Jump to content
GLI ULTIMI ARTICOLI

Recommended Posts

Ultima tappa prima del giorno di riposo che porta i piloti della Dakar a San Miguel, in Argentina. Tappa accorciata per la pioggia e ridotta a semplice trasferimento per i truck e, dopo l'arrivo di alcuni piloti, anche per le auto.

Terzo centro per l'Husqvarna ufficiale di Joan Barreda nelle moto. Al termine di una tappa molto dura lo spagnolo ha rifilato ben 7'04" alla Honda ufficiale (finalmente in evidenza) dell'americano Johnny Campbell, terzo lo slovacco Ivan Jakes, KTM, a 7'57". Sesto posto per David Casteu, che amministra molto bene, arrivando a 14'13" da Barreda ma conquistando anche la testa della generale: infatti, Olivier Pain si è classificato solo 77°, perdendo 37' dal vincitore. Si era piazzato 11° Cyril Despres, ma è stato penalizzato di 15', retrocedendo 58° e perdendo dunque 31'09", 51° è giunto infine Alex Botturi, a 27'19". Nella generale dunque è Casteu il nuovo leader, con 11'16" sul portoghese Faria, 12' su Là³pez, 16'10" su Pain e 24'26" su Despres, solo 12° Botturi a 36'47".

Sarel van Biljon ha vinto tra i quad, con 1'49" sull'incontrastato leader Marcos Patronelli, terzo Palma a 2'36", davanti a Husseini. Patronelli arriva al riposo con 1.23'55" sul cileno Casale e 2.00'29" su van Biljon. 14° posto per Camélia Liparoti, staccata di 5.00'26".

Link to post
Share on other sites

Dopo il giorno di riposo, la Dakar è arrivata a Cà³rdoba con ben 593 km di prova speciale che hanno visto numerosi colpi di scena.

Nelle moto crollo verticale per il leader Casteu che si è perso in una foresta (finendo pure per cadere dopo avere investito una mucca) pagando più di due ore al traguardo dal vincitore. A vincere la tappa, finalmente, è stato Cyril Despres, letteralmente scatenato: il francese ha rifilato 4'03" a Joan Barreda, stavolta competitivo anche da apripista, e 5'14" ad un bravissimo Alex Botturi. Al quarto posto si è classificato il nuovo leader della generale, Rubén Faria, che ha pagato 7'47" dal compagno di squadra, ma che nell'assoluta lo precede di 5'23", con Francisco Là³pez terzo e staccato di 9'03". Botturi è risalito quinto, con un distacco di 22'58" dal portoghese.

Decisamente più conservativo (ma se lo può permettere) Marcos Patronelli tra i quad. Il vincitore della tappa è stato il polacco Laskawiec, che ha preceduto il leader della classifica di 1'05", terzo Husseini a 4'53", poi l'altro polacco Sonik a 6'05". Patronelli mantiene un vantaggio di più di un'ora e mezza su Casale e 2.08' su Sonik.

Tra le auto il colpo di scena è rappresentato dal ritiro di Nasser Al-Attiyah, che ha impattato contro un albero danneggiando irrimediabilmente il suo Buggy. Strada spianata dunque per le Mini di Roma e Peterhansel, giunte sul traguardo separate da 4'11". Più staccato, in terza posizione, l'argentino Orlando Terranova a 6'54", seguito da Gordon e de Villiers. Il sudafricano è ora il primo inseguitore di Peterhansel in classifica, ma il suo distacco ammonta a 49'31", terzo sale dunque il russo Novitskiy a 56'03", mentre Roma si porta quarto.

Ancora più incredibile ciò che è accaduto tra i truck: il dominatore incontrastato della prima parte della corsa, Gerard de Rooy, ha pagato la rottura del turbo, un problema allo sterzo e una foratura, perdendo 1.25'38" dal vincitore di tappa, Loprais. Ne ha approfittato Eduard Nikolaev, nonostante da tre tappe non riesca ad essere davvero protagonista si è portato in testa alla classifica con 17'56" sul ceco Martin Kolomy (Tatra) e 33'32" sul secondo Kamaz di Ayrat Mardeev. Al traguardo, Loprais ha preceduto l'olandese Versluis di appena 7", mentre Biasion è giunto solo 11° a 10'22" dal vincitore, recuperando ben 10 posizioni in classifica, dove ora è 15° 4.49'46" da Nikolaev.

