciarono proprio il primo giorno, quando Burgess esplicitò a Preziosi tutte le cose che c'erano da cambiare. Da quel momento fu guerra di posizione. La rifondazione della

Si, in pista ci sono anche gli altri.

Che due maroni nei secoli dei secoli si parlerà ancora di questa storia

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Il 10/11/2016 at 12:07 , TexasTerror ha scritto:

Carne al fuoco tanta l'anno prossimo, che si tratti di derivate o prototipi cambia poco, decisamente campionati che attendo con ansia.

Moto3 con Bastianini chiamato al definitivo salto di qualità, Antonelli con Ajo può essere lì a giocarsi il titolo, il ritorno di Fenny5. :asd:

Moto2 interessante con i debutti di Bagnaia e Manzi con VR46, KTM con motore Honda e fa già ridere così, Oliveira e Binder (curiosità massima di vedere il sudafricano), non dimentichiamo Navarro e Quartararo con quest'ultimo in cerca dei risultati promessi ma finora neanche lontanamente ottenuti, debutto di Bassani da tenere d'occhio, pilota che adoro. Morbidelli da titolo?

MotoGP con la paura che Honda non sbagli più e che Marquez possa tornare a dominare come solo lui ad oggi può fare, Valentino VS Vinales (e già rido, secondo me Maverick si prenderà una sveglia mica da poco, sbaglierò..), Iannone su una moto guidabilissima è da temere, Il compagno Rins tutto da scoprire, ma negli anni dei debutti è sempre stato veloce. Zarco si presenta con un bel curriculum, Aprilia in crescita ma con cavallo pazzo Lowes voglio proprio vedere come andrà a finire :asd:
KTM punto di domanda attesissimo, e poi manco a dirlo Ducati e Lorenzo.

Insomma una certa attesa c'è. :asd:

Aggiungo anche un piccolo discorso legato al "Piano B". Cosa intendo con Piano B? Quello che forse la Ducati dovrà seguire se Lorenzo si rivela il Lorenzo di quest'anno. La moto c'è, l'abbiamo vista in questa stagione e anche nella mani di Dovizioso finalmente, ma forse al DesmoDovi manca proprio quello: un pò di supporto da parte della squadra, che con a fianco gente come Lorenzo (ma anche Iannone, alla fine il Maniac viene sempre dipinto come "caposquadra", sbagliando di grosso) non è facile ottenere.
Quindi la domanda è: se Lorenzo fallisce, Dovi con il maggior supporto della squadra sarà materiale da titolo? O quantomeno per ottenere anche un numero maggiore di vittorie?

Sul resto nulla da dire: la SBK è attesissima dal sottoscritto per il prossimo anno (eccezion fatta per il calendario, che ogni anno è sempre piuttosto problematico).

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39 minuti fa, Alyoska Costantino ha scritto:

Quindi la domanda è: se Lorenzo fallisce, Dovi con il maggior supporto della squadra sarà materiale da titolo? O quantomeno per ottenere anche un numero maggiore di vittorie?

Se corre da solo sì :asd:

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:asd: Povero Dovi.

Secondo me non ci sono proprio i presupposti per vedere Ducati puntare su Dovizioso. Se Lorenzo dovesse essere in difficoltà l'obbiettivo diverrà quello di soddisfare le sue esigenze per migliorarne le prestazioni, aldilà dei risultati di Dovizioso.
E poi in tutta onestà non riesco ad immaginare Dovizioso in piena lotta per il titolo con Lorenzo a metà classifica. Cioè va bene tutto ma così non mi pare reale. :asd:

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Moto2.

Confermarsi campione della classe di mezzo è difficilissimo. Lo ha dimostrato Rabat e Zarco, pur riuscendoci, lo ha ribadito. Stagione faticosissima, tra Brno e Phillip Island è stato un calvario, sembrava che il mondiale non lo volesse proprio vincere. Fortunatamente c'è stato chi ha avuto meno voglia di lui e se l'è portato a casa anche con una bella doppietta nelle ultime due gare. In MotoGP però è da rivedere, guiderà una buona moto ma deve ancora dimostrare molto, secondo me. La testa comunque mi sembra sulle spalle, questo aiuta.

