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Rally, a chi e' andato di... Traverso?


Mauro Serafin
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Perché uno sport così spettacolare senza DRS e Kers vari non se lo fila nessuno?

Il WRC perde pezzi ogni anno, le tappe diminuiscono, i piloti se ne vanno e gli sponsor pure. Eppure la gente che lo segue c'è, possono dire che è pericoloso, ma una gara di moto lo è molto di più a pensarci bene...

Dite la vostra, sempre se ne avete voglia... ;)

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Con me sfondi una porta aperta, ma appunto, come tu dici, l'attuale Mondiale non mi attira più. Ero grande appassionato fino al 1996, poi accorciarono le gare in modo davvero eccessivo, eliminarono le tappe in notturna, introducendo cazzate come il superrally ecc. ecc. inoltre, come dice mammamia, le macchine sembrano tutte uguali, velocissime ma omogeneizzate nel comportamento.... E allora meglio i rally storici....

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Un altro motivo del perché sia così poco seguito è il fatto che in TV se ne parla poco e niente, ma questo è un problema dell'Italia che aldilà  della Formula 1 non ha voglia di andarci...

A me piace molto, mi ricordo che sin da piccolino (2000-2001?) guardavo le varie rubriche su Eurosport e vedevo i vari McRae, Mà¤kinen, Sainz (che mi piaceva molto) e Grà¶nholm sfrecciare su terreni diversi a velocità  incredibili e mi chiedevo "ma come fanno ad andare così forte?". Quasi mi spaventavano da quanto andavano forte ma, allo stesso tempo, ero stupito da quanto fossero bravi a rimanere sulla strada giusta. Crescendo mi sono accorto che il rally è un grandissimo spettacolo, molto sottovalutato in Italia anche per l'assenza di un pilota forte che gareggia nel Mondiale (basti pensare che l'ultima vittoria italiana nel WRC la ottenne Liatti al Monte nel '97...).

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innanzitutto , purtroppo, non è uno sport molto televisivo ..... in secondo luogo almeno qui in Italia anche se molte PS sono seguite da tantissimi appassionati gli viene dato poco risalto, terzo ripeto non è più divertente da vedere come una volta. E' un vero peccato secondo me

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Di piloti italiani forti ce ne sarebbero anche (Basso, Scandola e il giovanissimo Bresolin) ma il problema è lo stesso di tutti gli sport motoristici: ci vogliono i soldi, e tanti purtroppo... Poi come dice mammamia non è nemmeno tanto televisivo ma se pensiamo che fanno vedere anche il ciclismo (niente contro i ciclisti anzi) una formula per far vedere le speciali la trovano sì.

Però è anche vero che il rally va visto dal vivo, arrivando alla mattina presto per prendersi il posto con 3 tornanti di fila... :) Quelli sì che erano giorni di scuola saltati per una giusta causa! ;)

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  • 3 weeks later...

In Italia il rally non è molto seguito dagli organi di informazione perchè manca il traino della Fiat intesa come gruppo che piaccia o no è stata la casa che più ha dato risalto alla specialità  e se non c'è il traino il carretto non si muove.

Edited by FRANCY59
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  • 1 month later...

Io il mondo dei rally lo capisco sempre meno, ogni anno che passa. Gli è stato tolto lo spirito d'avventura, con prove ridotte a 20-25km e inflazione di SSS in stadi o parcheggi.

Poi il capitolo vetture. Si è stabilito che, per ritorni pubblicitari, debbano correre hatchback europee con alti volumi di vendite. Va benissimo, per carità . Però fino ad una decina di anni fa c'era una sorta di fil-rouge che connetteva la vettura di serie (Lancer, Impreza, Celica, Delta, quello che vi pare) con il modello da corsa: erano vetture sportive a trazione integrale, che uno poteva comprarsi.

Ora la Citroen con Loeb vince a man bassa da anni, ma in produzione non ha neanche UNA misera vettura 4WD. Ma qual'è il senso? Perché correre nei rally se poi non ti interessa quel segmento di vendite?

