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1 - Le origini

 

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Negli anni ’60 della Swinging London, Sir Thomas Alexander Fermor-Hesketh, terzo barone Hesketh di Hesketh, è un nobile adolescente inglese (e scozzese da parte di madre) che vive in un’immensa tenuta a Easton Neston adiacente al paesino di Towcester, con annesso ippodromo, a soli 7 chilometri da Silverstone.

[Per chi era con me in Inghilterra lo scorso anno, si tratta di quell’immensa tenuta che era proprio dietro al gommista. Eravamo lì e non lo sapevo :wall: ]

 

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Le corse dei cavalli non appagano però la sua voglia di divertimento anche perché frequenta un noto condominio di Harrow, alla periferia nord-ovest di Londra, dove vivono piloti come Piers Courage, Charles Chricton-Stuart, Charles Lucas e, per un breve periodo, anche Jochen Rindt. Poi ci sono anche imprenditori di non eccelse qualità  come Frank Williams e Anthony Horsley. Quest’ultimo, soprannominato Bubbles, è amico intimo della famiglia Hesketh.

 

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Di sette anni più grande, Horsley è un modesto ex pilota di F3, esperto di aviazione e gestione immobiliare. Nel tentativo di entrare in qualche modo nel giro del motorsport, nel 1962 riesce a convincere Ian Burgess e Tony Settember ad assumerlo alla Scirocco-Powell come responsabile delle vendite. La scuderia non ha però un grosso giro d’affari e Tony riesce soltanto a vendere le due vecchie Emeryson F1 della scuderia sotto forma di pezzi di ricambio per altre vetture e ben presto viene “degradato” ad autista del camion del team e poi licenziato.

Nello stesso periodo si mette appunto in società  con Frank Williams in una compravendita di appartamenti proprio ad Harrow,. Frank però si rivela essere un pessimo affarista e Horsley si vede costretto a  richiamare i clienti di nascosto per cercare di rinegoziare gli accordi raggiunti dal socio e ridurre i danni economici

Nonostante la disastrosa situazione economica, Horsley e Williams acquistano due vecchie monoposto di F3 (rispettivamente una Ausper T3 e una Brabham BT9) per correre nei circuiti europei ma con risultati deludenti.

 

“Probabilmente abbiamo raggiunto l'apice del nostro sodalizio quando siamo volati via entrambi al Nurburgring nel 1964. In una curva mi sono distratto vedendo negli specchietti una macchina che rimbalzava tra gli alberi (poi ho saputo che era Frank) tanto che ho perso il controllo e sono volato via pure io. Il risultato è stata un grande abbuffata ad Amburgo per festeggiare la nostra incolumità  e il conseguente ritorno in Inghilterra con una trentina di sterline di ferrovecchio nel retro del furgone.”

 

Terminata l’esperienza corsaiola, Horsley si cimenta come attore di pubblicità  televisive di sughi e birra e poi, alla fine del 1969 parte con un amico per il Nepal dove rimane per un anno spacciandosi per Guru, per la gioia delle persone che giungono in Himalaya da tutto il mondo per consultarlo.

Probabilmente assorto nelle sue sedute di contemplazione mistica, Bubbles non si rende conto che il suo conto in banca è parecchio in rosso, così deve tornare a casa e mettersi a vendere auto usate per rientrare dai debiti.

 

Nel frattempo il paffuto giovane Lord Hesketh viene mandato dalla famiglia a lavorare in una banca di San Francisco per accrescere la sua conoscenza e smaliziarsi nel settore della gestione finanziaria anche perché, al raggiungimento della maggiore età , eredita parte dell’enorme patrimonio del padre (morto nel 1955). Sempre appassionato alle gare automobilistiche che si corrono sul vicino autodromo, al suo ritorno in Europa si cimenta nei rally locali al volante di una Ford Cortina 1600E, navigato dal lattaio del paese Bob Freeborough ma la sua carriera di pilota si conclude contro una mietitrebbia durante un test nelle stradine della tenuta.

 

Proprio in questo periodo Lord Hesketh e Bubbles si ritrovano dopo tanto tempo e decidono di creare una propria scuderia automobilistica. L’idea sarebbe quella di partecipare al campionato di Formula Ford ma ormai Horsley ha quasi raggiunto la notevole stazza dell’amico Alexander ed entrare in quelle vetturette gli sarebbe impossibile, per cui si decide di partire con la F3.

Fuori da molti anni dalle corse in monoposto, Bubbles partecipa ogni tanto a gare midget al volante di una Dastle, vettura costruita da Geoff Rumble. Ed è proprio alla porta di Rumble che va a bussare Hesketh per commissionargli la costruzione di una monoposto di F3 con abitacolo abbastanza largo da contenere le natiche di Bubbles.

 

La Dastle Mk9 (o Dastle T9, o Hesketh Dastle) è così pronta per l’inizio della stagione 1972.