La sensazione è che Lüthi si sia giocato una bella occasione, ma non l'ultima. Non è un fenomeno ma se becca il weekend giusto non è facilmente battibile: quattro gare le vinse nel 2005 iridato, quindi è un bel viaggiare per lui, è mancata un po' di costanza al vertice ad inizio stagione, i due zeri sotto l'acqua di Assen e Sachsenring hanno pesato. Non diamolo per scontato l'anno prossimo.

Da Rins mi aspettavo di più. Il ritorno di Zarco, dopo le iniziali difficoltà del francese, lo ha pagato tantissimo, era riuscito tutto sommato a mettere una pezza all'infortunio alla spalla ma ha iniziato a sbagliare dopo, con le clamorose scivolate di Giappone e Australia. Diciamo che il discorso che facevo prima sulla Suzuki e Iannone vale anche per lui, ci vuole più costanza, perché la velocità alla fine non manca.

Franco Morbidelli lo adoro, è mancata la prima vittoria (Argentina e Germania... arrrrgh!) ma è fortissimo. Speriamo che non venga eccessivamente caricato di pressione perché per il 2017 siamo già partiti con i ruoli di favorito... Cinque podi di fila dall'Aragona, un finale di stagione entusiasmante.

Sam Lowes a me non piace proprio. Aveva cominciato bene e sembrava finalmente avere imboccato la strada giusta. Nulla di più sbagliato: delle ultime dieci gare ne ha finite in piedi tre (!!!), tuttalpiù si può aggiungere Silverstone ma sempre poca roba rimane. Il 50% di quel cantiere aperto che è l'Aprilia MotoGP verrà affidato a lui, ma contento Faustino contenti tutti...

Con tutto il bene che si può volere a Poncharal, non capisco nemmeno la presenza di Folger nel suo team. Ha patito l'inferno Rabat, che un mondiale l'ha vinto, non ho idea di cosa possa fare Folger, che quest'anno è arrivato pure dietro a Nakagami. Diciamo che già la scelta di Smith mi fece partorire qualche dubbio (poi pienamente confermato, ci mancherebbe), ma almeno il britannico in Moto2 ce l'aveva già in casa, qui invece...?

Mi aspetto molto anche dal Balda nel 2017. Vittoria di Misano straordinaria, ma ci vogliono più risultati nel corso della stagione. Nelle prime cinque gare tra cadute varie si è mangiato almeno una trentina di punti, poi ha rimediato non male ma il buco rimane.

Mi ha fatto piacere rivedere Pasini tra i protagonisti. In 125cc mi piaceva molto. Anche qui la costanza fa difetto, ma per Pasini non è mai stata di casa e a 31 anni non mi aspetto certo un miglioramento. Farei un pensierino alla Superbike in futuro, chissà...

Álex Márquez... io ti sostengo sempre e penso che in fondo uno che ha vinto un mondiale Moto3 come lo hai vinto tu valga qualcosa di buono. Ma la Moto2 non è proprio roba per te, meglio che tu ti faccia raccomandare dal fratellone un posto in MotoGP dai, il team c'è... :asd:

Assolutamente da rivedere Kent e Oliveira. Dominano la Moto3 2015 e in Moto2 non entrano nemmeno nei 20 a fine campionato, anche se di poco. Oliveira avrà una bella sfida con KTM, Kent conferma di essere un pilota come ce ne sono tanti.

Plauso a Syahrin in top 10 assoluta, bravo bravo.

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Moto3.

Ribadisco, una volta per tutte, ciò che penso di Binder. Non riuscirò mai a considerare di riferimento un pilota che impiega 74 gare in Moto3 per vincerne una, peraltro con una moto palesemente superiore alle altre. Per quanto mi riguarda è un titolo derivante da una grande esperienza, in moltissime gare si è visto: avversari cucinati per bene in bagarre e prontamente uccellati all'ultimo giro con una semplicità disarmante. Quel bolide della KTM preparata da Ajo (davvero un grandissimo, a tal proposito, giù il cappello) ha fatto il resto, in gare come Jerez e Valencia nelle quali Binder pareva Márquez. E sinceramente... anche no :asd: 

