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Trovato 12 risultati

  1. V6DINO

    Jordan 199 '99

    DATI GENERALI
  2. V6DINO

    Jordan EJ10B '00

    DATI GENERALI
  3. V6DINO

    Jordan EJ10 '00

    DATI GENERALI
  4. V6DINO

    Jordan 198 '98

    DATI GENERALI
  5. V6DINO

    Jordan 197 '97

    DATI GENERALI Scuderia: B&H Total Jordan Peugeot Anno di produzione: 1997 Motore:Peugeot A14 V10 3000cc Telaio: Monoscocca composita in fibra di carbonio e kevlar con struttura a nido d'ape Carburante e lubrificanti: Total Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione : Silverstone (GBR) Progettista: Gary Anderson, Tim Holloway, Seamus Mullarkey Impiegata nel: 1997 Piloti: 11 Ralf Schumacher, 12 Giancarlo Fisichella STATISTICHE GP Disputati: 17 Vittorie: 0 Podi: 3 Pole Position: 0 Giri Più Veloci: 1 Miglior risultato: Jordan, 5° posto nel Campionato Costruttori 1997
  6. V6DINO

    Jordan 191 '91

    DATI GENERALI Scuderia: Team 7Up Jordan Anno di produzione: 1991 Motore: Ford Cosworth HBA4 V8 3494cc Telaio: Monoscocca in fibra di carbonio e kevlar a nido d'ape Carburante e lubrificanti: BP Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Silverstone (GBR) Progettista: Gary Anderson, Andrew Green Impiegata nel: 1991 Piloti: 32 Bertrand Gachot, 33 Andrea DeCesaris, 32 Michael Schumacher, 32 Alessandro Zanardi, 32 Roberto Moreno STATISTICHE GP Disputati: 16 Vittorie: 0 Podi: 0 Pole Position: 0 Giri Più Veloci: 1 Miglior risultato: Jordan, 5° posto nel Campionato Costruttori 1991 191 Eddie Jordan è quello che si può definire un self-made-man dell'automobilismo, un uomo che ha saputo costruire una storia di successo – sia sportiva che economica – letteralmente dal nulla, senza avere alle spalle munifici sponsor o grandi patrimoni familiari. Eddie, irlandese di Dublino, iniziò una carriera da pilota privato negli anni '70, partendo dalla F.3 inglese. Con mezzi economici limitatissimi e budget risicati, iniziò nel 1980 a lasciare il volante per dedicarsi alla gestione di vetture portate in pista per conto di piloti-clienti: fu da quel primo approccio manageriale che nacque la Eddie Jordan Racing. Nonostante le "umili" origini, la scuderia funzionò e già nel 1982 raccolse le prime vittorie nell'Europeo F.3 con James Weaver. Fu l'inizio di una serie di fortunate stagioni nelle formule minori: Martin Brundle, Tommy Byrne, Allen Berg, Martin Donnelly, Damon Hill sono solo alcuni dei piloti che raccolsero svariati successi sulle vetture gestite da Jordan negli anni successivi sia in F.3 che in F.3000. D'altronde Eddie Jordan non era solo un abile e competente team manager, ma possedeva soprattutto una dote spiccata e non comune, quella di essere uno straordinario scopritore di talenti. Solo alcuni esempi: fu lui che, nel 1982, accolse nella sua scuderia un giovane brasiliano che faceva Ayrton di nome e Senna di cognome e gli diede la prima opportunità "vera" in Europa. E fu ancora lui che lanciò nel 1986 l'eccezionale talento di Johnny Herbert, frenato dal grave incidente che, proprio al volante di una Jordan, l'inglese ebbe a Brands Hatch in F.3000 nella stagione successiva. Infine, fu ancora Eddie che nel 1989 ingaggiò un po' a sorpresa un giovane francese che si chiamava Jean Alesi che, fra lo stupore generale, sbaragliò la concorrenza vincendo il titolo continentale di F.3000. Insomma, non può dunque sorprende il fatto che, proprio con la 191”, sia stato proprio il team irlandese a far esordire in F.1 un certo Michael Schumacher, chiamato a sostituire il titolare Bertrand Gachot quando questi venne arrestato a Londra dopo una banale lite stradale e trattenuto in carcere proprio nei giorni in cui si doveva svolgere il Gran Premio del Belgio. E, poi, altri futuri campioni come Rubens Barrichello, Eddie Irvine e Ralf Schumacher. Ma torniamo alla Jordan e alla sua vicenda sportiva: questa storia di successi, l'ormai consolidata esperienza in pista maturata nel decennio '80 e la solida reputazione che si era costruito nell'ambiente, convinsero Jordan a compiere il "grande passo" e a varare il programma F.1 in vista della stagione 1991. La Jordan 191 – che come abbiamo visto nella scheda dedicata doveva originariamente chiamarsi 911 – fu dunque la prima Jordan a scendere in pista e, senza dubbio, fu una vettura di notevole successo che portò i suoi piloti ad ottenere risultati che per una scuderia esordiente non possono che definirsi eccellenti. Jordan aveva preparato con cura il suo debutto nel massimo campionato: prima di tutto aveva ingaggiato un tecnico esperto come Gary Anderson strappandolo alla Reynard e poi era riuscito a chiudere un accordo con la Ford per la fornitura di motori che, originariamente, avrebbero dovuto essere i poco performanti Judd. L'accordo prevedeva l'utilizzo non dei classici DFR che la Cosworth metteva a disposizione delle scuderie di bassa classifica, ma il modello "di punta" HB che era riservato allora alla sola Benetton. La "191", ispirata alla Tyrrell 019 di Harvey Postlethwaite, era una vettura elegante ed innovativa, la cui pulizia delle linee era esaltata dalla bella livrea verde Irlanda che purtroppo, per ragioni di sponsor, si perse negli anni successivi. Era anche molto efficace e Andrea De Cesaris la portò per ben due volte in stagione ai piedi del podio. ( Massimo Piciotti )
  7. V6DINO

