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Caro Matteo, il mondo cambia a velocità  fotonica. Anche quello della F1.   Schumacher era un caudillo perchè fino a quegli anni lo poteva ancora essere, così come lo erano stati prima Senna, Prost,

E se lo dice lui W la Rai!!!

Non ha ancora detto "ma kome afete fatten a non fincere montiale kon makkina kosì?"

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Infatti i risultati dei siluramenti decisi per servire una testa sul piatto sono stati determinanti per i risultati futuri..

 

Io  non discuto su quello(a meno che si pretenda che MM potesse rendere vincente un carciofo concepito sotto un'altra gestione...o che il vice di Marmorini cavasse 70 CV dall'oggi al domani dalla PU..)),ma il fatto che gli avvicendamenti siano avvenuti "random".

 

Per il resto vorrei evidenziare che la continuita' è stata una continuita' nella sconfitta....di cui ovviamente nessun dirigente/manager(specialmente quelli simpatici ed appena siluati...)ha avuto nessuna colpa.

 

La colpa è stata di Alonso che ha "sbagliato" 4/5 gare in 5 anni e che non accarezzava i meccanici....

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Tra le "scommesse" ( :asd: ) di quest'anno sulla Ferrari,oltre al previsto fallimento c'era anche il fatto che nessun top driver avrebbe mai accettato di correre per i derelitti....

Come non quotarti !!!

Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk

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Infatti i risultati dei siluramenti decisi per servire una testa sul piatto sono stati determinanti per i risultati futuri..

 

Immagino che tutte le squadre licenzino gente se non si raggiungono determinati obiettivi, però se lo fa la Ferrari è scandalo.

Mi piacerebbe sapere quanta gente è stata cacciata nell'ultimo decennio da McLaren o Williams, però in quei casi va tutto bene. O magari l'unica differenza è delle altre squadre si sa poco, mentre sulla Ferrari sono costantemente puntati gli occhi di milioni di censori dall'indignazione facile che scrutano morbosamente ogni mossa. 

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Io  non discuto su quello(a meno che si pretenda che MM potesse rendere vincente un carciofo concepito sotto un'altra gestione...o che il vice di Marmorini cavasse 70 CV dall'oggi al domani dalla PU..)),ma il fatto che gli avvicendamenti siano avvenuti "random".

 

Per il resto vorrei evidenziare che la continuita' è stata una continuita' nella sconfitta....di cui ovviamente nessun dirigente/manager(specialmente quelli simpatici ed appena siluati...)ha avuto nessuna colpa.

 

La colpa è stata di Alonso che ha "sbagliato" 4/5 gare in 5 anni e che non accarezzava i meccanici....

 

"Si vince insieme, si perde insieme". Nel momento in cui ho sentito pronunciare questa frase la prima volta in Ferrari sono partite le ghigliottine.

Il fatto che non sia cambiato nulla è sintomo anche del fatto che le espulsioni siano state istintive più che meditate.

 

Ormai quel che è fatto è fatto, magari adesso avranno capito di aver sbagliato metodo..

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Immagino che tutte le squadre licenzino gente se non si raggiungono determinati obiettivi, però se lo fa la Ferrari è scandalo.

Mi piacerebbe sapere quanta gente è stata cacciata nell'ultimo decennio da McLaren o Williams, però in quei casi va tutto bene. O magari l'unica differenza è delle altre squadre si sa poco, mentre sulla Ferrari sono costantemente puntati gli occhi di milioni di censori dall'indignazione facile che scrutano morbosamente ogni mossa. 

 

 

Scusate se ribadisco l'ovvio ma si chiama Managing by Objectives ed è un sistema di "premi/punizioni" abbastanza comune da anni in aziende serie e strutturate....dove se "fallisci" ripetutamente, difficilmente ti danno una pacca sulle spalle o ti portano a fare un giro in kart...

