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R18

Antonio Giovinazzi

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23 anni compiuti lo scorso dicembre, Antonio Giovinazzi da Martina Franca è salito alla ribalta del motorsport mondiale quasi inaspettatamente. Fino all'anno scorso era un pilota poco conosciuto anche in Italia, questo perché non tutti sanno che il Giovi, qua da noi, ci ha corso pochino per quanto riguarda le serie propedeutiche.

Passata la consueta gavetta nei kart, Giovinazzi infatti si trasferisce niente meno che in Cina, nel 2012, all'età di 19 anni. Corre e vince la Formula Pilota China, con 6 successi in 18 gare. In questo periodo, il suo compagno di squadra nel team filippino Eurasia Motorsport è Sean Gelael. Il padre di Gelael è proprietario della succursale indonesiana di KFC, nota catena di fast food a stelle e strisce. Questo ricco ma curioso sponsor accompagnerà Giovinazzi fino alla GP2.  

Nel settembre 2012, Giovinazzi partecipa come ospite all'ultima gara di Formula Abarth a Monza, vincendo due gare su tre.

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A seguito di questa strana gavetta, Giovinazzi torna in Europa per partecipare al campionato continentale del 2013. Il team è la Double R di Kimi Räikkönen e Steve Robertson. Poco si può fare, tuttavia, di fronte agli squadroni Prema, Mücke e Carlin. Giovinazzi parte decisamente in ombra ma cresce nel finale di stagione, conquistando un sesto e un settimo posto nell'ultimo weekend a Hockenheim. Chiude il campionato 17esimo, con 31 punti.

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Meglio va nel campionato britannico, tuttavia ormai derelitto. Vince due gare ma il titolo va a Jordan King, più giovane ma paradossalmente più esperto.

Per il 2014, lo sponsor indonesiano decide di aumentare il proprio impegno acquistando ben tre vetture del team Carlin per Giovinazzi, Gelael e il figlio del campione di rally Stig Blomqvist, Tom. In un team più preparato, Giovinazzi riesce maggiormente a mettersi in mostra, ottenendo il suo primo successo al Red Bull-Ring e ripetendosi poco dopo al Nürburgring. Il campionato 2014 è quello della sfida Ocon-Verstappen, con Blomqvist altro ottimo protagonista. Con due vittorie e sette podi complessivi, Giovinazzi è sesto in classifica.

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Nel 2015, Giovinazzi ha l'esperienza giusta per dare l'assalto al titolo. L'inizio di stagione è ottimo, con nove podi nelle prime nove gare, ma la rimonta di Felix Rosenqvist sarà incontenibile e Antonio, pur vincendo sei gare e salendo sul podio in 20 occasioni su 33 è "solo" vice-campione europeo. Si aggiudica comunque il prestigioso Masters di Zandvoort ed è quarto nel Gran Premio di Macao.

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Il forte legame tra Carlin e Volkswagen permette a Giovinazzi di entrare anche nelle grazie del marchio Audi, come pilota di riserva del DTM (che corre negli stessi weekend della Formula 3). L'occasione per debuttare nel turismo tedesco si presenta dopo il pasticcio di Ingolstadt al Red Bull-Ring, quando Timo Scheider sbatte fuori le Mercedes di Wickens e Wehrlein all'ultimo giro di gara-2. Per Scheider arriva l'esclusione dal weekend di Mosca, dunque Audi chiama proprio Giovinazzi al suo posto. Il debutto con una macchina totalmente sconosciuta è difficile e Giovinazzi rimane in fondo al gruppo per praticamente tutto il fine settimana, ma riesce ugualmente a dimostrare che con più esperienza potrebbe essere della partita anche qui.

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A gennaio 2016, Giovinazzi torna in Asia per prendere parte alle 3h di Buriram e Sepang, in coppia con Sean Gelael alla guida di un'Oreca LMP2. Il duo vince agilmente entrambe le gare.

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Per quanto riguarda la "regular season", Giovinazzi passa in GP2 con il team Prema. Il debutto a Barcellona non è esaltante, con uno strike ai danni di Raffaele Marciello a gara di fatto conclusa, vista la grande confusione provocata dalla Direzione Gara che espone la bandiera a scacchi con un giro di ritardo. Giovinazzi sale definitivamente alla ribalta mondiale con la doppietta nel weekend di Baku, con la vittoria dalla pole in gara-1 e un'incredibile rimonta dal fondo in gara-2, culminata nel sorpasso sul compagno di squadra Gasly nelle ultimissime battute. Dopo un inizio di stagione incerto, con tanti piloti a scambiarsi le posizioni in classifica generale, il campionato si incanala verso un duello Prema tra Giovinazzi e Gasly. Il francese fa da lepre, l'italiano insegue. L'avvicinamento definitivo si ha tra Spa e Monza, dove Giovinazzi conquista un'incredibile vittoria in gara-1 grazie a una svista clamorosa della Direzione Gara, che manda in pista una Safety Car davanti a Gasly (in quel momento quarto) permettendo ai tre battistrada (Marciello, Malja e Giovinazzi appunto) di effettuare la sosta obbligatoria senza perdita di posizioni. Il sorpasso definitivo arriva a Sepang, quando Giovinazzi domina e Gasly butta alle ortiche la pole del venerdì. Si presenta ad Abu Dhabi con sette punti di vantaggio sul compagno di squadra, che tuttavia domina il weekend in lungo e in largo rovesciando la situazione. Giovinazzi vince cinque gare e sale otto volte sul podio, ma perde il titolo per soli otto punti.

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Nel finale di 2016 torna a correre anche sui prototipi disputando le 6h del Fuji e di Shanghai su una Ligier LMP2. Con il quarto posto in Giappone e il secondo in Cina, dovuti più che altro alla pochezza del compagno di equipaggio Gelael, Giovinazzi conferma anche di essere un pilota alquanto polivalente.

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Arriva quindi la chiamata da Ferrari, che lo inserisce in squadra come terzo pilota. Partecipa ai test di Barcellona sulla Sauber, al posto dell'infortunato Wehrlein, e successivamente anche al Gran Premio d'Australia, dove è ottimamente dodicesimo.

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Nella speranza che la gara di oggi non rimanga un caso isolato, e credo che non lo rimarrà, possiamo dire che finalmente con Giovinazzi abbiamo un pilota italiano in grado di rimanere stabilmente in Formula 1 con ottimi risultati. Speriamo che Ferrari lo valorizzi a dovere in futuro.

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