    Jordan 193 '93

    DATI GENERALI Scuderia: Sasol Jordan Anno di produzione: 1993 Motore: Hart 1035 V10 3499cc Telaio: Monoscocca composita in fibra di carbonio e kevlar a nido d'ape Carburante e lubrificanti: Sasol Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Silverstone (GBR) Progettista: Gary Anderson, Andrew Green Impiegata nel: 1993 Piloti: 14 Rubens Barrichello, 15 Ivan Capelli, 15 Thierry Boutsen, 15 Marco Apicella, 15 Emanuele Naspetti, 15 Eddie Irvine STATISTICHE GP Disputati: 16 Vittorie: 0 Podi: 0 Pole Position: 0 Giri Più Veloci: 0 Miglior risultato: R.Barrichello, 5° posto nel GP Giappone 1993 193 Il progetto della Jordan 193 nacque in completa discontinuità dei precedenti, con una impostazione aerodinamica completamente nuova la cui concezione fu ancora affidata a Gary Anderson. Il motore, lasciato il disastroso Yamaha, era questa volta l'Hart, certamente migliore del predecessore ma ancora non all'altezza dei propulsori più performanti del lotto. La stagione, dunque, finirà per essere migliore della precedente, ma ancora al di sotto delle aspettative di Jordan che, dopo l'exploit della stagione di esordio, aveva coltivato ben altri sogni di gloria. Il talent scout irlandese portò al debutto con la "192" il giovane brasiliano Rubens Barrichello, delfino di Ayrton Senna, ed il suo talento si cominciò ad intravvedere in qualche occasione, come per esempio a Donington quando Rubens fu al lungo terzo sotto la pioggia prima di dover rallentare per un problema all'alimentazione. Meno fortunata fu la scelta di affiancargli i veterani Ivan Capelli e Thierry Boutsen che, a fine carriera, lasciarono entrambi dopo poche anonime gare. Jordan decise allora di ripescare fra i giovani e, dopo aver dato la chance agli italiani Apicella e Naspetti, a Suzuka accanto a Barrichello fece esordire una altro giovane di belle speranze. Era Eddie Irvine che, al debutto, si piazzò subito sesto e si guadagnò la conferma per il 1994. ( Massimo Piciotti )
  8. V6DINO