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Perchè non mettere subito Arrivabene, allora? Era proprio necessario il traghettatore che finge di impostare un lavoro a lungo termine (e, nel frattempo, piazza lì alcune mosse non di poco conto)? Mi spiace ma faccio molta molta fatica a credere che fosse tutto così calibrato fin dall'inizio. Dopodichè, ribadisco per non sembrare un catastrofista, auspico che presto si chiarisca tutto a livello di organico e si (ri)acquisisca quella stabilità  secondo me necessaria affinchè la squadra torni al vertice.

 

Ad Alby: in tutto ciò, forse ne converrai, non si capisce cosa stia a fare Tombazis ancora lì.

 

Per non metterci la faccia.

 

Arrivabene metterà  la faccia sulle decisioni che prenderà , non rischia di sputtanarsi con decisioni prese da altri (leggasi Domenicali). Meglio per lui e per il team ripartire da 0 ;)

Oltretutto Mattiacci è un uomo di fiducia di Marchionne, arrivato quando ancora non si parlava del cambio Montezemolo-Marchionne... E' molto probabile che sia stato piazzato lì per iniziare a tastare il terreno e iniziare a controllare la squadra ben prima di prenderne le redini in mano.

 

In qualsiasi caso la notizia non mi stupisce più di tanto... Mattiacci ha scosso parecchio la squadra, ha tagliato parecchie teste e ha preso decisioni che potrebbero apparire insensate. Di fatto ha fatto piazza pulita e lascia ad Arrivabene il compito di ricostruire.

Riguardo la questione Vettel: secondo me lo tengono sott'occhio già  dal 2008, probabilmente era scritto che sarebbe stato in rosso prima o poi. Domenicali aveva già  cominciato le trattative, Mattiacci le ha concluse. E son relativamente certo che non sia stato Alonso a decidere di andarsene, ma Marchionne che una volta preso il controllo lo ha accompagnato alla porta... Altrimenti la decisione suicida di firmare conla Mclaren non si spiega.

 

Mclaren che tra l'altro passa al motore Honda... Vorrà  dire poco/niente ma quest'anno Honda in Indycar è stata stra-battuta che Chevrolet. Potrebbe voler dire niente eh, anche perchè i due motori (indycar e f1) son parecchio diversi (parlo della parte elettrica ad esempio, che in america non c'è) però a pensar male...

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Per non metterci la faccia.

Arrivabene metterà  la faccia sulle decisioni che prenderà , non rischia di sputtanarsi con decisioni prese da altri (leggasi Domenicali). Meglio per lui e per il team ripartire da 0 ;)

Oltretutto Mattiacci è un uomo di fiducia di Marchionne, arrivato quando ancora non si parlava del cambio Montezemolo-Marchionne... E' molto probabile che sia stato piazzato lì per iniziare a tastare il terreno e iniziare a controllare la squadra ben prima di prenderne le redini in mano.

In qualsiasi caso la notizia non mi stupisce più di tanto... Mattiacci ha scosso parecchio la squadra, ha tagliato parecchie teste e ha preso decisioni che potrebbero apparire insensate. Di fatto ha fatto piazza pulita e lascia ad Arrivabene il compito di ricostruire.

Riguardo la questione Vettel: secondo me lo tengono sott'occhio già  dal 2008, probabilmente era scritto che sarebbe stato in rosso prima o poi. Domenicali aveva già  cominciato le trattative, Mattiacci le ha concluse. E son relativamente certo che non sia stato Alonso a decidere di andarsene, ma Marchionne che una volta preso il controllo lo ha accompagnato alla porta... Altrimenti la decisione suicida di firmare conla Mclaren non si spiega.

Mclaren che tra l'altro passa al motore Honda... Vorrà  dire poco/niente ma quest'anno Honda in Indycar è stata stra-battuta che Chevrolet. Potrebbe voler dire niente eh, anche perchè i due motori (indycar e f1) son parecchio diversi (parlo della parte elettrica ad esempio, che in america non c'è) però a pensar male...

