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Showing content with the highest reputation on 10/17/2013 in all areas

  1. 4 points
    Ma naturalmente la motogp, la f1 e tutto il resto degli sport "si riduce" alle leggi della fisica. Il lavoro del pilota è cercare di arrivare il più vicino possibile al limite dell'aderenza, cioè al massimo possibile di aderenza spremibile dalle gomme per avere la velocità media sul giro/in gara più elevata. Ovvio che ci voglia abilità nell'interpretare i segnali, capire come avvicinarsi e cosa succede se si passa oltre il limite (che, ripeto, è sempre a detrimento della prestazione). La Ducati era una moto con determinati punti di forza e altri di debolezza. La grandezza di Stoner e la debolezza specifica di Rossi sulla gp10, ad esempio, risiedeva nel fatto che il primo riusciva a guidare sfruttando i punti di forza esistenti mentre il secondo non ne era capace e tentava di portare le caratteristiche della moto verso i propri punti forti della guida. Laddove uno adattava se stesso al mezzo, l'altro adattava il mezzo a se stesso. Ma Stoner non è mai andato oltre le possibilità offerte da quella desmo16 quando vinceva. Ha "solo" dimostrato agli altri che l'hanno guidata contemporaneamente a lui, quale fosse il limite di riferimento successivo. Era lui ad andare oltre, ma alle capacità degli altri piloti.
  2. 3 points
    1) Intendo solo dire che per entrambi gli errori di guida hanno impattato sulle prestazioni in pista. Per Jorge saranno state più cadute con conseguenze "minori" e per Rossi una solamente con la sfortuna di un calendario che gli fece saltare tre gare di fila, però sempre lì siamo: non è colpa del vincitore se l'altro è caduto, in moto vale così per ciascuno dei contendenti, ogni anno. 2) Parlo di condizioni contrattuali: fino a brno 2009 Rossi otteneva gli aggiornamenti prima e Lorenzo doveva aspettare. Poi Ducati gli fece un'offerta e Lorenzo usò questa leva per portare Jarvis a firmare un contratto dove gli aggiornamenti fossero disponibili anche per lui da subito. Rossi nel 2010 voleva nuovamente queste condizioni e non le ottenne, decidendo di andarsene. Nulla gli impediva di continuare ad avere un trattamento paritario.
  3. 2 points
    Invece di essere sprezzante, prova a capire la posizione dialettica altrui. Il pilota non può mai ottenere di più di quello che il mezzo riesce ad offrire perché se frena un po' dopo, curva un po' più tardi, accelera un po' prima etc. la risultante sarà una perdita di aderenza. Pensare che un pilota possa ottenere di più di quanto un mezzo esprima potenzialmente significa credere nella magia.
  4. 2 points
    OT la bellezza delle corse è quando il limite non è facilmente percepibile da tutti, oggigiorno soprattutto in F1 il limite è alla portata di tutti, negli anni '90 no, c'erano piloti che pensavano di essere al limite, ma alla fine prendevano distacchi pesanti dal caposquadra. Quando Schumacher e Senna mettiamoci Stoner con la Ducati facevano prestazioni marziane "semplicemente" erano a cavallo col limite dei loro mezzi lo accarezzavano senza andare oltre, loro riuscivano a percepirlo, altri invece pensando di percepirlo invece si fermavano ben prima... fine OT
  5. 2 points
    Il talento (e la continuità di risultati) di Marquez non si discute, credo che non ci sia nessun pazzo in grado di sostenere il contrario. Quindi, che il titolo sia un qualcosa di meritato e storico, non ci piove, anche al lordo degli infortuni di Pedrosa e Lorenzo (comunque negli ultimi 6 anni c'è stato almeno un infortunio importante da parte di uno qualsiasi dei top) ma che la Honda sia stata la moto migliore di quest'anno e che abbia permesso (unito al già citato talento, ovviamente) a Marquez di sopperire a suoi errori di guida (Misano, Jerez, Aragon) credo che sia altrettanto vero e dimostra come Marc abbia ottenuto quello che il mezzo gli permetteva. Andare "oltre il mezzo" l'ho visto fare, in questo 2013, solo a Lorenzo, a Silverstone e la differenza si è vista..
  6. 2 points
    Ha comunque 3 stagioni intere d'esperienza in più solamente nella categoria più alta del motomondiale. Dovizioso esordisce in MotoGp a 21 anni mentre Crutchlow partecipa al BSB. L'uno è alla dodicesima stagione nel motomondiale, l'altro ha corso in supersport, BSB e WSBK fino al 25° anno.