Link to post
Share on other sites

Mi era sembrato strano in senso positivo eh, leggere questo topic all'inizio e non trovare brutte notizie mi assento per un po' e ora leggo queste tristi notizie il che è brutto. RIP :(

Link to post
Share on other sites

Poker per Barreda che vince la 10 tappa e porta a 4 il numero di vittorie di tappa. Peccato per le rottura che ha subito, mi sarebbe piaciuto vederlo davanti a lottare per il finale. in classifica generale ora è davanti Desprès.

Link to post
Share on other sites

1'15" è il distacco di tappa tra lo spagnolo e Despres, ottimo terzo Paulo Gonà§alves su un'altra Husqvarna, settimo posto per Alex Botturi, ancora una volta al passo dei primi. Nella generale Despres comanda con 1'37" su Faria e 13'41" su Chaleco Là³pez, mentre Botturi è quinto a 24'25".

Nuovo successo per il polacco Laskawiec nei quad, con Patronelli che esce per la prima volta da un podio di tappa con il settimo posto a 6'16" di ritardo. Secondo Casale a 1'35", poi Sonik a 3'23". Nella generale Patronelli mantiene 1.27'47" di vantaggio su Casale e 2.05'51" su Sonik, Laskawiec è quarto a poco meno di tre ore.

Centro tra le auto per Orlando Terranova, molto bene nelle ultime tappe, con 2'07" su Nani Roma e 2'19" su Peterhansel che, nonostante abbia l'undicesima Dakar in pugno, continua a cercare sempre il tempo in ogni tappa, quarta piazza per Giniel de Villiers a 5'26", distacco che aumenta il suo ritardo in classifica generale a 52'38". Perde terreno invece Novitskiy, che ora vanta poco più di 25' su Roma e la sua Mini.

Vittoria Kamaz tra i truck, stavolta con Andrey Karginov, che ha ottenuto il successo di tappa con 3'39" sull'olandese van den Bosch. Più indietro Gérard de Rooy, nono a 7'13", e Miki Biasion, undicesimo a 8'11". Altra prova conservativa per il leader, Eduard Nikolaev, quarto a 5'03" dal connazionale, che vede comunque aumentare il suo vantaggio a 32'23" su Kolomy e a 34'10" su Mardeev.

Link to post
Share on other sites

L'undicesima tappa ha portato i piloti a Fiambalà¡, una frazione difficile specie per auto e truck, per un paio di fiumi esondati che hanno costretto gli organizzatori ad accorciare il chilometraggio delle ultime due specialità .

Nelle moto secondo successo di tappa per la KTM di Kurt Caselli, che ha dato spettacolo nel deserto rifilando 4'45" a Paulo Gonà§alves e 6'24" a Cyril Despres, che finalmente sembra avere trovato il passo per vincere la sua ennesima Dakar, a seguire Pedrero, Là³pez, Barreda e Botturi. Più attardato Rubén Faria, decimo, che ora paga 13'16" al compagno di squadra Despres in classifica generale, seguito da Chaleco Là³pez a 18'08", da Ivan Jakes a 23'33" e dal nostro Alex Botturi a 29'32".

Vittoria, tra i quad, per l'australiano Paul Smith, che ha staccato Marcos Patronelli di 5'42" e Gastà³n Gonzà¡lez di 9'18" (dei quali 5' di penalità ), decisamente più attardati i primi due inseguitori del leader: Ignacio Casale è ottavo a 28'17" e RafaÅ‚ Sonik è dodicesimo a 46'50". Patronelli ha dunque messo un altro mattone sul successo in quest'edizione 2013, con un'ora e 50' sul cileno e due ore e 46' sul polacco.

La tappa delle auto è durata appena 84 chilometri, e ha visto il successo di Robby Gordon sull'Hummer, che dopo appena 50' di gara ha preceduto Ronan Chabot (Buggy SMG) di 1'08" e Làºcio àlvarez, su Toyota, di 2'17". Stéphane Peterhansel è giunto quinto a 5'14", preceduto di nemmeno un minuto da Giniel de Villiers, decimo Orlando Terranova davanti a Nani Roma. Cambia nulla nella generale, con Peterhansel che conserva 51'59" sul sudafricano e un'ora e 26' su Leonid Novitskiy.