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  • 2 months later...

Dal blog del direttore di "Quattroruote", Carlo Cavicchi, grande esperto di rally come sappiamo tutti, ecco un commento di un lettore e la risposta del direttore:

LETTORE: - Buongiorno Direttore, avrà  sicuramente analizzato la questione e pertanto Le chiedo:
Lei come si spiega l'innegabile declino che i rally stanno vivendo già  da anni, il totale disinteresse, almeno in italia, dei media, lo scarso impegno delle case ufficiali. Ai vertici mondiali dei rally c'è qualcuno che sta lavorando per questo?
Grazie, cordialmente



CAVICCHI: - Il discorso è troppo lungo per essere svolto qui. Dico solo che il primo grande errore è stato quello di scimmiottare la F1 obbligando tutte le squadre che volevano essere nel mondiale a correre tutte le prove in calendario. Una follia. Un tempo c'erano tanti costruttori, ma Saab correva solo le corse nel Nord Europa, la Peugeot e la Toyota le gare africane, la Renault quelle nel Sud Europa con poche altre eccezioni. Morale: negli anni 70 i piloti professionisti nel giro che contava, al massimo livello cioè, erano più di 40 mentre oggi si contano sulla dita di una mano. Obbligare il prossimo a svenarsi è una politica miope, e i risultati si vedono.
 

Altro commento di Cavicchi all'interno della discussione:

"[..] Aggiungo poi, ma questa è una nota polemica, che i rally di oggi sono un po' una presa in giro della disciplina, con chilometraggi di prove speciali che sono pari a quelli dei rally nazionali di trent'anni fa. Allora si poteva dare spazio all'epica della specialità , adesso ci si deve limitare a distacchi di decimi che sono la testimonianza dell'atissimo livello di competitività  raggiunto da pochi protagonisti, ma che con la poesia delle grandi imprese hanno ben poco da spartire."

 

 

Pur nell'amarezza di vedere i rallyes ridotti così, mi fa molto piacere che il direttore Cavicchi (del quale ho grande stima), la pensi esattamente come me.

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Ai tempi delle Gruppo B i rally erano all'apice, i piloti erano costretti a correre tra 2 spessi muri di persone.. perché alla gente, volente o nolente, piace vedere le macchine fantascientifiche.

Ovviamente i disastri inevitabili hanno cambiato tutto, ma impossibile fosse altrimenti perché tutti i limiti umani possibili erano stati superati.

 

Si è riusciti in italia a tenere comunque un certo interesse grazie alla Lancia che dominava e ad un gruppo A che nell'evoluzione era riuscito quasi a riaqquistare il fascino delle gruppo B, anche se molto alla lontana. Con l'arrivare delle WRC da 300cv e dei domini giapponesi, l'era dell'elettronica, il tutto ha perso di fascino.. c'è stato McRae a dare spettacolo e pochi flash

 

Il rally con le auto di grande serie ha perso tutto.. potevano essere divertenti nel BTCC perché si sportellavano a morte, nel rally dove si corre a tempo no.

Prendete un bambino e portatelo a vedere un rally storico, guardate la faccia che fa quando passa una peugeot 206 rally e quella di quando passa una Lancia Delta S4.

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Ai tempi delle Gruppo B i rally erano all'apice, i piloti erano costretti a correre tra 2 spessi muri di persone.. perché alla gente, volente o nolente, piace vedere le macchine fantascientifiche.

Ovviamente i disastri inevitabili hanno cambiato tutto, ma impossibile fosse altrimenti perché tutti i limiti umani possibili erano stati superati.

 

Si è riusciti in italia a tenere comunque un certo interesse grazie alla Lancia che dominava e ad un gruppo A che nell'evoluzione era riuscito quasi a riaqquistare il fascino delle gruppo B, anche se molto alla lontana. Con l'arrivare delle WRC da 300cv e dei domini giapponesi, l'era dell'elettronica, il tutto ha perso di fascino.. c'è stato McRae a dare spettacolo e pochi flash

 

Il rally con le auto di grande serie ha perso tutto.. potevano essere divertenti nel BTCC perché si sportellavano a morte, nel rally dove si corre a tempo no.