Vettel è nel mirino almeno dall'estate 2007

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Il motore Honda per Indy è preparato da Honda Usa, quello per la F1 direttamente dalla casa madre

 

Si, infatti ho detto che potrebbe non contare nulla. Però c'è da dire che Honda (USA, ok) non ha saputo saputo svilupparlo, tant'è che nel 2013 era 50/50 con Chevy, adesso nettamente inferiore; e Honda USA non è una società  a parte, contatti con la casa madre ne ha sicuramente :)

 

Il motore per la f1 sarà  senza dubbio diverso, perchè i regolamenti son diversi, ma certamente non avran preso spunto dal motore degli anni 80/90, è molto più probabile che sia stata data una sbirciata ai disegni dell'Indycar :ninja: Poi può essere che io abbia detto una vaccata di proporzioni cosmiche, solo la pista parlerà  :asd:

Edited by giovanesaggio
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Comunque non sottovaluterei il nuovo arrivato.è negli ambienti da anni, sa come muoversi e come comportarsi.. Sa come intrecciare rapporti e gestire un ambiente del genere...su mattiacci si sa davvero poco, una cosa è però certa, se era lì è perché aveva la piena fiducia di Marchionne, quindi non era l ultimo arrivato ...

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Comunque non sottovaluterei il nuovo arrivato.è negli ambienti da anni, sa come muoversi e come comportarsi.. Sa come intrecciare rapporti e gestire un ambiente del genere...su mattiacci si sa davvero poco, una cosa è però certa, se era lì è perché aveva la piena fiducia di Marchionne, quindi non era l ultimo arrivato ...

Mattiacci vendeva Ferrari in Nord America (che è già  più facile che venderle nel Gabon) però è evidente che Arrivabene ha un retroterra ben diverso, con buona pace di quelli che scrissero "il fatto che Mattiacci sia un profano della F1 è il suo punto di forza".

Cosa non si fa per portare a casa un pezzo di pane.

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un pò in ritardo ma comunque dico la mia:

 

Dare credito a radio sportiva su una notizia di F.1 e come darlo a me sulla gestione di una centrale atomica. Non ci capiscono nulla, sono solo "opinionisti" di calcio derivati da "radio blu" che è una radio che parla solo di Fiorentina e appena appena di calcio in generale. L'apertura tipo è : "parliamo  ora di macchinine ( o "carrozzine" in alternativa) per quello che ce ne importa..."

 

Giusto per far capire a chi non è della Toscana di che gente si parla.

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Ok...con la vittoria di Lewis nel mondiale, penso proprio che Alonso sarà  in McLaren. 

 

PS: Jenson, ancora una volta, ha dimostrato di averne di più di vari giovani....spero rimanga. 

Edited by Sikander
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Vedo meno messa male, almeno nel breve, la Ferrari della McLaren, che comunque parte da 0 con la Honda e con un progetto tecnico praticamente resettato. 

 

Vediamo. Magari l'anno prossimo andranno molto forte entrambe e sarebbe un bene per la F1. 

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Vedo meno messa male, almeno nel breve, la Ferrari della McLaren, che comunque parte da 0 con la Honda e con un progetto tecnico praticamente resettato. 

 

Vediamo. Magari l'anno prossimo andranno molto forte entrambe e sarebbe un bene per la F1. 

 

Potrebbe accadere solo se nel management della Mercedes c'è un LCDM Tedesco che firma e accetta regolamenti da suicidio...

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Potrebbe accadere solo se nel management della Mercedes c'è un LCDM Tedesco che firma e accetta regolamenti da suicidio...

 

C'è sempre un certo "dare e avere". Voglio dire .. ripensiamo alla vicenda dei test "segreti" ... è chiaro che bisogna sempre restituire il favore. 

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C'è sempre un certo "dare e avere". Voglio dire .. ripensiamo alla vicenda dei test "segreti" ... è chiaro che bisogna sempre restituire il favore. 

 

Per quel che ho avuto modo di sperimentare io quando una cosa segreta è saputa dal pubblico vuol dire che è già  vecchia nell'ambiente...