 

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Il debutto avviene il 29 aprile a Oulton Park per la quarta gara del campionato britannico dove vince Tony Brise e Horsley si classifica al nono posto. Ritirato a Thruxton, Bubbles capisce di non essere più competitivo e, in vista del prestigioso GP di Montecarlo, Lord Hesketh lo promuove a team manager e si guarda intorno per ingaggiare un altro pilota. La scelta ricade su Steve Thompson che si classifica 12° a un giro da Patrick Depailler in una gara corsa sotto la pioggia. La delusione è tanta, Lord Hesketh non è per niente contento della falsa partenza del suo team. Ci vuole un salto di qualità .

 

 

Continua.

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2 - La F3 mi va stretta

 

Il primo incarico di Bubbles come team manager è quello di cercare un pilota veloce.

In quegli anni in Inghilterra c’è un certo James Hunt, un giovane pilota che corre in F.Ford e F3 dal 1968 che è tanto veloce quanto incline all’incidente. Conquista pole position, giri veloci, podi e vittorie ma molto spesso, forse troppo, conclude le gare contro avversari e guardrail, tanto da meritarsi il soprannome Hunt The Shunt.

 

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Nel 1971, al volante della March 713 semiufficiale del team Team Rose Bearings, termina il campionato britannico di F3 al decimo posto. Si tratta di un campionato molto competitivo che vede sfidarsi piloti come Dave Walker, Roger Williamson, Jochen Mass, Patrick Depailler, Jody Scheckter, Alan Jones, David Purley, Jean-Pierre Jabouille, Gerry Birrell e Tom Walkinshaw.

 

La March offre ad Hunt una monoposto ufficiale per la stagione 1972 ma gli incidenti continuano e il miglior risultato è un terzo posto a Mallory Park. La sua filosofia è “datemi un motore abbastanza veloce in rettilineo che poi in curva mi arrangio io a tenere a bada gli altri”. Proprio a Montecarlo, James distrugge la sua 723 al primo giro della prima batteria e questo manda su tutte le furie Max Mosley col quale ha una violenta discussione che sfocia poi nel suo licenziamento immediato. E’ il 13 maggio 1972.

 

Il weekend successivo si corre a Chimay il Grand Prix des Frontières dove Hunt partecipa al volante di una vecchia March 713 dell’Equipe La Vie Claire Internationale. Bubbles gli parla e gli offre di guidare la Dastle e l’accordo viene subito raggiunto.

 

Bubbles con gli occhiali da sole e James. Sullo sfondo Roger Williamson.

 

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Il debutto avviene l’11 giugno a Silverstone dove James non finisce nemmeno il primo giro per un incidente. Stessa cosa a Brands Hatch nella gara di contorno del GP di F1: sempre incidente al primo giro alla velocissima curva Hawthorn e Dastle distrutta.

 

Rouen, settimo classificato.

 

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Hunt vede ormai la F3 come un tunnel senza uscita e decide di tentare il tutto per tutto. Cerca di convincere Mosley a cedergli un telaio F2 dell’anno precedente per concludere la stagione, confidando che Lord Hesketh gli possa mettere a disposizione un motore competitivo. Bubbles sposa l’idea e alla fine Lord Hesketh accetta. Si può fare. La F3 finisce in soffitta. Si riparte dalla F2.

 

Acquistati telaio e motore, la prima occasione è la Rothmans 50.000 che si corre a Brands Hatch, una gara di F.Libera molto famosa in Gran Bretagna (118 giri pari a 503 km). I detrattori immaginano che con una F2 Hunt farà  ancora più danni che in F3 e invece lui zittisce tutti con una gara veloce e pulita che lo vede classificarsi al 5° posto dietro alle F1 di Fittipaldi (Lotus 72D), Redman (McLaren M19A) e Pescarolo (March 711) e alla March 722 di Gerry Birrell.

La settimana successiva a Salisburgo lotta fino a metà  gara con le Surtees ufficiali di Pace e Hailwood (che poi vincerà  il campionato) fin quando il suo motore Ford elaborato da Brian Hart esplode. A Oulton Park arriva il primo podio, dietro alle March ufficiali di Peterson e Lauda, poi un quinto posto ad Albi e un ottavo a Hockenheim. L’ottimo lavoro svolto impressiona positivamente Lord Hesketh ma non solo lui.

 

La squadra viene infatti invitata a Interlagos per partecipare al Torneio Internacional de Formula 2 do Brasil, una manifestazione che si disputa su tre prove tra il 29 ottobre e il 12 novembre. Ogni weekend si corrono due batterie e una finale e vi partecipano i migliori piloti del campionato di F2 più i brasiliani migliori come i fratelli Fittipaldi, Pace, ecc.