Stessa lunghezza di speciale anche per i truck, con il ritorno alla vittoria di Gérard de Rooy, con 56" su Loprais e 2'06" su Nikolaev, che dunque rafforza la sua leadership, settima piazza per Miki Biasion che ha pagato 7'21". Nella generale, Nikolaev ha 35'11" su Mardeev, mentre Kolomy è scalato in terza posizione per problemi accusati nei pochi chilometri corsi in questa tappa, ora staccato di 48'55". Qualche speranza per un podio (che sarebbe meritatissimo) per de Rooy, che ha un ritardo di un'ora esatta dal leader, mentre Biasion è ancora fermo in quindicesima posizione, con poco meno di cinque ore di distacco.

Link to post
Share on other sites

Un rally diretto progenitore della Paris-Dakar (nata nel '79) è la corsa "Algeri-Città  del Capo" 1959, vinta dalla Mercedes di Karl Kling (anche pilota di F1 nel '54-'55 con le frecce d'argento)

4tvmtk.jpg

Link to post
Share on other sites

Battute finali per questa Dakar, ieri si è disputata la 12° tappa, con arrivo a Copiapà³.

Tra le moto vittoria per l'olandese Frans Verhoeven, con 1'38" su Rubén Faria, terzo Joan Barreda, autentica sorpresa (anche se troppo incostante) di questa Dakar. Problemi invece per Cyril Despres, che ha concluso solo 14°, mantenendo comunque 5'39" sul compagno di squadra nella generale. Ancora terzo Là³pez, a 13'40", che vanta poco meno di 7' su Ivan Jakes nella lotta per il podio, lotta dalla quale è uscito Alex Botturi, che ha mancato un checkpoint venendo penalizzato di un'ora, retrocedendo quindi al 12° posto.

Sebastian Husseini ha vinto invece tra i quad: l'emiro ha preceduto Marcos Patronelli di 1'08" e Ignacio Casale di 3'21". Nella generale il vantaggio dell'argentino della Yamaha sale dunque a 1.52'35", mentre Husseini recupera il nono posto.

Nuovo successo tra le auto per Nani Roma: lo spagnolo ha avuto la meglio su Robby Gordon, per 4'18", e sul sudafricano de Villiers, per 4'25". Quarto posto per Peterhansel, a 6'03" dal compagno di squadra. Roma ha conquistato il terzo posto, scavalcando Novitskiy, ma deve recuperare ben 40' a de Villiers per ottenere la piazza d'onore, il pilota della Toyota invece ha un distacco di 50'21" su Peterhansel.

Doppietta Kamaz nei truck, con il successo di Karginov su Ayrat Mardeev, staccato di 2'06", che ha preceduto di appena 3" Gérard de Rooy. Quarto posto per Miki Biasion, a 3'10" dal russo. Solo settimo il leader della classifica Eduard Nikolaev, che mantiene 31'20" su Loprais che lo ha preceduto nella classifica di tappa, terzo è Karginov a 50'26", guadagna una piazza Biasion, ora 14°.

Link to post
Share on other sites

Penultima tappa che non ha riservato particolari sorprese. Arrivo a La Serena, dove si disputò anche una Sei Giorni di Enduro.

Tra le moto ha vinto Chaleco Là³pez, alla terza vittoria di tappa sulla sua KTM privata, secondo Cyril Despres, avviato anche quest'anno verso il successo finale: il francese ha pagato 5'25" al cileno, ma si è messo alle spalle il compagno di squadra e più diretto inseguitore, Rubén Faria, giunto al traguardo solo 14°. A completare il podio di tappa ci ha pensato, dunque, Paulo Gonà§alves, su Husqvarna, a 5'29" dal vincitore. Ritiro invece per Alex Botturi, che ha rotto anche il secondo motore a disposizione, Dakar che rimane comunque positiva, e senza gli ultimi due giorni da lupo sarebbe potuto arrivare nei primi cinque. Despres, con una tappa da correre, ha 8'15" su Là³pez, che ha strappato la piazza d'onore a Faria, ora staccato di 14'41", il migliore italiano è dunque Alex Zanotti, 73° a quasi 13 ore dal capoclassifica.

Seconda vittoria, tra i quad, per il sudafricano Sarel van Biljon, che ha preceduto di 41" Sebastian Husseini, terzo Ignacio Casale a 48". In scioltezza quinto posto per Marcos Patronelli, a 2'59" dal primo, che mantiene 1.50'24" su Casale e 3.14'43" su Sonik, che nella lotta per il terzo posto ha un vantaggio di 25'12" sull'argentino Lucas Bonetto.

