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  1. Anche a me questa storia della vernice grattata mi lasciava perplesso. Mi sono sempre chiesto perché anche l'Auto Union si sentì in dovere di fare questa scelta. Ipotizzo che l'ordine sia arrivato dall'alto per motivi puramente estetici e che Neubauer si sia voluto prendere un merito che magari spettava a qualche gerarca. PS: durante il Terzo Reich il valore del marco fu completamente sganciato dall'oro. È sbagliato quindi parlare di marchi-oro riferito a quell'epoca.
  2. Originali o copie anastatiche?
  3. Ad Adelaide era in corso una specie di uragano. Secondo me fecero partire la gara solo per non rimborsare i biglietti. Evidentemente i protagonisti lo sapevano ed erano d'accordo, per via del mondiale già deciso. Forse Senna si è lamentato perché gli organizzatori stavano andando oltre i giri concordati. A pensar male...
  4. Anche secondo me i commissari non c'entrano nulla. Sono i regolamenti ad essere fuori da qualunque realtà.
  5. L'automobilismo era sport per uomini veri. Adesso è diventata una sfilata di femminucce piagnucolose che corrono da mamma tutte le volte che qualcuno fa loro la bua. Per uno come me, che segue la F1 ormai molto saltuariamente, sentire dire che "la penalizzazione è giusta perché Vettel ha costretto Hamilton ad alzare il piede" suona così assurdo da farti venire il dubbio se sono pazzi tutti o se sei impazzito tu. Ma in che mondo stiamo vivendo?
  6. Ecco la risposta del "museo" Ferrari: dal 3 gennaio fino al 30 aprile il Museo di Maranello ospita una mostra dedicata ai 50 anni di Michael Schumacher, ‘Michael 50’ il titolo appunto, per questo motivo ha trovato vetture di Formula 1 o anche GT legate al pilota tedesco che volevamo omaggiare. Il nostro museo ospita sempre mostre tematiche nell’ambito delle quali le vetture esposte cambiano, quindi le suggeriamo la prossima volta di visitare il nostro sito prima per vedere le esposizioni in corso e nel caso di tornare a visitarci. Il che conferma il mio sospetto: non sono un museo ma una sala esposizione. Probabilmente quasi nessun pezzo d'epoca è loro. Il che va bene, ma bisogna essere chiari. Loro non sono stati chiari.
  7. Beh, però bisogna essere consapevoli che Enzo Ferrari non conservava le auto. Quindi un mega-museo che ne ripercorra la storia non è possibile. Posso anche passare sopra al fatto che hanno mandato all'estero tutta la collezione, ma: 1) me lo dici sinceramente; 2) non fai lo sciacallo e ti inventi un omaggio a Schumacher per riempire i buchi. È soprattutto questo che mi ha infastidito.
  8. Qualche dettaglio in più sulla tua disavventura?
  9. Ormai Ferrari è morto da tanto tempo, 30 anni e passa. La sua anima non è più lì, a Maranello non percepivo la presenza del suo spirito. La Ferrari oggi è qualcosa di completamente diverso. Enzo Ferrari un museo non l'ha mai voluto. Le macchine vecchie le vendeva o le rottamava. "Faccio il costruttore", diceva. Lui era onesto, grande italiano d'altri tempi.
  10. Vero C'è rimasto malissimo pure lui... però la cena e la notte fuori sono state belle. Senza donne tra le scatole, per giunta: moglie e figlie lasciate a casa
  11. Anche questa storia delle mostre: è un museo o uno spazio espositivo? Bisogna chiarirsi sui concetti.
  12. Gli ho scritto, se ne sono fregati altamente...
  13. Avevo da tempo deciso di visitare il museo Ferrari di Maranello. Pur partendo da non molto lontano (Milano), decido comunque di passare una notte fuori: prendo mio figlio, passiamo il sabato sera in un buon agriturismo nelle campagne modenesi, dormita e sveglia alla buon ora per arrivare al museo per l'orario di apertura. Entriamo emozionati: ho visto delle foto, la Ck turbo, la C2, la T4, la Ferrari 500.... racconto aneddoti storici a mio figlio. C'è anche la mostra "50 anni di Schumacher". Entriamo, visita al primo piano: come pezzo raro c'è la Ferrari 750 sport. Qualche motore, dei pezzi di carrozzeria, addirittura un modello in legno che serviva per ordinare la carrozzeria ai carrozzieri di fama. Si scende, qualche auto più moderna, spicca la F40. Si sale ad un piano intermedio e c'è la mostra su Schumacher: tutte le auto che ha pilotato. Guardiamo velocemente, belle, ma siamo qui per ben altro. Ci sono i caschi di tutti i piloti campioni del mondo con la Ferrari. Vabbè. Si scende, le macchine guidate da Enzo Ferrari e poi... l'uscita! Mi blocco, non può essere finita qui: e le macchine storiche? Un addetto, un po' imbarazzato, mi dice che le hanno tolte, per ospitare la mostra su Schumacher. "Ma adesso dove sono?" chiedo. "A Londra per una mostra" è la risposta. Ecco, capito tutto: mandate a suon di sterline a Londra, le hanno sostituite con le macchine di Schumacher, altrimenti lasciavano gli spazi vuoti. I magazzini ne sono piene, sono in giro dappertutto a Maranello: all'ingresso, nei negozi. Pezzi non pregiati, come voi ben sapete. E hanno avuto anche la faccia tosta di dire che fanno una mostra in onore di Schumacher. Pure le sagome in legno hanno usato, per riempire gli spazi vuoti. I soliti furbi italioti. Nauseato, me ne vado. Di certo non ci torno più. Dovevo andare a chiedere la restituzione del prezzo dei biglietti. Anzi, della refurtiva. Mi spiace non averlo fatto. Una cosa vergognosa. Confesso, il giorno dopo, di aver goduto per i guai in corsa della Ferrari. Se ne andassero affà....
  14. Q Ce l'ho anch'io quel libro. Il documentario di Enzo Biagi cui mi riferisco è successivo alla morte di Ferrari. Resto convinto che fosse un simpatizzante, tutto sommato moderato. E comunque la sua azienda veniva prima di qualunque idea politica. Fece come quasi tutti gli imprenditori italiani: si barcamenó tra occupanti, fascisti e resistenti. Sperando di cavarsela in attesa di tempi migliori.
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