  7. 1 point
    Tu hai detto a me che sto delirando, nel post #54. Io ho solo constatato che la tua convinzione specifica risponde alla definizione di delirio. Cosa peraltro oggettiva. Non è che dietro al paravento dell'opinione personale si possa sostenere anche qualcosa di chiaramente smentibile e smentito dai fatti, fortunatamente. Che il pilota faccia relativamente più la differenza in moto che in macchina è corretto però non hai mai sentito me parlare di andare oltre il limite come qualcosa di positivo o epico per incensare il conduttore di turno. Né per quanto riguarda Schumacher, né per quanto riguarda Stoner con qualsivoglia mezzo. L'unica cosa che si ottiene "oltre alle potenzialità del mezzo" è ciò che regalano gli errori altrui, sempre che si sia rimasti in piedi.
  8. 1 point
    Per prima cosa io non ho alcuna intenzione di offenderti: la parola delirio l'ho usata perché viene definita esattamente così in letteratura e nel DSM e perché mi sembrava l'avessi sdoganata tu stesso parlando di delirio paranoide riguardo ai tifosi di Vettel, qualche tempo fa. Perché il doppiopesismo, dunque? La realtà oggettiva si chiama fisica, una scienza che dice in maniera complicata (supportata dall'altra scienza che chiamiamo matematica) che il limite di un mezzo meccanico non è oltrepassabile senza che il risultato sia una perdita di grip che finisca in una caduta o in una perdita di tempo sul giro (tutte cose che ho già scritto e che bastava leggere). Pedrosa non ha fatto il massimo (era questa la tua convinzione di partenza) né prestazionalmente né a livello di punteggio e l'abbiamo visto tutti. Ergo era possibile fare meglio. Marquez l'ha fatto, cadendo meno e raccogliendo tutto quello che è derivato dagli errori di Pedrosa e Lorenzo. Però non è andato "un po' oltre le effettive possibilità offerte dalla moto": teoricamente era possibile fare meglio persino di Marquez, e penso alla caduta in gara al Mugello, che era evitabile. E il campionato adesso sarebbe già chiuso. I fatti dimostrano che la tua convinzione è falsa perché a questi non corrisponde. Tu però non potendo controbattere ai fatti, ti rifugi nella soggettività . Non c'è alcun problema, personalmente. Mi basta chiarire che si tratti di soggettività senza basi fattuali.
  9. 1 point
    Sta di fatto che Rossi non era al 100% così come Lorenzo non lo era in Qatar.
  10. 1 point
    Di certo non era al 100%, questa la sua dichiarazione post-gara: A fine gara, il numero 99 del Team Fiat si è presentato abbastanza provato ai microfoni dei giornalisti e ha rialsciato le seguenti dichiarazioni: “ho dovuto staccare il cervello e guidare con il cuore, e sono felice di questo secondo posto. La mano mi faceva un po’ male, ma il problema più grande è stato il posteriore che scivolava: all’inizio, con il serbatoio pieno, era molto difficile da controllare. Appena il serbatoio si è svuotato un pò e la moto si è alleggerita è stato più facile e ho iniziato ad avvicinarmi, ma ero al limite fisico! Ho fatto alcuni buoni sorpassi e questo è un risultato fantastico per la nostra squadra, grazie anche alla vittoria di Valentino. Ora andiamo a Motegi, dove ho vinto l’anno scorso. Per allora sarò in migliori condizioni fisiche e pronto per essere ancora più forteâ€.
  11. 1 point
    C'è anche da dire che Rossi, dal 'ring in poi, ha usato una moto settata sui dati generali di Lorenzo (visto il muro totale imposto da Valentino) quindi chiaramente non adattissima al suo stile di guida.. Che comunque, per inciso, lo trovo più un "merito" di Jorge, nel senso che dimostrò (ma nessuno credo ne dubitasse, così come nessuno dubitava di Marquez anche se per metà stagione ha lavorato con le telemetrie di Pedrosa) che non era il pilota che "sapeva andar forte perchè la moto gliela sistemava Rossi mentre lui non era capace".