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Mi aggiungo a Davide Hill e Mure, anche io l' anno prossimo ''passerò al lato oscuro'' :asd: .

Si torna a tifare Ferrari dopo Schumi.

Edited by Lui98
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      Force India: presto per parlare del team indiano, che potrebbe verosimilmente rinnovare la fiducia ai due piloti attualmente all'interno del team. Pérez ormai è di casa e Ocon si sta comportando bene anche nello status di pilota Mercedes.
      Williams: la situazione è strana. La posizione di Stroll è incrollabile (con buona pace di chi lo vede già fuori, a maggior ragione se sostituito dal pensionato Rosberg) e l'ex ritirato Massa sembra comunque in buona forma. Ma davvero Massa vorrà proseguire ancora? Mercedes potrebbe imporre uno dei suoi piloti, magari proprio Wehrlein se non dovesse finire nel team ufficiale.
      McLaren: e qui si ride. Vandoorne, appena arrivato come titolare dopo tante fatiche, difficilmente si sposterà da dove è ora. Ben diverso il discorso riguardante Alonso, che pare praticamente certo di lasciare il team a fine stagione se non addirittura a campionato in corso. Improbabile, per chi scrive, un ritorno di Button in queste condizioni di competitività, più probabile che a Woking si peschi altrove: escludendo quella che sarebbe un'incredibile, quanto probabilmente affrettata, promozione di Nyck de Vries dalla Formula 2, potrebbe essere Honda a imporre un suo pilota, verosimilmente quel Nobuharu Matsushita che corre nella categoria cadetta da ormai tre anni come membro del programma giovani della Casa nipponica. Ma la stessa Honda è un punto di domanda, perché McLaren avrebbe tutte le ragioni per non rinnovare il contratto con i giapponesi, e a quel punto la questione piloti diventerebbe ancora più incerta.
      Toro Rosso: ci si riaggancia al discorso Red Bull, da cui la squadra di Faenza dipende al 100%. Qualora Ricciardo dovesse fare le valigie, sarebbe lotta per la successione tra Sainz e Kvyat. E mi permetto di aggiungere che l'eventuale sconfitto avrebbe ben poche ragioni per continuare anche in Toro Rosso. Dunque darei per certo il debutto di Pierre Gasly, che sta seguendo il percorso giapponese di Vandoorne per mantenere l'abitudine alle gare, mentre gli altri giovani Red Bull sono probabilmente ancora... troppo giovani.
      Haas: non so quale possa essere ancora il rapporto con Ferrari, visto come si è concluso il rapporto tra gli americani e Gutiérrez (che ad ogni modo non rientra più nemmeno nei programmi del Cavallino), ma verrebbe quasi spontaneo pensare ad un approdo di Giovinazzi qui dall'anno prossimo. Se il pugliese dovesse riuscire a fare il colpaccio arrivando subito in prima squadra, a spingere da dietro per la FDA c'è Charles Leclerc, giovane molto veloce che ha debuttato alla grande in Formula 2. Probabile la conferma di uno tra Grosjean e Magnussen: se il francese continua a svolgere bene il proprio lavoro, il 2017 è partito invece molto male per il danese, che dovrà darsi una bella svegliata nelle prossime gare.
      Renault: il progetto Hülkenberg sembrerebbe avere basi molto solide. Meno solido invece è Jolyon Palmer, troppo altalenante con tendenza al "basso". Il terzo pilota degli anglo-francesi è il veloce Sergey Sirotkin, che potrebbe potenzialmente formare una bella coppia con il tedesco se non dovesse pagare troppo questo anno praticamente sabbatico.
      Sauber: il futuro degli svizzeri è incertissimo. Se, malauguratamente, il progetto Honda dovesse dilungarsi, i giapponesi avrebbero già cominciato a pensare a questa squadra come un possibile "junior team" dove dirottare almeno un loro pilota, oltre a darle una mano dal punto di vista economico. La scelta dei piloti dipenderà esclusivamente da questo.
    • By R18
      Corre molto veloce anche il mercato piloti in questo 2016, per lo scambio Verstappen-Kvyat ma non solo, poiché si parla già di tante possibili novità in ottica 2017. Vediamo quali:
      Mercedes: il duo Hamilton-Rosberg è destinato a rimanere ben saldo alla Casa tedesca. A differenza del britannico, Rosberg non ha ancora un contratto firmato (a quanto mi risulta), ma i suoi attuali risultati lasciano presagire un pronto rinnovo.