    Jordan 196 '96

    DATI GENERALI Scuderia: B&H Total Jordan Peugeot Anno di produzione: 1996 Motore: Peugeot A12 V10 3000cc Telaio: Monoscocca composita in fibra di carbonio e kevlar con struttura a nido d'ape Carburante e lubrificanti: Total Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Silverstone (GBR) Progettista: Gary Anderson, Tim Holloway, Darren Davies Impiegata nel: 1996 Piloti: 11 Rubens Barrichello, 12 Martin Brundle STATISTICHE GP Disputati: 16 Vittorie: 0 Podi 0 Pole Position: 0 Giri Più Veloci: 0 Miglior risultato: Jordan, 5° posto nel Campionato Costruttori 1996 196 La "196" segna un passaggio a suo modo storico per la Jordan: l'arrivo dello sponsor tabaccaio britannico Benson & Hedges porta alla caratteristica colorazione gialla che sarà poi segno distintivo della scuderia fino al termine della sua parabola in F.1, anche se, ad onor del vero, nella seconda parte della stagione il giallo lascerà provvisoriamente il posto ad una tonalità oro. In pista la "196" – guidata da Rubens Barrichello, al quarto anno in Jordan, e dal veterano Martin Brundle – mantenne solo in parte le attese e lascò la scuderia irlandese ancora un passo indietro rispetto ai top team. La vettura era notevolmente diversa dalla precedente ed adottava lo stile a muso alto della Benetton ed ospitava una versione evoluta del dieci cilindri Peugeot. Nonostante i numerosi piazzamenti nessuno dei due piloti riuscì mai a trovare il podio: l'appuntamento con la prima agognata vittoria per Eddie Jordan era nuovamente rinviato alla stagione successiva. Visto lo "stallo" la Peugeot annuncia a fine stagione l'interruzione della collaborazione con la Jordan per passare alla Prost. ( Massimo Piciotti )
  9. V6DINO

    Jordan 192 '92

    DATI GENERALI Scuderia: Sasol Jordan Yamaha Anno di produzione: 1992 Motore: Yamaha OX99 V12 3498cc Telaio: Monoscocca in fibra di carbonio e kevlar a nido d'ape Carburante e lubrificanti: Sasol Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Silverstone (GBR) Progettista: Gary Anderson, Andrew Green Impiegata nel: 1992 Piloti: 32 Stefano Modena, 33 Mauricio Gugelmin STATISTICHE GP Disputati: 16 Vittorie: 0 Podi: 0 Pole Position: 0 Giri Più Veloci: 0 Miglior risultato: S.Modena, 6° posto nel GP Australia 1992 192 Se da un punto di vista del telaio la nuova Jordan 192 ricordava molto da vicino l'ottima 191, si differenziava da questa per un particolare purtroppo tutt'altro che secondario: il motore. Eddie Jordan, infatti, era rimasto poco soddisfatto dal fatto che, nonostante il costoso contratto con Ford, alla sua scuderia non fossero stati messi a disposizione nel corso della stagione 1991 gli stessi elementi evolutivi che erano forniti alla Benetton. Ragion per cui decise di interrompere il rapporto con lo storico motorista e di adottare il molto meno costoso propulsore Yamaha. Fu una scelta sbagliata. Mal concepito, non molto potente e molto fragile, il motore giapponese si rivelò il vero tallone d'Achille della Jordan 192. Un solo punto raccolto nell'ultima gara in Australia da Stefano Modena ed una collezione di guasti e ritiri furono il deludente refrain che ha accompagnato tutta la stagione. ( Massimo Piciotti )
  10. V6DINO

    Jordan 911 '90

    DATI GENERALI Scuderia: Jordan Grand Prix Anno di produzione: 1990 Motore: Ford Cosworth HB V8 3494cc Telaio: Monoscocca in fibra di carbonio Carburante e lubrificanti: Pneumatici: Goodyear Luogo di Produzione: Irlanda Progettista: Gary Anderson, Andrew Green Impiegata nel: 1990 (solo test) Piloti: John Watson STATISTICHE GP Disputati: 0 (solo test) 911 La Jordan 911 è semplicemente la prima versione, realizzata nell'inverno del 1990, della Jordan F.1 che sarebbe poi scesa in pista successivamente con la sigla "191". Quando Eddie Jordan decise il "grande salto", stipulò un accordo con la Ford per la fornitura dei motori e incaricò della progettazione il tecnico ex-Reynard Gary Anderson. La vettura venne assemblata nella nuovissima struttura del team costruita a due passi dalla pista di Silverstone e proprio sul circuito inglese mosse i primi passi il 28 novembre in una elegante livrea nera con un pilota d'eccezione, il campione inglese John Watson, per l'occasione tornato al volante. Qualche giorno dopo Eddie Jordan ricevette un telegramma spedito da Stoccarda: la Porsche non era molto contenta dell'utilizzo della sigla "911" per la vettura e chiese "con le buone" ad Eddie di cambiarne il nome. Dopo una riunione tenutasi in Germania, pare che una fiammante Porsche 911 nera sia stata recapitata presso l'abitazione di Eddie. Da quel momento il "911" divenne "191".
  11. irron3

    Jordan 192

    1992 Gugelmin
  12. driver29

    Jordan 197 (1997)

    Melbourne