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(Un'immagine trovata casualmente tempo fa)

Monza 1968 - Atmosfera di prove ufficiali del 39° Gp d'Italia. Inquadrata è la Matra 12 cilindri di J.P. Beltoise che sarà molto indietro sulla griglia

di partenza. Ma.....guardate bene, sulla sinistra.......ma si, sono proprio loro: i fratelli 'Tino' e Vittorio Brambilla a passeggio per i boxes.

Vittorio, fra l'altro, sembra vestire i panni del meccanico (forse per l'assistenza a qualche vettura nelle gare di contorno oppure per rientrare

al più presto all'officina di famiglia?).

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infatti, venne pure postata un'immagine (se non ricordo male da gio) delle prove di Monza '70 con Vittorio in tuta da lavoro mentre osserva la Lotus di Rindt

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Non vorrei dire una pirlata ma mi sembra il 72.

Juan Manuel Fangio &  Stirling Moss Gran Premio d'Italia, Monza 1955

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(Un'immagine trovata casualmente tempo fa)

Monza 1968 - Atmosfera di prove ufficiali del 39° Gp d'Italia. Inquadrata è la Matra 12 cilindri di J.P. Beltoise che sarà molto indietro sulla griglia

di partenza. Ma.....guardate bene, sulla sinistra.......ma si, sono proprio loro: i fratelli 'Tino' e Vittorio Brambilla a passeggio per i boxes.

Vittorio, fra l'altro, sembra vestire i panni del meccanico (forse per l'assistenza a qualche vettura nelle gare di contorno oppure per rientrare

al più presto all'officina di famiglia?).

rmmbkg.jpg

infatti, venne pure postata un'immagine (se non ricordo male da gio) delle prove di Monza '70 con Vittorio in tuta da lavoro mentre osserva la Lotus di Rindt

E quello sulla sinistra mezzo tagliato è mio suocero Alberto, che all'epoca si faceva qualche garetta a Monza, Imola e Mugello stradale, da fotografo in appoggio a Franco Zagari. Durante le prove stava ai box, mentre durante la gara si metteva di solito all'entrata della Parabolica.

Mi ha raccontato che alle volte si faceva la partenza dal tetto della tribuna centrale; per una 1000 km, quando correvano anche nell'anello ad alta velocità, provò a fare foto da una delle torrette al bordo superiore delle sopraelevate, dopo due vetture passate a 300 all'ora, si ritirò dalla paura, perché passando con le gomme sopra alle imperfezioni tra i lastroni di cemento, sembravano delle mitragliatrici!

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Mexico City, 24 ottobre 1965

Esattamente 50 anni fa Richie Ginther conquistava la prima vittoria per la Honda, ma soprattutto la prima di 368 vittorie per la Goodyear.

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Che meraviglia meccanica il 12 cilindri 1.500cc. trasversale!

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Long Island 1936, George Vanderbilt Cup

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Nino Farina seduto sulla Shaw-Offenhauser. A sinistra Wilbur Shaw illustra la sua creatura a Nuvolari. Sul lato opposto, col piede sul predellino, il conte Brivio.

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Le Alfa Romeo 12C-36 della Scuderia Ferrari

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Tazio e i suoi meccanici. Quello sulla destra è Attilio Marinoni capo meccanico e collaudatore della Scuderia.

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Il Paddock Club

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Il vincitore riceve il trofeo da George Vanderbilt III

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Nivola viene omaggiato con un orologio da Eddie Rickenbacker, un tipo tranquillo: pilota di auto da corsa, costruttore, proprietario del circuito di Indianapolis nonchè asso decorato dell'aeronautica USA durante la WW1 con 26 vittorie nei cieli della Francia e istruttore dei piloti per la WW2.

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Si narrava all'epoca che Nuvolari, oltra all'orologio, si porto a casa un premio in dollari immenso.

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Monza 1968 - Atmosfera di prove ufficiali del 39° Gp d'Italia. Inquadrata è la Matra 12 cilindri di J.P. Beltoise che sarà molto indietro sulla griglia

di partenza. Ma.....guardate bene, sulla sinistra.......ma si, sono proprio loro: i fratelli 'Tino' e Vittorio Brambilla a passeggio per i boxes.

Vittorio, fra l'altro, sembra vestire i panni del meccanico (forse per l'assistenza a qualche vettura nelle gare di contorno oppure per rientrare

al più presto all'officina di famiglia?).

 

Foto scattata da Aldo Zana, pubblicata su "Auto d'Epoca" di ottobre 2003. 

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Si narrava all'epoca che Nuvolari, oltra all'orologio, si porto a casa un premio in dollari immenso.

32'000 dollari, una somma davvero enorme per l'epoca. 

Il "Maestro" Nello Ugolini, direttore sportivo della spedizione, depositò il pesante assegno in una banca dentro una cassetta di sicurezza, perchè non sopportava l'idea di dover custodire tale tagliando. Prima della partenza verso l'Europa, andarono in banca a ritirarlo, ma nella cassetta non c'era nulla!!! Poi tutto fu chiarito, l'impiegato aveva sbagliato la chiave. L'unico a rimanere calmo fu Nuvolari, che commentò: "Peccato, mi sarebbe piaciuto vedere la faccia di Ferrari alla notizia che i trentaduemila dollari erano spariti!".

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