L'Italia ha un esercito di potenziali piloti eccelsi ma quest'anno non l'ha sfruttato. Il migliore, parere mio, è stato Bagnaia, perché ha fatto quarto con la Mahindra facendo il doppio dei punti del compagno di squadra, il che non mi pare cosa da poco. La scelta del team VR46 di metterlo in Moto2 doveva essere prioritaria anche rispetto a quella di Fenati, fortunatamente Romano si è fatto fuori da solo e sono tornati sulla retta via. Bulega è un altro gran talento, pole e podio alla quinta gara nel Motomondiale, un po' incostante ma si può migliorare, alla sua età ancora ci può stare. E, considerando che non è Rossi, l'altezza può essere considerata un handicap :asd: 

Bastianini sì e no. Ha fatto 30 punti in meno dell'anno scorso e non va bene, fino al Mugello totalmente non pervenuto. Poi si è ripreso, una vittoria a Motegi è arrivata ma è rimasto battuto troppe volte in volata. L'anno prossimo passerà alla corte di Alzamora e avrà materiale di prima scelta, non potrà più sbagliare. Discorso analogo, in tutto e per tutto, per Antonelli, la cui incostanza fa accapponare la pelle purtroppo: l'anno prossimo avrà la moto migliore, si faccia due conti. E ci aggiungo anche Migno, che una sveglia finalmente se l'è data ed è stato anche un poco sfortunato.

Un bel talento è senz'altro di Giannantonio. L'anno scorso in Rookies Cup faticava a battere Bendsneyder, se analizziamo come siamo messi adesso direi che di acqua sotto i ponti ne è passata molta. Uscito fuori quasi dal nulla al Mugello (aveva zero punti in classifica è se l'è giocata con Binder...), da lì in poi è rimasto sempre al vertice. Ottimo.

Fenati invece si è, credo, definitivamente bruciato. Aveva alle spalle un riferimento assoluto e l'ha buttato nel gabinetto. Risultato: l'anno prossimo correrà con un team da metà schieramento, oltre ad avere lo spalamerda sempre puntato verso di lui (perché sarà così, poche balle. Se ci avete fatto caso, dopo Spielberg sarà stato nominato due volte in tutto...). Tanti, ma tanti auguri, ragazzo mio...

Attenzione a Mir, perché devo ancora decifrarlo del tutto ma l'anno prossimo sarà su una Honda Leopard. Il know-how del 2015 penso che Kiefer e compagnia non l'abbiano messo nel tritacarte, quindi...

Dopo avere promosso Lowes in MotoGP, Gresini si è portato a casa anche Jorge Navarro, che dopo l'infortunio post-Barcellona ha incasellato sei zeri nelle ultime dieci gare. Ripeto: contento lui...

Delusione massima Quartararo. Da un pilota per il quale la FIM ha addirittura ideato la regola che il vincitore del CEV Moto3 passa al mondiale contro ogni limite di età ti aspetti grandi cose. Tredicesimo in campionato, mancando il podio pure in gare ad eliminazione come Phillip Island e Sepang. Spero che Pons gli tiri per bene le orecchie dall'anno prossimo, perché non tutto gli è dovuto, fino a prova contraria.