  12. 1 point
    1) Lorenzo nel 2008 saltò solo Barcellona e corse menomato diciamo fino a Brno (cadde anche al Sachsenring e a Laguna), poi però più che dagli infortuni fu condizionato dalla paura di farsi male di più. Dalla sua parte, qui ti do ragione, c'è il fatto che fosse esordiente e che "calzasse" le meno performanti Michelin. Rossi nel 2010 di gare ne perse ben quattro e fino ad Aragà³n il rendimento fu alquanto alterno. Insomma, se Lorenzo non fosse caduto così tante volte ad inizio 2008 avremmo visto un campionato sicuramente più combattuto, e idem per il 2010. Ma non riesco a definire la "sconfitta" di Rossi nel 2010 come tale, proprio perché l'infortunio lo penalizzò per un arco di tempo maggiore. Magari avrebbe perso lo stesso, ma io non riesco ad esserne certo al 100%. 2) Infatti io ho detto che Rossi se n'è andato perché sentiva che ormai la Yamaha puntava su Jorge, mica perché l'hanno cacciato. E tant'è che rispose battendolo in un bellissimo duello a Motegi, non piagnucolando. Avendo sviluppato la Yamaha nei sei anni precedenti si è sentito un po' messo in disparte, tutto qui. Privilegio da prima guida? Potrei concedertelo per il 2008, quando avevano gomme diverse (ma se la situazione si fosse ribaltata?), ma per il 2009 proprio no.
  13. 1 point
    Non tifo Rossi, se non cito un infortunio è perchè non me lo ricordo, come in questo caso (dove comunque non mi pare che ci sia chissà qualche problema, anche il rendimento di quella corsa lo dimostra). Fermo restando che la spalla di Rossi (pur essendo un problema sottovalutato abbastanza dai medici, ma vale un po' lo stesso discorso riguardo una frattura di Pedrosa curata male, senza dimenticarci del grottesco calvario di Hopkins, arrivato ad amputarsi un dito) fu un qualcosa di parecchio inflazionato.
  14. 1 point
    Personalmente credo che ci debba essere omogeneità nelle valutazioni: Lorenzo nel 2008 era esordiente, con gomme Michelin (dalle quali Rossi era riuscito a fuggire nell'inverno precedente a causa delle loro prestazioni non all'altezza) e si è infortunato gravemente. Nel 2009 Lorenzo era prestazionalmente al livello di Rossi ma questi ha prevalso per superiorità nel corpo a corpo (a dimostrazione di quanto fossero vicini). Però da Brno 2009 Lorenzo ha ottenuto la parità tecnica, che fino a quel momento non aveva. E l'anno dopo Rossi s'è infortunato. Quindi se consideri il 2008 di Lorenzo come sconfitta, tocca considerare come valevole anche il 2010 di Rossi, tibia, perone e spalla comprese. Infine nessuno ha cacciato Rossi, anzi è stato quest'ultimo a rendersi conto di quanto fosse diventato pericoloso prestazionalmente il maiorchino e infatti aveva messo Jarvis di fronte ad un ultimatum, rivolendo indietro lo status di prima guida per quanto riguarda lo sviluppo. Non gli andava più bene la parità tecnica. Questa per me è la migliore presa d'atto di una probabile inferiorità , per mano di Rossi stesso.
  15. 1 point
    Lo dice la realtà oggettiva dei fatti, non io. Quanto al delirio, ho solo riscontrato l'aderenza del ragionamento alla definizione del dsm.
  16. 1 point
    si per una stagione e mezza poi Lorenzo ha preso il largo, siamo onesti
  17. 1 point
    Credo Lorenzo sia "piu' forte " di Rossi ormai da 3 anni a questa parte
  18. 1 point
    E' una convinzione scorretta: il limite del mezzo meccanico sta nella fisica. Curva per curva, giro per giro, gara per gara. Se lo si supera, oltre il limite c'è solo la caduta (o la perdita di tempo). Pedrosa evidentemente non ne ha tratto il massimo, per errori propri ed altrui.
  19. 1 point
  20. 1 point
    il terzo è Monteprezzemolo... per 70/80 euro scoparmi la Fenech ci facevo l'abbonamento ! ! !
  21. 1 point
    NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO ! ! ! ! ! ! Sono nato nell'epoca sbagliata ! ! ! ! ! !
  22. 1 point
    https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=gOFaGiCcHC0#t=50 Nuovi test in corso per Audi a Monza, sempre con gomme 2014 e macchina 2013
  23. 1 point
  24. 1 point
  25. 1 point
    Non so se avete letto l'ultima pazzesca proposta per "rilanciare" i rallyes e renderli popolari presso quelli che non capiscono un accidente di corse. Vogliono far sì che l'ultima "prova speciale" sia decisiva per decidere TUTTE le posizioni, con duelli in cui si affrontano i vari equipaggi secondo la classifica provvisoria della penultima p.s.: il primo contro il secondo, il terzo contro il quarto e così via. In tal modo, può frequentemente succedere che uno si rompe il sedere per tre giorni per costruirsi un vantaggio di due minuti sul secondo, ma poi deve giocarsi tutto nell'ultima singola prova speciale, dove magari fa l'unico errore della gara e butta via la vittoria. QUESTI NON SONO PIU' RALLYES. E non è questione di nostalgia.
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