Tra le auto è stato ancora l'Hummer di Robby Gordon a vincere, l'americano ha preceduto Guerlain Chicherit per appena 22", mentre Orlando Terranova ha chiuso terzo a 4'41". Quarto Giniel de Villiers, davanti a Leonid Novitskiy, solo nono Stéphane Peterhansel, che ha ormai in cascina la sua undicesima vittoria nel Raid più bello del Mondo. Male invece Nani Roma, undicesimo a 23'11", piazzamento che lo costringe nuovamente al quarto posto delle generale, comandata da Peterhansel con 44'38" su de Villiers e 1.29'31" su Novitskiy, che nell'ultima tappa dovrà  amministrare quasi 11' su Roma.

Andrey Karginov si è imposto nei truck, precedendo Gérard de Rooy di 2'48" e AleÅ¡ Loprais di 8'04". Quarto Miki Biasion a 10'57", mentre procede ancora di conserva Eduard Nikolaev, che con il quinto posto (a 14'02" dal compagno di squadra) ha messo un altro tassello nella strada verso la sua prima vittoria alla Dakar. Il russo comanda con 36'24" proprio su Karginov e 40'27" su Ayrat Mardeev, per un podio tutto Kamaz assolutamente impensabile dopo le prime tappe dominate da de Rooy, poi incappato in problemi di ogni genere: l'olandese è comunque quarto, e può ancora rovinare la festa dei russi, recuperando i 4'41" che lo separano da Mardeev.

Link to post
Share on other sites

Terminata ieri la Dakar 2013, nessun colpo di scena con i leader delle varie classifiche arrivati indenni al traguardo di Santiago.

Cyril Despres ha vinto la sua quinta Dakar sulle moto. Il francese, favoritissimo alla vigilia, ha comunque sofferto parecchio risultando vincitore solo in una tappa, conquistando la leadership grazie ai problemi delle Yamaha francesi il giorno dopo. Nell'ultima tappa il vincitore è stato il compagno di squadra di Despres, Rubén Faria, che ha riconquistato il secondo posto finale, precedendo di 8" Joan Barreda, ex crossista spagnolo dell'Husqvarna autore di una bella Dakar, nella quale è stato veloce ma anche poco costante, con parecchi errori di navigazione quando si è ritrovato a fare l'apripista. Unico sprazzo di una Dakar anonima per Helder Rodrigues, che ha portato in gara la nuova Honda ufficiale, dimostratasi ancora troppo acerba ma, soprattutto, guidata da piloti poco veloci o poco esperti. Despres si è piazzato solo 14°, pagando 3'58" a Faria, ma risultando, come detto, primo nella generale con 10'43" sul portoghese e 18'48" su Chaleco Là³pez su una KTM privata dopo l'abbandono di Aprilia. Alex Zanotti, sulla TM, è il primo degli italiani, 72° a 13 ore dal vincitore.

Passerella finale anche per Marcos Patronelli, che si è aggiudicato la sua seconda Dakar tra i quad, nella tappa vinta ancora dal sudafricano van Biljon, che ha staccato Husseini di 37" e lo stesso Patronelli di 1'18", poi Łaskawiec e Ignacio Casale, che in classifica ha conquistato la piazza d'onore con un'ora e 50' di distacco dall'argentino. Sul podio anche RafaÅ‚ Sonik, con 3.16' di ritardo, mentre l'unica italiana, Camélia Liparoti, è giunta 15^ a 9.10'29" da Patronelli. Un dominio assoluto per l'argentino della Yamaha, vincitore di quattro delle prime cinque tappe e piazzatosi 12 volte su 14 nei primi tre di tappa.

Nelle auto, si ingrandisce la leggenda di Stéphane Peterhansel che ha conquistato la quinta Dakar in auto, l'undicesima in assoluto (ne ha vinte anche sei in moto), sulla Mini ufficiale. Il francese ha inizialmente battagliato con Nasser Al-Attiyah, ma la gara del qatariota si è conclusa in anticipo durante la nona frazione lasciando via libera a colui che si sta confermando sempre più come "monsieur Dakar", che si è portato a casa anche due successi di tappa. L'ultima frazione è andata al compagno di squadra, Nani Roma, che doveva recuperare terreno su Novitskiy per salire sul podio finale, ma il russo ha perso solo 2'34" degli 11' che aveva di vantaggio, conquistando il terzo posto. Seconda piazza conquistata da Giniel de Villiers sulla Toyota privata, staccato di 42'22" dal vincitore. Italiani poco impegnati nella competizione automobilistica, solamente qualche privato ci ha rappresentati: nessuno ha però visto il traguardo, con Pietro Cinotto ritirato nel corso dell'ultima tappa, Michele Cinotto fuori nel corso della quarta, Carlo Cinotto che non ha terminato la decima e Gianpaolo Bedin fuori gioco già  durante la seconda frazione.