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  • R18 changed the title to Motomondiale 2016
Mio personalissimo bilancio di fine stagione, partendo dalla MotoGP.
Titolo della piena maturità per Márquez. Almeno fino all'Austria ha guidato una moto palesemente inferiore alla Yamaha, ma ha avuto l'enorme merito di non sbagliare nulla, almeno finché il titolo è stato in gioco (che poi è quello che conta). In gare come Francia e Austria ha saputo accontentarsi quando la RCV non era al livello di Yamaha e Ducati, in Olanda non ha resistito più di tanto a Miller e in Germania ha avuto una visione di gara eccezionale, giusto per fare qualche esempio. Ha un poco perso in battaglia, ma parliamo di gare come Italia e Catalunya quindi non è più di tanto indicativo. Se Honda non combinerà più i disastri di quest'ultimo biennio con la moto sarà difficilissimo da battere.
Valentino mi ha fatto molto arrabbiare quest'anno. Inutile nascondersi: quest'anno è stato più veloce dell'anno scorso, cosa che avrebbe implicato il giocarsi il titolo. Ma ha commesso troppi errori: Austin, Assen, Sachsenring, Motegi, oltre anche a qualche gara poco incisiva come Spielberg e anche Silverstone. La botta di sfiga del Mugello ha cambiato la sua stagione, come diceva anche Sanchini ieri, perché il motore rotto e i 25 punti persi potrebbero avere anche indirettamente causato gli errori di Olanda e Germania. Per quanto mi riguarda è comunque inaccettabile che un pilota come lui si conceda disattenzioni simili. La mia sensazione è che un altro mondiale possa giocarselo, quando invece l'anno scorso non ne ero convinto, ma deve avere una moto perfetta...
Avrà vinto più gare di Rossi, ma la stagione di Lorenzo è stata a dir poco pessima. Appurato (da lui stesso) che Yamaha gli ha riservato lo stesso materiale del compagno di squadra per tutta la stagione, quest'anno ha mostrato un paio di debolezze non da poco: una è la pioggia, che ormai aborra con tutta la sua forza (se è condizione mista è ancora peggio), e l'altra è la tipologia di gomma, perché se Michelin non porta quella che piace a lui non gira (Silverstone, Phillip Island). Ducati ha bisogno del pilota che si è visto a Valencia, non di quello di metà stagione, e temo che dovranno fare i conti con i suoi "sbalzi". Ad inizio 2017, comunque, ha tre gare che può sfruttare benissimo a suo vantaggio e già da lì si potrà valutare quanto vale la GP17 #99.
Capitolo Ducati. Per quanto mi riguarda non c'è il minimo paragone: dalla sfida Iannone-Dovizioso il primo ne è uscito nettamente vincitore, checché ne dicano i punti. Sbaglierà di più, sarà un coglionazzo (non mi è venuto un termine più morbido, scusate...), ma in quanto a velocità e talento per me non c'è il minimo confronto. Iannone si è mangiato un numero esorbitante di gare (avrebbe potuto fare quasi il doppio dei punti, che rabbia) e, Argentina a parte, in ogni occasione era davanti al compagno di squadra in modo più o meno ampio. Come ho già avuto modo di dire, secondo me in Suzuki avrà a che fare con una moto più costante, che in fondo è quello che gli serve, vediamo come si comporterà da prima guida. Dovizioso invece farà lo scendiletto di Lorenzo, se andrà bene, peraltro con la consapevolezza di avere dietro un collaudatore che se salisse in moto (con un po' di preparazione adeguata) gli darebbe almeno mezzo secondo comodo al giro. Come moto la Desmosedici è migliorata tanto, dopo Jerez e Le Mans non pareva avere compiuto poi tutti questi passi avanti, invece durante il campionato sono stato smentito.
E gran moto è anche la Suzuki, portata in alto da un Viñales che sembra avere messo davvero la testa a posto dopo i deliri di onnipotenza del periodo 125cc-Moto3. Pilota molto solido, la sfida con Rossi sarà ovviamente durissima ma penso che la potrà reggere bene e non finirà come Spies con Lorenzo. 
Pedrosa poraccio, che gli vuoi dire? Ormai pare che il suo fisico martoriato non gli permetta più di 4-5 gare buone all'anno. Ha vinto a Misano ma per il resto in molte gare è rimasto a giocarsela per le posizioni di rincalzo. Farà poco rumore e non darà fastidio al 93, ma penso che Honda prima o poi esaurirà il suo accontentarsi di avere solo una moto a giocarsi le gare. 
L'incostanza di Crutchlow quest'anno è emersa in tutto il suo splendore: 20 punti nelle prime 8 gare, 121 nelle successive 10 con due vittorie, tre podi e una pole. Spesso esalta, ma se fossi in Honda (riagganciandomi al discorso su Pedrosa) non punterei su di lui per il post-Pedrosa, a prescindere dal conflitto di interessi sullo sponsor. Tanto meno penserei a Miller, che francamente finché è asciutto in pista non lo vedi.
Molta costanza ma poco risultato per i fratelli Espargaró. Il problema è che entrambi l'anno prossimo guideranno una moto (sulla carta) peggiore, quindi è grigia.
Diverse top ten per Aprilia, per la quale però non vedo un grosso margine di miglioramento. 
Non mi è dispiaciuto Petrucci, specie considerando che ha saltato le prime quattro gare. Ciononostante ha fatto un punto in più del tanto esaltato Redding, GP17 guadagnata alla grande, speriamo che Ducati gli dia una bella mano anche durante la stagione perché può essere protagonista. Brucia tanto la rottura di Assen, quando stava dando spettacolo.
Delusissimo da Aspar che per il 2017 ha preferito i soldi di Abraham alla bravura di Pirro, che avrebbe meritato un posto da titolare. Il senso di Rabat in MotoGP è all'incirca quello che aveva Alex Hofmann ai tempi della Kawasaki: ennesima dimostrazione (e spero che non ci siano più dubbi a riguardo) che un titolo di Moto2 non garantisce l'essere protagonista in MotoGP.