Prendete un bambino e portatelo a vedere un rally storico, guardate la faccia che fa quando passa una peugeot 206 rally e quella di quando passa una Lancia Delta S4.

 

Non condivido.

Le WRC (dal '97 a oggi) non hanno praticamente nulla in comune con le "auto di grande serie" da cui dovrebbero derivare, a parte la forma esterna.

 

E poi anche le Gruppo A pre-1997 erano ormai a grandissimi livelli di prestazioni, graditissime ai piloti e al pubblico.

 

Le Gruppo B, per quanto super-affascinanti e che coincisero con un grande sviluppo mediatico dei rallyes supportato dall'ingresso di diversi costruttori, erano comunque veri e propri prototipi da pista da 500-600 CV messi a correre su stradine di campagna, boschi, sentieri e strade normali.

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Okkio ragazzi che anche tra le gruppo B le auto erano molto diverse tra di loro ..... Una Zero era come guidare una bicicletta mentre per esempio la S4 era una vettura inguidabile! A farla andare e' stato capace Uno solo.

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Okkio ragazzi che anche tra le gruppo B le auto erano molto diverse tra di loro ..... Una Zero era come guidare una bicicletta mentre per esempio la S4 era una vettura inguidabile! A farla andare e' stato capace Uno solo.

 

Verissimo Claudio, ma la Zero è una Gruppo B "prima maniera", sulla falsariga della Stratos (che era un Gruppo 4, e nell'82 i Gruppi B e 4 convissero per una stagione), e la sua potenza non era al livello della successiva mostruosa S4...

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Non condivido.

Le WRC (dal '97 a oggi) non hanno praticamente nulla in comune con le "auto di grande serie".

 

E poi anche le Gruppo A pre-1997 erano ormai a grandissimi livelli di prestazioni, graditissime ai piloti e al pubblico.

 

Le Gruppo B, per quanto super-affascinanti e che coincisero con un grande sviluppo mediatico dei rallyes supportato dall'ingresso di diversi costruttori, erano prototipi da pista da 500-600 CV messi a correre su stradine di campagna, boschi, sentieri e strade normali.

 

Ma tu parli da appassionato come me.. la mia era l'interpretazione della visione della gente meno appassionata

 

la Polo WRC e la DS3 WRC interessano ben poco alla gente..

 

il Gruppo A a fine carriera era arrivato a surclassare brutalmente le prestazioni delle Gruppo B e quindi l'interesse era tornato ad alti livelli

 

Sulle Gruppo B sono d'accordissimo, come ho scritto tutti i limiti umani erano stati superati. Un suicidio vero e proprio

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Ma tu parli da appassionato come me.. la mia era l'interpretazione della visione della gente meno appassionata

 

la Polo WRC e la DS3 WRC interessano ben poco alla gente..

 

il Gruppo A a fine carriera era arrivato a surclassare brutalmente le prestazioni delle Gruppo B e quindi l'interesse era tornato ad alti livelli

 

Sulle Gruppo B sono d'accordissimo, come ho scritto tutti i limiti umani erano stati superati. Un suicidio vero e proprio

no no gruppo A surclassare gruppo B nei tempi nooooooo
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Okkio ragazzi che anche tra le gruppo B le auto erano molto diverse tra di loro ..... Una Zero era come guidare una bicicletta mentre per esempio la S4 era una vettura inguidabile! A farla andare e' stato capace Uno solo.

 

Se si fosse continuato chissà  dove saremmo arrivati.. guardando solo la ECV2. Puntando molto sulla potenza si sarebbe arrivati nel giro di qualche anno a cose assolutamente assurde

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Ci ho fatto un giretto sulla Ecv2 ...... semplicemente non si può' nemmeno provare ad andare forte !