      Ferrari: e qui arriviamo alle prime ipotesi. Si pensa che Räikkönen non sia destinato a rimanere in rosso anche nel 2017 e la lista dei possibili sostituti è lunga. Grosjean corre per Haas, che sembra essere un po' lo "junior team" di Maranello, e ormai ha trovato una costanza che nei primi anni di Formula 1 non aveva; Kvyat potrebbe essere un'alternativa, data la sua attuale situazione, Vettel permettendo; infine, potrebbe esserci anche un ritorno di fiamma col pur poco convincente Bottas.
      Williams: rumors inglesi vorrebbero addirittura un grande ritorno a Grove di Jenson Button, che debuttò con la squadra di Sir Frank nel lontano 2000. Bottas è già stato dato in partenza l'anno scorso, e la fuoriuscita del suo manager Toto Wolff dal team britannico potrebbe costituirne un ulteriore indizio, ma anche Massa potrebbe non essere così sicuro di una riconferma che però più che altro potrebbe dipendere dalla sua stessa volontà. Qualora dovesse rimanere un posto vacante, Williams potrebbe comunque contare su uno dei suoi young drivers, ossia Stroll e Lynn.
      Red Bull: la posizione di Daniel Ricciardo sembra essersi notevolmente rinforzata dopo i fatti di oggi e la coppia che si formerà con Verstappen sembra destinata a dare spettacolo anche nel 2017.
      Force India: Hülkenberg ha un altro anno di contratto con la scuderia dell'ormai latitante Mallya ma è possibile che le motivazioni del tedesco siano un po' scemate, considerando che il team in generale non sembra avviato ad un miglioramento. Lo stesso discorso si può fare anche per Pérez, che in caso di stop del tedesco (Porsche?) potrebbe addirittura essere affiancato dall'attuale tester della squadra, il connazionale Alfonso Celis.
      Renault: dopo la gara cinese, anche Palmer come Kvyat è stato messo sulla graticola. Ufficilamente, le sue prestazioni sarebbero deludenti, seppure con una macchina decisamente non all'altezza. Dovrebbe essere al sicuro invece Magnussen, su cui i francesi hanno decisamente puntato dopo l'appiedamento di Maldonado: il danese potrebbe essere affiancato da Ocon (che però va ricordato essere "in prestito" da Mercedes) o addirittura da Alonso, su cui spesso si sono sentite voci riguardanti un ritorno in squadra; ultima opzione potrebbe essere rappresentata dal più esperto degli young driver di Enstone, Oliver Rowland.
      Toro Rosso: dando per certa un'uscita di Kvyat a fine stagione, al posto del russo sarebbe quasi sicura la promozione di Pierre Gasly. Non dovrebbero esserci problemi, invece, per Sainz.
      Sauber: la squadra sta attraversando una grave crisi economica, quindi ancora una volta le due vetture svizzere dovrebbero andare ai migliori offerenti anche solo per essere sulla griglia di Melbourne.
      McLaren: entrambi i piloti potrebbero non essere così sicuri di rimanere a Woking, anche se Alonso ha un altro anno di contratto, specie se la vettura non dovesse compiere altri grossi passi avanti di prestazione. Nel caso, la promozione di Vandoorne sarebbe sicura, specie dopo l'ottima prova del Bahrain, mentre regnerebbe la totale incertezza sul secondo pilota.
      Manor: la partnership con Mercedes garantirà quasi certamente una conferma di Pascal Wehrlein, mentre le scarse prestazioni di Haryanto potrebbero convincere il team inglese ad affidarsi ad un'altra valigia, se non addirittura ad un altro giovane pilota del marchio tedesco. Il terzo pilota è Alexander Rossi, che al momento non sta facendo sfracelli in IndyCar con il team Andretti.
      Haas: discorso simile alla Manor, poiché il legame con Ferrari assicura un pilota del Cavallino alla squadra statunitense. Nel caso, questo dovrebbe essere di nuovo Gutiérrez (che porta pure soldi), mentre se Grosjean dovesse essere "promosso" potrebbe esserci un arrivo a sorpresa (e direi che lo stesso Räikkönen non andrebbe escluso).
    • By djbill
      Premessa: mi son divertito a riassumere una serie di articoli usciti in quest'ultimo periodo sulla nuova fase finanziaria della Ferrari. L'intento non è quello di produrre un'analisi economica dettagliata, ma far vedere quanto sia cambiata l'azienda Ferrari. Ringrazio Alessandro per aver "sistemato" il testo
      --
      La pressione della finanza sulla Scuderia Ferrari
       