Solo una domanda... Perché poco incisiva Silverstone? Ha fatto una bella gara se non ricordo male... Poco incisivo è stato in Qatar, Austria e adesso a Valencia... Ma Silverstone proprio no


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Solo una domanda... Perché poco incisiva Silverstone? Ha fatto una bella gara se non ricordo male... Poco incisivo è stato in Qatar, Austria e adesso a Valencia... Ma Silverstone proprio no


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Eh insomma, si è fatto battere da Crutchlow e senza il dritto di Márquez al penultimo giro non era neanche podio. Va bene che è andato male pure Lorenzo, però qualcosa in più me lo aspettavo...
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Proviamo a fare un po' di pagelline :asd:

Marc Marquez: 9. Grandissima costanza di rendimento, grande maturità, pochissimi errori. Ha fatto la differenza anche quando le altre Honda annaspavano dalla bassa top ten in giù, poi ha sfruttato le diffocoltà dei due piloti Yamaha imponendosi in scioltezza. Stagione assolutamente perfetta

Valentino Rossi: 7,5/8. Sempre lì a giocarsela, al netto di qualche caduta ed errore strategico ha disputato un mondiale superiore alle mie aspettative, dimostrando una tenuta migliore rispetto al compagno di squadra. La velocità non è più quella dei tempi migliori ma tuttosommato non ha molto di cui rimproverarsi.

Jorge Lorenzo: 6. due terzi di stagione da incubo, non sò quanto le vicende esterne lo abbiano condizionato ma sul bagnato/umido ha mostrato dei limiti non accettabili er un pilota del suo blasone.

Maverick Vinales: 7,5. Ha mostrato i progressi di una moto in forte crescita battendo sistematicamente il compagno di team; tre podi e una vittoria da dominatore sono ottime credenziali per il futuro

Andrea Dovizioso: 7. Spesso molto sfortunato, la sua stagione può comunque considerarsi positiva e la vittoria di Sepang è il giusto premio per il suo impegno. Penso che i progressi della Ducati siano anche merito suo.

Dani Pedrosa: 6. Stagione anonima a parte la vittoria di Misano e una buona costanza di rendimento nella prima parte di stagione. Oscurato dal compagno di squadra, limitato dai soliti problemi fisici cronici, sembra essere un pilota "al tramonto"

Cal Crutchlow: 7,5. Prima parte di stagione pessima e segnata da cadute a ripetizione, poi la svolta: ha fatto bene la Honda a dargli fiducia, lui ha dimostrato che se adeguadamente supportato può essere un cliente difficile anche per i "soliti" ufficiali.

Pol Espargarò: 7. Poco appariscente ma estremamente solido in un'annata in cui le Yamaha Tech3 hanno perso un po' di competitività rispetto al 2015, stravince il confronto con Smith e sarà lui il pilota su cui la KTM dovrà puntare maggiormente.

Andrea Iannone: 6,5. Ha mostrato tutte le sue qualità ma anche tutti i suoi limiti con qualche svarione di troppo; in posta a anche fuori. Non ho dubbi sulle sue doti velocistiche, ne ho molti invece su quelle da "uomo squadra".