 

Allora esiste funzionante! qualche possibilità  che il buon Beppe Volta la possa mettere in strada? avere ECV e ECV2 da vedere girare sarebbe magnifico

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  • alessandrosecchi changed the title to Rally, a chi è andato di... Traverso?
  • sundance76 changed the title to Rally, a chi e' andato di... Traverso?

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    • By leopnd
      WRC Croatia Rally



      https://rally-croatia.com
    • By leopnd
      Dopo la chiusura del programma in Formula E al termine dell’attuale stagione, l’impegno della casa dei quattro anelli nel mondo delle zero emissioni nel motorsport proseguirà debuttando nella Dakar nella prossima stagione, con un veicolo dotato di propulsione elettrica. «Con il progetto Dakar – ha spiegato Julius Seebach, amministratore delegato di Audi Sport GmbH nonché responsabile di tutte le attività motorsportive del marchio tedesco – noi di Audi restiamo fedeli alla nostra filosofia di utilizzare per la prima volta nuove tecnologie nel motorsport che sono rivoluzionarie per le future auto stradali. Nella nostra storia nei rally, ad esempio, è stato il caso delle quattro ruote motrici [con l’Audi Quattro nelle competizioni rallistiche negli anni Ottanta, ndr], e ora testeremo i componenti delle powertrain di domani in condizioni estreme alla Dakar. Allo stesso tempo, offriremo esperienze entusiasmanti a clienti e fan».


      Il progetto della vettura Audi per l’edizione 2022 del rally raid, gestito dal già capo del programma DTM di Audi Sport Andreas Roos, sta andando perciò avanti, con il concept quasi ultimato e i test già fissati per metà 2021. «Il progetto Dakar è una sfida enorme per l’intero team. Abbiamo un programma serrato per implementare il nostro concept innovativo. Siamo la prima casa automobilistica ad affrontare la Dakar con un gruppo motopropulsore elettrico. L’intero team sta lavorando a tutto campo in modo da poter essere pronti per partire in tempo per la Dakar 2022», ha spiegato Roos, esponendo poi i dettagli tecnici della vettura, che monterà tre powertrain che arrivano dall’esperienza in Formula E: «Avremo una MGU sull’asse anteriore e uno sull’asse posteriore. Una terza MGU funge da generatore per caricare la batteria ad alta tensione durante la guida. Certo – puntualizza -, dobbiamo apportare modifiche, perché il deserto ha sfide diverse rispetto alle città in cui stiamo correndo attualmente in Formula E: salti, sabbia, le tappe molto lunghe. Ma fondamentalmente possiamo sfruttare l’esperienza della Formula E e anche dei nostri prototipi di Le Mans con la e-tron Quattro».

      La batteria del veicolo per la Dakar sarà sviluppata in proprio da Audi e verrà caricata grazie all’energia trasmessa dal motore termico turbo-benzina TFSI mutuato dal DTM, che Roos assicura essere «incredibilmente efficiente e all’avanguardia in termini di peso e consumi», ma «utilizzato solo per caricare le batterie nelle prove speciali», mentre nelle tappe di trasferimento la vettura dovrebbe correre in pieno regime elettrico, secondo i piani di Audi. «La batteria deve essere caricata durante la guida, poiché attualmente non ci sono altre opzioni per farlo nel deserto», ha concluso Roos. In pratica non si tratterà di una vettura 100% elettrica, anche perché per rally raid come la Dakar bisogna ancora trovare la quadra per garantire mezzi a zero emissioni con una autonomia tale da resistere per centinaia di chilometri, senza necessità di ricarica.
    • By leopnd
      89. Rallye Automobile de Monte-Carlo

       

      www.wrc.com
    • By sundance76
      Nonostante fosse lontanissimo dalla filosofia dei rally "all'europea", il Safari da moltissimi era considerato il più duro, il più imprevedibile, il più difficile dei rallyes.
      Non so se riusciranno a farlo disputare nel 2021, e non so nemmeno in quale formato, ma l'epopea di questo rally è una delle cose più entusiasmanti della mia passione automobilistica:
       
    • By leopnd
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