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Osella FA1E

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Osella FA1 E '83.jpg

DATI GENERALI

Scuderia: Osella Squadra Corse
Anno di produzione: 1983
Motore: Alfa Romeo 1260 V12 2991 cc
Elettronica:
Telaio: Monoscocca in alluminio con inserti in fibra di carbonio
Carburante e lubrificanti: Agip
Pneumatici: Michelin (1983), Pirelli (1984)
Luogo di produzione: Volpiano (ITA) Google Maps
Progettista: Tony Southgate
Impiegata nel: 1983 e 1984
Piloti: 32 Piercarlo Ghinzani (1983 e 1984), 31 Corrado Fabi (1983), 30 Jo Gartner (1984)

STATISTICHE

GP Disputati: 13
Miglior risultato:
Vittorie:
0
Podi:
Pole Position: 0
Giri Più Veloci:

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Su ebay  è invendita una carrozzeria di questa vettura

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Ne esistono due versioni completamente diverse di queste vetture.

La prima che Esordì a Imola e corse sino al Canada ee fu usata sol da Ghinzani,  la seconda che fu usata da Silverstone anche da Fabi.

In comune avevano motore, cambio e sospensioni origine dell'Alfa 182.

(Osella avrebbe dovuto avere anche i Telai, cosa che avvenne poi la turbo del 1984, ma l'Euroracing che gestiva l'Alfa Romeo in pista si oppose)

La prima fu realizzata sulla base della FA1/C la disgraziata vettura del 1981-1982 , quella che perdeva le ruote ed era stata progettata da Valentini, alleggerita malamente da Guilpin e poi ad inizio del 1983 rivista e resa sicura da Southgate per essere convertita nella FA1/D-Ford a fondo piatto con cui si iniziò il campionato). Fu preso il telaio della seconda vettura (muletto di Fabi ed usata da Ghinzani nei primi GP) , cambiata l'aerodinamica, copiando la Brabham bt52 e montato tutta la meccanica posteriore e le sospensioni Alfa Romeo (opera dell'ingegner Marelli). Una vettura con 5 padri visto che l' "Alfizzazione" fu curata da Petrotta ... Fu realizzata quando si capì che non si sarebbe arrivata con quella definitiva in tempo per Imola.

La seconda fu realizzata da Patrotta e Southgate. Il primo curò l'aerodinamica (sostanzialmente uguale alla prima), il secondo (ingaggiato come free-lance) realizzò lo chassis e le sospensioni anteriori., Era una vettura interessante. Intanto fu la prima Osella monoscocca in compositi in vece che tubolare. La vettura seguiva lo schema creato da Nigel bennet per l'Ensign del 1982 e copiato da Murray per la Bt52: due gusci: quello inferiore in Honeycomb di alluminio e quello superiore in carbonio, imbullonati tra loro.  Innovative erano le sospensioni posteriori ; apparentemente simili ad un push-rod, presentavano però gli ammortizzatori in alto anziché nella parte bassa del telaio. Una soluzione che sarà ripresa solo vari anni dopo e che offriva vantaggi di peso e di sicurezza. Dietro mantenne tutte le origini Alfa Romeo.

Una vettura importante, perché servì ad Osella a dimostrare all'Alfa che potevano fornirgli il materiale turbo per il 1984.

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Il ‎07‎/‎09‎/‎2017 at 11:46 , massimo66 ha scritto:

Erano gli ammortizzatori anteriori.

 

Si esatto.

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