Nel primo weekend James si classifica quinto assoluto e con la sua 712 è il migliore tra le March, davanti alla 722 di Purley, per la gioia di Lord Alexander che, rimasto in Inghilterra, viene informato via telex da Bubbles .

La settimana successiva però avviene un quasi disastro. Nel primo giro delle prove libere Hunt va a sbattere rovinosamente e la 712 necessita di essere riparata. E qui scatta il genio di Bubbles che lo stesso giorno raggiunge un accordo con la VASP, una compagnia aerea interna, per l'utilizzo dei loro laboratori all'aeroporto di Congonhas. Un meccanico del team viene così affiancato dai meccanici della VASP che solitamente rigenerano i motori dei vecchi Dakota e dopo 4 giorni di duro lavoro la 712 è di nuovo pronta per gareggiare. Nel frattempo Bubbles, appassionato di aerei, si finge interessato all’acquisto di un Dakota ed è libero di scorazzare negli hangar salendo anche nella cabina di pilotaggio di un DC-6.

Nell’ultima gara del trittico Hunt chiude al 4° posto dietro a Hailwood, Schenken e Regazzoni.

 

Al ritorno in Inghilterra, Hunt e Bubbles trovano un Lord Hesketh che, felice per i risultati ottenuti, ha già  pianificato di partecipare all’europeo F2 1973 e, dal momento che la vettura che ha dominato nella stagione appena conclusa è la Surtees, ha già  acquistato un telaio del nuovo modello per puntare alla vittoria finale.

 

 

continua

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3 - Anche la F2 mi va stretta

 

La stagione 1973 di F2 comincia l’11 marzo a Mallory Park dove Lord Alexander stupisce l’intero paddock facendo sfoggio del suo modo di intendere le corse. Manda infatti a prelevare gli ospiti  col suo elicottero Jet Ranger, li fa atterrare in un campo vicino al circuito e poi li trasporta nel paddock con due delle sue automobili: una Rolls Royce Silver Shadow con livrea “gessato” e una Mercedes SSK. In realtà  il suo parco auto comprenderebbe anche una Porsche Carrera RS ma dopo che Hunt l’ha presa per andare a fare un controllo, non l’ha più rivista.

Inoltre, dal momento che il palato di Lord Hesketh è un po’ difficile da soddisfare con la classica ristorazione da autodromo, Bubbles organizza un catering su misura a base di caviale e champagne. Tanto paga Sua Signoria.

Ma non si pensi che Lord Hesketh sia uno che butta denaro senza ritegno. Infatti, dopo un incidente con la Rolls, nell’attesa che venga riparata scopre che al noleggio Hertz si possono risparmiare ben 7 sterline al giorno se si sceglie una Rolls Corniche invece di un’altra Silver Shadow.

 

Nelle qualifiche Hunt ottiene il quarto tempo e nella prima batteria tiene agevolmente il passo dei migliori ma dopo 21 dei 50 giri in programma si stacca una sospensione della sua Surtees TS15 e si deve ritirare.

 

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Davanti alla Surtees ufficiale di Hailwood.

 

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La settimana seguente si corre a Brands Hatch la Race of  Champions, riservata a monoposto di F1 e F5000 e il team Hesketh vi partecipa in virtù dell’accordo raggiunto con John Surtees al momento dell’acquisto della TS15, secondo il quale la scuderia di Towcester potrà  disporre del muletto di Hailwood, la  TS9B usata dallo stesso Mike The Bike nel mondiale di F1 1972.

Hunt, per la prima volta al volante di una F1, si qualifica in settima fila col 14° tempo (su 29 partecipanti) mettendosi alle spalle Graham Hill e John Watson.

La gara si rivela essere una corsa a eliminazione con ben 16 ritirati ma Hunt si rende protagonista di una prestazione meravigliosa che lo porta a concludere al terzo posto, sfiorando il secondo (Hulme) per pochi centesimi.

Non male per un deb.

 

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Dopo questo acuto però si ritorna alla F2 dove cominciano a emergere diversi problemi riguardanti la TS15 che consuma troppo le gomme ed è molto lenta in rettilineo per via della grande ala posteriore. Nelle quattro gare Hunt conta un decimo posto a Thruxton e tre ritiri a Hockenheim, Nurburgring e Pau. Per tentare di ovviare al problema dell’ala posteriore, si decide di effettuare un test a Goodwood togliendola completamente. Il risultato è che Hunt esce rovinosamente alla curva Madgwick volando oltre il terrapieno.

 

Bubbles e Alexander considerano che i problemi di gomme, di telaio e di motore sono troppo grossi per agevolare la carriera di Hunt e allora Lord Hesketh decide che, invece di continuare a raccogliere delusioni in F2, tanto vale salire in F1.

 

Proprio nel weekend di Pau (5-6 maggio), il team chiude il rapporto con Surtees e Lord Hesketh decide di acquistare una March 731.

 

 

continua

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