Primo successo invece, tra i truck, per Eduard Nikolaev, che solo cinque anni fa era meccanico del team Kamaz ed ora ha avverato il suo sogno nel Raid più bello del Mondo. Un successo di costanza per il russo, che ha approfittato degli inconvenienti occorsi a de Rooy, Biasion e Loprais per vincere la corsa senza nemmeno un successo di tappa, ma piazzandosi sempre nei primi otto. L'ultima stage è andata all'olandese Peter Versluis, sul connazionale Gérard de Rooy, assoluto dominatore fino al riposo e successivamente afflitto da ogni genere di problema, staccato di 2'04" e Miki Biasion che ha chiuso a 2'17" dal primo. Anche Biasion si è reso protagonista di un'ottima Dakar, nella quale ha toppato solo la quarta tappa dove è rimasto vittima di un capottamento multiplo che gli ha fatto perdere diverse ore. Nikolaev ha dunque aperto la tripletta Kamaz, con 37'10" su Ayrat Mardeev e 37'57" su Andrey Karginov, quarto de Rooy e tredicesimo Biasion, che sicuramente ci riproverà  l'anno prossimo.

Link to post
Share on other sites

Classifiche finali:

Moto:

1. Cyril Despres (KTM Red Bull Factory) 43.24'22"

2. Rubén Faria (KTM Red Bull Factory) +10'43"

3. Francisco Là³pez (KTM Tamarugal Racing) +18'48"

4. Ivan Jakes (KTM Nad Ress Adventure) +23'54"

5. Juan Pedrero (KTM Amv Factory) +55'29"

6. Olivier Pain (Yamaha France Racing) +1.06'30"

7. Helder Rodrigues (Honda HRC) +1.11'22"

8. Javier Pizzolito (Honda HRC) +1.26'07"

9. Frans Verhoeven (Yamaha Netherlands) 1.26'35"

10. Paulo Gonà§alves (Husqvarna Speedbrain) +1.28'30"

72. Alessandro Zanotti (TM Racing Factory) +13.01'20"

Quad:

1. Marcos Patronelli (Yamaha Argentina) 49.42'42"

2. Ignacio Casale (Yamaha Autogasco) +1.50'35"

3. Rafał Sonik (Yamaha Poland) +3.16'49"

4. Lucas Bonetto (Honda Bonetto) +3.40'10"

5. Sebastià¡n Palma (Can-Am Nextel) +4.35'57"

6. Sebastian Husseini (Honda Maxxis) +5.40'03"

7. Paul Smith (Honda GHR) +5.46'09"

8. Ignacio Flores (Yamaha Perù) +6.09'27"

9. Claudio Clavigliasso (Can-Am Argentina) +6.19'41"

10. Luciano Gagliardi (Yamaha TG Rally Raid) +6.29'36"

15. Camélia Liparoti (Yamaha Wild Wolf) +9.10'29"

Auto:

1. Stéphane Peterhansel (Mini X-Raid) 38.32'29"

2. Giniel de Villiers (Toyota Imperial) +42'22"

3. Leonid Novitskiy (Mini X-Raid) +1.28'22"

4. Joan Roma (Mini X-Raid) +1.36'43"

5. Orlando Terranova (BMW X-Raid) +1.49'10"

6. Carlos Sousa (Great Wall Racing) +2.38'16"

7. Ronan Chabot (Buggy SMG Toys Motors) +3.18'05"

8. Guerlain Chicherit (Buggy SMG Astana) +3.27'44"

9. Pascal Thomasse (Buggy MD Rallye Sport) +4.35'32"

10. Làºcio àlvarez (Toyota Overdrive) +4.45'48"

Truck:

1. Eduard Nikolaev (Kamaz Red Bull Master) 39.41'43"

2. Ayrat Mardeev (Kamaz Red Bull Master) +37'10"

3. Andrey Karginov (Kamaz Red Bull Master) +37'57"

4. Gérard de Rooy (Iveco Petronas de Rooy) +41'16"

5. Martin Kolomy (Tatra Czech Racing) +1.01'47"

6. Aleš Loprais (Tatra Instaforex) +1.16'10"

7. Peter Versluis (Man Eurol Veka Rally) +2.32'09"

8. Marcel van Vliet (Man Eurol Veka Rally) +3.22'13"

9. René Kuipers (Iveco Petronas de Rooy) +3.53'50"

10. Peter van den Bosch (Daf X-Dakar) +4.23'52"

13. Massimo Biasion (Iveco Petronas de Rooy) +4.48'08"

Link to post
Share on other sites

Per tornare alla dakar :rolleyes:

Avevo grandi aspettative per Barreda, (nonostante abbia vinto 4) tappe che tanta sfortuna e qualche errore lo hanno fermato sulla strada per Santiago.