Hector Barberà: 7,5. Probabilmente la sua migliore stagione da quando è in MotoGP, si impone meritatamente come miglior privato Ducati davanti ai più quotati piloti Pramac con tanti ottimi piazzamenti in top 10 e occasionalmente anche top 5. Rimane forse il rimpianto di non essersi giocato al meglio le due gare da ufficiale.

Aleix Espargarò: 5,5. Quasi sempre battuto da Vinales e qualche caduta di troppo.

Alvaro Bautista: 7. Con l'Aprilia fà quello che può imponendosi come caposquadra e collezionando dei risultati incoraggianti nella seconda parte della stagione. La mia sensazione è che a Noale lo rimpiangeranno molto.

Eugene Laverty: 6,5. ottimo sul bagnato, in condizioni normali fà il suo considerando i limiti del pacchetto moto-team. Comunque migliorato rispetto al 2015.

Danilo Petrucci: 5,5/6. Ha l'attenuante del'infortunio, ma per il resto un mondiale compessivamente anonimo per lui; come futuro pilota ufficiale Ducati comunque non mi convince per niente.

Scott Redding: 6. A differenza del compagno riesce a concretizzare ottimi risultati sul bagnato, per il resto vedi sopra.

Stefan Bradl: 5,5. Era lecito aspettarsi qualcosa di più, l'anno scorso aveva avuto un'ottimo impatto.

Bradley Smith: 5. Come sopra, in netta involuzione rispetto all'ottimo 2015.

Jack Miller: 6. Nonostante la vittoria (fortunosa) di Assen non mi sento di dargli qualcosa in più, ancora non mi convince e non vedo in lui il potenziale fenomeno che dicono sia.

Loris Baz: 6. Grande animale da bagnato, per il resto onesto pilota la cui stagione è stata rovinata dagli infortuni.

Esteve Rabat: 5. Mestierante alla Di Meglio/Talmacsi/Cortese con la differenza che l'anno di grazia l'ha avuto nella classe di mezzo e non in quella leggera. Forse qualcosina di più me la sarei aspettata, ma non molto.

Yonny Hernandez: 5. Boh...

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Moto2

Johann Zarco: 8,5. Qualche gara difficile a inizio anno e nel finale, per il resto è sempre il solito Zarco, velocissimo, grintoso e che dà spettacolo. Pilota che mi piace da morire e che senza aver mai suscitato clamori mediatici e con tanta gavetta si ritrova due titoli mondiali. Forse è più uno da Superbike dei tempi d'oro che da MotoGP, ma partire a fari spenti è qualcosa a cui è abituato e potrebbe essere una della soprese più positive del 2017.

Thomas Luthi: 7,5. Stagione più che positiva per il veterano della classe di mezzo che dopo le vittorie di Motegi e Phillip Island sembrava addirittura in grado di contendere il titolo a uno Zarco in difficoltà. è sulla carta uno dei favoriti per il 2017, a patto di migliorare un po' la costanza di rendimento.

Alex Rins: 5,5. Partito come star annunciata, quando Zarco comincia ad ingranare finisce regolarmente dietro per poi perdersi completamente nel momento decisivo con prestazioni pessime soprattutto in qualifica. Chissà se le delusioni del 2013 e 2014 hanno contribuito all'effetto braccino...

Franco Morbidelli: 7,5. Manca ancora la vittoria, ma sembra essere arrivata la maturazione definitiva con una media punti quasi da titolo dopo una prima parte di stagione in chiaroscuro. Non gli manca niente per puntare al mondiale nel 2017.

Sam Lowes: 5. Troppe cadute, ma a parta quelle non ha mai dato l'impressione di essere migliorato significativamente rispetto al 2015 con la SpeedUp. La decisione molto affrettata quella dell'Aprilia di annunciarlo per la MotoGP con un anno di anticipo.

Jonas Folger: 5. Pilota a volte veloce ma mai costante e piuttosto incline alla cadute, la sua promozione in MotoGp sembra essere più per "meriti di nazionalità" che per quanto fatto vedere in pista.

Lorenzo Baldassarri: 6,5. Da rivedere, bellissima la vittoria a Misano così come il duello con Zarco al Mugello, anche qui il problema principale è la costanza.

Alex Marquez: 5. Male, tante cadute e in generale confronto con il compagno di squadra assolutamente imbarazzante.