      Siamo all'inizio del mese di ottobre, manca poco alla quotazione in borsa della Ferrari a Wall Street. Il campionato è saldamente nelle mani della Mercedes sia per quanto riguarda quello costruttori, sia per quello piloti con Lewis Hamilton. La Ferrari invece è avviata verso la conclusione di un anno positivo vista la riorganizzazione avvenuta sotto il profilo tecnico e manageriale della Scuderia. Dopo una stagione disastrosa in termini di risultati come quella del 2014 Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen, sotto la guida di Maurizio Arrivabene, si confermano come la seconda forza del mondiale, in grado di agguantare il podio e di sfruttare le poche occasioni che sono concesse dagli avversari. Figure come l'ex-presidente Montezemolo, i direttori sportivi Domenicali e Mattiacci, il pilota Fernando Alonso sono già un lontano ricordo.
       
      L'attenzione per la Ferrari nei quotidiani, soprattutto quelli economici, è rivolta principalmente al prezzo della quotazione in borsa ed il conseguente valore totale che avrà sul mercato l'azienda. In particolare, alcuni quotidiani si concentrano sulla strategia ad ampio raggio messa in atto dall'amministratore delegato di FCA e presidente della Ferrari Sergio Marchionne.
      In sintesi, Marchionne è in trattativa per una fusione del gruppo FCA con General Motors: l'ex-FIAT però, pur cambiando nome, sede amministrativa e sede legale, ha sempre un debito residuo molto alto, stimato in circa 8 miliardi, il quale impedisce un buon fine per qualsiasi proposta fatta dall'amministratore delegato. Per ridurre il debito di FCA si pensa di trasferire parte del debito, per una cifra di 3 miliardi, alla Ferrari: poco meno di due miliardi costituiranno un passivo da recuperare nei prossimi anni principalmente grazie alla vendita delle automobili di lusso, il rimanente verrà recuperato grazie alla quotazione in borsa del 10% della Ferrari stessa. In questo modo FCA riuscirà a ridurre in modo consistente il proprio debito per tornare competitiva nelle contrattazioni.
      Il 21 ottobre 2015 Marchionne riesce nel suo intento nel migliore dei modi. Quota la Ferrari in borsa al NYSE col ticket RACE al massimo del prezzo indicato nell'intervallo nelle operazioni preliminari: 52 dollari per azione. La diretta conseguenza è che il mercato attribuisce a Ferrari un valore di circa 10 miliardi di dollari, la quale incassa dalla vendita delle azioni 982,4 milioni di euro. Tutto in linea con quanto preventivato, nonostante i dubbi sollevati per una operazione votata esclusivamente a favore del gruppo FCA.
       