Complimentoni a Desprès per la continuità  che ha saputo dimostrare e a Chaleco Lòpez che ha lottato da vero guerriero fino alla fine.

Per gli italiani c'è da segnalare il Bottu che ha tenuto aperto finchè ha potuto, ma alla fine ha dovuto cedere.

Link to post
Share on other sites

Beh Barreda era alla sua prima Dakar, qualche errore ci può stare, però si è dimostrato molto veloce e chissà  che non possa essere protagonista anche nei prossimi anni :)

  • Like 1
Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now


  • Upcoming Events

  • Similar Content

    • By leopnd
      Dopo la chiusura del programma in Formula E al termine dell’attuale stagione, l’impegno della casa dei quattro anelli nel mondo delle zero emissioni nel motorsport proseguirà debuttando nella Dakar nella prossima stagione, con un veicolo dotato di propulsione elettrica. «Con il progetto Dakar – ha spiegato Julius Seebach, amministratore delegato di Audi Sport GmbH nonché responsabile di tutte le attività motorsportive del marchio tedesco – noi di Audi restiamo fedeli alla nostra filosofia di utilizzare per la prima volta nuove tecnologie nel motorsport che sono rivoluzionarie per le future auto stradali. Nella nostra storia nei rally, ad esempio, è stato il caso delle quattro ruote motrici [con l’Audi Quattro nelle competizioni rallistiche negli anni Ottanta, ndr], e ora testeremo i componenti delle powertrain di domani in condizioni estreme alla Dakar. Allo stesso tempo, offriremo esperienze entusiasmanti a clienti e fan».


      Il progetto della vettura Audi per l’edizione 2022 del rally raid, gestito dal già capo del programma DTM di Audi Sport Andreas Roos, sta andando perciò avanti, con il concept quasi ultimato e i test già fissati per metà 2021. «Il progetto Dakar è una sfida enorme per l’intero team. Abbiamo un programma serrato per implementare il nostro concept innovativo. Siamo la prima casa automobilistica ad affrontare la Dakar con un gruppo motopropulsore elettrico. L’intero team sta lavorando a tutto campo in modo da poter essere pronti per partire in tempo per la Dakar 2022», ha spiegato Roos, esponendo poi i dettagli tecnici della vettura, che monterà tre powertrain che arrivano dall’esperienza in Formula E: «Avremo una MGU sull’asse anteriore e uno sull’asse posteriore. Una terza MGU funge da generatore per caricare la batteria ad alta tensione durante la guida. Certo – puntualizza -, dobbiamo apportare modifiche, perché il deserto ha sfide diverse rispetto alle città in cui stiamo correndo attualmente in Formula E: salti, sabbia, le tappe molto lunghe. Ma fondamentalmente possiamo sfruttare l’esperienza della Formula E e anche dei nostri prototipi di Le Mans con la e-tron Quattro».

      La batteria del veicolo per la Dakar sarà sviluppata in proprio da Audi e verrà caricata grazie all’energia trasmessa dal motore termico turbo-benzina TFSI mutuato dal DTM, che Roos assicura essere «incredibilmente efficiente e all’avanguardia in termini di peso e consumi», ma «utilizzato solo per caricare le batterie nelle prove speciali», mentre nelle tappe di trasferimento la vettura dovrebbe correre in pieno regime elettrico, secondo i piani di Audi. «La batteria deve essere caricata durante la guida, poiché attualmente non ci sono altre opzioni per farlo nel deserto», ha concluso Roos. In pratica non si tratterà di una vettura 100% elettrica, anche perché per rally raid come la Dakar bisogna ancora trovare la quadra per garantire mezzi a zero emissioni con una autonomia tale da resistere per centinaia di chilometri, senza necessità di ricarica.
    • By leopnd
      Dakar 2021



      www.dakar.com
    • By leopnd
      Dakar 2020



      www.dakar.com
  • Popular Contributors

×
×
  • Create New...