Xavi Vierge: 6,5. Facilitato dall'infortunio di Oliveira e il resto della concorrenza era quello che era, è comunque il migliore degli esordienti con la Tech 3. Buona stagione per lui e per il team che ha racconto qualcosa in più di quanto ci si sarebbe potuto aspettare.

Miguel Oliveira: 5,5. Il portoghese è un'altro dei miei "pallini", il suo potenziale si è intravisto ma solo a sprazzi, poi l'infortunio ha compromesso il finale di stagione. Anche lui da rivedere.

Danny Kent: 5. Comincia con un buon sesto posto in Qatar, per il resto tre soli piazzamenti in top 10 sono un bottino misero per un campione del mondo in carica. Interessante notare che finisce  di un punto dietro a Oliveira nella classifica finale.

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Moto3

Brad Binder: 9. Ha stravinto senza concedere praticamente nulla agli avversari, non avrei mai creduto potesse arrivare a tanto. I prossimi anni in Moto2 saranno determinanti per l'andamento della sua carriera

Enea Bastianini: 7. Inizia maluccio, poi si riprende conquistando il secondo posto grazie a un'ottima costanza di piazzamenti. Per lottare seriamente per il mondiale servirà qualcosa di più.

Jorge Navarro: 6,5. Dopo la vittoria del Montmelò pensavo potesse arrivare a impensierire Binder, purtroppo da lì in avanti il suo rendimento è crollato complice anche un infortunio. Dà un po' l'impressione di essere un incompiuto.

Francesco Bagnaia: 8. Purtroppo soffre l'andamento altalenante delle prestazioni della sua Mahindra, ma per il campionato che ha disputato avrebbe meritato il secondo posto più di Bastianini e Navarro.

Joan Mir: 7,5. Esordiente molto veloce e costante, se non patirà il passaggio da KTM a Honda sarà con ogni probabilità uno dei contendenti per il mondiale 2017.

Fabio Di Giannantonio: 8. Secondo me la vera rivelazione di questa stagione: arrivato senza grandi clamori, mi ha impressionato la sua combattività e le rimonte da metà schieramento che ha fatto più volte. Dovrà però migliorare in qualifica e nella gestione dei finali di gara (in pratica gli stessi difetti di Fenati, spero che la sua carriera prenda una piega diversa)

Nicolò Bulega: 7. Rendimento molto costante, e nella stagione d'esordio non è cosa da poco. Dubbi sulla sua adeguatezza alla categoria con quella struttura fisica.

Romano Fenati: 5. A parte la parentesi di Austin non ha concluso granchè, poi epilogo inglorioso. La mia sensazione è che dopo il 2014 sarebbe già dovuto passare in Moto2.

Niccolò Antonelli: 5. Inizia alla grande, poi stagione molto opaca e sfortunata. L'anno prossimo guiderà la moto sulla carta migliore della categoria, ma non far rimpiangere Binder sarà impossibile se il pilota sarà quello visto quest'anno.

Fabio Quartararo: 5. Surclassato dal compagno di squadra esordiente, del pilotino brillante della prima parte del 2015 non si è vista neanche l'ombra.

Bo Bendsneyder: 5,5. Anche se rookie, guidava comunque una KTM ufficiale e nelle posizioni che contano si è visto solo un paio di volte. Da rivedere con un'anno in più di esperienza.

Aron Canet: 5,5. Altro esordiente interessante ma ancora acerbo, da rivedere pure lui.

Khairul Idham Pawi: 6. Una forza della natura sul bagnato, sull'asciutto si fà vedere nel gruppo di testa a Le Mans e al Mugello, cade negli ultimi giri entrambe le volte e poi sparisce nelle retrovie, Se nel caso di Quartararo la promozione in Moto2 mi sembra immeritata, per lui è quasi una follia, non lo vedo assolutamente pronto e non penso sarà un bene per la sua carriera.

Lorenzo Dalla Porta: 5. Mi sarei aspettato qualcosa in più. La gara migliore forse l'ha fatta al Mugello sostituendo Philipp Oettl, con il team VR46 ha combinato ben poco nonostante guidi una KTM anche nel CEV.

 

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