      Passa qualche settimana. Il campionato del mondo di Formula 1 è ancora in corso. Lewis Hamilton si conferma campione e la Ferrari cerca di portare a casa il maggior numero di punti possibili per provare a chiudere la stagione con il secondo posto nella classifica piloti: si ritrova, però, a dover lottare con un Nico Rosberg rinato.
      Nel frattempo a Wall Street gli entusiasmi dall'operazione di vendita calano, il titolo RACE al NYSE scende sotto il prezzo di vendita: nulla di preoccupante in quanto i pareri delle banche restano ottimisti per un veloce recupero, fissando un prezzo target che va dai 60 ai 64 dollari.
      Il campionato di F1 giunge alla sua conclusione. Si archivia un'annata che ha visto una Ferrari come la seconda forza del mondiale. Ora gli sforzi sono concentrati sulla vettura per la nuova stagione, circondata da un brusio di contorno su alcune particolari scelte tecniche più o meno rilevanti e più o meno scontate.
      Sergio Marchionne procede invece a tutta velocità verso il passo successivo del suo piano finanziario: la quotazione della Ferrari a Piazza Affari. Operazione che serve a separare di fatto il Cavallino Rampante dal gruppo FCA, lasciandolo controllato sempre da quest'ultima. FCA ottiene dopo qualche mese quei 3 miliardi tanto desiderati da Ferrari, con l'aggiunta di sgravi dal punto di vista fiscale in quanto anche Ferrari ha spostato la sede amministrativa in Olanda. Per l'azienda Ferrari ora c'è l'arduo compito di ridurre il debito ricevuto e di mantenere il proprio valore sul mercato. Per l'amministratore delegato di FCA invece è il momento di riaprire le trattative con General Motors.
       
      Un paio di mesi dopo la quotazione presso la Borsa di Milano arrivano i primi risultati relativi all'anno 2015: vengono definiti come "i migliori di sempre", con un utile netto in forte crescita. Gli entusiasmi sono ancora una volta frenati dalle previsioni per l'anno 2016, che rivedono al ribasso gli utili e la disponibilità economica dell'azienda. La diretta conseguenza è sul processo per ripianare il debito,  in quanto questo procederà più lentamente del previsto. Il mercato non ha accolto bene questa notizia, che per sua natura valuta le possibilità di crescita di un'azienda nel breve e medio periodo. Il titolo perde velocemente valore fino a toccare il minimo di 31.66 dollari alla borsa di New York, lontano dai 52 dollari dal prezzo di vendita e da quei 60 dollari del prezzo obbiettivo. A Milano il titolo viene sospeso per eccesso di ribasso a causa di una inchiesta oltre oceano, che vede il gruppo FCA coinvolta in un problema al cambio elettronico su diversi modelli delle vetture del gruppo, per un più di 850.000 consegne afflitte da questo problema. Il mercato azionario lancia un segnale che mostra come i legami tra il gruppo FCA e la controllata Ferrari sono ancora evidenti malgrado la separazione avvenuta.
       
      Per la Scuderia Ferrari il mese di febbraio non vuol dire solo risultati finanziari, è soprattutto il periodo presentare la nuova monoposto: la SF16-H. Un nome e una livrea diversi dai precedenti per rompere ancora di più col passato, con quel periodo negativo della vecchia amministrazione che va rimosso in fretta dalla mente dei tifosi del cavallino e non rievocato.
      La presentazione in grande stile è stata trasmessa sia online che sulla tv satellitare e ha dato ampio risalto a tutte le caratteristiche tecniche, ma soprattutto alle speranze di vittoria e di lotta serrata per il mondiale. Sotto il profilo tecnico si evince uno sforzo notevole per recuperare quel gap con Mercedes in ogni settore e i dati della galleria del vento e del simulatore lo confermano. Non mancano nemmeno le dichiarazioni ottimiste dei piloti che si aspettano "una grande stagione" e di "lottare per la vittoria sin da subito."
       
      Pochi giorni dopo la presentazione la Ferrari è impegnata a Barcellona nei test pre-stagionali in una serie di giri veloci per testare le prestazioni della vettura, la nuova nata di casa Mercedes invece sceglie una strategia completamente diversa macinando più chilometri possibili per verificare l'affidabilità della vettura.
      Nel frattempo non si ferma il cammino del piano finanziario del presidente, che colloca il primo bond obbligazionario riservato ai grandi azionisti. Di nuovo un successo superiore alle attese in grado di portare nelle casse di Maranello 500 milioni di euro, che dovranno essere restituiti con gli interessi nel 2023. La richiesta di sei volte maggiore rispetto alla domanda ha fatto scendere l'interesse annuo che il Cavallino dovrà restituire alla scadenza del bond.
       
      Si avvicina l'inizio della stagione 2016. Tutto sembra pronto per tornare alla vetta. La Scuderia è completamente rinnovata. Il presidente ha terminato quel processo di pulizia perché, a suo modo di vedere, la Ferrari "non era né competitiva, né presentabile" rimarcando la distanza dalla vecchia gestione anche con le scelte tecniche della vettura di Formula 1. 
      Nel frattempo l'azienda Ferrari traccia le proprie linee guida a medio termine: ha come obbiettivo per l'anno 2019 l'azzeramento del debito ricevuto da FCA. Si pensa inoltre di aumentare la produzione di auto della casa di Maranello, qualora la situazione generale di mercato sia resa favorevole da una Ferrari vincente in Formula 1. Sergio Marchionne chiede di più alla Ferrari nella sua globalità, assicurando che tutte le Ferrari saranno prodotte nell'area di Modena. Un modo per non intaccare l'esclusività e il valore del marchio, simbolo del made in Italy.
       
      La vittoria per la Scuderia Ferrari diventa quindi un obbiettivo da centrare assolutamente, al pari di quelli finanziari ottenuti da Sergio Marchionne. Diventa obbligatorio essere "vincenti sin da subito" perché il piano finanziario non ammette una Ferrari seconda in campionato. Di conseguenza, se nel 2015 un insperato secondo posto era visto come la rinascita del Cavallino rampante, nel 2016 un secondo posto è una delusione perché l'obbiettivo è star davanti alla Mercedes.
       
      Dopo le prime gare si ha la sensazione che le richieste di vittoria a tutti i costi volute dal nuovo management abbiano portato qualche problema sia a livello tecnico per una vettura con componenti al limite, come ad esempio la turbina della vettura di Kimi Raikkonen in Australia o l'errore software che ha portato alla rottura della valvola del motore di Sebastian Vettel in Bahrain; a livello psicologico i due piloti in Cina, pur di sopravanzare la Mercedes di Rosberg al via, si toccano a vicenda compromettendo le prestazioni della vettura e della propria gara.
       
      Sergio Marchionne alla conclusione del GP dichiara che la partenza "non è stata da Ferrari" rincarando la dose con un "sono più imbarazzati loro che io" riferito ai piloti malgrado il secondo posto ottenuto da Sebastian Vettel. 
      La presenza del presidente ai box durante una gara si conferma, ironicamente, più come una sfortuna per la gara che uno stimolo ad aumentare il rendimento da parte di tutti i tecnici in loco. La presenza di Marchionne in Cina non è comunque figlia del solo evento in quel di Shanghai, ma anche del memorandum d'intesa per la costruzione del nuovo Ferrari Land sottoscritto da Ferrari assieme a due partner cinesi. Si tratterà di un parco molto simile a quello di Abu Dhabi con una location però ancora da decidere.
       
      L'aver intrecciato in modo così stretto la finanza alle prestazioni della Scuderia Ferrari potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, soprattutto per quest'ultima che si ritrova con una responsabilità che va ben oltre alla pista. Il mondo delle corse per Ferrari torna ad essere l'immagine di tutta l'azienda, dove una vittoria o una sconfitta hanno conseguenze che vanno ben oltre alle classifiche del mondiale di Formula 1.
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